Lino Banfi: “Ogni sindaco a Roma dice che farà di più, ma di più ci sono solo i topi e sono più pesanti”

Lino Banfi apre la puntata di DiMartedì del 3 ottobre, e sono subito risate. Il comico pugliese è stato protagonista di una lunga intervista satirica con Giovanni Floris.

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E non ha risparmiato nessuno dei leader politici. Prima un affondo al sindaco di Roma: “Nella capitale c’è un degrado…”. Poi battute su Matteo Renzi: “Dopo il referendum sembra più vecchio di 20 anni, cammina pure in modo diverso. Ma almeno ora fa qualche pausa…”. E infine legge una lettera a nome dei nonni d’Italia, sempre più “scaglionati”, indirizzata ai politici.

Flavio Briatore a Libero: “Largo ai ricchi, i poveri non creano lavoro”

“Largo ai ricchi, i poveri non creano lavoro”. Flavio Briatore a colloquio con Libero parte dalla flat tax varata dal governo Gentiloni (“Ma in Italia non ci torno lo stesso”) e arriva a Matteo Renzi, contro il quale, spiega, “c’è un accanimento”.

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La tassa da 100mila euro l’anno dovrebbe attirare ricchi in Italia: “Una cosa giusta. Porta soldi, gente che spende. Gente che non sarebbe mai venuta qua. Iraniani, pachistani, indiani. Bene! Di poveri in Italia ce ne sono già parecchi e non creano ricchezza”. Ma così non diventeremo un paradiso fiscale? “Tutte stronzate”.

Boschi, scintille in tv: alle domande di Formigli reagisce così

A ‘PiazzaPulita’ su La7 è andato in onda l’atteso duello tra Maria Elena Boschi e Corrado Formigli. La ministra ha risposto alle domande sul referendum che il conduttore le ha posto.

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Formigli le ha chiesto se, in caso di vittoria del “No”, Matteo Renzi si dimetterà. La ministra ha replicato: “Ci avete sempre rimproverato di aver personalizzato il referendum, e allora stiamo sul merito, andiamo nel merito. Parliamo di questo, di come la riforma cambia l’Italia”. Formigli ci ha riprovato senza successo e poi ha sbottato: “Mi dica se Renzi si dimette sì o no”. La Boschi ha continuato a spiegare: “La riforma costituzionale è un passaggio fondamentale per darci strumenti efficienti per affrontare tutte le sfide che abbiamo davanti, ma non è la panacea di tutti i mali. Se vince il No le cose non cambiano e non possiamo migliorarle”. Sui sondaggi, infine, nuove tensioni: “Non credo che i sondaggi siano affidabili al 100%”. Poi ricorda esempi, italiani e non, in cui le rilevazioni hanno fallito”.

Ilary Blasi: “ll Grande Fratello vip è arrivato al momento giusto della mia vita”

“Quando il mio agente mi ha detto che mi avevano scelto per condurre il Grande Fratello Vip ho pensato fosse uno scherzo, invece era tutto vero. Per me il passaggio in prima serata è una promozione, una certificazione ed è arrivata al momento giusto della mia vita”. Così Ilary Blasi ha annunciato in una lunga intervista esclusiva a “Chi” la sua presenza al timone del Grande Fratello Vip, che partirà il 19 settembre su Canale 5.

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“Sapevo che da un anno c’era nell’aria questo progetto, ma non ho mai chiesto nulla. Speravo anche che ci fosse Signorini e alla fine è arrivato. Conosce bene le dinamiche dei reality e sono felice che ci sia lui al mio fianco”.
“Questa è la prima esperienza insieme per noi. Non abbiamo mai lavorato in tandem, ma mi sembra una persona simile a me”, ha dichiarato la conduttrice.
Inoltre confessa: “Non ci risparmiamo su nulla, diciamo le cose come stanno senza fare giri di parole. Magari in modo diverso, ma siamo molto di pancia. Potremo anche non trovarci d’accordo, qualche volta, ma sarà sempre con il sorriso. Prevedo una coppia scoppiettante”.
Alla domanda su chi vorrebbe vedere nel confessionale del Grande Fratello Vip Ilary ha risposto: “Il presidente Matteo Renzi, che risponde alle domande degli italiani, ma in confessionale. Avremmo molto da chiedergli”.

