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Per Emma un amore Mondiale

4102828_1437_emma_marroneEssere qui non è mai scontato. Non per Emma Marrone. Non per chi continua a inseguire qualcosa di nuovo, per chi non si accontenta. Essere qui – BooM Edition, giura, «è l’atto finale di un progetto che ho voluto portare avanti in prima persona». Quattro canzoni d’amore (Mondiale, Incredibile voglia di niente, Nucleare e Inutile Canzone, brano che segna il ritorno di Emma come cantautrice) e ora anche una rivista. Boom, un’esplosione di emozioni, racchiusi in otto racconti dove Emma si racconta nel profondo, senza segreti. La musica resta al centro, il resto ruota intorno.
«L’amore muove tutto: muove la voglia di farcela nella vita».

Non si rischia mai di essere banali scrivendo d’amore?
«Si può risultare banali parlando anche di politica. Sono sempre i modi a fare la differenza. Ascolto un sacco di brani di denuncia, che di intelligente e di interessante non hanno niente».

Per Emma cos’è l’amore?
«È saper aspettare. Perché quando dai amore, lo ricevi anche. Magari ci mette un po’ più di tempo, fa tutti i giri che vuole, ma quando torna, arriva in una maniera così potente, che ci fa ripaga di tutti i sacrifici che abbiamo fatto, delle battaglie che abbiamo perso, di tutte le volte che siamo cascati per terra. Io aspetto, aspetto da tanto…».

Quando è il momento migliore per scrivere una canzone?
«Io do sempre il meglio di me quando sono nella merda. Anche questa rivista, questi 8 capitoli, tutto il lavoro che ho fatto, è uscito quando mi sono sentita alle strette».

A gennaio disse che Essere qui era il lavoro più bello della sua carriera.
«Continuo a pensarlo, continuo a credere che sia il disco più ispirato. Perché devo cambiare idea? Mi devo omologare per dire che va tutto bene? Voglio continuare a fare quello che sogno di fare, a modo mio…».

Se ne frega ancora di tutto come ha scritto sul suo braccio?
«Tutto ciò che ho addosso mi rappresenta. Sono un’impunita, lo dico sempre, ma quel me ne frego (je m’en fous, ndr) non significa essere una persona arrogante e fregarsene di quello che dicono gli altri. Io ascolto, ma me ne frego nella forma in cui non mi faccio piegare dall’opinione degli altri, anche se so che è difficile quando fai questo mestiere. Con il tempo ho imparato a leggere tutto, ma a mantenere il mio equilibrio e la mia coerenza».

In Mondiale scrive che: Esiste un’altra vita, esiste un’altra strada. Qual è la sua?
«Ci potrebbero essere tante strade, bisogna solo avere il coraggio di imboccarle. Ormai scegliamo quelle che sappiamo dove vanno a finire. Abbiamo smesso di desiderare e di rischiare. Io sono nata storta e l’autostrada mi annoia: l’abitudine è la tomba dei sentimenti per questo non mi voglio accontentare. Se una si lascia andare all’abitudine, vuol dire che ha perso la voglia di riscoprirsi».

Tante strade, ma la direzione è sempre la stessa?
«La direzione non cambia mai. Il rispetto per il mio lavoro, la voglia di fare musica, di collaborare con i migliori musicisti, portare la qualità sul palco. Per quella che è uscita dai talent e non avrebbe fatto molta strada, queste sono grandi soddisfazioni…».

I grandi vecchi della musica credono che venga premiato più il personaggio che la musica…
«Io voglio ricordare ai grandi vecchi della musica, che per fortuna non sono tutti, che alla loro epoca c’era il Cantagiro, Castrocaro e Sanremo che era l’Amici di oggi. Prima i cantanti per diventare famosi passavano da Sanremo, non dimentichiamocelo…».

Ha qualche insicurezza?
«Da morire. Però è giusto che la gente pensi che non ne abbia. Quando la gente si fa un’idea di te, da una parte è un limite, dall’altra hai tante possibilità di stupirla magari con una canzone, con un racconto».

Indossa mai maschere?
«Non porto maschere. Le mie fragilità le tiro fuori quando voglio, quando sono pronta a farlo e con chi voglio io».

Che cos’è la felicità?
«Non lo so. Non l’ho ancora toccata. A volte magari ti sembra di averla raggiunta, ma è una cosa talmente effimera, che nemmeno te ne rendi conto. La felicità potrebbe essere anche quello che ho mangiato poco fa, ma è già passato. Credo di più nella serenità».

E come va con quella?
«Ci sto lavorando. Quando si è abbastanza turbolenti come me, è abbastanza normale avere degli alti e bassi, però fondamentalmente sono molto serena, perché so di essere una persona fortuna a cui non manca niente».

Fortunata?
«Ci sono tanti giovani che non hanno nemmeno più la forza e il coraggio di sognare. Io invece no, ho un sogno nella vita, l’ho sempre avuto e non smetterò di averlo soprattutto ora che l’ho portato a casa…».

Grazie alla pubblicità abbiamo scoperto anche un lato sexy di Emma…
«La femminilità è una cosa che ho scoperto negli anni con la maturità e con la consapevolezza e anche iniziando ad amare di più il mio corpo. A 34 anni mi vedo più bella di come mi vedevo a 20, quindi adesso mi faccio molto meno problemi a mostrarmi».

Si aspettava di piacere?
«In realtà no. Avevo molta paura del giudizio delle donne che spesso sono più cattive degli uomini e spesso con me non sono mai molto carine. Per fortuna hanno apprezzato l’aver visto in me una ragazza normale. In ogni caso, anche nel tempo dei like, non ho paura di non piacere».

Per Emma un amore Mondialeultima modifica: 2018-11-13T23:57:21+01:00da acristina30
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