La blue whale arriva nel Napoletano: la Procura di Torre Annunziata apre un’inchiesta

Anche in Campania arriva il primo caso di «blue whale», la balenottera blu che istiga al suicidio i teenager. Uno studente sedicenne di Torre Annunziata è stato salvato mentre avviava l’assurdo e violento «gioco» diffuso dal web. L’allarme è scattato due giorni fa, quando è arrivata una segnalazione direttamente alla Procura. Il giovane, residente nel centro storico oplontino e che frequenta un istituto superiore in città, era rimasto suggestionato dal servizio firmato dalle Iene in tv e aveva deciso di avviare il gioco della morte.

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Una serie di 50 prove in 50 giorni, fatte di gesti di autolesionismo, selfie in situazioni pericolose, sfide mortali, visione di film horror per sottrarre ore al sonno, suggestioni negative e, infine, l’insano gesto: lanciarsi nel vuoto dal palazzo più alto della città in cui si vive. Le vittime tutti teenager si affidano a una sorta di «tutor» che li adesca online, poi si parte dalla sveglia alle 4 del mattino, passando per i pericolosi tatuaggi con un temperino e si chiude con la morte del partecipante. Ideato nel 2015 in Russia, il folle gioco è tornato tristemente di «moda» nelle ultime settimane, con alcuni casi che si sono verificati prima all’estero e poi sul territorio italiano, infine il servizio andato in onda in tv che ha scatenato una serie di nuove pericolose emulazioni in varie parti d’Italia. E uno di questi casi è stato segnalato e riscontrato a Torre Annunziata. Il ragazzino, che vive una forte situazione di disagio sociale è affidato ai nonni dopo la separazione dei genitori ha confidato ad alcuni amici di essere rimasto particolarmente colpito da quanto raccontato in tv, tanto da aver avviato i contatti con per iniziare il suo tragico percorso nel «blue whale». Se all’inizio poteva sembrare uno scherzo di cattivo gusto, le varie ricerche fatte online avevano convinto lo studente di Torre Annunziata a cominciare. L’avrebbe fatto proprio ieri, con la prima prova. A salvarlo, però, sono stati alcuni amici e i nonni. Le sue confidenze, incessanti e preoccupantemente ossessive, hanno spinto alcuni compagni di classe a fare una segnalazione e ad avvisare i nonni del ragazzo, che è stato praticamente salvato prima di entrare nella spirale della balenottera blu. Sul caso, però, erano scattate immediatamente le indagini coordinate dalla Procura di Torre Annunziata, che ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio. Un atto dovuto e urgente, avviato dal sostituto procuratore Emilio Prisco del pool di magistrati guidato dal procuratore Sandro Pennasilico e dall’aggiunto Pierpaolo Filippelli. Il ragazzo è stato ascoltato ed ha confermato il suo forte interesse e le sue intenzioni. Nelle prossime ore, saranno ascoltati anche gli amici che hanno inoltrato la segnalazione e gli stessi tutori del 16enne, per capire se dietro il suo omportamento si possano celare altre problematiche. Nel frattempo, però, le indagini proseguono. C’è da capire chi a parte il servizio televisivo possa aver dato informazioni allo studente di Torre Annunziata. Sono in corso accertamenti informatici sui contatti avuti dal ragazzo negli ultimi giorni. Le tracce lasciate sul web saranno decisive per l’inchiesta, poiché gli inquirenti hanno intenzione di capire se il primo caso in Campania possa essere l’ultimo oppure se ci sia qualcuno in zona ad aver iniziato il gioco della morte. L’idea è quella di bloccare subito l’eventuale «tutor» che si nasconde dietro l’assurdo meccanismo.

Corona accusa il fidanzato di Nina Moric lui risponde così in diretta dalla D’Urso

Luigi Mario Favoloso replica alla pesante accusa mossa da Fabrizio Corona nei suoi confronti, durante il processo che vede l’ex paparazzo come imputato: “È un tentativo per far parlare di questo processo. L’ho presa con una risata, Nina ancora più di me, perché mi conosce e sa come sono andate le cose”.

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Corona ha indicato in Luigi Favoloso il suo «sospettato» per l’episodio della bomba carta che esplose, nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, sotto la sua abitazione. Fatto da cui poi scaturì l’inchiesta che ha portato a trovare i soldi cash di Corona nascosti in un controsoffitto.
Il «movente» di quell’attentato ai suoi danni, secondo Corona, «era quello di ottenere la custodia del minore e toglierla a me, perché così si sarebbe dimostrato che vivevo in una situazione di pericolo e mio figlio non poteva stare con me».
Favoloso replica “Mi sono dato parecchie spiegazioni. Per prima cosa, credo che lui abbia sempre una sorta di competizione con Nina, gli è rimasto un sentimento nei confronti di Nina………. Poi sa come sono fatto. Magari immaginava una fortissima reazione social, sapeva che sarei venuto qui e ha fatto tutto questo per far parlare di sé”.

