Miriam Leone, nuovo amore al bacio con Matteo

Archiviata da un pezzo la lunga relazione con Boosta, il cuore di Miriam Leone è tornato a battere. “Chi” ha infatti pizzicato l’attrice per le vie di Roma in compagnia del collega Matteo Matari, suo compagno di set nella fiction “Non Uccidere”.

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Baci appassionati, coccole e sorrisi sotto il sole della capitale: ormai non si nascondono più e mostrano al mondo il loro amore.
Da tempo si mormorava di una loro liaison e in effetti tra i due la complicità è quella di una coppia già rodata. Tenerezze per colazione dentro il bar e poi via a fare la spesa insieme, che fa pensare ad una convivenza già in atto. E infatti spariscono poi insieme dentro lo stesso portone…

Cristiano Ronaldo, nati due gemelli: ma non sono di Georgina

Figli come gol per Cristiano Ronaldo. Il campione del Real Madrid, secondo la tv portoghese Sic, sarebbe diventato padre di due gemellini nati in America l’8 giugno scorso da una madre surrogata.

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Eva e Matteo questi i nomi attribuiti ai due piccolini, vanno ad aggiungersi al primo figlio del campione (Cristiano Ronaldo junior di 7 anni) anch’egli nato da una madre surrogata.
Nei prossimi mesi la cerchia dei figli del calciatore si allargherà ancora visto che la compagna dell’attaccante del Real, Gerogina Rodriguez, secondo indiscrezioni riportate dalla stampa spagnola, sarebbe in attesa di altri due gemelli.

Petaloso e i neologismi, ecco chi ha inventato “raptus”, “tramezzino” e tante altre

Quando dobbiamo descrivere un fiore abbiamo una vasta gamma di vocaboli a cui attingere, ma d’ora in poi il primo che ci verrà in mente sarà il termine ‘petaloso’. Tutto merito del piccolo Matteo, che a soli otto anni e grazie alla sua maestra, ha ricevuto il consenso dell’Accademia della Crusca nell’invenzione di questa nuova parola.

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Nell’epoca dei social una storia simile diventa di tendenza, viene rimbalzata di profilo in profilo, di testata in testata anche perché riguarda la nostra lingua e l’idea che un bambino possa influenzarla può far sorridere o storcere il naso. Non è la prima volta che succede: i neologismi entrano a far parte del dizionario di frequente in un mondo che si evolve e sono tanti i personaggi che nel corso degli anni hanno contribuito alle nostre conversazioni. Basti vedere come sono entrate a far parte dell’uso quotidiano le parole “velina” dal programma “Striscia la Notizia” o il termine “scannerizzare”. Andando a ritroso la mente va al ‘Padre della lingua’ Dante Alighieri (più di un quinto delle parole che utilizziamo proviene dalla ‘Divina Commedia’), ma in campo letterario e con un salto di diversi secoli troviamo Gabriele D’Annunzio che si vantava di aver usato ben quarantamila parole diverse. Tra queste aveva coniato “velivolo”, “pioniere” e “aviazione”. Secondo alcuni studiosi ‘il Vate’ è anche il padre della parola “tramezzino”. E poi ci sono tutti quei termini di cui non si può più fare a meno, frutto delle innovazioni tecnologiche e dell’immediatezza dell’inglese. Primo fra tutti “smartphone”, che come lo definisce il Treccani è il “telefono cellulare multimediale, che include alcune funzioni tipiche di un computer palmare”. La parola “Hashtag”, invece, entra a far parte del dizionario nel 2012, così come “Social” e “Follower”. Ogni ambito però ha il suo gergo, quello più prolifico è sicuramente il calcio, che deve a Gianni Brera buona parte delle espressioni che ancora oggi utilizziamo per commentare una partita come contropiede, melina, il libero, il centrocampista, l’incanto del prestipedatore.
Uno che seppe diffondere parole nuove contribuendo al loro ingresso nell’uso comune è stato Cesare Lombroso. Merito suo se oggi sappiamo il significato di alcoolista, claustrofobia, raptus, cleptomane, tatuare o analfabetismo. E poi ci sono i pubblicitari e le loro invenzioni fortunate, poche rispetto ai numerosi tentativi.