Grande Fratello Vip, Carmen Russo: “Con Enzo Paolo non fu un colpo di fulmine”

I concorrenti del “Grande Fratello Vip” iniziano a conoscere meglio le new entry. Veronica e Ivana chiacchierano con Carmen Russo e sono curiose di conoscere il suo passato, in particolar modo come nacque l’amore con Enzo Paolo Turchi. “Mi serviva un coreografo per il mio show e lo chiamai. Non era il mio tipo e anche lui per un mese non mi ha proprio filata, gli piacevo ma lo faceva apposta per incuriosirmi”.

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Un vero smacco per Carmen, piena di spasimanti, che tentò in tutti i modi di sedurlo. “Mi facevo trovare tutta sexy in camerino, ma lui chiudeva subito la porta e se ne andava. Poi il 5 agosto del 1983,in un hotel, scattò tutto ma mantenemmo la storia segreta perché le storie tra artisti non erano viste di buon occhio”.
Tra loro iniziò tutto con un progetto artistico, di cui Carmen va particolarmente fiera sebbene non ci guadagnò una lira. “All’epoca ero già abbastanza famosa, guadagnavo bene e c’è una cosa di cui sono orgogliosa. Quando chiesi a Enzo Paolo le coreografie per lo show estivo il mio manager mi chiamò e mi disse che da sola o con le ballerine il mio budget non sarebbe cambiato. Ci tenevo tantissimo a quel progetto, così lavorai gratis per quella tournée”.

Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

«Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere».

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Lo ha rivelato Lele Mora in una intervista pubblica nella serata conclusiva della quarta edizione del «Telesia for Peoples» di Telese Terme ricordando le sue origini contadine e che sin da bambino ha sempre frequentato la Chiesa e «non certo per avere uno zio Cardinale ma per l’educazione impartitami dai miei genitori».
L’ex manager di tanti vip ha risposto a tutte le domande, anche a quelle del pubblico, lasciandosi intervistare a trecentosessanta gradi sulla sua vita privata, sul mondo dello spettacolo ma anche su quello politico. Ribadendo di essere ormai «una persona cambiata» Lele Mora, che ha espiato la pena dopo la condanna per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione, ha annunciato la nascita di un movimento politico ‘Libertà e Onestà’, composto da tanti giovani al di sotto dei 40 anni e che avrà a capo un importante personaggio del mondo finanziario il cui nome sarà ufficializzato a fine anno, qualche mese prima del voto politico.
«Il movimento – ha aggiunto Lele Mora – punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici». Al salotto pubblico di Lele Mora ha preso parte anche Boris Roberti, presidente dell’Associazione «Gli Angeli della tv» impegnata da anni nel mondo del sociale.

Maria Sharapova, il business della squalifica: quanti soldi fa dopo lo stop per doping

La squalifica dal tennis per doping (è risultata positiva al meldonio) si è rivelata per Maria Sharapova una fonte di business.
Manager di se stessa, furba e lungimirante, la Sharapova riesce a ottimizzare i 15 mesi di stop.

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I tornei di tennis fanno a gara per aggiudicarsi il suo ritorno sulle scene. Gli sponsor – come spiega il Corriere – avevano minacciato di prendere le distanze appena scoppiato lo scandalo, salvo poi tornare alla corte della bella sportiva che continua a guadagnare quei 20 milioni di dollari a stagione. Lei tornerà a gareggiare i 26 aprile.Maria ha poi investito su se stessa e sulla sua cultura. Ha frequentato un corso di management a Harvard, è stata in vacanza con le star di Hollywood, ha aperto nuovi punti vendita Sugarpova, le caramelle lanciate nel 2012 con un investimento di 500mila dollari (30mila pacchetti venduti in 6 mesi) e ha dettato a Rich Cohen l’autobiografia in uscita. Traduzione: una pioggia di soldi.

Sanremo 2017, Michele Bravi: gesto commovente a fine esibizione

Ha soltanto 22 anni, ma di traguardi ne ha già superati tanti tra dischi d’oro, collaborazioni con i più importanti cantanti del nostro panorama musicale e un canale Youtube in fortissima ascesa.

