Nathaly Caldonazzo: «Sfera Ebbasta e i Ferragnez fanno male ai nostri figli»

natalie_caldonazzo4Per Nathaly Caldonazzo il teatro è la passione più grande. L’esordio come attrice al cinema, nel cult Fratelli d’Italia, poi il debutto sul palcoscenico del Bagaglino e tanta tv. Ma per l’attrice romana, il mestiere si vive e s’impara a teatro, dove la ritroviamo nella commedia Baciami James (Teatro Ghione dal 15 al 20 gennaio): tenerezza e malinconia tra un uomo e una donna alla ricerca di un rapporto autentico.

Che donna porta in scena?
«Brillante ma con un matrimonio stanco, che la spinge a cambiare personalità. Anch’io detesto la pesantezza in un rapporto e cerco di fuggire dalla noia, in favore della positività».
Nella sua carriera, molto teatro. Cosa le piace?
«L’impegno che c’è dietro, mi piace il fatto che sia un mestiere vero in cui puoi entrare in molti personaggi. E vorrei scrivere qualcosa per il teatro».
Gli anni giovanili al Bagaglino, come li ricorda?
«È stato la mia università, dove ho imparato a stare sul palco, grazie agli insegnamenti di grandi comici, come Leo Gullotta e Oreste Lionello».
Prima del teatro, il cinema, ma forse non era la sua strada?
«Pino Quartullo vedeva in me la Monica Vitti del futuro e mi convinse a fare teatro, dove mi sono gettata con passione. Il cinema mi piace molto, infatti ho finito di girare Letto n.6, un horror prodotto dai Manetti Bros.».
Lei fu l’ultima compagna di Massimo Troisi. Un insegnamento che conserva?
«Non aveva la frenesia di recitare per forza o fare film. Mi ha trasmesso la cura nello scegliere i progetti da portare avanti».
Su Facebook, ha postato una foto di Sfera Ebbasta con la scritta esempio deleterio. Che intendeva dire?
«Quando vedo mia figlia di 14 anni in camera, a sentire queste canzoni che parlano di droga, escort e soldi facili, da madre mi verrebbe di censurare. Non sono d’accordo neanche con Fedez e Chiara Ferragni, con la loro ossessione verso gli abiti firmati: è come dire a un ragazzo se non puoi comprarli non vali nulla. È musica deprimente, per i nostri figli servono impegno e serietà».
Ha scritto un post critico sulla Giornata contro la violenza sulle donne. Perché?
«La giustizia è troppo lenta, ma le donne vittime di violenza devono avere il coraggio di denunciare sempre. Parlando con mia figlia, il fatto positivo è che tra i giovani c’è molta attenzione su questo tema».

Giorgia Meloni incinta e insultata sul web: “Mi ha fatto male, mi sono sentita in colpa”

​L’annuncio di aspettare un bambino nel corso del family day diventa per Giorgia Meloni un momento da dimenticare. In poche ore i social network (twitter in particolare) diventano una gogna per la leader di Fratelli d’Italia che viene presa di mira da accuse, alcune anche molto pesanti a livello personale, tanto da lasciare la diretta interessata «senza parole», dice all’Ansa.

meloni

«Questa cosa mi ha fatto male, è la prima volta in vita mia che non so cosa dire», ammette la Meloni nel corso di un colloquio in cui confessa di essere rimasta letteralmente «spiazzata. Mi sono sentita in colpa – racconta – per aver detto una cosa naturale, secondo me anche una bella cosa, che ha avuto pero’ l’effetto di attirare su di me negatività». A prendere le difese dell’ex ministro della Gioventù ci pensano diversi colleghi che in modo assolutamente bipartisan non hanno voluto far mancare il loro sostegno. E alla leader di Fratelli d’Italia è arrivato anche un mazzo di rose rosse e lilium inviato da Matteo Renzi. A schierarsi al fianco del presidente di Fdi è innanzitutto Laura Boldrini. La presidente della Camera è tra le (poche) donne pronte a stigmatizzare «gli insulti a sfondo sessista dei quali in queste ore e’ fatta oggetto Giorgia Meloni. La critica politica – accusa – anche la più aspra, non deve mai confondersi con lo squallore. Manifestazioni di solidarietà arrivano anche dalla parte ‘avversaria’: il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini che affida ad un cinguettio il suo commento: »Mi divide tutto dalla Meloni (anche modo e contesto dell’annuncio) ma gli insulti sulla sua gravidanza sono sessisti e volgari«.  Usa quasi le stesse parole l’ex collega di partito ai tempi del Pdl, Maurizio Lupi: »Gli idioti che insultano non son degni neanche di una risposta. Piuttosto, Giorgia, tutti i miei auguri per la bella notizia«, scrive su twitter il capogruppo di Ap. A fare quadrato intorno al loro leader ci pensano i colleghi di partito.  Il capogruppo di Fratelli d’Italia, Fabio Rampelli che denuncia »il silenzio delle donne di sinistra sulla campagna indecente di insulti, volgarità e becerume di ogni sorta« mentre Ignazio La Russa si dice convinto che sull’annuncio fatto dalla Meloni senza alcuna connotazione politica e nel giorno più bello per la famiglia, i professionisti dell’insulto e dell’odio cercano la bagarre mediatica». E, nonostante le distanze siderali, a difendere la leader di Fdi si schiera anche Monica Cirinnà, ‘madre’ del disegno di legge sulle Unioni civili: «Quello che è accaduto a Giorgia Meloni e’ sicuramente un attacco sessista e da donna mi indigno. Da lei mi dividono molte cose, ma oggi mi schiero al suo fianco contro volgarità inaccettabili».  Sostegno anche dalle ex colleghe di partito come Mara Carfagna e Laura Ravetto «Conoscendo Giorgia – sottolinea la deputata azzurra – sono convinta che tutta questa sorta di cyberbullismo non farà altro che temprare ulteriormente il carattere della futura mamma e del nascituro».