Antonella Barbieri assolta «incapace di intendere»: uccise i 2 figlioletti soffocandoli.

4498251_1830_antnella_barbieri_assoltaL’hanno assolta. Ha ucciso i suoi due figli, ma Antonella Barbieri è stata considerata incapace di intendere. una sentenza che farà molto discutere. Tutto avvenne nel dicembre di due anni fa, quando Antonella Barbieri uccise i suoi bambini nati dal matrimonio con Andrea Benatti, Kim di 2 anni, soffocata in casa a Suzzara, e Lorenzo Zeus di 5, accoltellato nella golena di Luzzara (Reggio Emilia). Antonella Barbieri è stata assolta per l’omicidio dei suoi due figli perché ritenuta «totalmente incapace di intendere e volere al momento dei fatti», come risultato dalle perizie psichiatriche. È la sentenza emessa dal giudice per le indagini preliminari di Mantova, Matteo Grimaldi. Antonella Barbieri, 40 anni, è residente a Suzzara (Mantova).

Antonella Barbieri, sposata al coetaneo Andrea Benatti, di Viadana (Mantova), cinque presenze nella nazionale di rugby, aveva tentato di togliersi la vita dopo il delitto. Il giudice l’ha assolta ma ha disposto il ricovero in una Rems, una Residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza, per un periodo di dieci anni. La donna è già detenuta in una struttura psichiatrica di Castiglione delle Stiviere (Mantova).

Scambia foto hard e viene ricattato: «Ha pagato ottomila euro». Quella donna in realtà era un 18enne

4473227_1349_ricatto_hard_ottomila_euroI carabinieri hanno avviato le indagini e hanno individuato, dietro al ricatto con estorsione, un 18enne della provincia di Macerata: la vittima a gennaio si era iscritta ad un gruppo di incontri e aveva iniziato la relazione virtuale con un utente che affermava di essere una donna, con la quale aveva scambiato foto piccanti. Dietro l’utente c’era però proprio il 18enne.

Poco dopo l’uomo ha però incominciato a ricevere minacce: «Diffonderò le tue foto», diceva il contatto. Impaurito, inizialmente la vittima ha ceduto, pagando a più riprese importi da 50-100 euro, in tutto 146 pagamenti. Ma i ricatti non sono terminati e allora l’uomo ha trovato la forza di rivolgersi ai carabinieri. Attraverso gli accertamenti i militari hanno scoperto che il ricattatore non era una donna, ma proprio il 18enne maceratese ora denunciato per estorsione continuata.

Ragazza stuprata nell’ascensore della Circumvesuviana, fermati tre ragazzi di San Giorgio a Cremano tra i 18 e i 20 anni. Li conosceva di vista

ragazzaLa 24enne di Portici (Napoli) violentata ieri in un ascensore della stazione della Circumvesuviana conosceva di vista i suoi tre aggressori, giovani incensurati di età compresa tra i 18 e i 20 anni della vicina San Giorgio a Cremano ora fermati con l’accusa di violenza di gruppo. Anche per questo motivo non ha avuto paura, ieri, nell’entrare con loro nell’ascensore dove sono avvenuti gli abusi.

È uno degli elementi che emergono dalle indagini, condotte dal commissariato di Polizia di San Giorgio a Cremano e dalla squadra mobile della questura di Napoli. Ieri è intervenuto il pm di turno Salvatore Prisco, a coordinare l’inchiesta è da oggi il procuratore aggiunto Raffaello Falcone.

Dalle prime verifiche non risulta che i tre aggressori abbiano filmato gli stupri sui loro cellulari, anche se sui telefonini, sottoposti a sequestro, verranno effettuate perizie specifiche.

Il fatto è avvenuto ieri pomeriggio intorno alle ore 18: poliziotti del Commissariato di San Giorgio a Cremano sono intervenuti nella stazione della Circumvesuviana a seguito di segnalazione e qui hanno trovato la ragazza, ancora sotto choc e che è stata poi portata in ospedale. Sono immediatamente scattate le indagini, che si sono avvalse anche dell’utilizzo di telecamere dell’impianto di videosorveglianza, culminate questa mattina nell’identificazione e nel fermo dei tre sospettati di essere gli autori della violenza.

