La polizia arresta un piccione: “Trovato con oltre 170 pasticche di ecstasy

Piccione contrabbandiere viene arrestato dalla polizia. Gli agenti di Kuwait City hanno fermato quello che sembra essere un colombo domestico che viaggiava presumibilmente tra l’Iraq e il Kuwait con un carico di 170 pasticche di ecstasy.

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Probabilmente i mercanti della droga credevano di aver trovato un modo infallibile per i traffici illeciti, ma non è stato così. Secondo quanto riporta il Mirror spesso infatti i volatili vengono impiegati per questo tipo di tratte e il piccione in questione è stato catturato dopo essersi poggiato sopra l’ufficio doganale di Kuwait City. L’animale aveva un vero e proprio zainetto applicato sulla schiena ed sarebbe stato in grado di volare per diverse ore.

Berlino, maxi blitz della polizia nel più grande bordello della città

Maxi retata della polizia tedesca all’Artemis, una delle più grandi e note case di tolleranza di Berlino. L’operazione, alla quale hanno partecipato circa 900 agenti, si è conclusa con 6 arresti per accuse che vanno dal traffico di esseri umani alla frode fiscale.

982bc53715ac86b3929f184bf5433138La retata della polizia fa seguito a mesi di indagini. I responsabili dell’Artemis sono accusati di avere evaso circa 17,5 milioni di euro in mancati pagamenti previdenziali a partire dal 2006.  Secondo i magistrati, riporta la Bbc, le prostitute e lo staff della casa chiusa erano costretti a dichiararsi lavoratori autonomi per consentire l’evasione dei contributi previdenziali. In Germania la prostituzione è stata legalizzata nel 2002, creando un’industria il cui fatturato annuo è stimato in circa 16 miliardi di euro.

“Sei una grassona”, bulle prendono a calci e pugni in strada una 14enne

Aggredita senza motivo mentre passeggiava in giro per la città. Bethany Gilmore, una 14enne inglese, è stata aggredita a Londra da un gruppo di coetanee. Un video diffuso in rete (e poi rimosso) ha mostrato le violenze sull’adolescente. La ragazza è stata prima provocata, le bulle le dicevano che era grassa, poi si sono letteralmente gettate su di lei e hanno iniziato a picchiarla brutalmente.

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Calci, pugni, anche in faccia, mentre Bethany era a terra in lacrime. A diffondere il video su Facebook sono state proprio le bulle, ma questo è costato loro caro, visto che così la polizia è riuscita a rintracciarle e a fermarle, come riporta anche il Mirror. Il filmato è stato condiviso anche dalla mamma dell’adolescente, la donna ha voluto che tutti vedessero quanto accaduto per spronare a denunciare gli episodi di bullismo.

Bruxelles, choc al vertice dopo gli attentati: comandante della polizia si presenta ubriaco

Uno die comandanti della polizia di Bruxelles si è presentato ubriaco ad una riunione d’emergenza convocata subito dopo gli attentati terroristici del 22 marzo.

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La notizia è stata riportata da diversi media in Belgio, secondo quali l’ufficiale di polizia si sarebbe presentato in ritardo al vertice al quale erano stati convocati i vari responsabili della sicurezza, non riuscendo a rispondere alle domande che gli furono poste riguardo agli eventuali punti deboli nell’apparato posto sotto la sua responsabilità. L’ufficiale venne quindi sottoposto ad un alcol test che rivelò un livello di 0,8 grammi/litro di alcol nel sanguerispetto al limite di 0,5 g/l. L’ufficiale, che ora rischia sanzioni disciplinari, fu invitato a riconsegnare la sua arma di servizio, fu poi accompagnato a casa.

“Bruxelles, ecco i terroristi in aeroporto”: forse il detonatore era nascosto nel guanto

La polizia belga ha diffuso una foto dei tre presunti attentatori all’aeroporto di Zaventem. Due sono vestiti in abiti scuri e secondo gli inquirenti potrebbero essere morti nell’attentato, mentre il terzo – riferisce la tv pubblica belga – con una giacca chiara e un cappello è tuttora ricercato.

