Hackerato lo smartphone di Lindsay Vonn, sul web le foto sue e di Tiger Woods completamente nudi

Nuovo incubo hacker. Tiger Woods torna a far parlare di sé e ancora una volta lo fa per questioni che nulla hanno a che fare con il golf. Il vincitore di 14 major in carriera, dopo l’arresto per guida sotto effetto di sostanze dovuto a un mix di medicinali prescritti dal medico, è tornato agli onori delle cronache ma questa volta come vittima di un hacker.

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A quanto riporta il sito statunitense TMZ una immagine che ritrae il campione statunitense nudo è stata ‘rubatà dal cellulare della sua ex fidanzata, la campionessa di sci Lindsey Vonn, vittima di un attacco hacker. Per far rimuovere dalla rete l’immagine Woods si è rivolto agli avvocati che hanno chiesto l’immediata rimozione della foto.
Ma nel cellulare della Vonn non ci sono solo le foto del fidanzato nudo, ma anche le sue dove appare in pose decisamente spinte. Una sorta di gallery privata dei due che non avrebbero mai immaginato divenissero pubbliche. Le foto sono state pubblicate su diversi siti e in poco tempo hanno iniziato fare il giro del web. A segnalare il link con le foto dei due senza veli è Dagospia.

“La banda di Jeremy Meeks ha ucciso mio figlio 16enne, vederlo ricompensato mi fa male”

Eric Castillo aveva 16 anni e un’unica, grande passione: quella del basket, giocato in ogni playground della sua città. Il ragazzo fu, nel 2004, una vittima innocente di uno scontro tra gang: fu ucciso, probabilmente per errore, da David Lewis, che all’epoca aveva 17 anni e faceva parte dei Crips, una delle più violente gang criminali della California e di cui faceva parte anche Jeremy Meeks, il detenuto sexy diventato ricchissimo modello.

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La mamma di Eric, Carmen, si è lasciata andare ad un duro sfogo, riportato dal Mirror. «Fa male vedere uno come Meeks ricompensato dopo quello che la sua gang ha commesso, mi riempie di rabbia e disgusto» – ha dichiarato la donna – «Siamo certi che quell’uomo abbia abbandonato la banda? Non capisco perché uno così debba essere premiato e non punito».
Dal canto suo Jeremy Meeks, che ora frequenta ricche milionarie e star dello showbusiness statunitense, assicura di aver cambiato vita: «Non è facile sapere che la mia storia è di dominio pubblico, temo la possano leggere anche i miei figli e magari tentare di emularmi. Non è niente di cui vantarsi e i tatuaggi fanno parte di un passato che sto tentando di cancellare». Tra tutti, infatti, ce ne sono alcuni che richiamano all’adesione alla banda dei Crips: ‘Crip Life’, ‘NC’ (Northern Crips) e un tatuaggio a forma di lacrima sotto l’occhio sinistro che simboleggia una uccisione tra gang rivali.

Blue Whale, Maddalena choc in un video: “Sono salva perché i miei mi hanno scoperto”

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Una adolescente italiana ha deciso di raccontare la sua esperienza con il Blue Whale. La ragazza si chiama Maddalena e ha pubblicato un video sul suo account YouTube: ” “Il mio intento era solo quello di far capire alle persone che questo gioco non è una bufala come in molti hanno affermato”.

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Il racconto di Maddalena prosegue nella descrizione dei cosiddetti “curatori” e delle prove che le sarebbero state assegnate. Fino a quando “arrivati al giorno 26 i miei genitori mi controllarono lo zaino e dentro al diario trovarono un taglierino e mi chiesero a cosa mi servisse. Per un momento mi hanno creduto , poi hanno trovato il quaderno con le prove”. Come spesso accade in rete, però, Maddalena è stata vittima di insulti: “Non c’è da scherzare o da offendere. Mi avete offesa pesantemente anche istigandomi anche al suicidio”. In molti non le hanno creduto e l’hanno accusata di aver inventato tutto, con lo scopo di sfruttare la popularità dell’argomento per essere al centro dell’attenzione.

Marco Baldini, la ex moglie si sfoga in diretta dalla D’Urso: “Mi ha rovinato la vita con i debiti”

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Tanta commozione, e soprattutto una giusta dose di comprensibile amarezza, per Stefania Lillo, ex moglie di Marco Baldini.

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La donna, ospite di Barbara D’Urso a Domenica Live, si è lasciata andare ad un lungo sfogo, mentre l’ex marito, in collegamento con la trasmissione, ascoltava: «Mi sono innamorata follemente di lui, è stato un amore folle. Ma lui ha rovinato tutto con i suoi debiti di gioco. La sua malattia ha rovinato la nostra famiglia e la mia vita». La svolta, per Stefania, arrivò quando Marco le confessò di dover cambiare città per sfuggire ai creditori: «Lì capii che ero vittima di quella situazione. Ho dovuto azzerare la mia vita e vivere una realtà diversa. Dopo che Marco ha tentato il suicidio, ero caduta in depressione, ma sono felice di esserne uscita più forte di prima».

