Scambia foto hard e viene ricattato: «Ha pagato ottomila euro». Quella donna in realtà era un 18enne

4473227_1349_ricatto_hard_ottomila_euroI carabinieri hanno avviato le indagini e hanno individuato, dietro al ricatto con estorsione, un 18enne della provincia di Macerata: la vittima a gennaio si era iscritta ad un gruppo di incontri e aveva iniziato la relazione virtuale con un utente che affermava di essere una donna, con la quale aveva scambiato foto piccanti. Dietro l’utente c’era però proprio il 18enne.

Poco dopo l’uomo ha però incominciato a ricevere minacce: «Diffonderò le tue foto», diceva il contatto. Impaurito, inizialmente la vittima ha ceduto, pagando a più riprese importi da 50-100 euro, in tutto 146 pagamenti. Ma i ricatti non sono terminati e allora l’uomo ha trovato la forza di rivolgersi ai carabinieri. Attraverso gli accertamenti i militari hanno scoperto che il ricattatore non era una donna, ma proprio il 18enne maceratese ora denunciato per estorsione continuata.

Bari, anziano muore a 76 anni mentre fa sesso con una prostituta: la donna chiede lo stesso i soldi della prestazione

4473480_1709_sesso_anziano_mortoSi era appartato con una prostituta, ma il suo cuore non ha retto. Un uomo di 76 anni, di Bari, è morto nella campagna di Sovereto, una piccola frazione del comune pugliese di Terlizzi, dove si era appartato con una prostituta. La vittima sarebbe morto durante l’atto sessuale, colto da un malore.

Secondo quanto riporta Il Quotidiano Italiano l’uomo sarebbe stato trovato fuori dalla sua auto, ormai privo di vita, con i pantaloni parzialmente abbassati. Ad allertare i soccorsi sarebbe stata la stessa prostituta che, spaventata dal malore del suo cliente, ha subito chiamato il 118. Inutili sono stati i tentativi di rianimazione dei paramedici, il malore per il 76enne è stato fatale. Secondo le fonti, pare che la donna pretendesse comunque di essere pagata per la sua prestazione con l’importo pattuito di 30 euro.

Justine Mattera, Cassazione conferma condanna al finto pornodivo che la ricattò

justine-mattera-1000x600Justine Mattera, condanna definitiva per Repici: «L’ha ricattata». Justine Mattera, difesa dall’avvocato Anton Emilio Krogh, finalmente dopo oltre sei anni può mettere la parola fine alla vicenda giudiziaria che l’ha vista parte offesa. La V sezione penale della Corte Suprema di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Anthony Matthew confermando la pena, che quindi risulta definitiva, inflitta dalla Corte di Appello di Milano il 26 Aprile 2018, di anni uno e mesi due di reclusione per i reati di cui agli artt. 494 e 610 cp di cui la predetta era stata vittima, oltre al risarcimento dei danni morali e materiali subiti.

La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di Appello solo sul punto della mancata concessione al Repici della sospensione condizionale della pena, con rinvio ad altra sezione della Corte di Appello di Milano per nuovo esame.

La Cassazione ha confermato la condanna ad un anno e 2 mesi per Antony Repici, giovane originario di Messina che, per riuscire a chattare con la showgirl Justine Mattera e con la scrittrice di romanzi erotici Irene Cao, si sarebbe spacciato per il pornodivo Franco Trentalance e per il ciclista veneto Filippo Pozzato. La sentenza è stata emessa dalla quinta sezione penale della Suprema Corte che ha annullato il verdetto con rinvio per un nuovo appello solo sul punto della mancata concessione all’imputato della sospensione condizionale della pena.

Secondo il capo di imputazione, tra luglio e novembre 2012, Repici, allora 22enne, utilizzando due falsi profili Facebook, si sarebbe sostituito «illegittimamente alla persona di Trentalance (…) e così induceva in errore» Mattera con la quale «intratteneva delle conversazioni telematiche attribuendosi l’identità» del noto pornodivo. Un inganno nei confronti di Mattera, che gli avrebbe rivelato alcune informazioni private. Inoltre, alla «sostituzione di persona», sarebbe seguita la minaccia alla showgirl «di rendere pubblici i contenuti» delle conversazioni «ritenute compromettenti».

