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Jeremy, il bel detenuto, esce di prigione con un contratto da modello: ecco la sua nuova vita

La vita di Jeremy Meeks, l’ex detenuto diventato modello dopo essere uscito di prigione, è notevolmente cambiata. Conosciuto come il “criminale più bello del mondo”, è diventato famoso dopo che la foto segnaletica era stata pubblicata online diventando in pochissimo tempo virale.

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Un’agenzia di moda gli ha proposto un contratto e da allora il profilo Instagram ha fatto numerosi proseliti. Dagli scatti regalati alle fan sembra che non gli manchi nulla: l’uomo, riunitosi con la moglie e i figli, si è fatto fotografare accanto ad auto fiammanti e ville esclusive. Le foto sono accompagnate da didascalie “Dio è buono” ed “è bello essere a casa”.

Auto travolge mamma e passeggino: neonato in fin di vita

Grave incidente questa mattina a Treviso. Un neonato è rimasto ferito, sembra in modo grave, da un’auto.

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Il piccolo era sul passeggino che, mentre la mamma attraversava la strada, è stato agganciato da un’auto. Il piccolo è ricoverato all’ospedale. Sul posto i vigili urbani e la Polstrada che dovranno ricostruire la dinamica dell’incidente.

Elisabetta Canalis a passeggio per Hollywood: “Finalmente il sole”

Dai quattro mori alle stelle e strisce: Elisabetta Canalis ormai è sempre più californiana d’adozione.

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L’ex velina, ormai, è di casa a Los Angeles e Hollywood. Anche in questi giorni si trova in California e su Instagram ha postato lo scatto di una passeggiata lungo la celebre ‘Sunset Strip’: «Finalmente il sole!». Anche lo stile, con il giubbotto di pelle, sembra ormai essersi adattato al mondo statunitense.

Pagamenti in contanti: ecco la somma massima che può essere utilizzata

Qual è il limite di denaro che può essere utilizzato in contanti? Ci sono limiti alle somme che possono essere prelevate o versate in banca? A rispondere a queste domande e l’avvocato Daniele Paolanti, che ha messo a punto una guida che fa chiarezza in materia. A seguito dell’entrata in vigore della legge 208/2015 il limite di denaro che può essere utilizzato in contanti per eseguire le transazioni – si legge sul sito di informazione giuridica studiocataldi.it – è stato innalzato a 3.000 euro.

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Non ci sono limiti alle somme che possono essere prelevate o versate da un utente presso un istituto di credito, ma il limite di 3.000 euro si pone per quanto riguarda le operazioni che possono essere compiute verso un soggetto terzo, poiché in tal caso si rivelerebbe necessario usare forme di pagamento come il bonifico o la carta di credito ecc. (strumenti che siano comunque tracciabili). La legge di stabilità del 2016 ha fissato il divieto di trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore oppure di titoli al portatore in euro o in valuta estera, realizzato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, se le predette somme eccedano i 3.000 euro. In virtù della nuova normativa – si legge – risultano dunque ammissibili, anche se dovessero essere superiori a 3.000 euro, tutta una serie di operazioni, tra le quali i prelievi o i versamenti in contanti effettuati presso gli sportelli bancari o postali poiché non sono effettuate verso un soggetto terzo ma nei confronti di un intermediario abilitato (e rimangono comunque nella disponibilità del titolare); i pagamenti rateali, purché risultino da un piano di ammortamento che sia stato previamente accordato tra le parti e che risulti comunque da un documento scritto (o anche nella fattura); l’acconto o la caparra. Anche i prelievi di somme superiori ad euro 3.000 possono essere concessi dall’istituto bancario o postale. Fermo restando che l’addetto potrebbe, al momento dell’operazione, richiedere le motivazioni che abbiano indotto al prelievo. Successivamente – spiega l’avvocato Paolanti – potrebbe essere inoltrata la comunicazione all’Unione Informazione Finanziaria (UIF), organo di natura amministrativa. Se l’ente ha il fondato sospetto che il denaro prelevato possa essere impiegato per finalità di riciclaggio può trasmettere le informazioni alla Procura della Repubblica.

Morta la hostess che nel ’72 precipitò da un volo a 10mila metri (e sopravvisse)

È morta nella sua casa di Belgrado, per cause ancora da chiarire, Vesna Vulovic, l’hostess serba unica sopravvissuta ad un incidente aereo nel 1972 dopo un volo di oltre diecimila metri. Ne ha dato notizia la tv di Stato serba. La Vulovic, che avrebbe compiuto 67 anni il prossimo 3 gennaio, si trovava sul volo 367 dell’allora compagnia aerea jugoslava Jat da Stoccolma a Belgrado, quando, a causa di una bomba, il Dc9 esplose nei cieli della Cecoslovacchia.

