Torino, la regina dei Rom, quei 70mila euro dal Comune e la «bella vita»: tra Ferrari e ville con piscina

4093922_1516_sena_halilovicSi spacciava per nullatenente, ma ha un tesoro da diversi milioni di euro, tra cui 400 macchine di lusso, ville con piscina e vasche idromassaggio e addirittura un castello: la ‘regina dei Rom’, di nome Raselma, alias Sena Halilovic, del clan di rom musulmani Korakhanè (originari del Kosovo) per anni si è fatta beffa delle autorità italiane. Fino a ottenere dal Comune di Torino 70mila euro in assegni familiari, per lei e altre 22 persone della sua famiglia.

Lo racconta oggi il Tgcom, che fa un lungo elenco dei suoi possedimenti: un patrimonio sconfinato, accumulato grazie a traffico di auto, furti di rame e truffe. Oltre alle già citate auto di lusso, Raselma possedeva un castello, un terreno in collina nell’astigiano, un hotel, una casa bunker in Bosnia: un’auto di lusso, una Ferrari, sarebbe stata regalata da lei stessa al suo ultimo marito. Eppure per l’Italia questa donna risultava nullatenente e indigente.

Raselma era stata arrestata nell’aprile del 2017 in Spagna: ma dopo essere stata scarcerata, è poi sparita nel nulla. Le sono stati confiscati 420mila euro, ma il suo patrimonio è molto più grande e – pare – molto difficile da quantificare. Ciò che si può quantificare invece è la figuraccia che il Comune ha fatto nell’elargire gli assegni a lei e alla sua famiglia, regalandole denari che potevano far comodo a chi ne aveva davvero bisogno.

Rita Pavone, persi al cimitero i resti del padre: il Comune di Torino dovrà risarcirla

images (15)Si persero i resti del defunto e il Comune dovrà risarcire la famiglia di Rita Pavone. Nel 2004 la salma di Giovanni Pavone, padre della cantante, finì “dispersa” durante lavori di scavo per le esumazioni al cimitero di Torino. Per quella vicenda il Tar del Piemonte ha condanato il Comune a indennizzare tre componenti della famiglia: 1.400 euro a tutti per il danno patrimoniale, più 2.500 euro ciascuno per il danno esistenziale. Erano numerosi i resti dei defunti che andarono perduti durante le operazioni.

Un’inchiesta della procura concluse che, per quel che riguarda il caso di Giovanni Pavone, nella fase di escavazione preliminare la benna utilizzata dagli operai aveva sollevato per errore anche la parte superiore della bara. La successiva ricerca fra i resti umani nei depositi di terra portò a concludere che era impossibile individuare e recuperare quelli appartenenti alla salma. I ricorrenti erano assistiti dall’avvocato Mauro Milan.

“Cara prof che vuoi la morte di mio padre”: la lettera è virale

3577653_1959_prof_torino (1)È diventata virale la lettera destinata alla professoressa che ha augurato la morte ai poliziotti intervenuti durante gli scontri a Torino. A scrivere è la figlia di uno degli agenti.
“Cara professoressa, ti parla la figlia di un appartenente alle forze dell’ordine”: inizia così la lettera pubblicata dalla pagina Facebook di ex agenti e simpatizzanti delle forze dell’ordine ‘Noi poliziotti per sempre’. Centinaia le condivisioni e oltre 14mila like.
“Tu che gli urli ‘dovete morire’ – si legge nel post -, vedi ogni volta che mio padre si allaccia gli anfibi e si chiude il cinturone ho davvero paura che qualcuno lo faccia morire. Forse tu non sai cosa vuol dire. Tu non sai cosa vuol dire vivere di turni, vivere di imprevisti, di compleanni in cui nelle foto ci sono tutti: tranne lui. Del pranzo di Natale che diventava freddo a forza di aspettarlo. Del cuscino vuoto accanto a mia madre. Del freddo, del sonno, del sangue sulla strada, degli insulti che gente come te ogni giorno rivolge a chi indossa una divisa”.
“Cara professoressa – scrive ancora la pagina -, hai mai provato ad accarezzare la stoffa della giacca di un poliziotto o di un carabiniere? Sai non è di un cotone morbido, non è il lusso che tutti credono che lo Stato regali a quegli uomini e a quelle donne in divisa. Cara professoressa, tu sai che mentre auguravi a quei ragazzi la morte a casa c’erano i loro bambini che si erano appena addormentati che si aspettavano di vedere i loro papà il giorno dopo come tutti i giorni? Lo sai che c’erano madri, fidanzate e mogli che in quel preciso momento stavano pensando a loro? E stavano pensando se magari potevano avere troppo freddo là fuori?”, domanda.

