Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

«Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere».

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Lo ha rivelato Lele Mora in una intervista pubblica nella serata conclusiva della quarta edizione del «Telesia for Peoples» di Telese Terme ricordando le sue origini contadine e che sin da bambino ha sempre frequentato la Chiesa e «non certo per avere uno zio Cardinale ma per l’educazione impartitami dai miei genitori».
L’ex manager di tanti vip ha risposto a tutte le domande, anche a quelle del pubblico, lasciandosi intervistare a trecentosessanta gradi sulla sua vita privata, sul mondo dello spettacolo ma anche su quello politico. Ribadendo di essere ormai «una persona cambiata» Lele Mora, che ha espiato la pena dopo la condanna per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione, ha annunciato la nascita di un movimento politico ‘Libertà e Onestà’, composto da tanti giovani al di sotto dei 40 anni e che avrà a capo un importante personaggio del mondo finanziario il cui nome sarà ufficializzato a fine anno, qualche mese prima del voto politico.
«Il movimento – ha aggiunto Lele Mora – punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici». Al salotto pubblico di Lele Mora ha preso parte anche Boris Roberti, presidente dell’Associazione «Gli Angeli della tv» impegnata da anni nel mondo del sociale.

Breivik, in cella con playstation, internet e tv. Fa causa alla Norvegia: “Violazione dei diritti umani”

Ha una cella spaziosa tutta per sé, dotata di tutti i comfort: tv maxischermo, connessione a Internet e Playstation. Eppure Anders Behring Breivik sostiene che la Norvegia stia violando i diritti umani a causa dell’isolamento a cui viene sottoposto, ed è per questo che lo stragista nero ha deciso di fare causa alle autorità del proprio paese.

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Breivik, nell’estate del 2011, fu autore di due stragi nello stesso giorno. Prima fece esplodere un ordigno in pieno centro a Oslo, uccidendo otto persone e ferendone 200. Poco dopo raggiunse l’isola di Utoya, dove i giovani laburisti norvegesi si erano radunati per un convegno: qui fece fuoco all’impazzata, uccidendo altre 69 persone.
Per le stragi, Breivik è stato condannato a 21 anni di carcere, la pena massima prevista dall’ordinamento giuridico norvegese. Oggi, nel carcere di Skien, dove è recluso, è comparso in un’aula di tribunale provvisoria, proprio in merito alla presunta violazione dei diritti umani. Giunto davanti ai giudici, l’uomo ha fatto il saluto nazista.