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A bordo dell’aereo, il 26 gennaio del 1972, viaggiavano in totale 28 persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio. La Vulovic – che si era imbarcata sul volo dopo aver cambiato turno con una collega – sopravvisse prima all’esplosione e poi ad un volo di 10.160 metri senza paracadute incastrata tra i rottami. L’aereo si schiantò tra le montagne innevate nei pressi del villaggio di Srbska Kamenice.
L’hostess venne ritrovata per caso da Bruno Henke, un ex medico dell’esercito. Riportò diverse fratture: al cranio, alle vertebre, alle gambe e rimase in coma per 27 giorni. Dopo qualche mese di riabilitazione si riprese completamente e tornò a volare come hostess. Fu licenziata nel 1990 per avere partecipato alle manifestazioni di protesta contro il governo di Slobodan Milosevic. La Vulovic, che in alcune interviste ha detto di «essersi sentita in colpa per essere sopravvissuta all’incidente», del quale non aveva memoria, era entrata nel Guinness dei primati per la caduta più alta senza paracadute, 10.160 metri. Il record le era stato attribuito nel corso di una cerimonia nel 1985 al quale aveva partecipato Paul McCartney.

Aereo russo caduto nel Mar Nero: ancora viva ipotesi terrorismo

Si seguono tutte le piste, inclusa quella dell’attentato terroristico, nelle indagini sull’aereo militare russo precipitato nel Mar Nero con 92 persone a bordo. Tutti morti i passeggeri, tra i quali i componenti del Coro dell’Armata Rossa. Il velivolo, un Tupolev 154 del ministero della Difesa in viaggio verso la Siria dove il coro avrebbe dovuto tenere un concerto nella base russa di Latakia per le truppe dislocate nel paese, si è schiantato all’alba, due minuto dopo il decollo da Sochi.

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«È prematuro fare qualsiasi speculazione al momento» sulle cause del disastro, ha dichiarato in una conferenza stampa il ministro dei Trasporti russo Maxim Sokolov. Tuttavia, ha aggiunto, gli investigatori «stanno valutando tutte le piste, inclusa quella terroristica». In precedenza il capo del commissione Difesa del Senato russo, Viktor Ozerov, aveva escluso «totalmente la tesi dell’attentato». Vladimir Putin ha promesso «un’inchiesta approfondita sulle cause del disastro» e ha proclamato per domani, 26 dicembre, il lutto nazionale. Il presidente siriano Bashar al Assad ha inviato un messaggio di condoglianze al leader del Cremlino esprimendo «profondo dolore e tristezza». Circa 3.000 soccorritori sono al lavoro sul luogo dell’incidente nel Mar Nero con elicotteri, droni e imbarcazioni. I rottami sono sparsi in un’area di 1,5 km lungo la costa, alla profondità di circa 50-100 metri, fino ad ora sono stati recuperati dieci cadaveri.
La lista delle vittime include 8 membri dell’equipaggio, 8 militari, due civili, un membro di un’organizzazione umanitaria internazionale, 9 giornalisti e i 64 membri del Coro dell’Armata Rossa. Fondato nel 1928, è conosciuto in tutto il mondo. Nel 2004 si esibì in Vaticano per i 26 anni del pontificato di Giovanni Paolo II e nel 2013 accompagnò Toto Cutugno al Festival di Sanremo. A bordo c’era anche Yelizaveta Glinka, in Russia nota con il soprannome di Dottor Liza per il suo impegno umanitario nell’est dell’Ucraina e in Siria. La sua fondazione Spravedlivaya Pomoshch (Just Help) ha fatto sapere che si trovava sul volo militare per portare un carico di medicine in un ospedale siriano.

Tiziana Cantone, arriva la beffa: il legale chiede il pagamento della parcella alla mamma

Ecco la beffa. L’avvocato di una delle società che Tiziana Cantone – la 31enne suicida dopo che alcuni video ha. rd che la ritraevano hanno fatto il giro del web – aveva citato in tribunale perché quei video fossero rimossi dalla rete, ha chiesto alla madre di Tiziana il pagamento delle spese legali, circa 5000 euro.

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Si tratta dell’avvocato Francesco Pianese della App Ideas srl, che edita il sito «www.chiccheinformatiche.com», citata dalla 31enne assieme ad altri siti. Il tribunale di Aversa dette torto alla ragazza condannandola alle spese legali. «Ho chiesto il pagamento delle spese legali alla madre di Tiziana Cantone – spiega l’avvocato Pianese – perché ho lavorato e credo sia giusto che quella somme mi vengano liquidate. In ogni caso ribadisco che provo dolore per la fine di Tiziana, che ritengo sia una vittima della nostra epoca». Andrea Orefice, il civilista che assiste la mamma di Tiziana, non ci sta: «Non credevo che l’avvocato Pianese potesse fare una cosa del genere. Altre società cui Tiziana avrebbe dovuto pagare le spese legali, come Google e You Tube, hanno rinunciato».

