Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

«Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere».

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Lo ha rivelato Lele Mora in una intervista pubblica nella serata conclusiva della quarta edizione del «Telesia for Peoples» di Telese Terme ricordando le sue origini contadine e che sin da bambino ha sempre frequentato la Chiesa e «non certo per avere uno zio Cardinale ma per l’educazione impartitami dai miei genitori».
L’ex manager di tanti vip ha risposto a tutte le domande, anche a quelle del pubblico, lasciandosi intervistare a trecentosessanta gradi sulla sua vita privata, sul mondo dello spettacolo ma anche su quello politico. Ribadendo di essere ormai «una persona cambiata» Lele Mora, che ha espiato la pena dopo la condanna per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione, ha annunciato la nascita di un movimento politico ‘Libertà e Onestà’, composto da tanti giovani al di sotto dei 40 anni e che avrà a capo un importante personaggio del mondo finanziario il cui nome sarà ufficializzato a fine anno, qualche mese prima del voto politico.
«Il movimento – ha aggiunto Lele Mora – punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici». Al salotto pubblico di Lele Mora ha preso parte anche Boris Roberti, presidente dell’Associazione «Gli Angeli della tv» impegnata da anni nel mondo del sociale.

Michelle Hunziker nei guai, la Procura di Rimini chiede la condanna per lei e Max Laudadio

La Procura di Rimini ha chiesto una condanna per Michelle Hunziker, conduttrice di Striscia la Notizia, e per l’inviato del tg satirico di Canale 5 Max Laudadio. La showgirl svizzera rischia sei mesi di carcere, mentre per l’inviato sono stati chiesti un anno e quattro mesi di reclusione.

I due erano stati denunciati da Rodolfo Mirri, un imprenditore e talent scout con società a Riccione, dove il Tg satirico inviò delle finte aspiranti modelle, e che si è sentito offeso e diffamato dalla trasmissione andata in onda il 17 marzo del 2010, Mirri avrebbe anche chiesto un risarcimento da 1 milione e mezzo.  Michelle Hunziker deve rispondere, insieme a Laudadio solo di diffamazione, mentre l’inviato di Striscia con una collaboratrice e due finte clienti di Mirri, di violazione di domicilio, sostituzione di persona, interferenze illecita nella vita privata e discredito e ostacolo all’attività professionale. Le richieste per le «complici» di Laudadio sono andate da 1 anno a 9 mesi di reclusione). Il processo è stato poi rinviato al 22 luglio per repliche e sentenza.