Emma Stone, annata d’oro: è l’attrice più pagata del 2017 secondo Forbes

Non c’è che dire, è decisamente l’anno di Emma Stone. Forbes ha stilato la classifica delle dieci attrici più pagate al mondo nel 2017, incoronando l’attrice 28enne protagonista di “La La Land” e vincitrice del premio Oscar, che ha incassato 26 milioni di dollari. Seconda è Jennifer Aniston con 25,5 milioni di dollari, che precede l’ex regina del biennio 2015- 2016, Jennifer Lawrence, che si è fermata a quota 24 milioni, dimezzando gli incassi dello scorso anno.

104307050-gettyimages-6458591761910x1000

Scorrendo la top ten stilata della nota rivista statunitense di economia e finanza troviamo ai piedi del podio Melissa McCarthy con 18 milioni, seguita da Mila Kunis con 15,5 milioni, mentre Emma Watson e Charlize Theron sono appaiate al sesto posto, con incassi pari a 14 milioni di dollari.
L’ottava posizione è condiviso da due star sempre sulla breccia come Julia Roberts e Cate Blanchett: entrambe hanno portato a casa 12 milioni di dollari. A chiudere la classifica troviamo Amy Adams, con 11,5 milioni.
I guadagni sono stati calcolati unendo dati Nielsen, incassi cinematografici e altre informazioni negli ultimi 12 mesi.

“Temptation Island”, lʼestate sexy delle tentatrici Desirée e Antonella

A “Temptation Island” non sono riucite a far scoppiare le coppie, ma poco importa. Antonella Fiordelisi e Desirée Maldera (rispettivamente tentatrici dei fidanzati Nicola e Francesco) si stanno godendo la loro sexy estate da single tra gite in barca e feste in discoteca. “Amo l’amicizia che ti coccola il cuore.

C_2_articolo_3088935_upiImagepp

Amo la verità. Amo il bene E sono felice di averti incontrata” la dedica di Desirée alla compagna di scorribande.
Tante risate e molta complicità tra la mora e la bionda, che a Positano fanno girare la testa con le loro curve mozzafiato. Davvero difficile non notarle e anche a “Temptation Island” i fidanzati non sono rimasti indifferenti alle belle tentatrici. Desirée ha cercato di mettersi tra Francesco e Selvaggia, ma ha poi fatto marcia indietro una volta capito quanto fossero legati l’uno all’altra. Anche Antonella, dopo aver fatto girare la testa a Nicola, ha vissuto con molta serenità il suo ritorno dalla fidanzata Sara.
A giudicare dalla cartoline pubblicate sui social se la spassano alla grande anche da single. Tra scatti in spiaggia, cenette a base di sushi e lunghi bagni in piscina non hanno davvero tempo da dedicare agli uomini.

Salvini dimentica il tradimento, nuovo selfie romantico con la sua Elisa

Matteo Salvini sempre più innamorato e contento pubblica i selfie romantici con Elisa Isoardi. “Un saluto dallo splendido lago di Garda! Purtroppo non c’è Renzi…”.

2615295_2127_salvini_isoardi (1)

Smessi per qualche ora i panni del politico, il leghista – che appare con una vistosa cicatrice e dei punti sulla fronte – ha voluto condividere sui social e con i suoi sostenitori un autoscatto in compagnia della fidanzata Elisa Isoardi, sorridente e stretta al braccio del leader del Carroccio.
I due sembrano aver ormai superato il difficile momento che li ha visti protagonisti delle copertine dei principali giornali di gossip, quando nel luglio scorso la conduttrice era stata ‘pizzicata’ da Chi a Ibiza in dolce compagnia di un altro uomo.

“Kate Middleton con un occhio nero”: l’oscura verità dietro la foto in rete che preoccupa i sudditi

La duchessa di Cambridge con un occhio visibilmente nero. La foto di Kate Middleton dal volto tumefatto, con tanto di etichetta “Exclusive!” e titolo “Kate finalmente rivela cosa ha scatenato la lite domestica”, lasciando intendere che anche tra i reali volano le mani, ha fatto preoccupare i sudditi di Sua Maestà che hanno visto l’immagine circolare sul web nei giorni scorsi.

kate middleton occhio nero_05153618 (1)

Ma anche un occhio non troppo allenato può facilmente accorgersi che si tratta di un fotoritocco, che si è rivelato essere una pubblicità ingannevole di prodotti per il viso. Il banner pubblicitario è apparso su molti siti anglosassoni, anche autorevoli come riporta Mammamia.
Una volta cliccato sul banner, il lettore viene ricondotto a un articolo dal titolo: “La principessa Kate Middleton passerà del tempo senza la Famiglia Reale per fare da testimonial a una innovativa linea di prodotti per la pelle”. La linea di prodotti esiste davvero, è già in passato è stata accusata di pubblicità ingannevole.