”Una casa degli orrori”. Maltrattava e umiliava fratello disabile, arrestata

“Una casa degli orrori, in cui l’unico linguaggio conosciuto è quello della violenza fisica, psicologica ed economica”. Sintetizza così, la dirigente del commissariato di Polizia di San Severo, Cristina Finizio, l’ambiente in cui da tempo era costretto a vivere un uomo di 50 anni, diversamente abile, vittima di continui maltrattamenti ad opera della sorella minore, con la quale divide da tempo la casa e la quotidianità.

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E’ quanto scoperto dalla polizia che, a seguito di un esposto anonimo, ha avviato le indagini che hanno portato all’arresto della donna, incensurata di 47 anni, per maltrattamenti in famiglia.Secondo quanto accertato dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Marco Gambardella, la donna maltrattava continuamente il fratello, schiaffeggiandolo e umiliandolo quotidianamente, con ingiurie e continui gesti di disprezzo, oltre che scimmiottandone le movenze impacciate, calpestandone continuamente la dignità. I due fratelli, è emerso, vivevano grazie al denaro percepito dalla vittima. Risorse che, però, venivano interamente gestite dalla donna, rendendo di fatto il fratello dipendente in tutto e per tutto dalla stessa. Ancora, quasi come una “carceriera”, la donna scandiva i tempi di vita del fratello, costretto a coricarsi alle 19 e a svegliarsi all’alba. Sulla scorta delle indagini, per la donna è stata richiesta la custodia cautelare accolta dal gip del tribunale di Foggia; gli ulteriori sviluppi processuali, però, sostituito tale misura con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento della stessa ai luoghi in cui vive e lavora il fratello.

Angelina Jolie, la madre biologica lancia lʼappello: “Fammi parlare con Zahara”

Nel turbolento divorzio tra Brad Pitt e Angelina Jolie, si inserisce anche la madre biologica della figlia Zahara (12 anni). L’etiope Mentewab Dawit Lebiso nel 2005 fu vittima di uno stupro e la diede in adozione, quando aveva solo sei mesi. Ora però vorrebbe riallacciare i rapporti con lei e dalle pagine del Daily Mail ha lanciato un appello alla Jolie: “Fammi parlare con mia figlia, voglio che sappia che sono viva e che mi manca”.

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Alla madre naturale – che ha 31 anni e vive in un remoto villaggio etiope – piacerebbe poterla incontrare un giorno, anche se assicura di non voler avanzare alcuna pretesa. “Non la voglio indietro, voglio solo poterle parlare. Angelina per lei è stata una madre molto più di me. E’ con lei da quando è una bambina, ma questo non vuol dire che non mi manchi” ha dichiarato. “Penso a lei ogni giorno e desidero sentire le sua voce, vedere il suo viso. Mi piacerebbe avere contatti regolari con lei, festeggiare il compleanno e ogni altro giorno speciale”.
“So che la sua vita è con Angelina, le ha dato la vita che io non avrei mai potuto darle – ha continuato – Sta diventando una bellissima donna e sono fiera di lei. Prima di morire, però, vorrei che incontrasse me e la famiglia che ha qui in Etiopia”.

Tiziana Cantone, arriva la beffa: il legale chiede il pagamento della parcella alla mamma

Ecco la beffa. L’avvocato di una delle società che Tiziana Cantone – la 31enne suicida dopo che alcuni video ha. rd che la ritraevano hanno fatto il giro del web – aveva citato in tribunale perché quei video fossero rimossi dalla rete, ha chiesto alla madre di Tiziana il pagamento delle spese legali, circa 5000 euro.

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Si tratta dell’avvocato Francesco Pianese della App Ideas srl, che edita il sito «www.chiccheinformatiche.com», citata dalla 31enne assieme ad altri siti. Il tribunale di Aversa dette torto alla ragazza condannandola alle spese legali. «Ho chiesto il pagamento delle spese legali alla madre di Tiziana Cantone – spiega l’avvocato Pianese – perché ho lavorato e credo sia giusto che quella somme mi vengano liquidate. In ogni caso ribadisco che provo dolore per la fine di Tiziana, che ritengo sia una vittima della nostra epoca». Andrea Orefice, il civilista che assiste la mamma di Tiziana, non ci sta: «Non credevo che l’avvocato Pianese potesse fare una cosa del genere. Altre società cui Tiziana avrebbe dovuto pagare le spese legali, come Google e You Tube, hanno rinunciato».

