Rihanna premiata ad Harvard per il suo impegno umanitario

Rihanna ha ricevuto dall’università di Harvard il premio come “Humanitarian of the Year”, destinato alla personalità che più si è distinta per i suoi sforzi nel campo delle opere umanitarie. La pop star, in un twin set composto da abito e stivali assortiti in tweed grigio, ha spiegato che il suo desiderio di aiutare gli altri è iniziato da piccola guardando spot su come un quarto di dollaro poteva contribuire a salvare la vita di un bimbo.

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Rihanna è da molti anni impegnata nel sostenere chi non ha la possibilità di costruirsi un futuro dignitoso solo con i propri mezzi, partendo proprio dalla sua terra d’origine, le isole Barbados. La cantante ha costruito un centro per la prevenzione e la diagnosi del tumore presso il Queen Elizabeth Hospital di Bridgetown. Negli Usa invece ha creato una borsa di studio con il nome dei suoi nonni (Clara and Lionel Foundation Scholarship Program) con cui viene garantito il sostegno economico agli studenti provenienti da Paesi caraibici che vogliono studiare negli States. Inoltre, supporta la Global Partnership for Education e il Global Citizen Project, una campagna in 66 Paesi in via di sviluppo per promuovere il diritto all’istruzione. Di recente Rihanna è stata promotrice del test fai da te per l’HIV insieme al Principe Harry.

Sandra Milo choc a ‘Domenica In’: “Ho aiutato mia madre a morire”

Sandra Milo a cuore aperto durante ‘Domenica In’: ha ammesso di aver compiuto un atto di estremo amore verso sua madre malata di tumore, praticando l’eutanasia e alleviandole un dolore fisico che stava diventando insopportabile: “Mamma si chiamava Marie, è nata in Francia – ha ammesso Sandra Milo, profondamente commossa durante il suo racconto a ‘Domencia In’ – E’ morta giovanissima, a 52 anni, per un cancro spaventoso.

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Era a letto e non poteva muoversi. Soffriva tantissimo. Lei mi chiedeva sempre di aiutarla a porre fine a questa sofferenza. Ero incinta e avevo paura che mi arrestassero. Lei mi ha detto ‘Io l’avrei fatto per te’ e quindi ho capito le mie paure meschine e l’ho aiutata a morire. Mamma voglio parlare con te e dedicare questo spazio a tutte le mamme italiane che fanno rinunce e sacrifici per i figli e spesso non gli viene riconosciuto abbastanza. Voglio raccontare un fatto: c’era la guerra, noi scappavamo. Eravamo in fila per strada ed è passato un aereo che ha mitragliato questo convoglio di persone. Io ero rimasta indietro, mia mamma mi ha bittato a terra e protetto col suo corpo”.