Messi e Antonella, le nozze dell’anno: così Lionel ha mantenuto la promessa di quando aveva 10 anni

Una bella giornata di sole in mezzo al freddo inverno argentino ha accompagnato il matrimonio a Rosario tra Lio Messi e Antonella Roccuzzo, che hanno così coronato una lunga love story. Il miglior giocatore del mondo e la sua fidanzata di una vita si sono sposati in una sala di un hotel della città dove entrambi sono nati e cresciuti.

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Dopo un breve rito civile celebrato tra gli altri davanti ai figli Thiago (4 anni) e Mateo (1), Lio e Antonella sono usciti per qualche attimo dall’albergo per salutare la stampa e farsi fotografare mentre si baciavano appassionatamente. Antonella aveva un vestito bianco con una lunga coda e le spalle scoperte, Lio indossava un abito scuro. Prima della cerimonia lungo il tappeto rosso all’ingresso dell’hotel c’è stata una parata di calciatori ed ex giocatori del Barcellona, tra i quali Cesc Fabregas, Carles Pujol e Xavi Hernandez, tutti accompagnati dalle rispettive compagne. Oltre all’uruguaiano Luis Suarez, uno dei grandi amici di Lio, non sono d’altra parte mancati il Pocho Lavezzi, il Kun Aguero, Javier Mascherano e altri giocatori della nazionale argentina.
Dopo la cerimonia – costata due milioni e mezzo di euro – e il saluto è scattata la festa alla quale sono stati invitati 260 persone, molti dei quali amici e familiari della coppia. Quella di Lio e Anto è stato un matrimonio internazionale e intimo, hanno sottolineato i media argentini, che fin dal primo pomeriggio di ieri hanno seguito i preparativi in vista delle nozze e gli arrivi a Rosario di alcuni dei vip invitati, puntando in particolare sul look delle compagne o consorti dei giocatori catalani. L’ultimo a sbarcare all’aeroporto della città è stato Neymar, giunto insieme a Dani Alves a bordo del suo aereo privato. Provenienti dalle Bahamas, poco prima erano arrivati Shakira e Gerard Piquè, tra i più ambiti dai cronisti oltre che dai tanti curiosi che si sono avvicinati all’albergo tra strette misure di sicurezza allestite sia dalle autorità locali sia da una società specializzata.

Buffon-DʼAmico, pomeriggio dʼamore a Torino

Imbattibile sul campo e pure tra le mura domestiche. Gigi Buffon, reduce dallo spettacolare successo della Juventus contro il Barcellona, appena può si rifugia in famiglia e si dedica alla compagna Ilaria D’Amico e ai figli. Il settimanale Chi ha pizzicato il portiere bianconero a Torino durante un pranzetto romantico con la giornalista e poi durante un tenero pomeriggio al parco con i bambini.

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Tet. e-a-te. te di coppia sotto il sole primaverile con tanti sorrisi e sguardi languidi. Del resto la conduttrice tv lo ha rivelato poche settimane fa: “Io mi emoziono guardando Gigi… Lo ritengo un campione straordinario”. E così Ilaria lo osserva con occhi sognanti e lo tiene per mano durante il pranzo all’aperto. Lui rilassato e sportivo le dedica tutta la sua attenzione e appena può la stringe a sé per un bacio appassionato. Poi insieme vanno a prendere a scuola i figli David Lee e Louis Thomas, avuti dalla ex moglie Alena Seredova, e si fermano al parco con Leopoldo Mattia. Buffon e la D’Amico fanno coppia fissa dal 2014 e dallo scorso anno sono genitori di Leopoldo Mattia. Per Ilaria è il secondogenito, dopo Pietro, avuto dall’imprenditore Rocco Attisani.

Il compleanno in coppia di Shakira e Pique. Lei 40, lui 30

Shakira è nata il 2 febbraio 1977 a Barranquilla, una città sulla costa atlantica della Colombia, che ha dato i natali anche all’attrice Sofia Vergara e alla vincitrice di Miss Universo 2014, Paulina Vega. La cantante è figlia unica di un gioielliere, William Mebarak, e di sua moglie, Nydia Ripoll, ed è cresciuta in una famiglia di origine libane.

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Oggi, Shakira può vantare tre Guinness dei primati, due per il suo successo nel campo della musica, e uno per i social network, dove si può vantare di essere la prima persona al mondo a raggiungere i cento milioni di “mi piace” su Facebook.
Un altro capitolo importante della vita della star colombiana è la sua storia d’amore con il calciatore Gerard Pique del FC Barcelona, che ha dieci anni di meno, 30, ed è nato lo stesso giorno, il 2 febbraio. Si dice che durante la registrazione del video di Waka Waka, inno del mondiale sudafricano, Pique si avvicinò alla cantante dicendole che se avesse vinto la coppa l’avrebbe invitata a una cena romantica. Settimane dopo la Spagna ha fatto la storia vincendo la sua prima Coppa del Mondo e dopo un po ‘il rapporto tra la cantante e il calciatore è diventato di dominio pubblico.
La differenza di età tra di loro non è un ostacolo, la coppia ha anche due figli, Milan e Sasha, quattro e due anni rispettivamente, nati e cresciuti a Barcellona, la città dove la coppia risiede. Shakira si distingue anche per l’impegno nel sociale, ha cinque scuole in Colombia che forniscono istruzione e cibo a circa 4.000 bambini.

Fratello e sorella annunciano l’incesto in diretta tv: “Ci amiamo”. Il padre reagisce così

Una sorella e un fratello con lo stesso padre ma madri diverse hanno annunciato il loro amore incestuoso in diretta Tv, durante una puntata dello show spagnolo “Cambiame”. La trasmissione solitamente trasmette i cambiamenti di immagine dei protagonisti, ma stavolta ha raccontato la storia di Ana, 27 anni, e Dani, 23, che ora vivono insieme a Barcellona ma sono cresciuti separatamente per vent’anni, salvo incontrarsi per la prima volta sui social network.