Torturato a morte dai genitori a 9 anni: “Era iperattivo”

Torturato a morte dai genitori, così è morto un bambio di 9 anni a Sulaibikhat, nel nord del Kuwait. E’ la conclusione alla quale è giunta la polizia locale, mentre il padre del bambino, 31 anni, sostiene che il figlio sia deceduto per cause naturali.

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I medici dell’ospedale di Jahra, dove il piccolo è stato portato dal padre, hanno fatto sapere che il bambino era morto da diverse ore quando è giunto nella struttura e che sul corpo presentava segni di bruciature e altre ferite. Sul caso è stata quindi aperta un’inchiesta e i genitori hanno spiegato le ferite e le bruciature sul corpo del bambino affermando che loro figlio era iperattivo, come riporta la stampa locale. I genitori hanno quindi sostenuto che la vittima spesso attaccava i suoi fratelli, soprattutto uno affetto da handicap e il più piccolo, di sei mesi.  Il bambino veniva quindi regolarmente picchiato per insegnargli la disciplina, hanno aggiunto, ammettendo che di recente lo avevano legato e tenuto in una stanza per alcuni giorni. Il figlio, arrabbiato per la punizione, aveva smesso di mangiare, secondo la ricostruzione dei genitori. La madre ha poi spiegato di aver slegato il figlio poche ore prima della sua morte e che il bambino era andato a dormire nella stanza insieme ai fratelli. Il decesso è avvenuto in seguito, la domestica indiana che lavora per la famiglia ha confermato la versione fornita. I genitori sono sotto inchiesta.

Alba Parietti, furia contro Cristiano De Andrè: “Ho visto Francesca, provo vergogna e dispiacere”

Dopo aver visto l’intervista di Francesca De André, figlia dell’ex Cristiano, in quest’ultima confessava di essere finita in orfanotrofio, Alba Parietti ha scritto una lunga lettera indirizzata al cantante dal suo profilo Facebook. «Oggi vedendo l’intervista di Francesca ho provato vergogna e dispiacere.

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Le cose di cui lei parla le sapevo, i comportamenti di suo padre nei confronti dei figli li ho sempre saputi, ero al corrente di tutto, dai loro disperati racconti da ciò che avevo visto, ne sono stata sempre cosciente, ma anche io ho chiuso un occhio, e ho pensato stupidamente, che anche lui, povera vittima a sua volta, aveva subito e sofferto e che con me sarebbe stato diverso, come tutte le donne che amano, che compatiscono proteggono il loro aguzzino, ho pensato che con me sarebbe stato un uomo, che lo avrei aiutato a essere consapevole dei suoi tragici errori, da quello che oggi ho visto descrivere».

Poliziotto chiamato sul luogo di un incidente, ma non sa che la vittima è la moglie

Quando Wayne Browder, poliziotto di Sumter County, nel Sud Carolina, ha riposto alla chiamata per un incidente stradale sapeva che si sarebbe trovato di fronte a un’altra tragedia: ma mentre si dirigeva sul luogo dove alcune macchine si erano scontrate, mai avrebbe potuto immaginare di dover fare i conti con un destino beffardo.

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Al volante di un’auto coinvolta c’era Teresa Browder, 45 anni, sua moglie, morta sul colpo dopo lo schianto. Nell’incidente di mercoledì erano rimaste coinvolte diverse auto. Teresa, un’infermiera stimata nel suo ambiente lavorativo, stava guidando il suo Suv quando un 26enne, che procedeva in direzione opposta, ha azzardato un sorpasso: le due auto si sono scontrate frontalmente, coinvolgendo altre vetture che stavano viaggiando sulla SC Highway Patrol. La donna è morta sul colpo, mentre altre tre persone sono rimaste ferite. Quando Wayne è arrivato sul posto, visibilmente sotto choc, non ha potuto far altro che arrendersi alla tragicità dell’evento: la sua amata Teresa era morta e lui era stato il primo ad arrivare in suo soccorso. I colleghi e gli amici di Wayne non possono credere a quanto è accaduto e hanno chiesto di stringersi all’uomo per mostrargli tutto il sostegno possibile. «I miei pensieri sono per il mio collega Wayne Bubba Browder della contea di Sumter – ha scritto Benjamin Barfield – Nel nostro lavoro siamo tenuti a rispondere a tante chiamate di incidenti mortali. Nel tempo acquisiamo esperienza e impariamo a gestire le situazioni e soprattutto i nostri stati d’animo. Ma non c’è nessuna formazione e alcuna esperienza che ti possa preparare ad affrontare l’evento tragico quando sulla scena dell’incidente ti ritrovi un tuo caro».