Vacchi irrefrenabile: molla tutto e balla sul tavolo. E presenta il suo nuovo lussuoso yacht

Gianluca Vacchi non riesce a trattenersi neanche durante i pasti e non si fa problemi, trascinato dalla musica latinoamericana del suo amico J Balvin, a salire con i piedi sul tavolo e mettersi a ballare, con il solito stile che è un marchio di fabbrica.

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L’imprenditore bolognese ha da poco presentato con un video su Instagram Genie of the lamp, il suo nuovo lussuoso yacht che Vacchi chiama anche “The sailing sofa”, ovvero il divano che naviga.

Johnny Depp “malato” di lusso, non gli bastano due milioni al mese

Nonostante i milioni guadagnati durante la carriera, Johnny Depp potrebbe trovarsi presto con il conto in rosso. Colpa di uno stile di vita extra-lusso a cui il divo non riesce proprio a rinunciare. Una vera patologia secondo i due ex commercialisti Joel e Robert Mandel, della Mandel Company, che in tribunale hanno dichiarato come i due milioni di dollari spesi ogni mese dall’attore non siano più sostenibili per le sue finanze.
Da tempo le spese folli di Depp preoccupavano i libri contabili.

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Quando i suoi commercialisti glielo fecero presente, qualche mese fa, lui in tutta risposta li licenziò con l’accusa di avergli rubato i soldi. Proprio per questo adesso è in causa con loro e in tribunale i due hanno dichiarato che le mani bucate dell’attore sono conseguenza di una patologia.
Secondo Joel e Robert Mandel, infatti, Depp ha bisogno di essere seguito da un medico. Per vent’anni ha speso circa due milioni al mese, tra aerei privati, vini pregiati, yacht, residenze da sogno (14 in tutto) e persino un castello in Francia. A tutto questo nell’ultimo anno si è aggiunto anche il divorzio da Amber Heard, a cui ha dovuto versare sette milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Vacanze italiane per Beyoncé: la cantante avvistata sul mega yacht

Dopo Capri, Beyoncé è arrivata in Sicilia, dove ha ormeggiato il suo yacht al largo di Macari.

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La cantante è in vacanza insieme al compagno, il rapper Jay Z, e alla piccola Blue Ivy. Lo yacht non è passato inosservato: lussuosissimo, ha anche a bordo una pista di decollo per l’elicottero privato.

Tra yacht, lusso e banconote: la bella vita dei rampolli turchi su Instagram

Tigri, yacht, auto di lusso, fiumi di champagne, banconote. È la bella vita dei giovani figli di papà turchi, i “rich kids of Turkey”, rampolli delle famiglie più benestanti del Paese.

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Le foto sono raccolte su un anonimo account di Instagram, che illustra gli eccessi delle vite, piene di lusso ma non necessariamente divertenti, di questi giovani milionari.

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Yacht alla deriva, al timone una mummia: Manfred era scomparso nel 2009

Macabra scoperta nell’Oceano Pacifico al largo delle Filippine. Su uno yacht abbandonato alla deriva è stato trovato il corpo mummificato di un uomo, uno skipper scomparso nel 2009. Sembra si tratti di un tedesco di 59 anni, Manfred Fritz Bajorat, impegnato in un’avventura in solitaria in giro per il mondo. Sono ancora sconosciute le cause della morte.

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A rinvenire il corpo è stato il 23enne Christopher Rivas al largo di Barobo, Surigao del Sur.Quando il giovane è salito sull’imbarcazione non poteva credere ai suoi occhi: il corpo del proprietario era mummificato e solo dai documenti si è riusciti a risalire all’identità dello skipper. La polizia del posto ha diffuso in rete le foto e spiegato che l’albero maestro dello yacht era distrutto e gran parte della cabina era sott’acqua. Questo, complici i venti e il clima di quelle zone, avrebbe mantenuto il cadavere. “Era un velista molto esperto, non credo che avrebbe navigato in una tempesta e penso anche che l’albero si sia rotto dopo che Manfred era già morto”, il commento alla Bild di un conoscente, anch’egli navigatore esperto.  Fritz si era separato dalla moglie nel 2008, la donna è poi morta di cancro. Si aspettano i risultati dell’autopsia e le indagini degli investigatori filippini. Sembra però che non ci sia traccia di un’altra persona a bordo.

“Ha evaso 3,6 milioni di Iva sullo yacht”. Briatore condannato a 23 mesi

Flavio Briatore cambiò classe al suo yacht di lusso Force Blu «per eludere il fisco» riuscendo a non pagare 3,6 milioni di euro di Iva oltre alle accise sui carburanti.Lo scrive, in sintesi, il giudice Marco Panicucci del tribunale di Genova che ha inflitto all’imprenditore ed ex team manager della Renault in Formula 1 una pena di 1 anno e 11 mesi di reclusione con la condizionale per evasione fiscale legata all’utilizzo dell’imbarcazione di 62 metri.

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Lo yacht fu sequestrato dalla Guardia di finanza al largo della Spezia nel maggio 2010. Nelle motivazioni della condanna si legge che Briatore ha cambiato più volte ‘classe’, da commerciale a diportistica, alla lussuosa imbarcazione. In quel modo poteva usarla senza pagare le accise sul carburante e l’Iva su beni e servizi relativi anche alla manutenzione e alle forniture. A conferma che Briatore era di fatto il proprietario, secondo il giudice, anche il fatto che ha usato lo yacht per diversi viaggi, ad esempio ai Caraibi, senza pagare. «I cambi di classe – ha spiegato il giudice – sono il presupposto per l’adozione di un regime fiscale piuttosto di un altro».  Come avevano indicato i pm Patrizia Petruzziello e Walter Cotugno, Briatore ha dunque usato il megayacht per uso diportistico in acque territoriali italiane dal 2006 al 2010. Ha potuto così non versare l’Iva all’ importazione per 3,6 milioni di euro e non pagare le accise sul carburante. La volontà di eludere il fisco, secondo il giudice, è dimostrata anche in numerose mail tra lo stesso imprenditore, il comandante dello yacht e altri tre imputati (amministratori della società Autumn Sailing Limited che si erano avvicendati nel tempo). Il giudice scrive che lo yacht è stato costruito «per consentire al proprietario (così come si definisce lo stesso Briatore), di utilizzare una nave di lusso e al top delle prestazioni tecniche per le proprie esigenze di diletto e per mantenere relazioni utili in ogni campo, considerando la caratura delle persone ospitate a bordo, dall’industriale al primo ministro, oltre che per promuovere la propria immagine».  Con Briatore erano stati condannati a un anno e 11 mesi con la condizionale il comandante Ferdinando Tarquini e Dominique Warluzer (amministratore della società). Una seconda amministratrice, Maria Pia De Fusco, è stata condannata al pagamento di una multa di 7 milioni e 200 mila euro e una terza, Laurence Eckle Teyssedou, è stata assolta perchè il fatto non costituisce reato.