Ivanka Trump: “Sono una mamma lavoratrice, a volte non ho tempo neanche per un massaggio”

Ci sono dei periodi in cui non ho neanche il tempo «per un massaggio» o un po’ di «meditazione». Ivanka Trump confessa in un libro le sue difficoltà di madre lavoratrice, ma bisognerà vedere quanto potrà risultare credibile come paladina della categoria. «Women who Work, rewriting the rules for success» (donne che lavorano, riscrivere le regole del successo), è il secondo libro della figlia favorita del presidente americano e il suo obiettivo sembra far capire che anche le donne di successo, quando sono mamme, devono confrontarsi con le difficoltà della vita quotidiana.

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«Ho cominciato a chiedermi se non facevo un cattivo servizio alle donne che lavorano, non assumendo il fatto che, perchè avevo un bebé, alle sette di sera mi ritrovavo in accappatoio, coperta di puré di avocado», scrive Ivanka raccontando le difficoltà dello svezzamento. «Ho realizzato che potrebbe essere utile cambiare la narrativa», «sfatare il mito della superdonna», scrive ancora Ivanka, secondo anticipazioni riferite dal Guardian. «Durante momenti estremamente occupati come durante la campagna elettorale, entravo in ‘modalità sopravvivenzà. Lavoravo e stavo con la mia famiglia, non facevo molto altro. Onestamente non potevo avere un massaggio o dedicare molto tempo alla cura di me stessa. Avrei desiderato potermi svegliare un pò prima per poter meditare venti minuti…», confessa ancora la 35enne figlia di Donald Trump, madre di due bambini, imprenditrice e consigliera del padre.

Isola, Raz Degan: “Ecco cos’è successo davvero in Honduras…”

MILANO – Raz Degan, il vincitore dell’Isola dei Famosi, dopo aver rifiutato di rilasciare interviste, parla in esclusiva al Corriere della Sera dell’esperienza in Honduras e racconta la sua verità: “I veri squali non erano in acqua ma sulla spiaggia…”. Il regista israeliano non fa mistero dei rapporti difficili con gli altri naufraghi: “Ero più in sintonia con i paguri, le onde, il vento, le palme, il canto degli uccelli piuttosto che con loro e le loro chiacchiere banali e noiose.

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Ho cercato di convertire la rabbia, era diventata quella la vera sfida, la meno facile da superare. Una persona intelligente non deve cadere nelle logiche degli imbecilli o cambiare per diventare più simile a loro”.

Sul consenso unanime ricevuto dal pubblico commenta: “Per me è stato un regalo caduto dal cielo. La gente è riuscita a percepire il richiamo della natura nei miei confronti, il mio urlo pacato. Mi fa molto piacere, sono grato”. E quando il giornalista gli chiede come siano i suoi rapporti con il prossimo al di fuori dalle telecamere risponde così: “La differenza – dice – è che lì scegli chi portare con te nel viaggio. Comunque in generale mi trovo molto bene nel trullo dove vivo, un po’ fuori dal tempo, il telefono che non prende…”.

Simona Ventura e il giallo del bodyguard: “Seguita costantemente, mai successo prima”

Un periodo fortunato per Simona Ventura, che dopo aver partecipato come concorrente all’Isola dei Famosi, ha “conquistato” la conduzione di “Selfie” e forse il posto di giurata a “Tu si que vales”.

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Sembra che ultimamente però Simona abbia aumentato il suo livello di sicurezza con una inseparabile bodyguard: “In attesa che ricominci la seconda edizione di Selfie – fa sapere “Novella2000” – Simona Ventura si sta preparando, secondo voci, ad essere una delle giurate di Tu si que veles, prendendo il posto di Mara Venier che sarà impegnata in un altro programma.
Ammesso che ciò accada, la presentatrice, con il compagno Gerò Carraro negli ultimi tempi è costantemente seguita da vicino da una guardia del corpo, cosa mai successa prima. Cosa mai avrà portato ad aumentare la sicurezza?”.

Buffon-DʼAmico, pomeriggio dʼamore a Torino

Imbattibile sul campo e pure tra le mura domestiche. Gigi Buffon, reduce dallo spettacolare successo della Juventus contro il Barcellona, appena può si rifugia in famiglia e si dedica alla compagna Ilaria D’Amico e ai figli. Il settimanale Chi ha pizzicato il portiere bianconero a Torino durante un pranzetto romantico con la giornalista e poi durante un tenero pomeriggio al parco con i bambini.