Fedez, lo scherzo di J-Ax alle Iene è cattivissimo: il rapper piange disperato

Il secondary ticketing, scandalo emerso nei mesi scorsi in seguito a un’inchiesta de ‘Le Iene’, è stato osteggiato da tanti nomi importanti del panorama musicale italiano. Contro la vendita, effettuata in blocco ed in pochi minuti, di centinaia di biglietti a bagarini pronti a rivendere online i pass per i concerti a prezzi decisamente maggiorati, si erano scagliati, tra gli altri, J-Ax e Fedez.

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I due artisti milanesi, infatti, sono impegnati in un lungo tour italiano dei palazzetti, dove molte date, già sold-out, hanno visto andare esauriti i biglietti anche per le repliche. Il socio J-Ax, tuttavia, ha pensato bene di fare un pessimo scherzo a Fedez, tramite la ‘Iena’ Matteo Viviani. Con la complicità dell’avvocato del rapper, Christian Magaletti, e del produttore Clemente Zard, a Fedez viene fatto sapere che la Questura ha bloccato decine di migliaia di biglietti perché venduti attraverso il secondary ticketing. Una notizia tremenda: i palazzetti riempiti anche in più date, così, resterebbero vuoti. Fedez cerca poi di mettersi in contatto con la mamma, che le fa anche da agente, ma la donna non riesce a tranquillizzarlo. L’avvocato gli spiega che a vendere tutti i biglietti col secondary ticketing è stato proprio Zard e il rapper inizia a disperarsi. La situazione precipita quando Matteo Viviani si palesa nello studio dove Fedez e J-Ax stavano provando. Fornendogli documenti falsi, la ‘Iena’ fa credere a Fedez di aver firmato accordi con Zard per spartirsi i proventi del bagarinaggio online alle spalle di J-Ax. Peccato che l’ex Articolo 31 sia la mente dello scherzo: quando Fedez lo scopre crolla in un pianto di nervi e si lascia andare a espressioni fin troppo colorite.

Torturato a morte dai genitori a 9 anni: “Era iperattivo”

Torturato a morte dai genitori, così è morto un bambio di 9 anni a Sulaibikhat, nel nord del Kuwait. E’ la conclusione alla quale è giunta la polizia locale, mentre il padre del bambino, 31 anni, sostiene che il figlio sia deceduto per cause naturali.

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I medici dell’ospedale di Jahra, dove il piccolo è stato portato dal padre, hanno fatto sapere che il bambino era morto da diverse ore quando è giunto nella struttura e che sul corpo presentava segni di bruciature e altre ferite. Sul caso è stata quindi aperta un’inchiesta e i genitori hanno spiegato le ferite e le bruciature sul corpo del bambino affermando che loro figlio era iperattivo, come riporta la stampa locale. I genitori hanno quindi sostenuto che la vittima spesso attaccava i suoi fratelli, soprattutto uno affetto da handicap e il più piccolo, di sei mesi.  Il bambino veniva quindi regolarmente picchiato per insegnargli la disciplina, hanno aggiunto, ammettendo che di recente lo avevano legato e tenuto in una stanza per alcuni giorni. Il figlio, arrabbiato per la punizione, aveva smesso di mangiare, secondo la ricostruzione dei genitori. La madre ha poi spiegato di aver slegato il figlio poche ore prima della sua morte e che il bambino era andato a dormire nella stanza insieme ai fratelli. Il decesso è avvenuto in seguito, la domestica indiana che lavora per la famiglia ha confermato la versione fornita. I genitori sono sotto inchiesta.

Arrestato Cottone, l’ex della Marini: “Francesca Cipriani sei la sua nuova fidanzata?”, ma lei tentenna

Giovanni Cottone, l’ex marito di Valeria Marini, è stato arrestato lunedì nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Bergamo sul crac dell’agenzia di lavoro interinale Maxwork, dichiarata fallita nel giugno 2015.  Mentre la Marini era in tv su Canale 5 come concorrente del nuovo Grande Fratello Vip, la nuova fidanzata, Francesca Cipriani, ha scoperto dell’arresto di Cottone.

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Raggiunta dalle telecamere di Pomeriggio 5 si è detta molto preoccupata: “Lo cercavo da giorni ma non mi rispondeva al telefono. Pensavo gli fosse successo qualcosa”.  Alla domanda della giornalista “Sei la sua nuova fidanzata?” – i due erano apparsi insieme pochi giorni fa sul red carpeti di Venezia – la Showgirl tentenna: “La nostra è più una conoscenza approfondita. Spero sia innocente”.

La processione del Venerdì Santo devia per fare l’inchino alla casa del boss

La Procura di Caltagirone ha aperto un’inchiesta, al momento senza indagati, per accertare eventuali responsabilità che hanno portato, durante la processione del Venerdì Santo del 25 marzo scorso, a San Michele di Ganzaria, piccolo comune del catanese, a fare un presunto omaggio al boss Francesco ‘Ciccio’ La Rocca, detenuto in regime di 41 bis. Il reato ipotizzato è, al momento, turbativa dell’ordine pubblico.