In tal modo il giovane avrebbe compiuto, quindi, «atti idonei diretti in modo non equivoco a costringere» Mattera «a proseguire le comunicazioni on line». Tuttavia, Repici non sarebbe riuscito «nell’intento in quanto la stessa, una volta resa edotta della sostituzione di persona, interrompeva i rapporti e si rivolgeva alle forze di polizia denunciando i fatti». Il 28enne, nel dicembre 2011, avrebbe usato lo stesso stratagemma con Irene Cao spacciandosi per Pozzato.

Barbara D’Urso, Balotelli la attacca sul caso Corona: «Hai campato parlando di mia figlia»

4361587_1822_balotelli_barbaradurso_figlioMario Balotelli e il post sulle stories di Instagram contro Barbara D’Urso. Su Leggo.it le ultime novità. Ieri sera, nel corso della prima puntata di Live – Non è la D’Urso, la conduttrice ha intervistato Fabrizio Corona e con sguardo cupo ha accettato le scuse dell’ex re dei paparazzi. Ma a qualcuno la scena non sarebbe andata giù.

Mario Balotelli ha postato una foto di Barbara D’Urso nel momento delle scuse di Corona e ha scritto: «D’Urso hai campato per mesi in tv con la storia di mia figlia e ora sei là a fare la vittima. Fa male vero?».

Al momento, la conduttrice non avrebbe replicato. Come reagirà Barbara D’Urso? Staremo a vedere.

Miliardario morto a 65 anni dopo un’operazione per allungare il pene

ehud_laniado_re_diamanti_morto_operazione_allungare_pene_07121257In quasi 50 anni, era riuscito a diventare uno dei massimi esperti diamanti al mondo, creando anche un impero miliardario. Ehud Arye Laniado, 65 anni, considerato il ‘re dei diamanti’, è morto per le complicazioni sorte durante un’operazione per allungare il pene, svoltasi in una clinica di Parigi.

Ehud Laniado, di origini ebraiche, da tempo era residente nel Principato di Monaco e aveva deciso di farsi allungare il pene, facendosi sottoporre ad un intervento chirurgico in una clinica specializzata della capitale francese. Durante l’operazione, però, il 65enne miliardario è stato vittima di un infarto, che non gli ha lasciato scampo. Lo riporta anche Fanpage.it.

L’intervento si è svolto sabato scorso e le complicazioni sarebbero sorte in seguito all’iniezione di una sostanza che avrebbe potuto causare uno shock anafilattico. Per stabilire le reali cause del decesso, tuttavia, sarà necessario attendere l’autopsia.

Violentata in stazione, Maria Elena Boschi: «Stupratori italiani, Salvini non twitta? Cominci a governare»

4343932_1809_violentata_stazione_salvini_boschiDopo il terribile caso della ragazza di 24 anni violentata in ascensore a San Giorgio a Cremano, alla stazione della Circumvesuviana, non è mancata la polemica politica. L’ex ministro Maria Elena Boschi, del Partito democratico, ha scritto un post su Twitter polemizzando con il Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini.

«Tre ragazzi hanno violentato una donna a San Giorgio a Cremano. Sono italiani, sono criminali. Non essendo di colore ancora il tweet di Salvini non è arrivato. Ma aspettiamo soprattutto più forze dell’ordine,più telecamere,più luci. Hanno vinto un anno fa: quando iniziano a governare?», ha scritto la Boschi. Successivamente al suo tweet, Salvini – pur senza risponderle direttamente – ha twittato sulla vicenda: «Nessuna pietà per chi violenta donne e bambini, in galera a vita», ha commentato, linkando l’articolo del quotidiano Il Mattino. La giovane vittima sarebbe stata stuprata a turno dai tre giovani, tra i 18 e i 20 anni, che avevano già provato a violentarla una ventina di giorni prima, e l’avrebbero attirata nel luogo degli abusi con il pretesto di chiederle scusa.

