Morto Charlie Gard, il piccolo avrebbe compiuto un anno il 4 agosto. Mamma e papà: “Addio, siamo fieri di te”

È morto il piccolo Charlie Gard che il 4 agosto avrebbe compiuto un anno di vita.
La lunga vicenda che ha accompagnato gli ultimi mesi di vita di questo bimbo nato con una rara malattia incurabile ha commosso il mondo intero.
Sono risultati inutili le tante battaglie combattute dai suoi giovani genitori che hanno tentato ogni strada per cercare una cura, arrivando a chiedere il trasferimento del bimbo in un altro Stato. Gli Stati Uniti e l’Italia si erano proposti e avevano attivato i loro canali per tentare l’impossibile ma si sono scontrati con le regole e la burocrazia dell’ospedale britannico dove era ricoverato.

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Negli utlimi giorni la famiglia ha chiesto che potesse vivere qualche giorno in più, ma anche l’ultimo desiderio gli è stato negato.
I GENITORI: ‘NOSTRO BIMBO SE N’È ANDATO’ «Il nostro splendido bambino se n’è andato»: questo il lapidario annuncio dato dai genitori di Charlie Gard, il bambino britannico malato terminale che ha sollevato un dibattito mondiale. Lo riferisce il Daily Mail.
La morte del piccolo Charlie, di soli 11 mesi, era di fatto annunciata dopo che ieri l’Alta Corte di Londra ha ordinato che fosse trasferito dall’ospedale ad un hospice, dove non avrebbe più avuto il respiratore a tenerlo in vita.
La decisione è stata presa perché Connie Yates e Chris Gard, che chiedevano che morisse a casa, non sono riusciti a raggiungere un accordo con il Great Ormond Street Hospital, che chiedeva di continuare ad assisterlo negli ultimi giorni con i macchinari appropriati nelle sue strutture.
«Il nostro splendido bambino se n’è andato. Siamo veramente orgogliosi di Charlie», ha detto la madre Connie, chiudendo una battaglia legale durata mesi che ha diviso l’opinione pubblica e coinvolto anche figure di peso come Papa Francesco e Donald Trump.
PAPA FRANCESCO: “AFFIDO AL PADRE IL PICCOLO E PREGO PER I GENITORI” «Affido al Padre il piccolo Charlie e prego per i genitori e le persone che gli hanno voluto bene». Lo scrive su Twitter Papa Francesco, dopo la morte del bambino inglese.
VATICANO, “DIO NON STACCA LA SPINA” Preghiera e vicinanza sono stati espressi daÿmons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, apprendendo la notizia della morte del piccolo Charlie. Mons. Paglia ha ribadito, a Radio Vaticana, la grandezza dell’Amore di Dio che «non stacca la spina».ÿQuesta vicenda – ha detto -ÿci spinge a «promuovereÿuna cultura dell’accompagnamento»ÿe «direÿtre grandi no: quello all’eutanasia, all’abbandono e all’accanimento terapeutico»ÿa favore di «grandi sì» come «l’accompagnamento, il progresso della scienza e il sì alla terapia del dolore».
MAY, “PROFONDAMENTE RATTRISTATA PER SUA MORTE” La premier britannica Theresa May si è detta «profondamente rattristata» per la morte di Charlie Gard, aggiungendo che «i suoi pensieri e le sue preghiere vanno ai genitori di Charlie». Lo scrive SkyNews Uk in un tweet.
MALATE LE ‘CENTRALI ELETTRICHE’ DELLE CELLULE Sindrome genetica da deperimento mitocondriale. È questo il nome della malattia genetica del piccolo Charlie Gard, diagnosticata otto settimane dopo la nascita, che lo ha portato in pochi mesi in terapia intensiva e oggi alla morte.
LA MALATTIA Sotto il nome di malattie mitocondriali vanno diverse patologie genetiche, che hanno in comune la caratteristica di colpire appunto i mitocondri, le ‘centrali energetichè delle cellule, addette alla loro respirazione. Quando questi non funzionano sono colpiti tutti gli organi con esito spesso fatale, in particolare a risentire di più sono il cervello, il cuore e gli altri muscoli e i polmoni. Nel caso, estremamente raro, di Charlie la mutazione è su un gene chiamato RRM2B, che a sua volta fa parte di un gruppo di geni che codifica la proteina p53, che ripara il Dna in caso di danneggiamenti o mutazioni. Il piccolo, nato ad agosto del 2016, ha avuto convulsioni continue fin dai primi mesi di vita, mentre nell’ultimo periodo gli è stata diagnosticata una encefalopatia, una lesione del tessuto cerebrale. La mutazione è stata trasmessa da entrambi i genitori, che sono portatori sani e che quindi in un caso su 4 danno vita a un figlio con la malattia. Al momento non ci sono terapie per questa malattia, e anche i test di laboratorio su potenziali cure sono stati condotti su una variante causata da una mutazione di un gene diverso.
IL PROTOCOLLO USA Un ospedale di New York associato alla Columbia University si era offerto di accogliere Charlie Gard per curarlo con un farmaco a base di desossinucleotidi monofosfati, delle molecole simili ai ‘mattonì che compongono il Dna. Gli stessi esperti hanno sottoposto alla terapia sperimentale un bambino di Baltimora, Art Estopinan, che soffre di una forma meno grave della malattia con cui è nato il bimbo britannico. Secondo il padre di Art la terapia è un trattamento dei sintomi e non una cura, ma ha dato comunque risultati apprezzabili.
IL PROTOCOLLO COORDINATO DAL BAMBINO GESÙ Anche i cinque esperti che hanno firmato la lettera dell’ospedale Bambino Gesù al tribunale britannico in cui si chiedeva di sottoporre Charlie al trattamento hanno elaborato un protocollo di terapia a base di desossinucleotidi. In particolare gli esperti avrebbero voluto usare la deossicitidina, che ha dato buoni risultati nei test di laboratorio su un’altra malattia mitocondriale, dovuta a un deficit non della proteina RRM2B ma di un’altra chiamata TK2.