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Tet. e-a-te. te di coppia sotto il sole primaverile con tanti sorrisi e sguardi languidi. Del resto la conduttrice tv lo ha rivelato poche settimane fa: “Io mi emoziono guardando Gigi… Lo ritengo un campione straordinario”. E così Ilaria lo osserva con occhi sognanti e lo tiene per mano durante il pranzo all’aperto. Lui rilassato e sportivo le dedica tutta la sua attenzione e appena può la stringe a sé per un bacio appassionato. Poi insieme vanno a prendere a scuola i figli David Lee e Louis Thomas, avuti dalla ex moglie Alena Seredova, e si fermano al parco con Leopoldo Mattia. Buffon e la D’Amico fanno coppia fissa dal 2014 e dallo scorso anno sono genitori di Leopoldo Mattia. Per Ilaria è il secondogenito, dopo Pietro, avuto dall’imprenditore Rocco Attisani.

Il dramma di Sabrina Salerno: “Travolta dall’esaurimento nervoso…”

Sabrina Salerno, la cantante che tra gli anni ’80 e ’90 con le sue cu. rve h. ot ha fatto innamorare uomini di tutte le età, in un’intervista al settimanale Oggi parla di quel periodo e rivela il suo dramma personale.

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Ecco la confessione choc: “Sembravo una tigra ma morivo di paura. Ansia, attacchi di panico prima di salire sul palco. Ero depressa, cupa. A 24 anni, dopo il successo e la tournée in Sudamerica, al culmine del successo, dall’alto dei 20 milioni di dischi venduti, non ce l’ho fatta. L’esaurimento nervoso mi ha messo a terra”.

Nel mirino dei bulli per la pelle nera, oggi è una modella di successo

Presa in giro da bulli per il colore della sua pelle, Khoudia diventa una modella di successo. La ragazza, oggi 19enne, si è trasferita in Francia dal Senegal all’età di 15 anni e a 17 già lavorava come modella.

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«Sono stata spesso presa in giro a causa della mia pelle molto scura», ha raccontato la star dei social a Metro, «Ho dovuto affrontare i bulli, i commenti sulla mia pelle, poi con il tempo ho imparato ad amare me stessa e a non prestare attenzione a tutti i commenti negativi. Tutto ciò mi ha aiutato e mi ha permesso di realizzare i miei sogni».
Da modella è diventata una star dei social dopo aver aperto gli account su Facebook, Twitter e Instagram. In poche ore ha raggiunto 280 mila seguaci e ora ha deciso di usare il suo successo per invitare tutte le donne ad amarsi e a non discriminarsi per il colore della pelle. Il suo incarnato, particolarmente scuro, l’ha resa speciale.
Oggi Khoudia lavora tra Parigi e New York per importanti agenzie di moda riuscendo a realizzare anche grandi campagne e tutto questo grazie proprio alla sua bellezza, alla sua pelle: «E’ una bellezza rara», ha detto la sua agenzia su Instagram presentando la modella, «l’abbiamo voluta di proposito nella nostra campagna».

Fiorello e il successo di Edicola Fiore: “Io, un po’ giornalaio e un po’ giornalista”

«Quando mi han chiamato per la vittoria del premio “È giornalismo”, prima ho pensato che intendessero quello “Non è giornalismo” poi ho detto: ‘ma siete sicuri?’». Fiorello ha ricevuto il Premio giornalistico 2015 per la sua rassegna stampa sul web “Edicola Fiore” (dove sono immancabili gli articoli di Leggo: grazie) ieri a Milano.

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E, ovviamente, la cerimonia di consegna si è trasformata in uno show. Sul palco una raffica di battute: «Fare il giornalista è come fare il prete, ti arriva la chiamata e lo diventi». Poi la parte seria: «Con “Edicola Fiore” promuovo la carta stampata nell’era del web. Ogni mattina invito la gente a leggere il giornale in un mondo in cui le notizie ci arrivano sul tablet e dobbiamo cercare di distinguere nel flusso quelle vere da quelle false». A giugno l’edicola diventerà una trasmissione televisiva con 9 puntate «di prova».