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Dalla foto diffusa dalla polizia e presa dalle telecamere di sorveglianza dell’aeroporto di Zaventem prima dell’attentato, i due presunti kamikaze spingono due carrelli-bagagli, ognuno indossando un solo guanto alla mano sinistra. Secondo le informazioni del sito di La Libre Belgique, i guanti sarebbero serviti per nascondere i detonatori degli ordigni esplosi allo scalo.

LE BOMBE ERANO TRE  Erano tre gli ordigni esplosivi piazzati nell’aeroporto di Bruxelles, uno dei quali non è esploso. Lo ha detto il governatore della provincia fiamminga di Brabant, Lodewijk De Witte, secondo quanto riporta l’agenzia Belga. L’agenzia riporta anche la dichiarazione del direttore esecutivo della compagnia dell’aeroporto di Bruxelles che rende noto che lo scalo rimarrà chiuso anche domani e che si valuta la riapertura per giovedì.

L’ISIS: PRESTO ALTRI ATTENTATI «Il Belgio è stato colpito perché parte della coalizione internazionale». Così l’Isis, secondo quanto riporta il Site, ha rivendicato gli attentati all’aeroporto e alla metro di Bruxelles che, secondo l’ultimo bilancio, hanno ucciso 34 persone e ne hanno ferite 130, tre delle quali italiane. A poco più di quattro mesi dagli attentati di Parigi e a pochi giorni dall’arresto a Bruxelles della ‘primula rossa’ Salah Abdeslam, considerato la mente degli attacchi in Francia, nel mirino è finita proprio la capitale belga, sede delle principali istituzioni europee.  Due ordigni sono esplosi nella hall dell’aeroporto di Zevantem, facendo 14 vittime, e un’altra esplosione ha colpito la stazione della metropolitana Maalbeek, a pochi passi dalla sede della Commissione europea: 20 i morti. L’ambasciatore italiano Grassi parla di tre connazionali rimasti colpiti, ma nessuno in modo grave.  Gli attentati sono stati rivendicati dall’Isis che minaccia anche altre operazioni in Europa. Nello scalo aereo l’attacco è avvenuto nella hall delle partenze, completamente devastata: secondo fonti Usa ha agito almeno un kamikaze e una bomba potrebbe essere stata messa in una valigia. Scene di panico fra i passeggeri, subito evacuati e guardati a vista da un cordone delle forze di sicurezza.  Trovati anche un kalashnikov ed un giubbotto inesploso, gli artificieri hanno fatto brillare un pacco sospetto mentre la polizia proseguiva le ricerche di altri terroristi o loro fiancheggiatori all’interno dello scalo. Scene di disastro e disperazione anche alla fermata della metropolitana colpita nell’attacco, con immagini shock del vagone sventrato, in brandelli le porte del convoglio e gli interni, e alcune persone ancora bloccate in stazione.  Il Belgio ha decretato tre giorni di lutto nazionale, chiuso le frontiere e interrotto i collegamenti ferroviari, schierando anche i militari nelle strade, mentre si susseguono gli allarmi per eventuali nuovi attacchi: allerta bomba all’ospedale di Saint-Pierre, dove sono state ricoverate diverse persone ferite negli attentati di stamane e dove era stato ricoverato Salah Abdeslam dopo la sua cattura. Un allarme ha interessato anche il Palazzo Reale, e sono state evacuate per ragioni di sicurezza l’università di ULB a Bruxelles, la centrale nucleare di Liegi e un cinema ad Anversa.  La polizia ha diffuso una foto dei tre presunti attentatori all’aeroporto di Zaventem: due sono vestiti in abiti scuri e secondo gli inquirenti potrebbero essere morti nell’attentato, mentre il terzo con una giacca chiara e un cappello è tuttora ricercato e, come è accaduto nei giorni successivi alle strage di Parigi, la Procura ha chiesto ai media di non pubblicare alcuna informazione sulle operazioni in corso. L’allerta è altissima anche in tutte le capitali del Continente: a Parigi evacuata la gare du Nord per un falso allarme per un pacco sospetto, innalzate le misure di sicurezza anche negli aeroporti italiani.  Leader occidentali compatti nella solidarietà ai belgi, Obama da Cuba assicura che ‘possiamo sconfiggere il terrorismo, e lo sconfiggeremò, ma ‘dobbiamo stare unitì. Da Roma, il capo dello Stato Mattarella invita ad affrontare la sfida al terrorismo con una comune strategia. Il comune di Parigi decide di illuminare stasera la Tour Eiffel con i tre colori del Belgio, il premier Valls ed il ministro dell’Interno Cazeneuve premono per un’immediata adozione del Pnr, il registro dei passeggeri aerei. A Londra, una bandiera belga a mezz’asta sventola su Downing Street. E si moltiplicano le offerte d’aiuto anche sui social network si attivano per essere d’aiuto a chi voglia far girare informazioni sui propri cari che possano essere stati coinvolti dagli attentati.

