Maria Elena Boschi in libera uscita… per fare la spesa

“Esco solo per fare la spesa”. Maria Elena Boschi è stata fotografata dal settimanale Chi al supermercato mentre si aggira tra gli scaffali alla ricerca di cereali, frutta e verdura. Indossa un abitino corto, stivaloni e gambe nude, cappottino blu e capelli sciolti. Ha l’aria tesa e preoccupata la deputata di Italia Viva che fa la scorta e poi sparisce in una Roma deserta.

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Ha proposto di attrezzare le navi da crociera in ospedali galleggianti per far fronte all’emergenza coronavirus e ha aderito subito alla campagna “restiamo a casa” e “andrà tutto bene”. Il suo buon esempio è nel fare velocemente la spesa, caricare la dispensa del necessario e dileguarsi nella Capitale deserta.

Solo poche settimane fa la Boschi era stata pizzicata in compagnia di Giulio Berruti durante un pranzo romantico a Fregene. Già in passato la coppia era stata beccata insieme, ma questa volta entrambi single e molto affiatati avevano fatto pensare alla nascita di un vero amore. Chissà se in tempi di coronavirus il loro rapporto si rafforzerà e finito l’isolamento usciranno allo scoperto…

Maria Elena Boschi ha un nuovo fidanzato? All’evento si presenta con un attore: «Pazza d’amore»

boschi-berruti_131225354427556_1224_maria_elena_boschi_fidanzato_giulioberruti (1)Maria Elena Boschi sarebbe «pazza d’amore» e il presunto nuovo fidanzato non è uno sconosciuto. A uno degli eventi più ambiti del Fuori Salone di Milano, l’ex ministra si è presentata in compagnia di un attore. «Vengo con qualcuno», avrebbe annunciato agli organizzatori del party di Toilet Paper, seguito alla cena dell’artista Maurizio Cattelan in Triennale. E così si è mostrata in compagnia di un uomo lasciando tutti a bocca aperta. Al suo fianco c’era Giulio Berruti, attore romano noto per aver interpretato fiction televisive.

Il protagonista della serie tv “Ritorno a Rivombrosa” e vincitore l’anno scorso del talent show Dance Dance Dance era il suo “più uno”. E sembra che i due siano stati inseparabili. A colpire gli invitati, non solo il suo “sguardo perso”, ma anche il look particolarmente aggressivo e rock. Boschi era vestita di nero e con un giubbino di pelle.

La nuova coppia, immortalata in una foto pubblicata da Huffington Post, ha scatenato subito il gossip. Sono bellissimi, ma conducono due vite completamente diverse e hanno stupito tutti. «Ho visto Maria Elena Boschi arrivare a una festa con Giulio Berruti. Ma tipo lei che lo guardava pazza d’amore. Per me la settimana del mobile può finire qui», ha scritto su Twitter la giornalista del settimanale “Grazia”, Annalia Venezia.

Violentata in stazione, Maria Elena Boschi: «Stupratori italiani, Salvini non twitta? Cominci a governare»

4343932_1809_violentata_stazione_salvini_boschiDopo il terribile caso della ragazza di 24 anni violentata in ascensore a San Giorgio a Cremano, alla stazione della Circumvesuviana, non è mancata la polemica politica. L’ex ministro Maria Elena Boschi, del Partito democratico, ha scritto un post su Twitter polemizzando con il Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini.

«Tre ragazzi hanno violentato una donna a San Giorgio a Cremano. Sono italiani, sono criminali. Non essendo di colore ancora il tweet di Salvini non è arrivato. Ma aspettiamo soprattutto più forze dell’ordine,più telecamere,più luci. Hanno vinto un anno fa: quando iniziano a governare?», ha scritto la Boschi. Successivamente al suo tweet, Salvini – pur senza risponderle direttamente – ha twittato sulla vicenda: «Nessuna pietà per chi violenta donne e bambini, in galera a vita», ha commentato, linkando l’articolo del quotidiano Il Mattino. La giovane vittima sarebbe stata stuprata a turno dai tre giovani, tra i 18 e i 20 anni, che avevano già provato a violentarla una ventina di giorni prima, e l’avrebbero attirata nel luogo degli abusi con il pretesto di chiederle scusa.