Lady Diana, lʼex capo della sicurezza dei Windsor: “Anche Kevin Costner tra i suoi amanti”

Tante rivelazioni nellʼintervista esclusiva a Dai Davis che è stato testimone silenzioso delle avventure sentimentali che Lady D ebbe dopo la separazione
Dai Davis, che dal 1995 al 1998 è stato capo della sicurezza dei Windsor, parla per la prima volta in un’intervista esclusiva pubblicata dal settimanale Chi in edicola il 2 agosto.

1501620905_5980eaa7c83dd

Ricordando gli anni successivi alla separazione di Lady Diana da Carlo, rivela: “Lei ebbe almeno venti amanti. Trovai bizzarro che frequentasse Kevin Costner, anche se Diana non avrebbe mai recitato in un film. Lui voleva farle interpretare il seguito di ‘The Bodyguard'”.
Dai Davis è stato testimone silenzioso di tante delle avventure sentimentali che Lady D ebbe: “All’epoca non avevo particolari preoccupazioni per la sicurezza della principessa: a Kensington Palace Diana era al sicuro. Anche altri reali avevano relazioni, ma tutto avveniva nella massima discrezione. La preoccupazione principale era non mettere in imbarazzo la regina”.
L’uomo smentisce una volta per tutte il dubbio che Harry non sia figlio del principe Carlo. “Quando Harry venne concepito, Diana e il maggiore Hewitt, che diventò il suo amante, non si erano ancora incontrati e all’epoca i rapporti tra Carlo e Diana erano buoni. I capelli rossi di Harry sono un tratto della famiglia Spencer. Il principe era furioso quando qualcuno gli suggeriva di sottoporsi al test del Dna. ‘Sono figlio di mio padre’, diceva. Ed è vero”.
Davis racconta anche la sua versione della tragedia di Parigi in cui perse la vita Diana, smentendo che Diana sia rimasta vittima di un attentato. E lo spiega svelando un dettaglio rimasto inedito: “La principessa quel giorno cambiò itinerario all’ultimo momento. Sarebbe dovuta andare in Italia, ma all’ultimo momento andò a Parigi con Dodi Al Fayed. Era impossibile organizzare un attentato con quel cambio di programma. Ritengo che l’uomo responsabile della morte di Diana sia l’autista, Henri Paul. Era ubriaco e non avrebbe dovuto guidare. È vero che i fotografi davano la caccia a Diana, ma le macchine fotografiche non uccidono. Uccidono gli autisti ubriachi”.

Giulia De Lellis e Andrea Damante si sono lasciati? La coppia si blocca sui social

Giulia De Lelli e Andrea Damante si sono lasciati? Il gossip di queste ultime ore sta impazzando sui social e ha mandato in crisi tutti i fan dei Damellis.
Per ora si trata solo di voci non confermate, ma a distanza di un anno per la coppia nata sotto i riflettori di Uomini e Donne sembra essere arrivato un momento di grande crisi.

2593695_1727_giulia_de_lellis_andrea_damante

A mettere tutti in allerta sono stati i loro profili Instagram, la coppia, infatti non si segue più. Un gesto estremo, come segnala il sito il Vicolo delle news che tra le altre cose entra più nel dettaglio della vicenda: sembrerebbe che Giulia abbia addirittura bloccato Andrea poichè i commenti di lui sotto le foto di lei non sono più visibili.
Un banale litigio? Crisi vera? Per scoprirlo non ci tocca che aspettare anche perchè solo poche ore fa Giulia aveva pubblicato una foto con dedica ad Andrea. Inoltre sui social dei Damellis compaiono ancora foto della coppia.