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Per Sanremo 2017 Michele Bravi ha tutta l’intenzione di annientare quel briciolo di autodifesa rimasta ai fan per sopportare il suo talento, la sua grande sensibilità, la sua voglia di credere fino in fondo nei progetti che firma e ‘Il diario degli errori’ ha la forza giusta per riuscire nell’intento: quella credibilità di chi – come il vincitore di X Factor – ha toccato il cielo con un dito, si è scottato le ali perché troppo vicino al sole, è crollato e poi si è rialzato.
In attesa del suo ultimissimo lavoro, ‘Anime di carta’, in uscita il prossimo 24 febbraio, sull’Ariston il giovane interprete umbro ha tolto qualsiasi maschera e lasciato trapelare la profondissima emozione mista a tensione che sentiva dentro e che si è sciolta alla fine dell’esibizione in un abbraccio liberatorio dietro le quinte con Helio Di Nardo, il suo produttore.
Terminato di cantare il brano in gara a Sanremo 2017 Michele Bravi è corso nel backstage a stringere forte colui che in questo periodo di duro lavoro, aspettative altissime e ansia da prestazione c’è sempre stato: le telecamere hanno ripreso l’abbraccio tra il manager di Show-Reel e il cantante e in men che non si dica le immagini sono diventate virali sui social.
“La scena più bella – scrive uno spettatore – è l’abbraccio tra Michele e Helio”, “Canzone bellissima – ha aggiunto un altro fan – tu super e quell’abbraccio con Helio ha dato qualcosa in più”.
Al termine della performance sul palco di Sanremo 2017 Michele Bravi ha realizzato un piccolo video diffuso sui suoi canali social in cui – evidentemente commosso e con gli occhi lucidi – ringraziava quanti lo avessero seguito e supportato.

Claudio Lippi disperato: “Mi hanno fregato 500mila euro”

Claudio Lippi, dopo il malore che lo ha bloccato in ospedale e gli ha impedito di presentare il programma di Capodanno su Rai1, parla della sua situazione economica a La Zanzara su Radio 24: “Ho meno di 10mila euro sul conto in banca.

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Anzi, in questo momento meno di 7mila”. Il conduttore punta il dito contro il suo manager, reo di avergli sottratto 500mila euro: “Ha gestito male le mie entrate, in virtù della nostra amicizia”. Il conduttore televisivo afferma di aver scoperto la situazione quando “ho deciso di abbandonare una trasmissione domenicale per la quale non mi sentivo adeguato”. Si trattava di “Buona Domenica” del 2006. “Da quel momento in poi c’è stato un boicottaggio. Molti nell’ambiente hanno pensato che io fossi un soggetto non affidabile”. Lippi non ha però nascosto la volontà di rimettersi nuovamente in carreggiata con “un programma che parla alla gente, alla Funari”, affermando di aspettare quest’occasione da ben 10 anni.

“Ha evaso 3,6 milioni di Iva sullo yacht”. Briatore condannato a 23 mesi

Flavio Briatore cambiò classe al suo yacht di lusso Force Blu «per eludere il fisco» riuscendo a non pagare 3,6 milioni di euro di Iva oltre alle accise sui carburanti.Lo scrive, in sintesi, il giudice Marco Panicucci del tribunale di Genova che ha inflitto all’imprenditore ed ex team manager della Renault in Formula 1 una pena di 1 anno e 11 mesi di reclusione con la condizionale per evasione fiscale legata all’utilizzo dell’imbarcazione di 62 metri.

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Lo yacht fu sequestrato dalla Guardia di finanza al largo della Spezia nel maggio 2010. Nelle motivazioni della condanna si legge che Briatore ha cambiato più volte ‘classe’, da commerciale a diportistica, alla lussuosa imbarcazione. In quel modo poteva usarla senza pagare le accise sul carburante e l’Iva su beni e servizi relativi anche alla manutenzione e alle forniture. A conferma che Briatore era di fatto il proprietario, secondo il giudice, anche il fatto che ha usato lo yacht per diversi viaggi, ad esempio ai Caraibi, senza pagare. «I cambi di classe – ha spiegato il giudice – sono il presupposto per l’adozione di un regime fiscale piuttosto di un altro».  Come avevano indicato i pm Patrizia Petruzziello e Walter Cotugno, Briatore ha dunque usato il megayacht per uso diportistico in acque territoriali italiane dal 2006 al 2010. Ha potuto così non versare l’Iva all’ importazione per 3,6 milioni di euro e non pagare le accise sul carburante. La volontà di eludere il fisco, secondo il giudice, è dimostrata anche in numerose mail tra lo stesso imprenditore, il comandante dello yacht e altri tre imputati (amministratori della società Autumn Sailing Limited che si erano avvicendati nel tempo). Il giudice scrive che lo yacht è stato costruito «per consentire al proprietario (così come si definisce lo stesso Briatore), di utilizzare una nave di lusso e al top delle prestazioni tecniche per le proprie esigenze di diletto e per mantenere relazioni utili in ogni campo, considerando la caratura delle persone ospitate a bordo, dall’industriale al primo ministro, oltre che per promuovere la propria immagine».  Con Briatore erano stati condannati a un anno e 11 mesi con la condizionale il comandante Ferdinando Tarquini e Dominique Warluzer (amministratore della società). Una seconda amministratrice, Maria Pia De Fusco, è stata condannata al pagamento di una multa di 7 milioni e 200 mila euro e una terza, Laurence Eckle Teyssedou, è stata assolta perchè il fatto non costituisce reato.