Maria Elena Boschi, vacanza e relax in Marocco: «Un viaggio indimenticabile»

Maria-Elena-Boschi-a-Marrakech-Foto-Instagram-3Maria Elena Boschi si rilassa in vacanza in Marocco. L’ex ministro del Governo Renzi ha trascorso la fine dell’anno e l’inizio del 2009 nel paese del Nord Africa, proprio mentre in Italia si scatena il dibattito sul Decreto Salvini che riguarda anche gli immigrati. «Il fascino del deserto del Marocco e i profumi e i colori del labirinto di Marrakech. Un viaggio indimenticabile con gli amici di sempre! », scrive una sorridente Maria Elena Boschi su Instagram.

Negli ultimi giorni ha postato più storie e foto delle giornate serene trascorse in Marocco, con gli amici di sempre tra cultura e relax lontana dalle tensioni dei palazzi della politica romani. Tanti i commenti al post: c’è chi si complimenta per la bellezza dei luoghi, chi per il sorriso dell’ex ministro e qualcuno polemizza, lanciando frecciate sulla destinazione scelta.

Maria Elena Boschi attacca Di Maio: «Ha tradito gli italiani». E sulle primarie: «Non voterò Zingaretti»

imageDa ministro per le riforme e potente Sottosegretario a deputata dell’opposizione, come è cambiata la sua vita?
«Ci sono meno responsabilità, ci sono meno pressioni. Certo avrei preferito che il Pd fosse rimasto al governo del Paese perché potevi portare a casa risultati, fare qualcosa che incideva sulla vita delle persone. Ora è più complicato. Sono stata molto contenta per l’approvazione di un emendamento, quello sul congedo parentale (5 giorni per i papà ndr), a cui tenevo molto. Un piccolo passo avanti, almeno per il 2019 è stata ripristinata la misura che il governo aveva tagliato».
Ma il Pd sa fare opposizione?

«In Aula una opposizione seria, dura, alla fine il Pd è il secondo partito. Abbiamo fatto le nostre battaglie sulla legge di bilancio, sul condono edilizio e sui vaccini».
Qual è il suo giudizio sui primi sei mesi del governo Conte?
«Non stupisco nessuno dicendo che è molto negativo e questo giudizio il governo se lo è guadagnato sul campo. Obiettivamente abbiamo un mix di promesse da campagna elettorale che non sono state rispettate».
Ad esempio?
«Promisero che al primo consiglio dei ministri avrebbero abolito le accise sulla benzina, avrebbero fatto il reddito di cittadinanza e la flat tax al 15%. Dopo 6 mesi non hanno fatto niente di tutto questo. Si tratta di proposte con cui hanno vinto le elezioni ma che poi non hanno mai attuato».
Possibile non abbiano fatto niente di buono?
«Facendo un bilancio, per me prevale la parte negativa. Quella positiva cerco di farmela venire in mente, ma le uniche cose positive sono quelle su cui sono tornati indietro».
Si spieghi meglio.
«Penso al congedo parentale e al bonus bebè. Prima hanno detto di voler togliere tutto, poi li hanno ripresi ascoltando i giudizi critici dei cittadini. Facendo passare come grandi novità l’averle rimesse. Ma di fatto si sono limitati a riproporre misure dei nostri governi che avevano cancellato».

