Juve femminile, ex calciatrice accusa: «Ronaldo e lo stupro, ci dicevano di non parlarne»

4633419_0953_juventus_calciatrice_accusa_ronaldo_stupro_ci_dicevano_di_tacere«Non potevamo parlarne, ci hanno detto di non fare mai riferimento a quella storia»: con queste parole Petronella Ekroth, svedese, ex giocatrice della Juventus femminile e ora tornata in patria nel Djurgardens, ha raccontato il clima nel club bianconero riguardo il caso delle accuse di stupro nei confronti di Cristiano Ronaldo.

L’ex Pallone d’oro qualche mese fa stava facendo i conti con le accuse di Kathryn Mayorga, un caso che non si è ancora chiuso del tutto: e la Ekroth, in un’intervista a Expressen, ha raccontato come la società si sia raccomandata con le giocatrici di tacere. «Dovevamo mantenere un profilo basso e lavorare – ha detto – mi sentivo imprigionata, come se le mie opinioni non esistessero».

Petronella da un lato tende la mano («Capisco perché la Juventus lo faccia»), dall’altro però lancia siluri: «Ho vissuto momenti speciali, ma le mie idee sul rispetto delle persone sono diverse – ha aggiunto – Penso che le straniere non siano trattate allo stesso modo delle italiane». La Ekroth è tornata in patria dopo un solo anno in bianconero, nella scorsa trionfale stagione in cui la Juve ha vinto lo scudetto.

Giornalista accusa Trump: “Mi stuprò 23 anni fa”. Lui smentisce: “Non l’ho mai vista”

e-jean-carrollDonald Trump accusato di molestie sessuali. La giornalista americana Jean Carroll, famosa opinionista e curatrice della rubrica della posta del cuore della rivista Elle, ha accusato il Presidente degli Stati Uniti di averla stuprata nel camerino di un grande magazzino di lusso a New York. L’episodio risalirebbe a circa 20 anni fa.

La giornalista, che ora ha 75 anni, racconta che i fatti risalgono al 1995, quando incontrò Trump, allora un famoso immobiliarista, nei magazzini Bergdorf Goodman. Secondo quanto riportato, Trump l’avrebbe riconosciuta e, facendo riferimento alla sua rubrica di consigli, le avrebbe chiesto un consiglio per l’acquisto di lingerie per una donna. Ma una volta arrivati nei camerini, sarebbe diventato violento e l’avrebbe stuprata.

Trump ha smentito tutto, affermando di non aver mai incontrato Caroll. L’ha poi accusata di aver inventato la storia per vendere più copie del suo libro, paragonandola alle donne che «hanno accusato falsamente» il giudice della Corte Suprema Brett Kavanaugh durante le audizioni di conferma. «Vergogna per chi inventa false storie di aggressione per farsi pubblicità, vendere un libro o per motivi politici, come Julie Swetnick che ha accusato falsamente il giudice Justice Brett Kavanaugh» ha detto Trump aggiungendo che «è un male che le persone credano a queste storie, soprattutto in totale assenza di prove».

Infine, Trump suggerisce che vi possano essere i democratici dietro alle «false accuse» di Carroll: «se qualcuno ha informazioni che indichino che la signora Carroll o il New York Magazine stiano lavorando con il partito democratico, per favore si faccia avanti al più presto possibile».

Stupro in Circumvesuviana, chi sono i tre italiani tra i 18 e 20 anni fermati a San Giorgio

4344421_0909_stupro_circumvesuviana_chi_sonoUna violenza carnale premeditata al punto che i tre balordi, di età compresa tra i 18 e i 19 anni, l’avevano già tentata una ventina di giorni fa. Evidentemente la 24enne di Portici, stuprata a turno nell’ascensore riservato ai passeggeri della ferrovia Circumvesuviana di San Giorgio a Cremano (Napoli), era ritenuta un bocconcino facile facile. Anche tre settimane fa la ragazza era stata circondata, palpeggiata, spinta verso un angolo buio: solo che ai violenti era andata male, lei era riuscita a divincolarsi e a fuggire.

Ma oramai la conoscevano, e lei conosceva loro: chissà quante volte ancora le avevano indirizzato apprezzamenti irriferibili. Poi il pensiero, tutt’altro che stupendo: «Stavolta non ci scappa». Così, intorno alle 18 dell’altra sera, i tre giovani avrebbero subdolamente approfittato della debolezza psicofisica della 24enne e l’avrebbero violentata a turno, tenendo aperte le porte dell’ascensore per bloccarlo. Pensavano ancora di farla franca. Invece stavolta la ragazza si è fatta accompagnare al Commissariato di Polizia e ha denunciato tutto prima di essere ricoverata in ospedale. Le immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti in stazione sono state confrontate con i profili Facebook e il racconto della vittima, che era stata avvicinata con la scusa di chiederle scusa per l’aggressione precedente e l’invito a fumare insieme una sigaretta. La 24enne segue i tre fino all’ascensore, dove inizia l’incubo. Subisce le violenze, impietosamente riprese dal Grande Fratello puntato sui binari.