LA LUNGA ODISSEA DI CHARLIE, TRA ETICA E LEGGE Non è riuscito, come tristemente preannunciato, a compiere un anno: il piccolo Charlie Gard si è spento oggi mettendo fine ad una vicenda dolorosa che ha colpito l’opinione pubblica mondiale, in un difficile intreccio tra etica e battaglie legali.

Ecco le principali tappe del caso:

– 3 marzo 2017: il tribunale inizia ad esaminare la vicenda. I genitori, Connie Yates e Chris, si erano rivolti alla Corte dopo che il Great Ormond Street Hospital aveva suggerito di staccare la spina al piccolo, affetto da una rara patologia.

– 11 aprile: L’Alta Corte stabilisce che i medici possono staccare la spina nonostante il parere contrario dei genitori.

– 3 maggio: i genitori di Charlie fanno ricorso in appello

– 25 maggio: I giudici della Corte d’appello rigettano il ricorso della coppia

– 8 giugno: I genitori perdono la loro battaglia anche in Cassazione

– 20 giugno: I legali della famiglia Gard presentano una richiesta alla Corte europea dei diritti dell’uomo

– 27 giugno: Strasburgo decide di non esprimersi sulla vicenda rinviando il caso alla giustizia inglese.

– 3 luglio: sul caso intervengono Papa Francesco e Donald Trump.

– 4 luglio: Il Bambino Gesù di Roma si offre di accoglierlo.

– 7 luglio: Il Great Ormond Street Hospital si rivolge all’Alta Corte per una nuova udienza «alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti». «Ci sono evidenze» in laboratorio che il protocollo del Bambino Gesù può funzionare, scrive l’ospedale in una lettera inviata ai colleghi inglesi.

– 10 luglio: I genitori di Charlie tornano all’Alta Corte per chiedere il riesame del caso.

– 17 luglio: Il dottor Michio Hirano, neurologo Usa, va a Londra per valutare le condizioni del piccolo

– 21 luglio: Il Great Ormond Street rende noto che gli esami mostrano risultati «tristi».

– 24 luglio: I genitori decidono di porre fine alla loro battaglia legale ma sottolineano che se affrontata prima la vicenda avrebbe avuto esiti diversi.

– 27 luglio: Il giudice Francis decide che il piccolo sia trasferito in un hospice e di interrompere la terapia per tenerlo in vita artificialmente

– 28 luglio: «Il nostro splendido bimbo se n’è andato, siamo veramente orgogliosi di lui», annunciano i genitori. Venerdì prossimo avrebbe compiuto un anno.

Michelle Obama, per la prima volta con i capelli al naturale

Niente trucco, look balneare e trasandato e capelli al naturale: una Michelle Obama così non l’avevamo mai vista.

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Durante gli otto anni da First Lady degli Stati Uniti, Michelle si è sempre distinta come icona di eleganza e aveva sempre prestato molta attenzione alle proprie acconciature: capelli lisci o mossi, ma mai al naturale. Lei, però, ancora prima di essere stata la moglia del presidente Usa dichiara orgogliosamente di essere “una ragazza del South Side”. Quindi, ben venga la naturalezza della quotidianità. In questa foto, che ha fatto il giro di Twitter, la moglie di Barack Obama compare con i ricci ben in vista durante una vacanza nella Polinesia Francese.