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Durante la cerimonia, il fercolo del Cristo morto, portato in spalla da una ventina di persone con al seguito un centinaio di fedeli mentre gran parte della folla è rimasta nella piazza principale, ha abbandonato il percorso ufficiale raggiungendo piazza Monte Carmelo, dove si trova la casa del boss La Rocca, uno dei capimafia fedeli alla ‘famiglia’ Santapaola di Cosa nostra di Catania. L’urna, che non si è fermata, è stata salutata dall’applauso dei presenti, tra cui alcuni familiari del capomafia. Non c’è stato ‘l’inchino’. “Ma il fatto stesso che si sia deviato il percorso della processione – commenta con l’ANSA il procuratore capo di Caltagirone, Giuseppe Verzera – è inconcepibile. Dobbiamo capire cosa è accaduto veramente e se ci sono eventuali responsabilità. Ho delegato le indagini ai carabinieri e aspetto una loro relazione per i prossimi giorni”. Al momento della deviazione dal tragitto concordato, il sindaco ha tolto la fascia tricolore prendendo le distanze da quanto stava accadendo, così come hanno fatto il parroco e il comandante della stazione dei carabinieri. La dissociazione non è scaturita nel blocco della processione per evitare problemi di ordine pubblico. Gli investigatori stanno visionando alcuni filmati e stanno ascoltando diversi testimoni, prima di sollecitare provvedimenti per eventuali responsabili.

Ashley, strangolata in casa: aveva litigato con il fidanzato

Una trentacinquenne è stata trovata morta nel suo appartamento a Firenze, in via Santa Monaca, in Oltrarno, nel pomeriggio di oggi: avrebbe segni sul collo, secondo le prime indiscrezioni. La procura di Firenze ha aperto una inchiesta per omicidio dopo il ritrovamento del cadavere della giovane americana trovato nella sua casa dell’Oltrarno Fiorentino. Lo ha detto il procuratore di Firenze Giuseppe Creazzo.

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La giovane donna trovata morta, strangolata come testimonierebbero anche alcuni segni sul collo, si chiama Ashley Olsen, omonima di una nota attrice statunitense, ed è nata a Summer Haven, in Florida, nel 1980. È stato il fidanzato a dare l’allarme spiegando di non sentirla da tre giorni. Avrebbero litigato, appunto tre giorni fa, e lui avrebbe tentato più volte di chiamarla al telefono senza ottenere risposta. Oggi s’è presentato nell’appartamento della fidanzata e l’ha trovata priva di vita. Sul posto la squadra mobile. Sarebbe stata strangolata la 35enne trovata nel suo appartamento nell’Oltrarno di Firenze, secondo i primi accertamenti compiuti dai poliziotti della squadra mobile e dal medico legale. A trovare la donna, americana ma che vive da alcuni anni a Firenze, è stato il fidanzato che non la vedeva da tre giorni. Secondo quanto appreso l’uomo, allarmato, ha chiesto alla proprietaria della casa di portargli le chiavi e di andare con lui a vedere cosa fosse accaduto. I due sono adesso ascoltati in questura.  La donna lavorava nel mondo dell’arte, così come il padre che vive a Firenze ed ha proceduto al riconoscimento del cadavere. Anche il fidanzato, fiorentino, è pittore. L’appartamento preso in affitto dall’americana, originaria della Florida, è al primo piano di un palazzetto in via Santa Monaca: una stradina corta che collega la trafficatissima via dei Serragli a piazza del Carmine, una delle zone più popolose dell’Oltrarno fiorentino. In questura sono ascoltati oltre al fidanzato e alla proprietaria dell’appartamento, anche alcuni vicini di casa e negozianti della zona. La strada non ha telecamere di sicurezza ed eventuali richieste di aiuto da parte della donna potrebbero non essere state sentite anche a causa del traffico della vicina via dei Serragli.

“Francesco Totti pagava in nero alcuni vigili urbani per far sorvegliare i suoi figli”

Alcuni vigili sarebbero stati pagati in nero da Francesco Totti per sorvegliare i suoi figli.
È quanto affermato da Luca Odevaine -ex vice capo di Gabinetto del sindaco Veltroni- precisando, nel corso di un interrogatorio dello scorso 15 ottobre, una serie di dichiarazioni già rese da Buzzi.

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«È vero che dei vigili urbani facevano vigilanza ai figli del calciatore Francesco Totti -ha affermato Odevaine, finito a processo nell’ambito dell’inchiesta Mafia Capitale- ma lo facevano fuori dall’orario di lavoro e venivano pagati in nero dallo stesso Totti». «L’esigenza -ha precisato poi Odevaine, rispondendo alle domande del pm Paolo Ielo- era nata dal fatto che era giunta una voce di un progetto di rapimento del figlio di Totti. Ne parlai con il Colonnello Luongo dei carabinieri, il quale, tenuto conto della genesi e della natura della notizia, convenne con me che non era il caso di investire il comitato per la sicurezza ma che si poteva trovare un modo per provvedere».