Lele Mora e il carcere: “Nel buio della mia cella ho visto una luce, era Padre Pio”

«Nel buio di una piccola cella, dov’ero rinchiuso per i miei errori, mi è apparso un fascio di luce: era Padre Pio che mi ha incoraggiato dicendomi di avere fede e che presto le porte del carcere si sarebbero aperte per riprendere a vivere».

lele-mora-638x425

Lo ha rivelato Lele Mora in una intervista pubblica nella serata conclusiva della quarta edizione del «Telesia for Peoples» di Telese Terme ricordando le sue origini contadine e che sin da bambino ha sempre frequentato la Chiesa e «non certo per avere uno zio Cardinale ma per l’educazione impartitami dai miei genitori».
L’ex manager di tanti vip ha risposto a tutte le domande, anche a quelle del pubblico, lasciandosi intervistare a trecentosessanta gradi sulla sua vita privata, sul mondo dello spettacolo ma anche su quello politico. Ribadendo di essere ormai «una persona cambiata» Lele Mora, che ha espiato la pena dopo la condanna per evasione fiscale, bancarotta fraudolenta e favoreggiamento della prostituzione, ha annunciato la nascita di un movimento politico ‘Libertà e Onestà’, composto da tanti giovani al di sotto dei 40 anni e che avrà a capo un importante personaggio del mondo finanziario il cui nome sarà ufficializzato a fine anno, qualche mese prima del voto politico.
«Il movimento – ha aggiunto Lele Mora – punta ad aiutare chi ha bisogno. Un esempio? Fare una legge che vieti il pignoramento della prima casa, qualunque sia il motivo del provvedimento in quanto la casa, per chiunque, è il tetto che unisce la famiglia e rappresenta il frutto di sacrifici». Al salotto pubblico di Lele Mora ha preso parte anche Boris Roberti, presidente dell’Associazione «Gli Angeli della tv» impegnata da anni nel mondo del sociale.

Moglie sdraiata con il suo bimbo sulla tomba del marito: la foto commuove il web

2593623_1535_donnacimitero (1)«Il vero amore non ha mai fine». Sta commuovendo il web la foto di una donna e del suo bimbo pubblicata da Artgalery. La donna è sdraiata sulla tomba del marito, un militare americano, sopra una coperta che ritrae le loro foto sorridenti. Accanto a lei il figlio piccolo che dorme dentro un ovetto. La foto straziante sta facendo il giro del web.

Morto Charlie Gard, il piccolo avrebbe compiuto un anno il 4 agosto. Mamma e papà: “Addio, siamo fieri di te”

È morto il piccolo Charlie Gard che il 4 agosto avrebbe compiuto un anno di vita.
La lunga vicenda che ha accompagnato gli ultimi mesi di vita di questo bimbo nato con una rara malattia incurabile ha commosso il mondo intero.
Sono risultati inutili le tante battaglie combattute dai suoi giovani genitori che hanno tentato ogni strada per cercare una cura, arrivando a chiedere il trasferimento del bimbo in un altro Stato. Gli Stati Uniti e l’Italia si erano proposti e avevano attivato i loro canali per tentare l’impossibile ma si sono scontrati con le regole e la burocrazia dell’ospedale britannico dove era ricoverato.

