Leicester, elicottero del presidente precipitato. I commenti choc: «Non poteva capitare alla Juventus?»

4069603_0954_leicester_elicottero_1_ (2)L’elicottero con a bordo il presidente del Leicester City, la squadra di Premier League, si è schiantato al suolo e poi ha preso fuoco ieri sera, al termine del match al King Power Stadium. La notizia ha fatto velocmente il giro del mondo, diffusa attraverso i siti di informazione e i social network. Tanti i messaggi di vicinanza alla squadra e alle famiglie delle potenziali vittime (non è ancora stata ufficializzata l’identità delle persone a bordo del velivolo), il mondo dello sport si è stretto attorno al Leicester City con preghiere e pensieri a cui hanno preso parte i club di tutto il mondo, calciatori e tifosi.

Tra le voci di sostegno, però, si è levata anche qualche battuta inopportuna e di pessimo gusto, come il tweet di un tifoso romanista che augura la stessa sorte toccata al patron del Leicester alla dirigenza della Juventus.

Il tweet ha suscitato lo sdegno degli utenti, che hanno invitato a segnalare il profilo.

Tiziana Cantone, la mamma: “Femminicidio virtuale. ‘Stai facendo un video? Bravo’ ovunque, aberrante e vergognoso”

Sono passati quasi due anni e mezzo da quando la sua storia è finita, in maniera tragica, con un suicidio. Tiziana Cantone aveva 33 anni quando si è tolta la vita nel settembre del 2016, dopo mesi di inferno dovuti ad un video h0t girato e messo sul web e che le aveva rovinato il nome e la reputazione.

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La mamma di questa giovane e bella ragazza, uccisa dalla crudeltà di chi ha messo in giro quelle immagini togliendole la dignità, ha raccontato la storia a La Vita in Diretta. «Non mi sembra vero siano passati oltre due anni – dice – Continuo a combattere per mia figlia perché mi sento in dovere di far capire chi era davvero Tiziana Cantone, che è la vittima di quello che chiamo femminicidio virtuale e che sta prendendo sempre più piede nella nostra società».
«Tiziana sentiva molto la mancanza di suo padre, che non ha mai conosciuto e che non l’aveva mai cercata – continua – Lei soffriva doppiamente, perché sentiva il bisogno di quella protezione che solo un padre poteva darle, e io non ero in grado di farlo. Era una ragazza dolce e sensibile, ha sofferto tanto quando è morto mio padre, suo nonno, al quale era molto legato».

«Sergio, il suo compagno, a me non era mai piaciuto. La misi in guardia, le dissi che non mi piaceva, percepivo in lui qualcosa che non andava – dice ancora la mamma – quando quel video ha iniziato a girare su internet, non fu Tiziana a dirmelo ma lui. Mi disse di non preoccuparmi, di non prendere iniziative e di cancellarci da Facebook: affermò di aver individuato un responsabile».
Le indagini, racconta ancora, hanno poi accertato altro sull’uomo: «Era iscritto ad alcuni siti di scambisti, aveva amici di Forlì da cui si recava spesso insieme a mia figlia – conclude – Ciò che mi fa pensare è che spesso si dice che bisogna denunciare, non bisogna avere paura, ma mia figlia aveva presentato tre denunce. La Polizia Postale e gli inquirenti sono stati disponibili, ma l’attività investigativa è stata carente, anche perché i loro mezzi sono limitati: spesso questi siti sono registrati all’estero, bisogna fare delle rogatorie, e i tempi si allungano».
«Quello che è capitato a mia figlia non è cyberbullismo, ma un crimine. Questo della p0rn0grafia non consensuale è una violenza, una nuova forma di femminicidio: quella frase, “stai facendo un video? bravo”, è finita ovunque su internet, anche in alcune fiction, in televisione si sentiva di continuo, una cosa vergognosa, aberrante».