Scomunica contro le gonne corte, replica della giovane al prete: «Lei offende tutte le donne»

4219836_1543_minigonna_preteLa replica piccata al parroco è affidata ai social: «Caro don Alberto, queste gambe me le ha donate il suo Dio, e il Dio di cui mi hanno tanto raccontato sono certa che non si sentirebbe offeso a vedere mezzo ginocchio scoperto da una gonna».

È lo sfogo di una delle ragazze protagoniste dell’«anatema» lanciato da don Alberto Zanier, vicario parrocchiale a Resia (Udine), che in alcuni volantini distribuiti tra i fedeli della Val Resia, aveva richiamato all’ordine alcune giovani per il loro abbigliamento definito una «grave mancanza di rispetto» «verso il corpo della donna».

«Non mi sento offesa per la critica – prosegue la giovane che ha postato lo sfogo su Facebook – anche se, nella foto, non vedo queste cosce scandalose tanto chiacchierate. Mi sono offesa perché sono stata incolpata di essere donna. Sono stata umiliata insieme alle mie compagne, alle loro mamme e alla mia mamma di fronte a tutta la comunità. perché se gli uomini si eccitano, se commettono violenze o addirittura omicidi è colpa nostra e delle nostre gambe».

Corona, show in tv da Giletti: «Don Mazzi deve appendere il crocifisso al chiodo»

corona-mazziFabrizio Corona è l’ospite più atteso del programma di Massimo Giletti in onda su La7. Prima di entrare in studio il conduttore ha detto che l’ex paparazzo era piuttosto teso. Si parte subito con la lettera aperta che Don Mazzi ha scritto sul Corriere della Sera.

Tra i passaggi principali c’è : “Mi manchi, pochi ti conoscono dentro l’anima come ti conosco io – scrive Don Mazzi – Perchè non mi chiami”.E’ pura falsità, è una cazzata – replica Corona – credo che sia lui ad aver bisogno di luce mediatica, si fa pubblicità con il mio nome. Non ho mai visto Don Mazzi,, forse due volte in carcere. Ho fatto un percorso bellissimo in una comunità collegata ad Exoudus, lui mi ha detto che meritavo di marcire in galera. Da un prete non l’accetto. Deve appendere il crocefisso al chiodo! Non ho mai avuto un rapporto di cura con questo signore, io non l’ho mai visto in cinque mesi di comunità , secondo voi perchè non è voluto venire?”. “Quando ero in galera – prosegue Fabrizio – hanno tutti sparato a zero su di me, perchè non potevo replicare, ora però sono spariti tutti”. “Ognuno può scegliere di non venire o venire in trasmissione”, stempera Giletti.

Il prete che a messa dice “Forza Napoli” “Gesù? Tifa per gli azzurri ”

Don Marco Beltratti, parroco 46enne della Chiesa “Nostra signora del Sacro Cuore” di Napoli, quartiere Vomero: il suo “Sempre Forza Napoli” detto sull’altare ha fatto il giro del web, se l’aspettava?
“Potenza della Rete e della Fede. Ma anche del mio Napoli, finalmente primo in classifica. Però non è una novità, i miei parrocchiani sanno che dico così ogni domenica a conclusione della messa più popolare, quella delle ore 11”. “La verità? Mi danno grandi soddisfazioni. Qui al Vomero ho 30.000 fedeli, sono quasi tutti tifosi del Napoli.

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Prima, invece, guidavo una parrocchia con troppi juventini e milanisti…” Quindi il suo Forza Napoli alla fine della messa era, per così dire, meno gradito?
“Diciamo di sì. Ma il mio tifo per gli azzurri è una passione irrefrenabile, oltre che nota a tutti. Sana e sincera come il cielo azzurro. Diciamo che sono di fede cattolica e di fede di battesimo, perché il Napoli lo seguo fin da quando ero in fasce”. Quando ha capito che stava diventando una star social?
“Stamattina, per puro caso. Ogni lunedì faccio il giro dei siti web che parlano di calcio. Ad un certo punto mi sono accorto della notizia del prete tifoso in chiesa e sono andato a vedere il video. Non immaginate la mia sorpresa. Ho detto: ma quello sono io!!!. Poi si sono scatenati i commenti sul mio profilo Facebook” Come concilia la sua passione per il Napoli con il ruolo di parroco?
“In maniera semplice e naturale. Gesù ci ama, quindi ama anche le nostre passioni. Io ho quella per il Napoli, quindi per me anche Gesù tifa Napoli”. Allora è davvero l’anno buono per lo scudetto?
“Lo diciamo solo alla fine del campionato. Meglio stare con i piedi per terra”. Però se dovesse accadere…
“Festeggio, ci mancherebbe. Ma fuori dalla chiesa”. Andrà allo stadio?
“Ci sono andato per anni, avevo addirittura l’abbonamento. Ora frequento meno gli spalti, ho troppe cose da fare per i miei parrocchiani. Soprattutto per i bambini, anzi per loro ho riaperto un piccolo campetto e organizzo anche le partite, perfino qualche torneo. Lo sport è importante, fa comprendere i valori del rispetto e dell’amicizia”. Chi sceglie come suo idolo di sempre tra Higuain e Maradona?
“Ora c’è Higuain e ce lo teniamo stretto. Maradona però è sempre il più grande di tutti”.

Prete spende 100mila euro dei poveri: parte di un lascito da 15 milioni

Un farmacista di Legnaro, l’anno scorso alla sua morte, ha lasciato in eredità alla Caritas del paese 15 milioni di euro. Una fortuna destinata ai poveri.

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Unico depositario, così come appurato dal notaio, un prete di 57 anni di una delle quattro parrocchie di Legnaro. Ma il religioso di quella montagna di denaro destinata ai bisognosi, ha sperperato 100 mila euro in viaggi, auto, moto, alberghi e ristoranti di lusso. Ora è indagato per il reato di appropriazione indebita aggravata.