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Ana ha raccontato: “Non siamo solo venuti qui per un cambiamento nel look, ma anche per cambiare completamente la nostra vita. Abbiamo qualcosa da dire e questo è un buon posto per farlo. Siamo cresciuti separatamente e 20 anni più tardi ci siamo trovati l’un l’altro attraverso i social media e instaurato un’amicizia. Siamo innamorati”. Durante la trasmissione ha fatto la sua comparsa anche il padre, che ha scherzato con la figlia dicendole: “posso chiamarti nuora?”, il tutto tra l’ilarità generale. Al termine del programma, lo stilista dello show, Pelayo Diaz, ha scritto su twitter: “Chi siamo noi per giudicare? L’amore viene prima di tutto”.

Strage di studenti Erasmus, bus si ribalta in Spagna: 13 morti, sette sono italiani

Salgono a sette le vittime italiane tra le 13 persone che ieri hanno perso la vita nel tragico incidente stradale avvenuto in Catalogna, che ha coinvolto un autobus con a bordo 57 studenti Erasmus assegnati a Barcellona, di 22 nazionalità diverse. Vi sarebbero 5 italiani anche tra i 34 feriti ricoverati. Il nome della prima italiana identificata è Valentina Gallo, 22enne fiorentina che si trovava in Spagna da metà gennaio e sarebbe tornata in Italia prima dell’estate.

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La seconda è Elena Maestrini, 21 anni, di Gavorrano, in provincia di Grosseto, che è stata dichiarata morta alle quattro di stamattina, a causa delle gravi ferite riportate nell’incidente. Elena, che studiava Economia, sarebbe dovuta tornare a casa per festeggiare la Pasqua con la famiglia. Un’altra vittima proveniva da Torino e si chiamava Serena Saracino. La conferma del suo decesso è arrivata attraverso la famiglia. La quarta vittima veniva dalla Liguria e si chiamava Francesca Bonello, studiava Medicina all’Universitat de Barcelona di Gran Via de les Corts Catalanes ed aveva 23 anni. Le altre tre vittime sono Elisa Valent, Lucrezia Borghi e Elisa Scarascia Mugnozza.

QUATTRO FERITI ITALIANI Quattro ragazzi italiani feriti ieri nell’incidente del bus Erasmus sono ancora ricoverati in Catalogna, uno dei quali «in condizioni più complesse» ma i medici escludono rischi per la loro vita: lo ha detto a Tortosa l’ambasciatore italiano in Spagna Stefano Sannino. Sono «in condizioni stabili» e «nessuno è in stato critico», ha precisato. I quattro giovani italiani, tre ragazze e un ragazzo, sono ricoverati negli ospedali di Tortosa, Reus, Tarragona e Barcellona.

INDAGATO L’AUTISTA L’autista dell’autobus è indagato per 13 omicidi per ‘imprudenza’, secondo il codice spagnolo, riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia. L’uomo, 63 anni, è stato rimesso in liberta la notte scorsa dopo essere stato interrogato a lungo dalla polizia regionale catalana.

TUTTI I NOMI Le studentesse italiane vittime dell’incidente del bus in Catalogna sono sette. Ecco la lista dei nomi: Francesca Bonello; Elisa Valent; Valentina Gallo; Elena Maestrini; Lucrezia Borghi; Serena Saracino; Elisa Scarascia Mugnozza. Le famiglie, si apprende, sono informate ma non hanno ancora fatto il riconoscimento, tranne per Valentina Gallo.

LO SFOGO DI UN PADRE «Quello che chiedo è che queste cose non accadano mai più: gli spostamenti dei giovani, che sono la nostra speranza e il nostro futuro, devono avvenire in sicurezza, con mezzi in buone condizioni, non alle 4 del mattino con autisti forse stanchi». Lo afferma Alessandro Saracino, padre Serena, la studentessa torinese morta nell’incidente di Tarragona, in Spagna. «Non è colpa di nessuno – dice – ma non è possibile che giovani che vanno in un Paese amico come la Spagna per studiare perdano la vita in un modo così assurdo».

“TUTTI GRIDAVANO” «È stato tutto un girare e cadere. La gente gridava e piangeva. Ci siamo sentiti perduti, tutto era buio. È stato orribile». È il racconto dei terribili attimi dell’incidente del bus degli studenti Erasmus fra Valencia e Barcellona di una ragazza rimasta ferita, ora ricoverata all’ospedale di Tortosa. La giovane, intervistata dal quotidano catalano El Periodico ha chiesto che non fossero resi noti il suo nome e nemmeno la nazionalità, per timore di mettere in angoscia i genitori. «L’ultima cosa che desidero e farli stare male. La paura che ho vissuto io è più che sufficiente». Ha mandato un messaggio con il cellulare al fratello, per rassicurarlo. Gli ha chiesto di non dire nulla ai genitori. Ha il braccio sinistro bendato e immobilizzato. Della dinamica dell’incidente non ricorda quasi nulla, perché dormiva. È passata dal sonno a un incubo da sveglia in qualche decimo di secondo. Al momento dell’incidente, racconta, «quasi nessuno era sveglio, perché nessuno aveva dormito da quando eravamo partiti la mattina prima, sabato, da Barcellona». Il bus, con gli altri quattro della ‘carovanà degli Erasmus, era partito verso le tre del mattino, dopo la notte trascorsa al Festival del Fuoco de Las Fallas. Tre ore dopo, alle sei, lo schianto e l’incubo.