Anziani picchiati, derisi e abusati sessualmente: casa di riposo lager scoperta nel Bolognese

4310507_1457_casa_di_riposo_maltrattamenti_anzianiPercossi, lasciati al freddo e persino violentati sessualmente. I carabinieri hanno sollevato il velo sui maltrattamenti di cui erano vittime gli anziani ospiti in una casa di riposo lager di San Benedetto Val di Sambro, sull’Appennino bolognese. I militari della compagnia di Vergato hanno eseguito quattro misure cautelari nei confronti del titolare e di operatori sanitari addetti all’assistenza degli ospiti, non autosufficienti.

Ci sono anche due episodi di violenza sessuale ai danni di un’anziana fra i maltrattamenti scoperti dai carabinieri. La struttura è stata sequestrata ieri sera al termine di un blitz. I militari da qualche mese avevano avviato indagini, anche con l’utilizzo di telecamere nascoste che hanno ripreso «immagini strazianti»: anziani percossi, lasciati al freddo e con cibo insufficiente, derisi e umiliati.

A carico del titolare, un 52enne bolognese che è finito in carcere, c’è appunto anche l’accusa di violenza sessuale per avere abusato in due occasioni di una ospite. Gli altri tre provvedimenti, agli arresti domiciliari, hanno raggiunto la moglie 53enne dell’uomo e due operatrici sanitarie.

Yara, Bossetti vuole il trasferimento in un altro carcere: «Per non impazzire, chiedo di poter essere utile»

yara_bossetti_condannato_ergastolo_12223611Massimo Bossetti, condannato all’ergastolo per l’omicidio della tredicenne Yara Gambirasio, ha chiesto il trasferimento dal carcere di Bergamo a quello milanese di Bollate. Qui sconta la sua pena anche Alberto Stasi, condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara Poggi. Uno dei legali di Bossetti, Claudio Salvagni, ha confermato quanto anticipato da uno dei suoi consulenti, Ezio Denti, e ha spiegato che l’istanza è ora all’esame del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) e del tribunale di sorveglianza di Brescia. «Per la decisione ci vorranno alcune settimane – precisa Salvagni – e la richiesta deriva dal fatto che a Bollate potrebbe lavorare, cosa che a Bergamo non è possibile».

IL FAVOLA
Dopo il verdetto della Cassazione è stato lo stesso Bossetti ad avanzare la proposta: «Vorrei essere trasferito in un penitenziario dove poter lavorare. Per non impazzire chiedo di poter essere utile, di lavorare. Oggi non ho più nulla, mi resta il pensiero dei miei figli e della mia famiglia». A inchiodare il muratore di Mapello come l’assassino della ginnasta, l’uomo dai mille volti che si è sempre dichiarato innocente, è il suo dna che coincide con quello trovato sugli slip e sui legging di Yara, uccisa a Brembate il 26 novembre 2010. Padre di tre figli, Bossetti si definiva un uomo normale con una vita ripetitiva, tutto lavoro e famiglia. Così lo descrivevano, all’indomani del fermo per il delitto, anche i vicini di casa: «Un bravo ragazzo, un muratore che conduceva una vita tranquilla». I colleghi invece ricordavano la sua spudorata inclinazione a mentire e quel nomignolo, il “Favola”, che gli avevano affibbiato proprio in virtù della sua propensione a dire bugie. È stato nel corso delle indagini che il muratore ha appreso, sulla base del dna, di non essere figlio di Giuseppe Bossetti, come aveva sempre creduto, ma dell’autista Giuseppe Guerinoni morto nel 1999, scoprendo così un segreto rimasto tale per 44 anni. In carcere è finito al centro di un caso per le lettere “hot” scambiate con un’altra detenuta, Gina. «Una corrispondenza tra due persone adulte che non si sono mai viste fra loro», ha precisato la difesa del muratore.

LETTERE ALLA MOGLIE
Bossetti è stato visto piangere durante il processo di primo grado quando si parlava dei suoi affetti. «Amore mio perdonami se ti sto facendo tribolare», scriveva alla moglie Marita Comi, che crede nella sua innocenza, in una lunga lettera dal carcere in cui raccontava di essere giudicato in prigione come un «ammazza-bambini». «Eravamo proprio una bella famiglia, una famiglia unita e ora ce l’hanno rovinata», diceva alla moglie. Un ritratto però che poco combacia con il profilo di feroce assassino dall’«animo malvagio» tracciato dai giudici di Bergamo nelle motivazioni della condanna all’ergastolo. Una condanna confermata anche dalla Cassazione.

