Nuoro, uomo di cinquant’anni si suicida per una sua foto hard divenuta virale. Era ricattato

4573625_1225_3204056Una foto hard che circola sui social e che diventa tentativo di estorsione per un artigiano nuorese di 50 anni. Quindi la vergogna e la disperazione fino al suicidio, non prima di aver raccontato la sua storia su Facebook. L’uomo – come riporta La Nuova Sardegna – si è tolto la vita nel reparto di Psichiatria del San Francesco di Nuoro, dove era ricoverato dopo un primo tentativo di suicidio in casa. Gli inquirenti confermano il suicidio in ospedale ma sulle cause mantengono uno stretto riserbo e sarà un’inchiesta della Procura di Nuoro a fare luce.

«Chiedo scusa pubblicamente a tutti i miei amici di Facebook». Così iniziava il post su Facebook in cui l’artigiano 50enne, suicida la notte scorsa, il 26 maggio sulla sua pagina del social network denunciava l’episodio di revenge porn ai suoi danni. «Arriveranno non so a quanti di voi delle mie foto prese da una videochiamata (lo so da stupido), ma non intendo cedere a nessun ricatto. Qualcuno ha approfittato del presunto mio momento di debolezza, mi vogliono ammazzare. Però questo lo dico a chi mi vuole bene che intendo lasciarmi tutto alle spalle, sto provando con tutte le mie forze a risollevarmi e non sarà certo una put…a cambiare i miei programmi -scriveva l’uomo- Sempre a chi mi vuole bene prometto di tornare al più presto quello che conoscevate». Ma il 50enne, invece, dopo qualche settimana ha deciso di farla finita.

Scambia foto hard e viene ricattato: «Ha pagato ottomila euro». Quella donna in realtà era un 18enne

4473227_1349_ricatto_hard_ottomila_euroI carabinieri hanno avviato le indagini e hanno individuato, dietro al ricatto con estorsione, un 18enne della provincia di Macerata: la vittima a gennaio si era iscritta ad un gruppo di incontri e aveva iniziato la relazione virtuale con un utente che affermava di essere una donna, con la quale aveva scambiato foto piccanti. Dietro l’utente c’era però proprio il 18enne.

Poco dopo l’uomo ha però incominciato a ricevere minacce: «Diffonderò le tue foto», diceva il contatto. Impaurito, inizialmente la vittima ha ceduto, pagando a più riprese importi da 50-100 euro, in tutto 146 pagamenti. Ma i ricatti non sono terminati e allora l’uomo ha trovato la forza di rivolgersi ai carabinieri. Attraverso gli accertamenti i militari hanno scoperto che il ricattatore non era una donna, ma proprio il 18enne maceratese ora denunciato per estorsione continuata.

Revenge porn, un 40enne napoletano come Tiziana Cantone: «Ricattato sul web, mi ammazzo»

foto-hard-472184.660x368 (1)Il revenge porn non è sempre un problema della donna, con l’uomo nella parte del carnefice: a volte accade anche il contrario. È il caso di Ferdinando (nome di fantasia), 40enne del napoletano, che due giorni fa ha annunciato su un gruppo social del suo paese che si sarebbe suicidato: «Addio sangiorgesi, questa sera mi ammazzo», ha scritto intorno alle 22, mettendo in allarme decine di utenti.

Lo racconta il quotidiano Il Mattino: dopo il post, decine di persone hanno telefonato alla polizia e ai carabinieri per segnalare la situazione, mentre sotto il post si moltiplicavano i commenti solidali con lui. «Non scherzo, mi tolgo la vita sul serio», ha però risposto il 40enne, salvato dall’intervento dei poliziotti che sono riusciti a tranquillizzato, nonostante un forte stato di agitazione. Il suo malessere non era dovuto alla depressione alla solitudine, ma – appunto – ad un caso di revenge porn.

L’uomo era stato infatti adescato sul web da un utente che affermava di essere una ragazza di 25 anni, di nome “Serena”: la donna dopo aver conquistato la sua fiducia con alcune conversazioni bollenti (comprese videochiamate con la webcam), martedì gli ha chiesto 1.500 euro «o i tuoi messaggi finiranno su tutti i gruppi». Secondo gli investigatori dietro la finta “Serena” ci sarebbe una banda specializzata in questo tipo di truffe: «So dove abiti, se non paghi manderò qualcuno da te stasera stesso», gli ha scritto dopo il suo iniziale diniego a pagare.

Così Ferdinando, triste e frustrato, ha pensato di risolvere il tutto e salvare la sua reputazione togliendosi la vita: per fortuna non ci è riuscito, grazie a quel post e all’intervento di utenti prima e poliziotti poi. «I due agenti intervenuti per salvarmi sono come angeli custodi», ha detto commosso, scrive Il Mattino. Il suo non sarebbe l’unico caso di ricatto legato al mondo delle «vendette a luci rosse» denunciato nella zona: la polizia postale ha già sequestrato pc e cellulare dell’uomo, con la speranza di trovare indizi utili per smascherare i malviventi.