s

Negli utlimi giorni la famiglia ha chiesto che potesse vivere qualche giorno in più, ma anche l’ultimo desiderio gli è stato negato.
I GENITORI: ‘NOSTRO BIMBO SE N’È ANDATO’ «Il nostro splendido bambino se n’è andato»: questo il lapidario annuncio dato dai genitori di Charlie Gard, il bambino britannico malato terminale che ha sollevato un dibattito mondiale. Lo riferisce il Daily Mail.
La morte del piccolo Charlie, di soli 11 mesi, era di fatto annunciata dopo che ieri l’Alta Corte di Londra ha ordinato che fosse trasferito dall’ospedale ad un hospice, dove non avrebbe più avuto il respiratore a tenerlo in vita.
La decisione è stata presa perché Connie Yates e Chris Gard, che chiedevano che morisse a casa, non sono riusciti a raggiungere un accordo con il Great Ormond Street Hospital, che chiedeva di continuare ad assisterlo negli ultimi giorni con i macchinari appropriati nelle sue strutture.
«Il nostro splendido bambino se n’è andato. Siamo veramente orgogliosi di Charlie», ha detto la madre Connie, chiudendo una battaglia legale durata mesi che ha diviso l’opinione pubblica e coinvolto anche figure di peso come Papa Francesco e Donald Trump.
PAPA FRANCESCO: “AFFIDO AL PADRE IL PICCOLO E PREGO PER I GENITORI” «Affido al Padre il piccolo Charlie e prego per i genitori e le persone che gli hanno voluto bene». Lo scrive su Twitter Papa Francesco, dopo la morte del bambino inglese.
VATICANO, “DIO NON STACCA LA SPINA” Preghiera e vicinanza sono stati espressi daÿmons. Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita, apprendendo la notizia della morte del piccolo Charlie. Mons. Paglia ha ribadito, a Radio Vaticana, la grandezza dell’Amore di Dio che «non stacca la spina».ÿQuesta vicenda – ha detto -ÿci spinge a «promuovereÿuna cultura dell’accompagnamento»ÿe «direÿtre grandi no: quello all’eutanasia, all’abbandono e all’accanimento terapeutico»ÿa favore di «grandi sì» come «l’accompagnamento, il progresso della scienza e il sì alla terapia del dolore».
MAY, “PROFONDAMENTE RATTRISTATA PER SUA MORTE” La premier britannica Theresa May si è detta «profondamente rattristata» per la morte di Charlie Gard, aggiungendo che «i suoi pensieri e le sue preghiere vanno ai genitori di Charlie». Lo scrive SkyNews Uk in un tweet.
MALATE LE ‘CENTRALI ELETTRICHE’ DELLE CELLULE Sindrome genetica da deperimento mitocondriale. È questo il nome della malattia genetica del piccolo Charlie Gard, diagnosticata otto settimane dopo la nascita, che lo ha portato in pochi mesi in terapia intensiva e oggi alla morte.
LA MALATTIA Sotto il nome di malattie mitocondriali vanno diverse patologie genetiche, che hanno in comune la caratteristica di colpire appunto i mitocondri, le ‘centrali energetichè delle cellule, addette alla loro respirazione. Quando questi non funzionano sono colpiti tutti gli organi con esito spesso fatale, in particolare a risentire di più sono il cervello, il cuore e gli altri muscoli e i polmoni. Nel caso, estremamente raro, di Charlie la mutazione è su un gene chiamato RRM2B, che a sua volta fa parte di un gruppo di geni che codifica la proteina p53, che ripara il Dna in caso di danneggiamenti o mutazioni. Il piccolo, nato ad agosto del 2016, ha avuto convulsioni continue fin dai primi mesi di vita, mentre nell’ultimo periodo gli è stata diagnosticata una encefalopatia, una lesione del tessuto cerebrale. La mutazione è stata trasmessa da entrambi i genitori, che sono portatori sani e che quindi in un caso su 4 danno vita a un figlio con la malattia. Al momento non ci sono terapie per questa malattia, e anche i test di laboratorio su potenziali cure sono stati condotti su una variante causata da una mutazione di un gene diverso.
IL PROTOCOLLO USA Un ospedale di New York associato alla Columbia University si era offerto di accogliere Charlie Gard per curarlo con un farmaco a base di desossinucleotidi monofosfati, delle molecole simili ai ‘mattonì che compongono il Dna. Gli stessi esperti hanno sottoposto alla terapia sperimentale un bambino di Baltimora, Art Estopinan, che soffre di una forma meno grave della malattia con cui è nato il bimbo britannico. Secondo il padre di Art la terapia è un trattamento dei sintomi e non una cura, ma ha dato comunque risultati apprezzabili.
IL PROTOCOLLO COORDINATO DAL BAMBINO GESÙ Anche i cinque esperti che hanno firmato la lettera dell’ospedale Bambino Gesù al tribunale britannico in cui si chiedeva di sottoporre Charlie al trattamento hanno elaborato un protocollo di terapia a base di desossinucleotidi. In particolare gli esperti avrebbero voluto usare la deossicitidina, che ha dato buoni risultati nei test di laboratorio su un’altra malattia mitocondriale, dovuta a un deficit non della proteina RRM2B ma di un’altra chiamata TK2.

LA LUNGA ODISSEA DI CHARLIE, TRA ETICA E LEGGE Non è riuscito, come tristemente preannunciato, a compiere un anno: il piccolo Charlie Gard si è spento oggi mettendo fine ad una vicenda dolorosa che ha colpito l’opinione pubblica mondiale, in un difficile intreccio tra etica e battaglie legali.

Ecco le principali tappe del caso:

– 3 marzo 2017: il tribunale inizia ad esaminare la vicenda. I genitori, Connie Yates e Chris, si erano rivolti alla Corte dopo che il Great Ormond Street Hospital aveva suggerito di staccare la spina al piccolo, affetto da una rara patologia.

– 11 aprile: L’Alta Corte stabilisce che i medici possono staccare la spina nonostante il parere contrario dei genitori.