Ruby Ter, per Berlusconi richiesta di rinvio a giudizio per corruzione testi

Il procuratore aggiunto di Milano Pietro Forno e i pm Tiziana Siciliano e Luca Gaglio hanno ribadito, davanti al gup Carlo Ottone De Marchi, la richiesta di rinvio a giudizio di Silvio Berlusconi accusato di corruzione in atti giudiziari nel procedimento cosiddetto ‘ Ruby ter’.

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Oggi l’udienza preliminare a carico dell’ex premier è ripartita ‘da zero’ dopo che il gup Laura Marchiondelli, circa due mesi fa, ha stralciato la sua posizione per motivi di salute e ha rinviato a giudizio la giovane marocchina e altri 22 imputati. Già lo scorso 29 aprile, infatti, i pm avevano chiesto davanti al gup Marchiondelli di mandare a processo l’ex Cavaliere e gli altri imputati, ma poi lo scorso 3 ottobre la posizione di Berlusconi era stata stralciata per motivi di salute. L’ex premier è accusato di aver corrotto con circa 10 milioni di euro in totale Ruby e altre ragazze testimoni nei processi.

Costantino amante di Ilary Blasi? “Dieci anni fa avrei pagato io, ora chiedo 1500 euro”

“Cercasi amante per Ilary Blasi”. Durante la puntata de ‘Le Iene’ è stato organizzato, con la complicità della sorella della conduttrice, la poco nota Melody, un vero e proprio casting per un uomo in grado di sostituire a letto l’ormai quarantenne Francesco Totti.

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Alcuni ragazzi fanno il loro ingresso per ambire al ruolo e tra questi c’è Costantino Vitagliano, l’ex tronista più famoso della tv e reduce dal Grande Fratello Vip, che è certo di riuscire a soddisfare tutte le richieste di Ilary. Però poi pretende: “Adesso dovete pagarmi, mi avete promesso 1500 euro. Sarà la tariffa standard per ogni weekend”. Lei è incredula, ma l’ex tronista continua: “Fino a 10 anni fa ti avrei pagato io, adesso devi farlo tu. Mica sono fesso?”. Costantino, deluso dal rifiuto, abbandona lo studio e arriva un bambino, Francesco, che annuncia ad Ilary di essere ricchissimo e che l’oggetto del suo desiderio non può essere lei, per questioni di età, ma la figlia Chanel. La zia Melody non se ne va del tutto insoddisfatta: “Con Ilary abbiamo fallito, ma almeno abbiamo trovato un fidanzatino per Chanel.

Tragedia Chape, le ultime parole della copilota e modella

Non solo la Chape. Anche la Bolivia piange i suoi morti nella sciagura di Medellin. Tra le cinque persone di La Paz che hanno perso la vita in Colombia c’è Sisy Arias, una ragazza di 29 anni, modella e che era la copilota del volo LaMia. A renderlo noto è la stampa locale, precisando che Sisy lavorava spesso quale modella.

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«Più che le passerelle la sua passione erano gli aerei. Il tragico volo di Medellin – il primo che faceva per LaMia – rientrava nelle pratiche che doveva svolgere quale piloto civile, studi che aveva iniziato due anni fa negli Stati Uniti, dove viveva», ricordano i media di La Paz. «Era rientrata in Bolivia per raggiungere le mille ore di volo, in modo di poter entrare in una grande compagnia aerea», ricordano ancora i media, precisando che «non era impiegata della LaMia».
Sisy lascia due figli (Matias, di 10 anni, e Mariana, 7) ed è a sua volta la figlia minore del giornalista Jorge Arias, molto noto a La Paz dove è proprietario di una rete tv. «È stato Arias a dare la notizia della morte, pubblicando su sulle reti sociali la triste notizia», sottolineano i media locali, precisando che l’uomo si trova ora a Medellin per riportare a La Paz il corpo della figlia.
«Sisy aveva rifiutato la sicurezza economica che rappresentavano le imprese del padre, amava la libertà dei cieli», ricordano i media, che dedicano articoli e immagini alla giovane modella-pilota. Tempo fa, precisa il quotidiano El Deber, nel commentare il mestiere che aveva scelto quale professione, la ragazza aveva sottolineato che «la sensazione di stare lassù è incredibile, anche se è vero che qualche volta pensi al fatto che i motori possono avere un guasto, ma so anche che volare è un modo per arrivare dove vuoi». «Che Dio ti accolga nella gloria, bambina mia, ti amerò sempre: te ti sei solo anticipata di un pò, e questo non è un addio», ha scritto il padre su Facebook.