Vasco Rossi vittima di una maxi truffa sui diamanti: «Ha investito 2,5 milioni». Tra i clienti anche Federica Panicucci. Indagini su 5 banche

4310869_1928_vasco_rossi_panicucci_truffa_diamantiVasco Rossi vittima di una maxi truffa sui diamanti: «Clienti raggirati, sequestrati 700 milioni». Vasco Rossi è tra i clienti che hanno investito in diamanti e che sarebbero stati truffati, come risulta dall’inchiesta della Procura di Milano che ha portato oggi la GdF ad eseguire un sequestro preventivo di oltre 700 milioni di euro, anche a carico di 5 banche. In particolare, da quanto si è saputo, il cantante avrebbe investito 2,5 milioni di euro. Nell’elenco dei clienti raggirati figurerebbe anche l’industriale Diana Bracco. Tra gli indagati anche il direttore generale di Banco Bpm Maurizio Faroni. A Faroni vengono contestate le accuse di concorso in truffa, autoriciclaggio e ostacolo all’esercizio delle funzioni di vigilanza. Nell’indagine, inoltre, sono indagati anche altri dirigenti di Banco Bpm, oltre a responsabili delle due società IDB e DPI che vendevano i preziosi agli investitori. Tra i clienti vip che sarebbero stati raggirati figurano anche la conduttrice tv Federica Panicucci e la ex showgirl Simona Tagli. In particolare, Simona Tagli avrebbe fatto un investimento da circa 29mila euro e Federica Panicucci da circa 54mila euro. Gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di circa un centinaio di persone truffate, ma i raggiri sarebbero stati compiuti nei confronti di tanti altri soggetti.

Il Nucleo di Polizia economico finanziaria della GdF di Milano sta eseguendo un decreto di sequestro preventivo per un valore di oltre 700 milioni di euro nell’ambito di un’inchiesta su una presunta truffa sulla vendita di diamanti a investitori e risparmiatori. Indagine coordinata dall’aggiunto Riccardo Targetti e dal pm Grazia Colacicco, nella quale risultano indagate per la legge sulla responsabilità amministrativa degli enti anche 5 banche: Banco Bpm, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Mps e Banca Aletti.

Il decreto di sequestro preventivo, firmato dal gip di Milano Natalia Imarisio, è stato eseguito nell’ambito di un’inchiesta aperta da tempo e che riguarda fatti tra il 2012 e il 2016. Il sequestro è stato eseguito a carico di 7 persone indagate e di 7 enti indagati, ossia le 5 banche e le due società Intermarket Diamond Business spa (IDB) e Diamond Private Investment spa (DPI), per le ipotesi di reato di truffa aggravata e autoriciclaggio. Nell’inchiesta, che vede quasi una settantina di indagati in totale, è contestato anche il reato di corruzione tra privati.

Secondo l’accusa, le due società avrebbero fatto comprare diamanti a investitori e risparmiatori gonfiando ai loro occhi il valore dei preziosi, attraverso anche false quotazioni sui giornali, e le banche indagate sarebbero state consapevoli del meccanismo. Per gli inquirenti gli istituti di credito avrebbero avuto un ruolo fondamentale di intermediazione tra le società e i clienti. In totale gli investigatori hanno ricostruito le posizioni di un centinaio di clienti truffati. In particolare, il sequestro per l’ipotesi di truffa è di 149 milioni nei confronti di IDB, di 165 milioni a carico di DPI, di 83,8 milioni a carico di Banco Bpm e di Banca Aletti, di 32 milioni nei confronti di Unicredit, di 11 milioni a carico di Intesa Sanpaolo e di 35,5 milioni a carico di Mps. Per l’ipotesi di autoriciclaggio il sequestro è da 179 milioni per IDB e di 88 milioni per DPI.