Bimba di 2 anni chiama la polizia: “Aiuto, non riesco a mettermi i pantaloni”

1595160_bimbettaIl Dipartimento di Polizia di Greenville, in Sud Carolina – Stati Uniti – non avrebbe mai immaginato di ricevere la telefonata di emergenza da parte di una bambina di soli due anni. L’adorabile Aaliyah Ryan, aveva imparato dalla mamma che in caso di bisogno era possibile comporre il numero 911. La bambina si è trovata nell’emergenza e ha telefonato alla polizia, ma le sue ragioni erano molto particolari. La piccola ha chiamato perché non riusciva a tirarsi su i pantaloni e quindi le era impossibile vestirsi. Martha Lohnes, dal Dipartimento dello sceriffo della contea di Greenville, ha ricevuto la segnalazione ed è andata a controllare. L’operatore le aveva detto che all’altro capo del telefono c’era un bambino.

“Quando sono arrivata all’indirizzo che mi avevano comunicato, mi ha aperto il nonno. In casa c’era anche la bambina con solo una gamba dei pantaloni tirata su, l’altra era a rovescio”, racconta la poliziotta. Dopo aver aiutato la piccola a vestirsi, è stata la stessa Aaliyah a chiederle di essere presa in braccio. “Il miglior turno di lavoro di sempre”, il commento di Martha. Quando la mamma è tornata a casa da lavoro ha spiegato il reale significato di emergenza.

Arrestata e picchiata dalla polizia, ‘Barbie Bandit’ era innocente: “Mi hanno rovinato la vita”

Un terribile errore ha rovinato la vita di Georgia Wawman, splendida 26enne britannica arrestata in Argentina. Il suo volto, simile a quello di una bambola, è apparso su tutti i giornali accompagnato dalla scritta ‘Barbie Bandit’. Per tutti lei apparteneva a una banda di ladri e truffatori che aveva messo a segno numerosi colpi negli ultimi mesi nei quartieri residenziali di Buenos Aires.

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La giovane, mamma di un bimbo di due anni, però non ha mai rubato nulla in vita sua. Un terribile errore ha rovinato la vita di Georgia Wawman, splendida 26enne britannica arrestata in Argentina. Il suo volto, simile a quello di una bambola, è apparso su tutti i giornali accompagnato dalla scritta ‘Barbie Bandit’. Per tutti lei apparteneva a una banda di ladri e truffatori che aveva messo a segno numerosi colpi negli ultimi mesi nei quartieri residenziali di Buenos Aires. La giovane, mamma di un bimbo di due anni, però non ha mai rubato nulla in vita sua.

