“La banda di Jeremy Meeks ha ucciso mio figlio 16enne, vederlo ricompensato mi fa male”

Eric Castillo aveva 16 anni e un’unica, grande passione: quella del basket, giocato in ogni playground della sua città. Il ragazzo fu, nel 2004, una vittima innocente di uno scontro tra gang: fu ucciso, probabilmente per errore, da David Lewis, che all’epoca aveva 17 anni e faceva parte dei Crips, una delle più violente gang criminali della California e di cui faceva parte anche Jeremy Meeks, il detenuto sexy diventato ricchissimo modello.

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La mamma di Eric, Carmen, si è lasciata andare ad un duro sfogo, riportato dal Mirror. «Fa male vedere uno come Meeks ricompensato dopo quello che la sua gang ha commesso, mi riempie di rabbia e disgusto» – ha dichiarato la donna – «Siamo certi che quell’uomo abbia abbandonato la banda? Non capisco perché uno così debba essere premiato e non punito».
Dal canto suo Jeremy Meeks, che ora frequenta ricche milionarie e star dello showbusiness statunitense, assicura di aver cambiato vita: «Non è facile sapere che la mia storia è di dominio pubblico, temo la possano leggere anche i miei figli e magari tentare di emularmi. Non è niente di cui vantarsi e i tatuaggi fanno parte di un passato che sto tentando di cancellare». Tra tutti, infatti, ce ne sono alcuni che richiamano all’adesione alla banda dei Crips: ‘Crip Life’, ‘NC’ (Northern Crips) e un tatuaggio a forma di lacrima sotto l’occhio sinistro che simboleggia una uccisione tra gang rivali.

“Blindspot”, arriva su Italia 1 la serie che ha conquistato gli Stati Uniti

Arriva martedì 10 maggio in anteprima esclusiva su Italia 1 “Blindspot”, la serie più vista della stagione negli Stati Uniti. Puntata dopo puntata ha tenuto con il fiato sospeso oltre 15 milioni di telespettatori, conquistando anche i Critics Choice Award. Protagonista dello show è una donna che viene ritrovata in un borsone a Times Square con il corpo completamente tatuato e che dice di non ricordare nulla del proprio passato.

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Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra gli stravaganti tatuaggi che ricoprono il suo corpo c’è il nome dell’agente dell’FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scoprirà che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano così ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi e cercare di risolvere i misteri a lei legati, puntata dopo puntata, come un puzzle da ricomporre.
La serie è ideata e prodotta da Martin Gero e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood”. A lui si devono infatti i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl” e “Legends of Tomorrow”.

Belen ci ripensa: “Voglio cancellare tutti i miei tatuaggi”

Sembra proprio che Belen ci abbia ripensato e stia facendo di tutto per cancellare i tatuaggi che sono sul suo corpo, in particolare quello presente sul suo braccio sinistro. La showgirl argentina si sta sottoponendo da mesi a sedute laser per rimuoverlo.

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Quel tatuaggio ha un significato speciale: era stato fatto qualche anno fa insieme all’ex marito Stefano De Martino e il fatto che lei abbia iniziato a rimuovere proprio quello, prima degli altri, rappresenta qulcosa di significativo.”Per le foto ho coperto tutti i tatuaggi – ha raccontato a Chi – Mi piace avere il corpo pulito e penso che con il tempo li toglierò tutti, a parte quelli piccoli. Alcuni li ho fatti in momenti speciali, ai quali sarò sempre legata, ma senza pensare troppo alle conseguenze che avrebbero avuto per il mio lavoro come modella”. Però c’è un tatuaggio che Belen assolutamente non calcellerà ed è l’emblema della sua popolarità. La ‘farfallina’, ovviamente: “La farfallina la terrò – ha confermato Belen – L’ho fatta a 18 anni, me la tatuò un fotografo, Simone Falcetta, e non si vede, non dà fastidio”.

Emma Marrone e il suo passato da ribelle: “Una volta sono stata anche arrestata”

Certo, entrare al liceo insieme alla polizia…». Emma già da ragazza si distingueva dalle sue coetanee. «Ero un po’ ribelle, un po’ diversa dal canone delle ragazzine del tempo in Salento. Il piercing, i tatuaggi, i capelli di mille colori… Poi frequentavo solo musicisti e band con cui suonavo.

emma-compenso-sanremo-maxw-650Gente che era ancora più strana di me. Non andavo in villa, allo struscio – ricorda – Ero sempre chiusa in una cantina o in un pub, a suonare o a sentire suonare gli altri. Al Sud si nota ancora di più quando sei diverso, nell’accezione positiva. Io volevo fare musica, volevo cantare, ma non pensavo di farne un lavoro. Facevo la commessa, facevo la cameriera». Nemmeno ad Amici, Emma si è subito resa conto che il suo sarebbe stato un successo nazionale. «A me importava solo di poter cantare dal vivo davanti a 5 milioni di italiani. Poi mi ha cambiato la vita. Ancora oggi mi capita di svegliarmi al mattino e non crederci».