Carlo Cicchelli ucciso in un rituale di magia nera. La fidanzata killer accusa: «Abusava di me»

carlo cicchelli italiano ucciso in brasile_07175126Carlo Cicchelli, italiano assassinato in Brasile, sarebbe stato ucciso in un rituale di magia. A rivelarlo alla polizia è stata proprio la donna che gli ha tolto la vita, la fidanzata di Carlo, Cléa Fernanda Máximo da Silva, che ha raccontato di averlo assassinato in un rituale di magia a cui era stata obbligata a partecipare. Lo riporta G1, sito di informazione brasiliano. La donna ha detto di non aver premeditato il crimine, ma di aver colto l’opportunità di ucciderlo poiché subiva da lui «una costante violenza fisica e psicologica».

Cicchelli, che viveva con la fidanzata nel quartiere di Ponta Grossa di Macei, secondo il suo racconto le avrebbe chiesto di legarlo in un rituale di magia nera: in quel momento lei avrebbe deciso di ammazzarlo. Il corpo dell’avvocato italiano sarebbe poi rimasto per due giorni nella stanza in cui è avvenuto l’omicidio, commesso quasi un mese fa. L’investigatrice Rosimeire Vieira, responsabile dell’inchiesta, ha detto che la fidanzata omicida ha riferito di essere stata oggetto di abusi fisici da parte dell’italiano.

Due giorni dopo l’omicidio, il corpo di Carlo è stato spostato in un’altra stanza dalla fidanzata, avvolto in sacchi di plastica: è proprio lì che gli investigatori lo hanno trovato, dopo la confessione della donna, che ha spiegato di aver usato alcuni prodotti (come profumo, carbone e altre sostanze) per attenuare il cattivo odore che proveniva dal cadavere. L’avanzato stato di composizione in cui è stato rinvenuto il cadavere di Cicchelli ha impedito di dimostrare le lesioni che hanno portato alla sua morte: solo un’analisi approfondita dell’Istituto di Medicina Legale (Iml) brasiliano potrà stabilire le cause del decesso.

Nei prossimi giorni, i familiari e altri che potranno aiutare nelle indagini saranno ascoltati dalle autorità. La polizia porterà avanti le indagini per scoprire se quella raccontata dalla donna sia davvero la motivazione del crimine, o se ci fosse invece un interesse economico, dal momento che la fidanzata di Cicchelli avrebbe chiesto soldi alla famiglia italiana attraverso alcuni messaggi telefonici, dopo averlo ucciso.

Ylenia Carrisi, dopo 24 anni potrebbe esserci una svolta per la figlia di Al Bano: ecco cosa è successo a Ner Orleans

ylenia carrisi-trovata_15125214Il caso di Ylenia Carrisi sembra tornare a riaprirsi. La figlia di Al Bano e Romina è sparita 24 anni fa da New Orleans dove si era recata con la famiglia. La notte del 31 Dicembre del 1993, quando è scomparsa, pare avesse discusso con il padre e da allora si sono perse le sue tracce.
I genitori e tutta la sua famiglia però non hanno mai smesso di cercarla e non si sono mai voluti arrendere, anche se con il passare degli anni hanno sempre meno voluto parlare dell’argomento. La ragazza alloggiava in un albergo con Alexander Masakela, un trombettista che interrogato dalla polizia disse con certezza che non sapeva dove fosse, ma che era sicuramente viva.
Il primo Dicembre 2014 Albano presenta al tribunale di Brindisi una dichiarazione di morte presunta, che viene dichiarata deceduta ufficialmente il 31 Dicembre 1993 contro la volontà della madre Romina. A quel punto riprendono le indagini e si crede che Ylenia si trovi in un convento greco-ortodosso di Phoenix, in Arizona. Proprio quando si credeva essere vicini alla verità le dichiarazioni di un serial killer mettono in allerta.

L’uomo sostiene di aver ucciso una ragazza con uno zaino in spalla che faceva l’autostop per il Nevada o la California, qualche mese fa è stato prelevato un campione di dna per confrontarlo con quello di Ylenia, ma sembra non esserci riscontro. Pare però che diverse ragazze siano sparite in zona in quell’area, e ci si chiede perché le indagini non vengano mandate avanti, non solo per la Carrisi, ma anche per le altre giovani.