“Perché sembra sempre che Melania Trump ti abbia già visto da qualche parte ma non si ricordi dove?”

Perché in ogni foto sembra sempre che Melania Trump ti abbia già visto da qualche parte ma non si ricorda dove?

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Il tormentone, suffragato da un discreto numero di immagini della futura Firts Lady, corre sui social e fa sorridere. In effetti la moglie del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump posa sempre con gli occhi a fessura come se cercasse di riportare alla mente qualcosa che le sfugge.

Tutti pazzi per Melania Trump, ma il discorso è identico a quello di Michelle Obama

Se può aiutare nella corsa alla Casa Bianca, ben venga che la moglie rubi la scena al marito. È quanto deve aver pensato Donald Trump, che alla convention repubblicana di Cleveland ha presentato la moglie Melania come ‘la prossima First Lady degli Stati Uniti’. «Se volete qualcuno che lotti per voi, ve lo posso assicurare, è lui».

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L’attesa era tutta per lei, nella prima serata della convention repubblicana a Cleveland: Melania Trump alle prove da first lady. Ad annunciarla il candidato presidente in persona, giunto nell’arena sulle note di ‘We are the champions’ dei Queen, sui megaschermi la sua siluette in controluce: «Eccovi la prossima first lady degli Stati Uniti». E Melania Trump si mette in gioco dichiarando il suo amore per l’America: «La cittadinanza degli Stati Uniti è il più grande privilegio della Terra». Lei l’ha ottenuta dieci anni fa. Lo ha ricordato nel raccontare all’America la sua storia, di modella giunta dalla Slovenia a New York, una città che è stata a volte dura anche con lei a volte.
Poi però il ‘sogno americanò l’ha portata fin qui oggi, bella ed elegante vestita di bianco, a garantire che «se avrò l’onore di diventare first lady , userò quel meraviglioso privilegio per tentare di aiutare chi ne ha più bisogno». Il resto poi è tutto su Donald Trump, l’uomo giusto secondo Melania, il marito che ama la famiglia e «il suo Paese» più di tutto; che è un uomo buono, gentile, assennato.

Trump spaventa il mondo: “I migranti faranno un attentato terrostico in stile 11 settembre”

«I rifugiati in arrivo da zone di guerra compiranno un attacco terroristico negli Stati Uniti simile a quello avvenuto l’11 settembre del 2001»: sono le aprole di Donald Trump, candidato alla Casa Bianca, che ha messo tutti in guardia in un’intervista radiofonica ripresa da Buzzfeed News.

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«Ci saranno attacchi inimmaginabili, attacchi compiuti da quelle persone che stanno entrando adesso nel Paese». Il tycoon ha spiegato di non avere dubbi, anche perché, ha insistito, «i rifugiati che arrivano hanno con sé telefonini con sopra la bandiera dell’Isis. Chi paga per il loro abbonamento?».

“Blindspot”, arriva su Italia 1 la serie che ha conquistato gli Stati Uniti

Arriva martedì 10 maggio in anteprima esclusiva su Italia 1 “Blindspot”, la serie più vista della stagione negli Stati Uniti. Puntata dopo puntata ha tenuto con il fiato sospeso oltre 15 milioni di telespettatori, conquistando anche i Critics Choice Award. Protagonista dello show è una donna che viene ritrovata in un borsone a Times Square con il corpo completamente tatuato e che dice di non ricordare nulla del proprio passato.

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Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra gli stravaganti tatuaggi che ricoprono il suo corpo c’è il nome dell’agente dell’FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scoprirà che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano così ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi e cercare di risolvere i misteri a lei legati, puntata dopo puntata, come un puzzle da ricomporre.
La serie è ideata e prodotta da Martin Gero e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood”. A lui si devono infatti i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl” e “Legends of Tomorrow”.

Bimba di 2 anni chiama la polizia: “Aiuto, non riesco a mettermi i pantaloni”

1595160_bimbettaIl Dipartimento di Polizia di Greenville, in Sud Carolina – Stati Uniti – non avrebbe mai immaginato di ricevere la telefonata di emergenza da parte di una bambina di soli due anni. L’adorabile Aaliyah Ryan, aveva imparato dalla mamma che in caso di bisogno era possibile comporre il numero 911. La bambina si è trovata nell’emergenza e ha telefonato alla polizia, ma le sue ragioni erano molto particolari. La piccola ha chiamato perché non riusciva a tirarsi su i pantaloni e quindi le era impossibile vestirsi. Martha Lohnes, dal Dipartimento dello sceriffo della contea di Greenville, ha ricevuto la segnalazione ed è andata a controllare. L’operatore le aveva detto che all’altro capo del telefono c’era un bambino.