Corona: «Belen Rodriguez, forse torneremo insieme»

Amato o odiato. Per Fabrizio Corona non esiste via di mezzo. L’ex agente e fotografo dei vip, 45 anni a marzo, con il suo passato da scopritore di star, i1547566604115.jpg--fabrizio_corona__belen_rodriguez guai con la giustizia, il suo ritorno in campo, è un personaggio nel bene e nel male.
Su Instagram, il termometro della popolarità non di gradimento 1,2 milioni di persone lo seguono costantemente. Perché Corona ha fatto della sua vita un reality perenne. Il suo amore con Belen, le tante relazioni, i soldi nascosti e sbandierati, le macchine di lusso, il carcere, dentro e fuori. Se perde un dente in una trasmissione tv, diventa una notizia. Se cade dalla bicicletta su Instagram, il video diventa virale. Se litiga con Ilary Blasi nella diretta del GF Vip, lo share impazzisce. E se pubblica un libro, Non mi avete fatto niente (Mondadori Electa) diventa un caso. Corona racconta la verità. La sua. Si dice vittima di un sistema che non perdona il successo e punta il dito contro chi gli avrebbe fatto del male. Magistrati? Genitori? Donne? Nel libro si definisce Dio, un maestro, un re, ma poi pubblica una diagnosi psichiatrica per dire al mondo che la cosa che gli è mancata di più, è l’amore. Un’assenza che lo ha reso Corona, e non Fabrizio.

Da bambino cosa sognava di diventare?
«Di essere quello che sono oggi».
Quando il personaggio Corona ha preso il sopravvento della persona Fabrizio?
«Da giovane, già dai 20 anni».
A chi si rivolge il titolo del libro Non mi avete fatto niente?
«A quelli che mi hanno buttato dentro più di una volta ingiustamente, che hanno tentato di distruggermi senza riuscirci».
Lei stila un testamento in cui dice di sentirsi pronto per morire. Non è contento della sua vita?
«Sono molto contento, non è che mi senta pronto per morire, ma ho dato tanto, c’è anche la battuta di non voler uscire di scena come tutti gli altri. Voglio uscire di scena nel modo più giusto, come in un film, in un incidente, facendo l’amore».
Quindi è felice in questo momento?
«Io non sono mai felice, sono un infelice di professione».
Cioè?
«Nel senso che faccio tante cose, vanno tutte bene, avrei quel che mi serve per essere felice, ma non lo sono».
Nel libro lei cita un suo video postato su Instagram in cui cade dalla bicicletta mentre canta Viva la libertà e afferma che Jovanotti non lo ha ringraziato. Perché avrebbe dovuto farlo?
«Quel video dove cantavo il titolo della sua canzone è diventato virale. Ma il concetto di Jovanotti di Viva la libertà, nel senso di spirito libero, non è come il mio. Per me è un concetto più profondo, cantavo un momento sostanziale di libertà dopo anni di galera. Ma è bello che lui lo canti».
Quindi avrebbe dovuto dirle grazie?
«I comunisti son così, poi quelli ricchi son peggio di quelli normali».
Nel libro ha scritto anche odio Salvini. Perché?
«Era un riferimento a quello che lui mi ha detto rispetto a una campagna politica in cui ha messo in mezzo me, Asia Argento ed altri personaggi. Ma non lo odio».
Che posizione ha in merito allo sbarco dei migranti in Italia?
«Assolutamente, li farei sbarcare, perché sono persone in difficoltà al largo delle coste italiane che rischiano di morire, bisogna aiutarle».
Lei ha due fratelli. Di loro non si parla mai. Perché?
«Non li vedo mai, è una mia decisione».
Lei racconta che gira sempre con cinquemila euro in tasca. Quanto spende al mese?
«Tanto, ma non posso dire una cifra. Oggi ho più di cinquemila euro».
Quindi potrebbe spendere cinquemila euro al giorno?
«Tendenzialmente sì».
Lei nel libro riporta anche la sua diagnosi psichiatrica. E dice che ha avuto tante donne per colmare un senso di solitudine. È così?
«Sì, di vuoto. È una bulimia di sesso, nel senso che prendo piccole dosi di ciascuna donna che riempiono solo momentaneamente. Pensi di aver colmato il vuoto, ma non accade».
E poi racconta delle sue avventure sessuali. C’è una donna di cui non può parlare?
«Sì molte. Nomi altisonanti del mondo della finanza, della tv, della moda. Non li faccio perché mi denuncerebbero e non voglio rotture».
Belen la donna della sua vita. La sposerà?
«No, ma magari ci ritornerò insieme».