Alessandra Appiano morta, la scrittrice aveva 59 anni. Per gli inquirenti è suicidio

alessandraappiano_03151859.jpg.pagespeed.ce.B7QQJMt4TIAlessandra Appiano, la nota scrittrice volto della tv, è morta a 59 anni compiuti il 30 maggio. Giornalista e conduttrice televisiva, con il suo primo romanzo, Amiche di salvataggio, aveva vinto il premio Bancarella nel 2003 ed era stata autrice di numerosi altri libri tradotti in paesi europei.
Nata ad Asti, Alessandra Appiano collaborava con varie testate giornalistiche, oltre a partecipare come ospite opinionista in talk show di Rai e Mediaset. La causa della morte, a Milano, stando alle indagini, è stato un gesto volontario.

Era un’icona dell’intelligenza e della sensibilità femminili Alessandra Appiano e alle donne aveva dedicato tutta la sua produzione letteraria, raccontandone successi, fallimenti, gioie e delusioni. Intelligente, solare, ironica, era spesso in televisione come opinionista a discutere di costume, società, avvenimenti mondani ma anche, soprattutto negli ultimi tempi, impegno sociale.

Il suo sorriso disarmante mancherà a Mattino 5, Torto o ragione, La vita in diretta e in altre trasmissioni in cui compariva spesso. Aveva vinto il premio Bancarella nel 2003 con il suo primo romanzo ‘Amiche di salvataggiò (Sperling & Kupfer). Poi, negli anni, era stata una sequela di altri titoli molto letti: ‘Domani ti perdonò, ‘Scegli mè, ‘Le vie delle signore sono infinitè, ‘Le belle e le bestiè. Romanzi tradotti in tutt’Europa senza che la scrittrice interrompesse la sua attività di autrice televisiva e la collaborazione con numerose testate: tra queste Donna Moderna, per la quale si occupava di libri, mentre su Ilfattoquotidiano.it aveva cominciato a occuparsi con un blog di volontariato ed era anche ambasciatrice di Oxfam, l’organizzazione non governativa che lotta contro la fame nel mondo.

Per questa sua instancabile attività letteraria e nel sociale era stata insignita nel 2013 dell’Ambrogino d’oro, la massima onorificenza del Comune di Milano. Il suo ultimo romanzo, ‘Ti meriti un amorè (Cairo Publishing), era uscito solo qualche mese fa. Sul suo sito, il primo maggio aveva lasciato un post, citando Primo levi: «Amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi) costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra». Ne aveva però scritto un altro, qualche giorno prima, dal titolo «Lo sapevo: mai anticipare nulla», per raccontare una disavventura di ritardi ferroviari che le avevano impedito, il giorno dopo, di partecipare alla trasmissione ‘Storie italianè.

«Per la prima volta in vita mia getto la spugna su un impegno di lavoro – scriveva sotto la sua fotografia che la ritrae sorridente e assorta – Vuol dire che devo prendere atto di essere troppo stanca. E che devo prendermi cura di me, e volermi bene anche da negazione della wonder woman. Un abbraccio a tutti gli esseri umani che si sentono fragili in questo periodo…». Proprio Eleonora Daniele, conduttrice di Storie Italiane, scrive sui social: «Grande dolore per la improvvisa scomparsa dell’amica Alessandra Appiano. Anima bella e profonda come poche ne ho conosciute..». Le fa eco Enrica Bonaccorti: «Tesoro mio,?non è tempo di perché, solo di dolore, ma sappiate che #AleAppiano era davvero bella e buona, intelligente elegante generosa sempre allegra e serena. Ma nessuno conosce il fantasma che ci abita. Addio meravigliosa amica ‘di salvataggiò.. indimenticabile».

Isola, la testimonianza di Chiara Nasti a Striscia la Notizia: “Monte fumava dalla mattina alla sera”

3565407_2210_nasti_marcuzzi_strisciaLeggo.it continua a seguire il caso del “canna-gate” all’Isola dei Famosi. Le indagini di “Striscia la Notizia” proseguono e nell’ultima puntata del tg satirico viene fatto ascoltare un audio compromettente alla conduttrice Alessia Marcuzzi. La voce è quella di Chiara Nasti, ex concorrente ed ex naufraga, che conferma la versione di Eva Henger: “Francesco Monte fumava marijuana dalla mattina alla sera, la droga era nel pullmino”.
Intervistata poco dopo, la blogger non ha confermato nulla, ma ha espresso il desiderio di essere tagliata fuori da questa situazione. Nell’audio si sente chiaramente raccontare che anche Marco Ferri fumava insieme all’amico ex tronista.
Nel filmato Alessia Marcuzzi ascolta attentamente e riconosce la voce della concorrente che non ha mai visto in studio dal momento che si è ritirata volontariamente dal programma la prima settimana.