Fabrizio Corona torna a parlare dopo 3 anni: “In galera mi è successo di tutto”

Corona torna a parlare. “Oggi credo nuovamente nella giustizia e nelle persone che ricoprono ruoli importanti nella magistratura italiana”. Dopo oltre tre anni dal suo arresto, Fabrizio Corona rilascia la sua prima intervista al settimanale ‘Chi’ in edicola domani. Condannato a 14 anni e due mesi per reati come estorsione, bancarotta, corruzione, è uscito dal carcere di Opera il 18 giugno del 2015. Il re dei paparazzi è stato poi affidato per quattro mesi alla comunità di don Mazzi.Il suo racconto parte dall’arresto, dopo la fuga in Portogallo: “Non volevo che la mia vita finisse in galera.

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Ho cercato una soluzione. Volevo salvarmi”, confessa a ‘Chi’. “Nessuno può capire che cos’è il carcere se non lo ha vissuto pienamente e duramente. Non era una semplice custodia cautelare la mia. Era una condanna definitiva. In totale quattordici anni e due mesi”, ricorda Corona. “Da quando sono uscito dal carcere – rivela durante l’intervista – non ho mai raccontato la mia vita tra le sbarre. Provo vergogna, mi fa male, il ricordo lacera la mente e il cuore. Lo fa sanguinare. Di notte però capita spesso di svegliarmi all’improvviso e di non credere che sia finita. Posso solo dirle che in galera mi è successo di tutto. L’inimmaginabile. Non è stata una semplice detenzione”. Eppure Corona svela di aver tenuto duro. “Non ho mai pensato di togliermi la sacra vita che in quelle condizioni diventa ancora più sacra”. Corona parla poi del figlio Carlos, avuto dall’ex moglie Nina Moric. “L’ho lasciato bambino, l’ho trovato un ometto. Mi ha stretto forte. E mi ha dato la forza di andare avanti. Aveva capito tutto. Per la prima volta mi sono sentito io figlio, lui padre. Per la prima volta non ero più solo al mondo”.  Della sua ex, Belen Rodriguez, Corona dice: “Ho visto le sue nozze a ‘Verissimo’ e le ho lette su ‘Chi’. L’ho vista diventare moglie, mamma e ho visto l’evolversi la sua carriera. Negli alti e nei bassi. Ho seguito il tutto con molta indifferenza. Io e Belen oggi siamo due persone completamente diverse da quelle che si erano amate follemente”.  Infine parla del padre Vittorio, scomparso nel 2007 dopo una lunga malattia. “Ho sognato mio padre Vittorio quasi tutte le notti. Era con me. Mi proteggeva. Era come se fosse lì. Mi ha salvato, sostenuto, dato una forza inspiegabile. Lui c’era. Andarlo a trovare al cimitero? No. Mai. Per pudore, per vergogna, per averlo deluso”.

Keith Emerson trovato morto con un colpo alla testa nella sua villa in California

Un impareggiabile virtuoso delle tastiere. Keith Emerson, morto ieri. Il suo cadavere con un colpo alla testa è stato trovato dalla fidanzata nella sua villa di Santa Monica in California. Era stato recentemente colpito da “problemi medici” che gli impedivano di giocare con i suoi strumenti. Nel 2010, Emerson ha annunciato di avere una diverticolite e di aver subito un intervento chirurgico.

