Drupi: «Su Mia Martini ipocrisia da str…, tutti si dicono suoi amici ma all’epoca la schifavano»

4326063_1723_drupi_mia_martini_ipocrisiaDopo i tanti omaggi a Mia Martini, e la messa in onda della fiction Io sono Mia, il cantante Drupi non ci sta e non usa mezzi termini per condannare i tributi all’indimenticabile collega da parte di chi, all’epoca, non aveva mai mancato di parlare male di lei. «C’è un limite all’ipocrisia dei brutti str…i che vantano amicizie immaginarie. Ormai è pieno. Ora tutti la conoscevano, tutti le erano amici. E cavalcano l’onda. Quando a frotte all’epoca, nell’ambiente, la schifavano», ha dichiarato Drupi in un’intervista a Oggi.

«Mia Martini entrava in sala di registrazione e si toccavano gli attributi per fare gli scongiuri, oppure la chiamavano ‘L’Innominabile’» – ha spiegato il cantautore, che oggi ha 71 anni – «Forse dovrei tacere per non fare anche io la figura di quello che… Ma è uno sfogo d’istinto che le devo”». L’intervista di Drupi a Oggi è stata riportata anche dall’Huffington Post.

Drupi ha poi rivelato alcuni ricordi, piuttosto datati, che lo legano a Mia Martini: «Era il 1973. Io, agli inizi, sconosciuto, bazzicavo la Ricordi a Milano, ma stavo quasi per mollare il colpo. Mia all’epoca era la regina dell’etichetta. Un giorno mi chiesero di incidere il provino del pezzo che lei avrebbe dovuto portare a Sanremo: Vado via di Riccardi-Albertelli. Alla fine però non se la sentì di andare e i discografici mi dissero: “Perché non ci mandiamo quel ragazzino che ha fatto il provino?”».

Mia Martini, il ricordo di Biagio Antonacci: «Mi dissero di non lavorare con lei»

51743236_10157077714514630_4318831732024410112_n«Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita». Biagio Antonacci ricorda con affetto la cantante scomparsa nel 1995, la cui carriera costellata da tantissimi successi è stata raccontata nel film “Io sono Mia” interpretato da Serena Rossi e andato in onda ieri sera su Rai1.

«Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo.

Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici.

Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici.

Mia Martini, si riaccende il mistero sulla sua morte. La sorella Leda: «Qualcuno quel giorno l’aveva picchiata»

generico-2018-721978.610x431Ottimo esordio per ‘Io Sono Mia’ che ieri sera, 12 febbraio, ha tenuto incollati allo schermo oltre 7milioni e 700mila spettatori pari al 31% di share. Un risultato che si commenta da solo se paragonato al misero 5,6% ottenuto da Bridget Jone’s Baby su Canale 5.

La fiction è stata trainata a dovere dall’emozionante performance di Serena Rossi all’Ariston sulle note di ‘Almeno tu nell’universo’ tanto da vincere a mani basse la sfida auditel con il principale competitor. Mentre Loredana Bertè ha fatto i complimenti all’attrice campana per essersi calata nei panni della sorella Mia Martina nella fiction di Riccardo Donna, Leda Bertè aveva già avuto modo di esprimere scarsissimo entusiasmo sulla prova attoriale della protagonista. Ecco cos’ha detto:

“Io e Loredana abbiamo visto sul cadavere di nostra sorella dei lividi sia sulle braccia sia sulle gambe. Il che fa pensare a una discussione piuttosto violenta con qualcuno, forse con nostro padre a cui si era riavvicinata? Lui è sempre stato violento. E poi perché, subito dopo i funerali, senza dire niente a nessuno, lui ha fatto cremare il corpo? Devono ancora darmi delle spiegazioni”.

E a proposito di spiegazioni e misteri sulla figura dell’artista e sul film, Leda Bertè ha avanzato rimostranze sulla proprietà intellettuale del progetto, che sarebbe nato da una sua idea:

“L’idea di fare un film su mia sorella, Mia Martini, è stata mia. Tre o quattro anni fa ho incontrato Luca Barbareschi, che ora ha prodotto il film ‘Io sono Mia’, e gli ho consegnato un progetto per fare qualcosa su Mimì. Tant’è vero che avevo già scritto tutta la storia dei Bertè e avevo depositato alla Siae il fascicolo. Eppure, nonostante questo, non sono stata interpellata per la sceneggiatura, a differenza delle mie sorelle Loredana e Olivia”.