– 3 maggio: i genitori di Charlie fanno ricorso in appello

– 25 maggio: I giudici della Corte d’appello rigettano il ricorso della coppia

– 8 giugno: I genitori perdono la loro battaglia anche in Cassazione

– 20 giugno: I legali della famiglia Gard presentano una richiesta alla Corte europea dei diritti dell’uomo

– 27 giugno: Strasburgo decide di non esprimersi sulla vicenda rinviando il caso alla giustizia inglese.

– 3 luglio: sul caso intervengono Papa Francesco e Donald Trump.

– 4 luglio: Il Bambino Gesù di Roma si offre di accoglierlo.

– 7 luglio: Il Great Ormond Street Hospital si rivolge all’Alta Corte per una nuova udienza «alla luce delle richieste relative a possibili altri trattamenti». «Ci sono evidenze» in laboratorio che il protocollo del Bambino Gesù può funzionare, scrive l’ospedale in una lettera inviata ai colleghi inglesi.

– 10 luglio: I genitori di Charlie tornano all’Alta Corte per chiedere il riesame del caso.

– 17 luglio: Il dottor Michio Hirano, neurologo Usa, va a Londra per valutare le condizioni del piccolo

– 21 luglio: Il Great Ormond Street rende noto che gli esami mostrano risultati «tristi».

– 24 luglio: I genitori decidono di porre fine alla loro battaglia legale ma sottolineano che se affrontata prima la vicenda avrebbe avuto esiti diversi.

– 27 luglio: Il giudice Francis decide che il piccolo sia trasferito in un hospice e di interrompere la terapia per tenerlo in vita artificialmente

– 28 luglio: «Il nostro splendido bimbo se n’è andato, siamo veramente orgogliosi di lui», annunciano i genitori. Venerdì prossimo avrebbe compiuto un anno.

Diana, William ricorda l’ultima telefonata: “Fu troppo breve”. E quella volta che si ritrovò 3 top model a casa

Una telefonata breve, come quella che può esserci tra due adolescenti e una madre in vacanza. Loro volevano giocare con i cugini, non perdere tempo in chiacchiere, lei era in Francia. Ma sarà proprio la brevità della telefonata, quel 31 agosto del 1997, a perseguitare i principi William ed Harry: la loro mamma, la principessa Diana, morì quella stessa notte in un incidente nel tunnel dell’Alma a Parigi. William aveva 15 anni, Harry soltanto 12. Sono proprio i due fratelli a raccontare quel giorno in un documentario di ITV: “Diana, nostra mamma: la sua vita e la sua eredità”, che sarà trasmesso domani, a vent’anni dalla scomparsa della principessa. «Harry ed io avevamo una fretta dannata di salutarla… Se avessi saputo cosa sarebbe successo non sarei stato così indifferente», racconta William.

download (53)

Che aggiunge: «Ma quella telefonata mi si è conficcata in testa, anche in maniera pesante». Harry afferma che quella breve chiacchierata è qualcosa che rimpiangerà per il resto della sua vita. «Ricordando oggi quella telefonata, è veramente difficile. Dovrò affrontarlo per il resto dei miei giorni, non sapendo che quella sarebbe stata l’ultima volta che avrei parlato con mia madre. Come sarebbe stata diversa la conversazione se avessi avuto anche la minima idea che la sua vita sarebbe stata presa quella notte». Nel documentario, i due fratelli raccontano anche di una madre “divertente”. Diana li ha sempre incoraggiati a essere “monelli” e li “viziava” con i dolci. «Era una ragazzina lei stessa» che comprendeva «la vera vita fuori dalla pareti del Palazzo». Oltre al racconto della loro infanzia con Diana, il documentario mostrerà anche foto mai pubblicate della principessa con i due figli.
Tornare a casa e trovarsi davanti a Cindy Crawford, Naomi Campbell e Christy Turlington. È la sorpresa che la principessa Diana fece trovare ad un incredulo William, allora 13enne, che aveva in camera i poster di tutte e tre. «Le ho trovate sulle scale di ritorno da scuola», racconta il principe nel documentario di ITV, ‘ Diana, nostra mamma: la sua vita e la sua eredità’, che sarà trasmesso domani, a vent’anni dalla scomparsa della principessa. «Sono diventato rosso in volto e non sapevo cosa dire. Credo di aver balbettato qualcosa e di essere inciampato per le scale mentre salivo. È davvero un bel ricordo che vivrà con me per sempre», ha ricordato William.