Andrea Damante litiga con Signorini durante la pubblicità, poi su Instagram: “Con Giulia superato ogni limite”. Boom di like

ROMA – Non accennano a placarsi le polemiche sulla discussione tra Giulia De Lellis e Alfonso Signorini. Il direttore di Chi avrebbe attaccato l’ex corteggiatrice per alcune presunte frasi omofode pronunciate all’interno della Casa.

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Tra le affermazioni incriminate: “Se in discoteca uno sconosciuto chiede un sorso del mio drink e io non lo conosco e non so se si tratti di un gay o un drogato, non ribevo dallo stesso bicchiere”. Alfonso va su tutte le furie e accusa Giulia di essere ignorante. Lei per tutta risposta gli dice che “non deve permettersi” e che il suo discorso era in generale. La querelle non deve essere andata giù ad Andrea Damante, il fidanzato di Giulia, che durante la pubblicità avrebbe affrontato Signorini. Lo riporta il sito ilGiornale.
Non è tutto. Pochi minuti fa, l’ex tronista ha scritto un lungo post in cui difende la sua Giulia: “Ho molto pensato, alle circostanze che si sono venute a creare ieri sera in trasmissione,ero oltremodo combattuto di esternarli al mondo, combattuto se tenere dentro di me quella rabbia, recondita, furibonda, per aver visto , non solo la ragazza che io amo più profondamente al mondo , non solo la ragazza più dolce e sensibile dell’universo, quanto piuttosto una RAGAZZA DI VENTI ANNI, sbattuta al varco, al centro di un dibattito che ha superato ogni limite di eleganza”.
In pochi minuti il post ha sfiorato i 160mila like. Segnale che i tanti fan della coppia nata a “Uomini e Donne” sono dalla loro parte. E voi che ne pensate?

“La banda di Jeremy Meeks ha ucciso mio figlio 16enne, vederlo ricompensato mi fa male”

Eric Castillo aveva 16 anni e un’unica, grande passione: quella del basket, giocato in ogni playground della sua città. Il ragazzo fu, nel 2004, una vittima innocente di uno scontro tra gang: fu ucciso, probabilmente per errore, da David Lewis, che all’epoca aveva 17 anni e faceva parte dei Crips, una delle più violente gang criminali della California e di cui faceva parte anche Jeremy Meeks, il detenuto sexy diventato ricchissimo modello.

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La mamma di Eric, Carmen, si è lasciata andare ad un duro sfogo, riportato dal Mirror. «Fa male vedere uno come Meeks ricompensato dopo quello che la sua gang ha commesso, mi riempie di rabbia e disgusto» – ha dichiarato la donna – «Siamo certi che quell’uomo abbia abbandonato la banda? Non capisco perché uno così debba essere premiato e non punito».
Dal canto suo Jeremy Meeks, che ora frequenta ricche milionarie e star dello showbusiness statunitense, assicura di aver cambiato vita: «Non è facile sapere che la mia storia è di dominio pubblico, temo la possano leggere anche i miei figli e magari tentare di emularmi. Non è niente di cui vantarsi e i tatuaggi fanno parte di un passato che sto tentando di cancellare». Tra tutti, infatti, ce ne sono alcuni che richiamano all’adesione alla banda dei Crips: ‘Crip Life’, ‘NC’ (Northern Crips) e un tatuaggio a forma di lacrima sotto l’occhio sinistro che simboleggia una uccisione tra gang rivali.

Isola, Raz Degan: “Ecco cos’è successo davvero in Honduras…”

MILANO – Raz Degan, il vincitore dell’Isola dei Famosi, dopo aver rifiutato di rilasciare interviste, parla in esclusiva al Corriere della Sera dell’esperienza in Honduras e racconta la sua verità: “I veri squali non erano in acqua ma sulla spiaggia…”. Il regista israeliano non fa mistero dei rapporti difficili con gli altri naufraghi: “Ero più in sintonia con i paguri, le onde, il vento, le palme, il canto degli uccelli piuttosto che con loro e le loro chiacchiere banali e noiose.

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Ho cercato di convertire la rabbia, era diventata quella la vera sfida, la meno facile da superare. Una persona intelligente non deve cadere nelle logiche degli imbecilli o cambiare per diventare più simile a loro”.

Sul consenso unanime ricevuto dal pubblico commenta: “Per me è stato un regalo caduto dal cielo. La gente è riuscita a percepire il richiamo della natura nei miei confronti, il mio urlo pacato. Mi fa molto piacere, sono grato”. E quando il giornalista gli chiede come siano i suoi rapporti con il prossimo al di fuori dalle telecamere risponde così: “La differenza – dice – è che lì scegli chi portare con te nel viaggio. Comunque in generale mi trovo molto bene nel trullo dove vivo, un po’ fuori dal tempo, il telefono che non prende…”.

Ilaria D’Amico, la storia con Buffon: “Con Alena la rabbia non ha avuto bisogno di esplodere”

“La nostra fortuna è stata che anche le loro vite si sono riorganizzate in un nuovo ordine sentimentale. Questo ha portato a rapporti distesi, dove la rabbia non ha trovato spazio o non ha avuto bisogno di esplodere. E’ stato un processo legato anche all’intelligenza di tutte le parti in causa”, Ilaria D’Amico, attuale comapgna di Gigi Buffon, racconta a “Il corriere della sera” come i rapporti fra i rispettivi ex si siano distesi.

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“Quando t’innamori da adulto – ha fatto sapere – l’idea di famiglia arriva molto presto. Io e Gigi, venendo da smarrimenti forti, dolorosi, avevamo il desiderio di costruire una dimensione solida. Abbiamo aspettato quasi un anno e mezzo prima che la maternità si trasformasse in un progetto solo perché dovevamo rodare le varie componenti: c’era bisogno che i bambini, i due suoi e il mio, s’integrassero con il nuovo nucleo e fra loro”. Ora i due hanno un figlio, che è stato ben accettato dalla famiglia allargata: “E’ andata liscia. Pietro e Dado hanno sei anni, Louis otto: un’età in cui si è più emancipati dal rapporto di dipendenza dai genitori, si hanno i propri interessi e amichetti, ed è più difficile vivere un neonato come un intruso”

Saviano e la scorta, la rabbia dello scrittore: “Sono questi gli alleati di Renzi? Vergogna”

ALFANO: SCORTA NON IN DISCUSSIONE «La scorta a Roberto Saviano non è in discussione». Lo ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, sottolineando di voler «chiudere la polemica». «La scorta – ha spiegato in un incontro di Area Popolare sulla famiglia – viene concessa a seguito di valutazioni tecniche sulla base dei profili di rischio. Negli anni, tali profili di rischio non sono venuti meno». Quindi, «vorrei chiudere la polemica dicendo che tali valutazioni non competono all’interessato ma ad organismi tecnici di valutazione».

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“POLVERONI INUTILI” «Gli inutili polveroni sollevati in queste ore non ci distoglieranno dal perseguire, con tenacia e determinazione, l’affermazione di Ala e di Valeria Valente a Napoli». Lo affermano i senatori di Ala Vincenzo D’Anna, Pietro Langella e Antonio Milo, all’indomani delle polemiche per le parole di D’Anna su Saviano e Capacchione. «La battaglia elettorale necessita di sintonia ed unità». «Tutto il resto è strumentale e marginale e non ci distoglierà dal raggiungimento degli obiettivi prefissati», concludono.