Rigopiano, papà di una vittima multato per aver portato dei fiori: «Non pago, mi mettano in carcere»

4219873_1608_feniello_multa_rigopianoPoco meno di due anni fa la slavina che travolse e distrusse l’Hotel Rigopiano a Farindola (Pescara) fece 29 morti: il papà di una delle vittime, Stefano Feniello, è stato ora condannato a pagare una multa di 4.550 euro per aver violato i sigilli giudiziari apposti per deliminare l’area. La storia, ai limiti dell’assurdo, è stata raccontata dallo stesso Alessio Feniello in un post su Facebook: l’uomo è stato condannato dal gip del tribunale di Pescara, Elio Bongrazio.

La sentenza di condanna emessa su richiesta del pm Salvatore Campochiaro, trae origine dal fatto che Feniello si sarebbe introdotto «abusivamente», nonostante «le ripetute diffide ed inviti ad uscirne rivoltigli dalle forze dell’ordine addette alla vigilanza del sito». L’uomo, nel suo post sul suo profilo social, contesta la decisione del tribunale pescarese, affermando di essersi «recato a Rigopiano per portare dei fiori dove hanno ucciso mio figlio».

Una multa non da poco. Oltre 4500 euro, per essere andato a «Rigopiano a portare i fiori, dove hanno ucciso mio figlio Stefano». «Mi sono introdotto, secondo loro, in un’area sottoposta a sequestro», quella dell’hotel, spiega con rabbia, postando le foto della notifica del tribunale di Pescara, a pochi giorni dall’anniversario della tragedia che causò 29 morti tra cui il suo ragazzo. «Io non pago», aggiunge e, se necessario, mi faccio «tre mesi di carcere». «Quelli che non hanno fatto niente per salvare 29 persone a Rigopiano stanno tutti ancora a piede libero io invece devo pagare» accusa, chiedendo di far «arrivare questo messaggio al ministro Salvini» per vedere «cosa ne pensa».

Stalker invia 159mila messaggi all’uomo che l’ha respinta: «Preparerò il sushi con i tuoi reni»

stalker_05122830Una donna di 31 anni è accusata di aver inviato 159.000 messaggi di testo a un uomo dopo essere stata respinta.
La stalker è Jacquelyn Ades, che non si è limitata i inviare messaggi al suo amore mancato, ma ha anche fatto irruzione in casa sua e ha usato il suo bagno per fargli dispetto, oltre ad essersi presentata sul suo posto di lavoro spacciandosi per la moglie.

La polizia l’ha arrestata a Phoenix lo scorso maggio quando l’ha trovata a casa sua e in seguito ha scoperto un coltello da macellaio nascosto nella sua auto.
Inizialmente, Jacquelyn Ades, dalla Florida, aveva inviato alla vittima 65.000 messaggi in dieci mesi, ma il numero è salito ad almeno 159.000 dopo ulteriori controlli da parte della Repubblica dell’Arizona .
I messaggi avevano toni minacciosi: “Non cercare mai di lasciarmi… ti ucciderò… Non voglio diventare un’assassina”, si legge in un sms, “Preparerò il sushi con i tuoi reni e userò le ossa delle tue mani come bacchette”.

L’estetista Ades avrebbe iniziato a perseguitare l’uomo dopo che si erano incontrati su un sito di appuntamenti e si erano poi incontrati di persona. L’uomo, del quale non è stato diffuso il nome, è amministratore delegato di una società di prodotti per la cura della pelle, ha detto che non voleva continuare oltre con la relazione, ma a quanto pare la donna aveva piani diversi.

Jacquelyn Ades è in carcere in attesa di processo con l’accusa di stalking. A quanto pare ha detto alle autorità di sapere che la vittima non fosse interessata a lei e che non voleva ferirlo nonostante avesse inviato messaggi minacciosi che descriveva come “divertenti”. Ha aggiunto: “Va bene se è così che si sente”, ha detto. “Qualcun altro dovrebbe amarlo. Ha così tanto da amare. Lui è così carino. Non posso credere di averlo spaventato”.