Salvini è il vero leader del centro-destra?
«Sì. E mi sembra sia anche capo del governo. Perché non si è mai visto che gli industriali anziché a Palazzo Chigi, al Mise o al Mef vadano al Viminale. Ma non solo: andando in piazza e dicendo “datemi il mandato per trattare con l’Europa”, vuole affermare che è lui capo del governo. È chiaro che è un populista ed è anche spregiudicato nel modo di trattare gli argomenti a livello internazionale: con il tweet della settimana scorsa sugli arresti ha rischiato di far saltare un’operazione di polizia e con il commento sugli “Hezbollah terroristi islamici” sta mettendo difficoltà le nostre truppe in missione di pace».
Una parte della sinistra dipinge Salvini come un fascista. Così non si rischia l’autogol?
«Salvini va attaccato perché non sa fare il ministro dell’Interno e su questo ci dà argomenti ogni giorno. Non penso, però, che sia un fascista ma credo che abbia spregiudicatezza nel gestire i rapporti con i gruppi di estrema destra. Non prende le distanze da Casapound, da Forza Nuova o dalle manifestazioni in cui viene esposta una maglietta “Auschwitzland”, neanche quando gli viene chiesto di farlo. Non credo sia fascista ma gioca al limite con forze di estrema destra e antisemite, da ministro dell’interno dovrebbe dissociarsi chiaramente. Ma i suoi limiti sono altri».
Quali?
«Le sue politiche economiche, della sicurezza e dell’immigrazione. Il problema dell’Italia non è solo la microcriminalità: per esempio non si sente più parlare di mafie».
Però i sondaggi premiano la Lega e non il Pd, gli italiani sono stupidi?
«Non l’ho mai pensato, credo solo che Salvini stia dicendo agli italiani quello che vogliono sentirsi dire in un momento di crisi economica: quando mancano sicurezze, come è sempre successo in passato, si tende a chiudersi, si cerca la protezione dei confini. Piace il suo machismo politico ma presto si sgonfierà il suo consenso».
E Di Maio? Sul suo profilo Instagram ha pubblicato un video sulla vicenda del padre.
«L’ho fatto perché Luigi Di Maio è stato incoerente, il M5S ha avuto una responsabilità storica nell’inquinare il dibattito politico con campagne di odio che non hanno precedenti, fatte con forza e scientificità, utilizzando i social in modo tecnicamente impeccabile ma irresponsabile».
Che cosa imputa a Di Maio?
«Innanzitutto di essere il ministro del Lavoro in nero e della disoccupazione. Gli imputo le sue responsabilità: era socio al 50% della società del papà e non poteva non sapere che c’erano cause aperte o cartelle da pagare per evasioni con il fisco. Non poteva non sapere che mettere in liquidazione l’azienda equivale a mettere in crisi i creditori. Non è stato coerente».
Quando toccò a lei?
«Io non ho mai avuto un avviso di garanzia né indagini per la vicende di mio padre. Eppure quando toccò a me le colpe del padre cadevano sui figli: è stata chiesta la sfiducia alla Camera e mi dovevo dimettere. Ora che tocca a Di Maio sembra tutto diverso. Francamente quando Luigi Di Maio ha detto che non vede il padre da mesi e che non ha un gran rapporto con lui, scaricandolo in 30 secondi, non mi sembra abbia dato una gran prova».
Parliamo del Pd, basta il congresso a risolvere i problemi?
«No, se qualcuno lo pensa si illude. È chiaro che serve un congresso vero, con un dibattito vero».
Chi sosterrà alle primarie?
«Non ho deciso. Ero convinta di sostenere Minniti ma poi si è ritirato».
Allora dica chi non voterà.
«Ecco di sicuro non voterò Zingaretti».
Gentiloni, invece, ha deciso di appoggiarlo.
«Una scelta che mi ha sorpreso perché Zingaretti si propone come elemento di discontinuità, criticando le scelte del governo di cui Gentiloni ha fatto parte. Inoltre Zingaretti apre molto ai 5 Stelle mentre Gentiloni ha sempre criticato i populisti».
Chi butta giù dalla torre tra Salvini e Di Maio?
«Di Maio si è buttato da solo».
Passa gran parte della settimana a Roma, un giudizio sulla Raggi?
«Ha buttato via una bella occasione, è arrivata con il vento in poppa. Ora è fin troppo facile fare la battuta che siamo passati dalla Città Eterna all’eterna spazzatura: io vado a correre sul lungotevere la mattina, e conosco a memoria l’immondizia che incontro sul tragitto perché è sempre la stessa. C’è poi il tema delle buche: abbiamo proposto anche un piano straordinario per la viabilità a Roma ma ce l’hanno bocciato. Diciamo che dopo due anni e mezzo non ha lasciato nessuna traccia».
In che senso?
«A parte Spelacchio, per cosa verrà ricordata? In una Capitale le buche e la spazzatura sono il minimo, ma lei non ha fatto niente neanche per il rilancio turistico, per la cultura e per invogliare i ragazzi a venire a Roma».
Quando il Pd ha “cacciato” Marino, lei fece un pensierino sul Campidoglio?
«No, ma me lo chiesero».
Perché ha rifiutato?
«Non mi preoccupava la sfida ma sono convinta che a Roma può fare il sindaco solo chi la conosce davvero. Non basta il fatto che io viva cinque giorni a settimana qui».
Come si recupera il divario tra Nord e Sud?
«Facendo l’opposto di quello che propone questo governo. Sono convinta che dobbiamo aiutare il Sud. Non bisogna far vivere il Sud di sussidi, come il reddito di cittadinanza, ma di investimenti. Altrimenti chi ha qualche chance va altrove e gli altri tirano a campare. Così si rischia solo di acuire la distanza tra Nord e Sud. Se non fai le grandi opere e le infrastrutture, penalizzi il Sud che ne ha bisogno».
La Capitale intanto è stata depauperata dai trasferimenti verso Milano.
«Colpa dei limiti dell’amministrazione comunale, che ad esempio ha bocciato le Olimpiadi, mentre quella milanese ha cavalcato l’Expo. Così Milano è diventata meta turistica come mai prima d’ora ed è ancora più interessante dal punto di vista finanziario, imprenditoriale ma anche cultuale».
Roma invece?
«Purtroppo ha perso delle sfide. Faccio l’esempio dei centri antiviolenza: se un Comune non si lancia in un bando per paura di sbagliarlo, sta ammettendo che il suo limite è la sua incapacità. Se non dai risposte a un imprenditore, lui va ad investire dove le risposte le ottiene».
Ultima domanda, alle Europee voterà ancora il Pd?
«Sì, certo».

