Domenica In, Claudio Lippi contro Cristina Parodi: «Ho fatto quel che mi è stato chiesto, cioè niente»

domenicaIn_claudioLippi_cristinaparodi_31192047“C’è stato un uso improprio della mia persona, sono avvilito”. E’ un Claudio Lippi senza peli sulla lingua quello intervistato Spy che ha tuonato contro Cristina Parodi e la sua Domenica In.
“Il progetto con le signore Parodi è fallito sul nascere”, Lippi doveva avere un ruolo centrale e invece è stato relegato a mero opinionista: “Spesso mi sono chiesto ‘Che ci faccio qui?’ Ho fatto quel che mi è stato chiesto, cioè niente, e ho portato avanti faticosamente la mia inutile presenza. Ho mandato un messaggio alla Parodi sul finale di trasmissione. Le ho detto che non è stato piacevole ignorare la mia presenza: tutti meritano rispetto, io non l’ho riscontrato. Non è una polemica – conclude – ma una constatazione”.

Claudio Lippi disperato: “Mi hanno fregato 500mila euro”

Claudio Lippi, dopo il malore che lo ha bloccato in ospedale e gli ha impedito di presentare il programma di Capodanno su Rai1, parla della sua situazione economica a La Zanzara su Radio 24: “Ho meno di 10mila euro sul conto in banca.

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Anzi, in questo momento meno di 7mila”. Il conduttore punta il dito contro il suo manager, reo di avergli sottratto 500mila euro: “Ha gestito male le mie entrate, in virtù della nostra amicizia”. Il conduttore televisivo afferma di aver scoperto la situazione quando “ho deciso di abbandonare una trasmissione domenicale per la quale non mi sentivo adeguato”. Si trattava di “Buona Domenica” del 2006. “Da quel momento in poi c’è stato un boicottaggio. Molti nell’ambiente hanno pensato che io fossi un soggetto non affidabile”. Lippi non ha però nascosto la volontà di rimettersi nuovamente in carreggiata con “un programma che parla alla gente, alla Funari”, affermando di aspettare quest’occasione da ben 10 anni.

Claudio Lippi chiede di parlare con Matteo Renzi. Il web si scatena, lui spiega cosa è successo

Claudio Lippi continua ad essere ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Matera. Il malore che lo ha colpito non gli ha permesso di partecipare alla trasmissione di Rai Uno “L’anno che verrà”. Secondo le indiscrezioni sembrava stare meglio, ma il messaggio di Claudio Lippi su Twitter ha preoccupato i fan: «Sono ricoverato a Matera. Avrei urgente necessità di comunicare con Matteo Renzi.

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Qualcuno glielo può comunicare? Grazie». Così ha esordito sul social il conduttore, chiedendo di poter parlare con il premier. Gli utenti della rete gli hanno fatto presente che avrebbe potuto comunicare direttamente con lui con un mention, così Lippi si è rivolto allo stesso Renzi con una serie di tweet: «Caro Matteo, ho urgente bisogno di comunicare con te. Sono in intensiva all’Ospedale di Matera. Ti assicuro che sei determinante per la mia vita. Non è uno scherzo. Ti prego!».

IL CHIARIMENTO DI CLAUDIO LIPPI «Mi piacerebbe incontrare il premier Renzi, perché sono incuriosito dal suo modo di comunicare. Ma sul mio profilo Twitter ho scritto un unico messaggio, che adesso neanche si trova più: ‘se qualcuno ha modo di mettermi in contatto con Renzi – avevo scritto – vorrei parlare con lui’. Non era un appello, ma una richiesta. Gli altri messaggi, probabilmente, sono opera di un hacker, o qualcuno mi ha sottratto il telefono mentre facevo degli esami». Raggiunto al telefono dall’ANSA nell’ospedale di Matera, dove si trova ancora ricoverato dopo il malore che lo ha colpito il 31 dicembre, in attesa di essere dimesso giovedì prossimo, Claudio Lippi fa chiarezza sul piccolo caso scoppiato sui social, tra messaggi di solidarietà e commenti ironici. «Ho scritto in un momento di noia – spiega il conduttore -. Sto meglio, aspetto di essere finalmente dimesso dopo il rammarico di aver dato forfait ad un appuntamento al quale tenevo molto (lo show di Capodanno di Rai1, ndr). E mi sono incautamente avventurato in qualcosa che non immaginavo potesse diventare un’arma a doppio taglio. Vorrei incontrare Renzi, mi interessa come comunicatore, anche perché non mi appartiene giudicarlo sotto altri profili. Lavoro da 50 anni e mi sono sempre interessato alla comunicazione, nelle sue varie applicazioni, e sono incuriosito dal modo di comunicare del premier: non sapendo come raggiungerlo, ho pensato di usare un canale che utilizza spesso. Ho una personale ‘raccolta’ di primi ministri con cui ho avuto occasione di entrare in contatto: con Berlusconi ho lavorato per vent’anni, ma non l’ho più incontrato dal ’94». Dopo il primo tweet, però, sul profilo di Lippi ne sono comparsi altri, immediatamente rimbalzati in rete: «Non sono opera mia, evidentemente si è inserito un hacker che ha rubato il mio profilo. Non saprei neanche come cancellarli. Riconosco che ho trovato un’infinità di messaggi di auguri, e questo fa piacere, ma se in compenso si rischia di subire situazioni che montano sul nulla, allora… In buona fede, non ci avevo proprio pensato. Ma ora mi sembra corretto dire l’unica verità». Dopo questa esperienza, Lippi ha provato «l’istinto di lasciare Twitter. Ma visto che sono in buona fede, lo uso relativamente, leggo quello che bonariamente mi scrivono, resto. Cancellarsi sarebbe come una confessione di torto. Insomma rimango, ma starò più attento».