“Non sono dei mostri come li dipingete. Ma sono persone. Le stesse persone – sottolinea ancora la lettera – che chiamate a tutte le ore se avete bisogno di aiuto, e loro anche se voi gli augurate le morte vengono ad aiutarvi: perché hanno giurato di esserci, e quella divisa che tanto odiate rappresenta anche questo”. Una rabbia e un augurio di morte, spiega ancora la lettera, che non trova giustificazioni nonostante l’operato di alcune ‘mele marce’ fra le forze dell’ordine: “C’è chi della propria divisa ne fa un abuso – si legge -, come ovunque c’è la mela marcia e sono concorde nel punirlo adeguatamente secondo le leggi, ma non per questo bisogna augurare il male a tutti coloro che indossano una divisa. Perché io nonostante tutto non auguro del male a nessuno e mai lo farò, perché mi hanno insegnato il rispetto per la vita di tutti. Così, cara prof, ora vai e guarda negli occhi tuo padre e tuo marito/compagno/ fidanzato che sia (se ne hai uno), guardali negli occhi e cerca solo di immaginare cosa si possa provare: a sapere che tanta gente come te augura la morte a quegli uomini che per noi – conclude il post – sono la vita”.

Wanda Nara choc: “Maxi Lopez ha picchiato i nostri figli”. Lui nega tutto e accusa Icardi

Continua, tra reciproche accuse velenose, la battaglia legale tra Maxi Lopez, attaccante del Torino, e la ex moglie Wanda Nara, attuale sposa dell’interista Mauro Icardi. L’ultimo capitolo dello scontro tra gli ex coniugi si arricchisce di un’accusa pesantissima da parte di Wanda Nara: «Maxi Lopez si è presentato a casa mia, voleva portare via i nostri figli ancora in pigiama, loro non volevano e lui li ha picchiati».

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A confermarlo, come riporta la Gazzetta dello Sport, sarebbe stata la legale di Wanda Nara, che avrebbe confermato lo scambio di messaggi tra la bionda argentina e un giornalista di Buenos Aires. Maxi Lopez nega tutto e accusa Icardi: «La giustizia argentina aveva stabilito che io potessi passare con i miei tre figli il periodo che va dall’1 al 20 giugno, in un luogo che decido io. Da quel momento ho subìto accuse, attacchi e cattiverie di ogni tipo. Wanda è fuggita negli Stati Uniti, lasciando i bambini dalla madre, e quest’ultima ha fatto di tutto per impedirmi di vederli. I miei avvocati hanno lavorato duramente ma non sono riusciti a convincerla, poi è arrivato Icardi che ha fatto aumentare la tensione e fatto piangere i miei figli. A quel punto ho preso e me ne sono andato».
Al momento, pare che Icardi abbia chiesto e ottenuto che i tre figli debbano rimanere in Argentina grazie all’esercizio della patria potestà. Wanda ha pubblicato un documento su Twitter, ignorando però la richiesta dell’ex marito: «Se lui vive in Italia, come farà a crescere i figli che dovranno vivere in Argentina?».

Buffon e la D’Amico incinta, giornata romantica: baci a Torino davanti al loro nido d’amore

A dicembre diventeranno genitori, ma intanto Gigi Buffon e Ilaria D’Amico fanno la vita dei teneri innamorati.

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La coppia è stata fotografata da “Chi” insieme a Torino: il calciatore e la conduttrice Sky, incinta, escono insieme nella casa che Gigi ha acquistato per loro e per i figli. Prima di passeggiare per la città si scambiano teneri baci e abbracci pubblici.