Maria Elena Boschi, look aggressivo e stivali sopra la coscia. E su Twitter scoppia la polemica

4056372_1456_maria_elena_boschi_cosciaMaria Elena Boschi era alla Leopolda questo weekend, e il suo look ha scatenato il dibattito sui giornali e sui social. L’ex ministro delle riforme del governo Renzi, poi sottosegretario con Gentiloni si è presentata alla tre giorni fiorentina con un vestitino nero corto e aggressivi stivali a metà coscia: un look decisamente bollente per l’esponente del Pd, che a dispetto dello stile serioso di altre sue ‘colleghe’ non ha paura ad apparire anche sexy nonostante i suoi ruoli istituzionali.

Ma la Boschi, senza dubbio una bella donna ma anche molto criticata in passato per le sue dichiarazioni e le sue attività da ministro, involontariamente è riuscita – con la sola sua scelta nel vestire in quel modo – due giornalisti e non solo: su Twitter infatti la giornalista di Repubblica Giovanna Vitale e l’ex vicedirettore di Europa Mario Lavia non se le sono mandate a dire.

La prima ha infatti scritto, appunto, che la Boschi indossava stivali a metà coscia aggiungendo che le stavano benissimo: Lavia ha ribattuto rimproverando la collega, chiedendo «era proprio necessario scrivere di Maria Elena Boschi con stivali a metà coscia? Mi meraviglio». «Non capisco cosa ci sia di male – la risposta piccata della Vitale – La malizia è nell’occhio di chi legge, non di chi guarda e ne scrive». «Una cronista esperta come te ha capito benissimo, non scriveresti mai che pantaloni hanno Padoan o Scalfarotto», l’ultima risposta di Lavia.