Quando tutto è finito i tre aguzzini vanno via, lasciando dei fazzoletti con i quali si sono puliti nell’ascensore. Tracce ematiche che potrebbero incastrarli ulteriormente, La ragazza trova la forza di risalire le scale, raggiunge il terzo binario dove scoppia a piangere. Viene notata da un ragazzo gentile, al quale confessa l’accaduto.
La Squadra mobile, che sta conducendo le indagini sotto il coordinamento della sezione Fasce deboli della Procura di Napoli (pm Prisco e Curatoli, procuratore aggiunto Falcone) ha anche convocato una quarta persona, che aveva presentato la ragazza ai tre balordi. Ai presunti autori della violenza sono stati sequestrati i cellulari (le successive analisi accerteranno se contengono video degli abusi) ed è stato prelevato il dna per la comparazione con le tracce biologiche repertate dalla Polizia scientifica. Oggi è fissata l’udienza di convalida del fermo davanti al gip. «Se colpevoli, nessuna pietà per questi animali» tuona il governatore della Campania, Vincenzo De Luca (Pd). «In galera a vita» scrive Matteo Salvini su Twitter. «Massima pena», auspica pure Mara Carfagna (FI). A San Giorgio a Cremano, ieri sera, flash mob con una candela rossa contro la violenza sulle donne.

«Sara Tommasi non era lucida, ma non ci fu stupro: da lei racconti inverosimili»

aa-79Sara Tommasi era in condizioni psico-fisiche «palesemente alterate» anche dall’uso di cocaina, ma il quadro probatorio è «fragile e indimostrato» perché le sue dichiarazioni sono «prive di precisione e costanza» e a tratti inverosimili: con queste motivazioni il Tribunale di Milano ha assolto, nel luglio scorso, Fabrizio Chinaglia, ex agente di Sara Tommasi, che era accusato di aver violentato l’ex naufraga de L’Isola dei Famosi e di altri reati.
Chinaglia era a processo per aver approfittato, in sostanza, delle condizioni di «inferiorità psichica» di Tommasi, causate da un disturbo della personalità e da psicosi dovute alla cocaina, per indurla ad avere rapporti sessuali anche con minacce e percosse: anche se potrebbe aver abusato «delle condizioni di scarsa lucidità mentale» della showgirl, per il Tribunale non c’è dunque stupro. Il pm aveva chiesto 8 anni per l’imputato, difeso dal legale Giuliana Casti, per diversi reati, tra cui anche cessione di droga ed estorsione.

I giudici Zamagni-Santangelo-Secchi lo hanno assolto a luglio da tutti i capi di imputazione «perché il fatto non sussiste» al termine del processo scaturito dalla denuncia della showgirl (assistita dal legale Marco De Giorgio), laureata in Economia alla Bocconi, con diverse partecipazioni televisive (tra cui appunto L’Isola dei Famosi) e che in quello stesso periodo partecipò anche ad un film pornografico.

LE ACCUSE Secondo l’indagine, tra agosto e settembre 2013 Chinaglia aveva ceduto cocaina alla giovane prima in un hotel a Milano e poi in un ostello e per costringerla ad assumere droga, sempre stando a quella che era l’ipotesi d’accusa, l’uomo l’avrebbe anche colpita alla testa. E avrebbe poi approfittato delle psicosi e del suo disturbo ‘borderline’ per costringerla a fare sesso. L’uomo era anche accusato di essersi fatto consegnare un assegno di 20mila euro. Accuse, assieme ad altre, tutte cancellate dai giudici.
Per il Tribunale Chinaglia, come scrive il giudice relatore Alessandro Santangelo, «era certamente al corrente delle precarie condizioni psichiatriche di Sara». Agli atti, però, ci sono «sms» tra i due «dall’inequivoco contenuto sessuale» che «non possono che corroborare la versione» dell’imputato, «anche perché delle violenze fisiche lamentate dalla Tommasi anche per costringerla a consumare rapporti sessuali» non c’è «alcun concreto riscontro, né a livello di certificati medici, né a livello testimoniale».

In più, la firma di quell’assegno ha «una causa lecita, essendo ragionevole ritenere che il Chinaglia si facesse retribuire» perché si era impegnato in qualità di agente a «ripulire» l’immagine pubblica della showgirl. Era stato, tra l’altro, Fabrizio Corona, testimone nel processo, a confermare «l’attività lavorativa» di agente «rivendicata» dall’imputato nell’ interrogatorio.

Angelina Jolie, la madre biologica lancia lʼappello: “Fammi parlare con Zahara”

Nel turbolento divorzio tra Brad Pitt e Angelina Jolie, si inserisce anche la madre biologica della figlia Zahara (12 anni). L’etiope Mentewab Dawit Lebiso nel 2005 fu vittima di uno stupro e la diede in adozione, quando aveva solo sei mesi. Ora però vorrebbe riallacciare i rapporti con lei e dalle pagine del Daily Mail ha lanciato un appello alla Jolie: “Fammi parlare con mia figlia, voglio che sappia che sono viva e che mi manca”.

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Alla madre naturale – che ha 31 anni e vive in un remoto villaggio etiope – piacerebbe poterla incontrare un giorno, anche se assicura di non voler avanzare alcuna pretesa. “Non la voglio indietro, voglio solo poterle parlare. Angelina per lei è stata una madre molto più di me. E’ con lei da quando è una bambina, ma questo non vuol dire che non mi manchi” ha dichiarato. “Penso a lei ogni giorno e desidero sentire le sua voce, vedere il suo viso. Mi piacerebbe avere contatti regolari con lei, festeggiare il compleanno e ogni altro giorno speciale”.
“So che la sua vita è con Angelina, le ha dato la vita che io non avrei mai potuto darle – ha continuato – Sta diventando una bellissima donna e sono fiera di lei. Prima di morire, però, vorrei che incontrasse me e la famiglia che ha qui in Etiopia”.