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Non è chiaro se questo abbia a che fare con i suoi recenti problemi di salute. La polizia starebbe ipotizzando un suicidio.Emerson è stato uno dei musicisti simbolo del Progressive, uno dei primi tastieristi a usare il Moog e, soprattutto a suonarlo dal vivo. Nato a Tomorden, nello Yorkshire nel 1944, si era formato ascoltando i grandi pianisti di jazz e studiando musica classica. Ed è proprio fondendo virtuosismo tecnico, repertorio classico e rock che è entrato nella storia. Alla grande notorietà è arrivato sul finire degli anni ’60 con i «Nice», un trio con cui ha messo a punto la formula che gli ha dato il successo mondiale: basso, batteria e tastiere, sul piano strumentale, fusione di repertorio classico, rock su quello musicale. Gli album «Ars Longa Vita Brevis» ed «Elegy» e una versione di «America» da «West Side Story» di Leonard Bernstein sono le pagine più note di questa band che rimane nei libri per aver posto le basi del Progressive.  Gli anni del trionfo coincidono con la formazione di un trio all star insieme a Greg Lake, bassista e cantante proveniente dai King Crimson e Carl Palmer, batterista super virtuoso che invece suonava negli Atomic Rooster. Gli Emerson, Lake & Palmer (El&P) negli anni ’70 fecero furore fin dal primo album, che conteneva «Lucky Man», ricordato per un torrenziale assolo di Moog, uno dei più popolari e diffusi sintetizzatori della storia. «Tarkus», «Pictures at an Exibition», versione rock dell’opera di Mussorsgky, «Trilogy», «Brain Salad Surgery» sono i titoli più importanti di questo super trio ancora amatissimo. Le sonorità magniloquenti degli album trovavano dal vivo una rappresentazione spettacolare: mentre Carl Palmer suonava dietro una batteria grande come un mini appartamento (come usava all’epoca), Emerson, con i suoi giubbotti dei pelle e i lunghi capelli biondi, maltrattava un muro di tastiere: in questo solo Rick Wakeman riusciva a rivaleggiare con lui. Ma Emerson faceva di più: oltre a prodursi in vertiginosi virtuosismi, sbatacchiava il suo organo Hammond, aggredendolo con coltelli, magari mentre un gigantesco mostro raffigurante Tarcus arrivava sul palco (quando suonarono alla stadio Flaminio di Roma il mostro non potè arrivare in scena perchè avrebbe fatto sprofondare il palco).  Furono proprio questi eccessi musicali che, a lungo andare, generarono la furia rigeneratrice del Punk. Una volta finita l’esperienza con gli EL&P, la sua carriera non ha mai più conosciuto la stessa popolarità, anche se Emerson ha conosciuto un successo clamoroso con una versione di «Honky Tonk Train Blues» di Mead Lux Lewis che in Italia è stato usato come sigla di un programma tv. Tra la reunion nel 1992 con i suoi vecchi amici Lake e Palmer, tentativi di riprodurre con altri musicisti la formula del super trio, a parte la colonna sonora di «Inferno» di Dario Argento e quella per «Gozilla» la sua carriera, anche a causa di problemi ai tendini, la sua carriera non è mai tornata ai livelli degli anni ’70.  Keith Emerson resta comunque un personaggio che ha contribuito in modo determinante a rendere popolari le tastiere: non è un caso che sia entrato nella Hall of Fame dell’organo Hammond. Certamente il suo contributo è legato a un periodo preciso e a un modo di suonare e concepire la musica oggi datato ma che continua ad avere fan devoti in tutto il mondo che considerano gli album degli EL&P alla stregua dei capitoli di un libro sacro. A diffondere la notizia della sua morte, con un annuncio sul sito facebook del gruppo, è stato il suo vecchio amico e compagno di avventure Carl Palmer, che è stato decisivo a nel creare il mito del tastierista che ha fatto conoscere il Moog al mondo del rock.

Francesco Facchinetti e il suo movimento (a)politico: “Scegliete il nome su Fb”

«Ciao a tutti, sono il padre di due bambini in attesa della terza. Per tutta la vita ho pensato a come raggiungere il successo e a fare soldi, ma da quando ho dei figli ho capito che c’è qualcosa di più importante: il loro futuro». Inizia così un annuncio su Facebook di Francesco Facchinetti.

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L’ormai ex Dj Francesco da tempo sta progettando di fondare un movimento di persone unite da un solo obiettivo: cambiare l’Italia e assicurare un futuro ai propri figli. Il movimento, e questo il figlio di Roby Facchinetti ci tiene a precisarlo, sarà assolutamente apolitico, «perché la politica invece di risolvere i problemi li crea. Non è più come una volta, quando il cittadino era al centro di tutto».
Ed è così che Facchinetti spiega cosa intende fare: «Dobbiamo fare come facevano i nostri nonni: metterci a lavorare». Intanto, si cerca un nome: la settimana scorsa alcuni fan del cantante e conduttore avevano indicato una lunga serie di idee, da cui è partita una prima selezione con le più votate. Ora è possibile votare con un semplice ‘like’ ai commenti di Francesco il nome che preferite: c’è tempo fino al 9 marzo, al momento ‘Volare’ è nettamente in vantaggio rispetto a ‘Fondazione Italiana Giovani Ambasciatori’ (vi immaginate l’acronimo?) e ‘Vera Italia’.