Ma la polemica continua anche dopo, con l’intervento della politologa Sofia Ventura: «Delle donne si sottolinea sempre l’abbigliamento e non è un bene – scrive – ciò detto, farsi fotografare in pigiama sul proprio lettino non aiuta», un riferimento all’intervista a Maxim di qualche settimana fa con tanto di foto in posa da parte di Oliviero Toscani. La Vitale ribatte: «Non è vero, se Renzi fosse arrivato alla Leopolda in camicia hawaiana l’avremmo scritto o no?». «Concordo – scrive ancora la Ventura – che l’attenzione per l’abbigliamento femminile sia più diffusa è un fatto assodato, ma c’è chi quella attenzione la cerca».

Maria Elena Boschi euforica dopo la serata al cinema: «Lady Gaga favolosa»

4040841_1512_boschi_cinemaDomenica sera rilassante al cinema per l’ex ministro Maria Elena Boschi che esalta Lady Gaga. «A Firenze serata piovosa… Appena uscita dal cinema dove ho visto “A star is born”: supera addirittura le aspettative! Una Lady Gaga favolosa e che dire di Bradley Cooper, bravissimo! Vi auguro una buonanotte ascoltando “Shallow”», scrive Maria Elena Boschi su Instagram postando una foto sorridente con gli occhiali e con un’amica.

E’ stato proprio “A star is born”, il film di e con Bradley Cooper e Lady Gaga presentato a Venezia, a dominare la classifica Cinetel di questo week end, con un incasso di 1.706.612 euro. Al remake del cult interpretato da Barbra Streisand, segue Venom, simbionte della Marvel con Tom Hardy metà supereroe e metà supercattivo, che domina il box office Usa del fine settimana mentre da noi registra 1.631.678, 6.401.008 in due settimane.

Boschi, scintille in tv: alle domande di Formigli reagisce così

A ‘PiazzaPulita’ su La7 è andato in onda l’atteso duello tra Maria Elena Boschi e Corrado Formigli. La ministra ha risposto alle domande sul referendum che il conduttore le ha posto.

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Formigli le ha chiesto se, in caso di vittoria del “No”, Matteo Renzi si dimetterà. La ministra ha replicato: “Ci avete sempre rimproverato di aver personalizzato il referendum, e allora stiamo sul merito, andiamo nel merito. Parliamo di questo, di come la riforma cambia l’Italia”. Formigli ci ha riprovato senza successo e poi ha sbottato: “Mi dica se Renzi si dimette sì o no”. La Boschi ha continuato a spiegare: “La riforma costituzionale è un passaggio fondamentale per darci strumenti efficienti per affrontare tutte le sfide che abbiamo davanti, ma non è la panacea di tutti i mali. Se vince il No le cose non cambiano e non possiamo migliorarle”. Sui sondaggi, infine, nuove tensioni: “Non credo che i sondaggi siano affidabili al 100%”. Poi ricorda esempi, italiani e non, in cui le rilevazioni hanno fallito”.

Tutti i redditi di governo, deputati e senatori: Brunetta ‘paperone’, Boschi ministro più povero

È Maria Elena Boschi il ministro del governo Renzi che guadagna di meno: 96.568 euro nella dichiarazione 2015 (consultabile on line) relativa all’anno fiscale 2014. Il più ‘riccò, invece, tra i ministro è il titolare dell’Ambiente Gian Luca Galletti: 126.119 euro. I redditi dell’esecutivo, a partire da quello del premier Matteo Renzi (imponibile di 107.960 euro) sono rimasti sostanzialmente gli stessi nell’ultimo anno.

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Tra i più facoltosi e sopra la soglia dei 100mila euro, Giuliano Poletti (122.886 euro), Enrico Costa (116.665), Angelino Alfano (116.276 euro), Dario Franceschini (111.308), Paolo Gentiloni (101.715 euro), Federica Guidi (109.216 euro). Tutti gli altri sono (di un soffio) sotto la soglia dei 100mila (Roberta Pinotti 99.891, Andrea Orlando 98.478, Pier Carlo Padoan 99.427, Graziano Delrio 98.726, Stefania Giannini 96.699, Beatrice Lorenzin 98.471).
Tra le pochissime variazioni fatte registrare dai ministri, l’auto nuova della Giannini (una Mercedes 220), mentre il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti ha rottamato una Fiat Punto. Anche in casa Renzi novità nel parco auto, la moglie Agnese ha cambiato la vecchia Saharan con una Touran, sempre Vw.