Belen dopo la polemica con Striscia: “Ecco perché ho chiamato la polizia”

Belen non ci sta. E dopo la polemica (l’ennesima) sul servizio a Striscia la Notizia in cui la showgirl ha rifiutato il tapiro da Staffelli e ha chiamato le forze dell’ordine, racconta la sua verità su Instagram. «Nulla da dire contro il servizio simpaticissimo di Striscia la notizia – scrive Belen – però c’è qualcuno che non la vuole raccontare giusta.

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Tempo fa durante la consegna di un’altro tapiro ho trovato tutto lo staff di Valerio Stafelli dentro il box di casa mia, cioè vi spiego meglio, hanno aspettato che una macchina salisse al piano, si sono infiltrati in proprietà privata e quando io sono arrivata gli ho trovati praticamente dentro casa mia.Lasciamo perdere che quasi mi viene un infarto dallo spavento, ma io dico, è normale entrare in casa della gente senza suonare il citofono? Ieri sera non ero d’umore e capita a tutti di avere una giornata no, e non avevo voglia di ricevere tapiri per ingrandire la mia basta collezione. Uno sarà libero di dire non ho voglia? E fino qui tutto fila liscio. Ma il simpatico Valerione ( che adoro, perché davvero è una bella persona) pur di portarsi il servizio a casa mi ha bloccata per mezz’ora davanti alla porta del mio garage, bloccando la foto cellula per fare in modo che il portone non si chiudesse, altrimenti una volta salita nel mio garage loro si sarebbero infiltrati di corsa per due piani per raggiungermi dentro casa. Ho avvertito, ho chiesto gentilmente di farmi salire a casa, ma non c’è stato verso. Allora ho chiamato la polizia! Giusto per far capire che va bene tutto, ma le intenzioni di una persona e la proprietà privata vanno rispettate».

Due anni dopo aver compiuto un rapina va dalla polizia e confessa tutto: ecco perché…

Due anni dopo aver compiuto una rapina a mano armata in un panificio nella città di Itzehoe, nello stato settentrionale tedesco dello Schleswig-Holstein, un giovane ha deciso di autodenunciarsi alla polizia Il motivo?

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Voleva liberarsi la coscienza da un peso che non riusciva più a sopportare. Allora 18enne, il rapinatore armato di pistola fece irruzione nel febbraio 2014 nell’esercizio commerciale e si fece consegnare l’incasso – con il quale si procurò della droga – riuscendo poi a fuggire e farla franca. La resa è avvenuta il giorno di Natale: la polizia non aveva alcun indizio che potesse condurla a lui. Il giovane dovrà ora rispondere dell’accusa di rapina a mano armata.

Rubano un’auto, dentro c’è un bimbo: i ladri lo accompagnano a scuola e scappano

Quando si sono messi in testa di rubare un’auto parcheggiata fuori all’ufficio posta della città di Ghent, in Virginia, non immaginavano che all’interno si trovasse il figlio di otto anni della proprietaria.

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Il bambino, la cui mamma lavora alle poste e comincia il turno mezz’ora prima che suoni la campanella della scuola, è abituato ad aspettare che arrivi l’orario per entrare in classe seduto in auto ad ascoltare musica. Quando i ladri si sono accorti della sua presenza, però, non si sono fatti prendere dal panico e gli hanno chisto quale fosse la sua scuola, ce lo hanno accompagnato dicendo di essere stati incaricati dalla madre, e sono andati via. Quando la signora si è accorta della scomparsa dell’auto, ma soprattutto di suo figlio, ha chiamato la polizia e denunciato l’accaduto. Non poteva immaginare, invece, che suo figlio fosse sano e salvo seduto nel suo banco.  Inoltre, anche il furto si è concluso nel migliore dei modi poiché la donna aveva lasciato in macchina il suo iPhone e così non è stato difficile rintracciare il veicolo, mentre i ladri non sono stati individuati.