“Quando sono arrivata all’indirizzo che mi avevano comunicato, mi ha aperto il nonno. In casa c’era anche la bambina con solo una gamba dei pantaloni tirata su, l’altra era a rovescio”, racconta la poliziotta. Dopo aver aiutato la piccola a vestirsi, è stata la stessa Aaliyah a chiederle di essere presa in braccio. “Il miglior turno di lavoro di sempre”, il commento di Martha. Quando la mamma è tornata a casa da lavoro ha spiegato il reale significato di emergenza.

Elisabetta Canalis, mamma piena di energia anche sul lavoro

Elisabetta Canalis non si ferma mai. La showgirl è appena tornata negli Stati Uniti dopo una parentesi tutta italiana, in cui si è divisa tra shopping milanese e lavoro, con un servizio fotografico realizzato per una casa di abbigliamento di cui è testimonial.

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Accompagnata come sempre dalla piccola Skyler Eva e dai suoi cani, Elisabetta Canalis è tornata in Italia per un breve periodo, approfittandone anche per fare una vacanza in montagna dove l’ha raggiunta il marito Brian Perri. Ma i giorni nel Bel Paese non sono stati dedicati solo al relax e allo shopping. Eli è tornata soprattutto per rituffarsi nel lavoro che concilia con il ruolo di mamma e la cura del proprio corpo, in forma perfetta dopo la nascita della bambina.
Che sia in California o in Italia, Elisabetta Canalis non rinuncia a tenersi in forma. E si vede. Durante il servizio fotografico per la nuova campagna primavera/estate 2016 di Deha, Eli salta sul tappetino elastico senza mostrare fatica, è instancabile nei continui cambi di outfit e si concede una pausa solo per una telefonata. Il pensiero corre sempre alla piccola Skyler Eva, che la Canalis ha voluto con sé anche in questo viaggio in Italia.
La showgirl non si separa mai dalla sua bambina e non rinuncia a fare sport: “Al di là degli stereotipi, essere donne oggi richiede una continua ricerca di un equilibrio tra lavoro, famiglia, amici e soprattutto se stesse. E l’attività fisica aiuta noi donne a star bene con noi stesse”, dice tra uno scatto e l’altro.
A guardarla destreggiarsi tra il lavoro, la palestra e la sua Skyler Eva in scatti social o paparazzati, pare proprio che Eli sia riuscita a trovare il suo equilibrio. Come ha raccontato in una recente intervista a “Verissimo”, ora si che è davvero felicissima.

Hillary promette: “Se vinco e divento presidente svelerò tutto sugli alieni e sull’Area 51”

Hillary Clinton vuole entrare nella storia, e non solo come la prima donna presidente degli Stati Uniti. La candidata democratica alla Casa Bianca scherza, ma non del tutto, su una ipotetica visita degli alieni sulla terra.

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Nel corso di un’intervista ad un giornale locale del New Hampshire, dopo le domande su politica estera ed economia la candidata alle primarie democratiche per Usa 2016 ha affrontato il tema degli extraterrestri. Un giornalista le ha ricordato le dichiarazioni da lei rilasciate nel 2007 a proposito degli ufo. E scherzando, la Clinton ha promesso che se arrivera’ alla Casa Bianca si occupera’ sicuramente del problema e investighera’ a fondo sull’esistenza degli alieni, a cominciare dalla famigerata Area 51. Anche suo marito, l’ex presidente Bill Clinton, intervistato da Jimmy Kimmel sempre in un contesto ironico, ha detto che non sarebbe sorpreso di scoprire che gli alieni sono già venuti a controllarci.

“Trovato un cadavere, forse è Ylenia Carrisi”: prelevato DNA da Al Bano e Romina

Nuove indiscrezioni sulla scomparsa di Ylenia, la figlia di Al Bano e Romina, avvenuta 22 anni fa negli Stati Uniti.

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La ragazza potrebbe essere stata uccisa da un camionista che, circa 19 anni fa, confessò l’ omicidio dopo averle dato un passaggio. In questi giorni ad Al Bano e a Romina è stato prelevato un campione di Dna per volere dell’Interpol che riprende in considerazione l’uccisione per mano del camionista e vuole tornare a vederci chiaro sulla vicenda.  In seguito alla confessione del camionista Keith Hunter Jesperson (arrestato nel 1996), e nove mesi dopo la denuncia di scomparsa di Ylenia (era il 15 settembre del 1994), fu ritrovato un cadavere di una ragazza a Palm Beach, in Florida: i campioni di Dna verranno confrontati con quelli del cadavere per vedere se ci sono delle corrispondenze.