CAMERA Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta risulta il più ricco, fra i suoi colleghi presidenti di gruppo di Montecitorio, con un reddito imponibile dichiarato nel 2015 per l’anno 2014 di 226.248 euro. In base alla documentazione disponibile sul sito della Camera, al secondo posto c’è Giovanni Monchiero (Scelta civica, 203.035 euro), mentre la ‘medaglia di bronzò va a Pino Pisicchio (Gruppo Misto, 194.541).Sostanzialmente ‘ex aequò i capigruppo Arturo Scotto (Si, 98.476), Federico D’Incà (M5S), Massimiliano Fedriga (Lega), e Maurizio Lupi con 98.471 euro. Seguono il presidente dei deputati Fdi Fabio Rampelli (97.271) e di Democrazia solidale, Lorenzo Dellai (93.441). Chiude la lista, il capogruppo Pd Ettore Rosato, con 90.949 euro.

SENATO: ZELLER IL PIU’ RICCO Fra i presidenti del gruppo parlamentare, Karl Zeller (Autonomie) batte i colleghi nella speciale ‘classificà dei capigruppo più ricchi di palazzo Madama, attestandosi, secondo la dichiarazione del 2015 relativa all’anno precedente, su 450.150 euro. Il più povero è il presidente del gruppo Grandi autonomie e libertà, Mario Ferrara, con 80.648 euro. Tra i due estremi, in ordine decrescente di reddito: Paolo Romani (Fi, 162.021 euro), Luigi Zanda (Pd, 141.204), Loredana De Petris (Misto-Sel, 139.150), Cinzia Bonfrisco (Conservatori e riformisti, 126.373), Lucio Barani (Ala, 116.823), Gian Marco Centinaio (Lega, 98.468), Nunzia Catalfo (M55, 97.806), Renato Schifani (Ap, 96.771).

GRASSO PIU’ RICCO DELLA BOLDRINI Pietro Grasso è più «ricco» di Laura Boldrini, che guadagna quasi tre volte di meno. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi dei Parlamentari e di tutti i membri del governo, anche di quanti non sono deputati o senatori, che da oggi sono on line sui siti di Camera e Senato. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha avuto un reddito complessivo di 354.487, mentre la presidente della Camera Laura Boldrini di 138.486. Matteo Renzi è solo terzo in questa classifica. Il suo reddito 2014, il primo da presidente del Consiglio, è stato di 110.161 euro. Il reddito del premier risulta leggermente inferiore anche a quelli dei vicepresidenti della Camera. Roberto Giachetti, Simone Baldelli e Marina Sereni hanno infatti un reddito intorno ai 135 mila euro. Solo il vicepresidente 5 Stelle Luigi Di Maio denuncia meno anche di Renzi: 98.471 euro. Al Senato tra i vicepresidenti svetta Linda Lanzillotta con un reddito complessivo di 336.442 euro, non molto inferiore a quello di Grasso. Il più ‘poverò risulta Maurizio Gasparri, con 129.516 euro di reddito complessivo contro i 140.049 di Roberto Calderoli e i 185.672 euro di Valeria Fedeli. Tutti comunque redditi superiori a quello del premier.

 

Maria Elena Boschi, Bisignani: “Renzi? Ecco chi è il fidanzato del ministro”

“Maria Elena Boschi? Pare sia fidanzata con una pallavolista serbo, ma magari è stato solo un flirt estivo”.Così Luigi Bisignani oggi al programma Un Giorno da Pecora, in onda su Radio2 e condotto da Geppi Cucciari e Giorgio Lauro.

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“Secondo Mineo, Renzi sarebbe quasi asservito ad una sua parlamentare, tutti credono sia la Boschi. Lei cosa ne pensa?” “Matteo è un boy scout, secondo me sogna la Boschi, ma è innamoratissimo della moglie”, ha detto Bisignani a Un Giorno da Pecora.