Tutti i redditi di governo, deputati e senatori: Brunetta ‘paperone’, Boschi ministro più povero

È Maria Elena Boschi il ministro del governo Renzi che guadagna di meno: 96.568 euro nella dichiarazione 2015 (consultabile on line) relativa all’anno fiscale 2014. Il più ‘riccò, invece, tra i ministro è il titolare dell’Ambiente Gian Luca Galletti: 126.119 euro. I redditi dell’esecutivo, a partire da quello del premier Matteo Renzi (imponibile di 107.960 euro) sono rimasti sostanzialmente gli stessi nell’ultimo anno.

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Tra i più facoltosi e sopra la soglia dei 100mila euro, Giuliano Poletti (122.886 euro), Enrico Costa (116.665), Angelino Alfano (116.276 euro), Dario Franceschini (111.308), Paolo Gentiloni (101.715 euro), Federica Guidi (109.216 euro). Tutti gli altri sono (di un soffio) sotto la soglia dei 100mila (Roberta Pinotti 99.891, Andrea Orlando 98.478, Pier Carlo Padoan 99.427, Graziano Delrio 98.726, Stefania Giannini 96.699, Beatrice Lorenzin 98.471).
Tra le pochissime variazioni fatte registrare dai ministri, l’auto nuova della Giannini (una Mercedes 220), mentre il sottosegretario alla presidenza Claudio De Vincenti ha rottamato una Fiat Punto. Anche in casa Renzi novità nel parco auto, la moglie Agnese ha cambiato la vecchia Saharan con una Touran, sempre Vw.

CAMERA Il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta risulta il più ricco, fra i suoi colleghi presidenti di gruppo di Montecitorio, con un reddito imponibile dichiarato nel 2015 per l’anno 2014 di 226.248 euro. In base alla documentazione disponibile sul sito della Camera, al secondo posto c’è Giovanni Monchiero (Scelta civica, 203.035 euro), mentre la ‘medaglia di bronzò va a Pino Pisicchio (Gruppo Misto, 194.541).Sostanzialmente ‘ex aequò i capigruppo Arturo Scotto (Si, 98.476), Federico D’Incà (M5S), Massimiliano Fedriga (Lega), e Maurizio Lupi con 98.471 euro. Seguono il presidente dei deputati Fdi Fabio Rampelli (97.271) e di Democrazia solidale, Lorenzo Dellai (93.441). Chiude la lista, il capogruppo Pd Ettore Rosato, con 90.949 euro.

SENATO: ZELLER IL PIU’ RICCO Fra i presidenti del gruppo parlamentare, Karl Zeller (Autonomie) batte i colleghi nella speciale ‘classificà dei capigruppo più ricchi di palazzo Madama, attestandosi, secondo la dichiarazione del 2015 relativa all’anno precedente, su 450.150 euro. Il più povero è il presidente del gruppo Grandi autonomie e libertà, Mario Ferrara, con 80.648 euro. Tra i due estremi, in ordine decrescente di reddito: Paolo Romani (Fi, 162.021 euro), Luigi Zanda (Pd, 141.204), Loredana De Petris (Misto-Sel, 139.150), Cinzia Bonfrisco (Conservatori e riformisti, 126.373), Lucio Barani (Ala, 116.823), Gian Marco Centinaio (Lega, 98.468), Nunzia Catalfo (M55, 97.806), Renato Schifani (Ap, 96.771).

GRASSO PIU’ RICCO DELLA BOLDRINI Pietro Grasso è più «ricco» di Laura Boldrini, che guadagna quasi tre volte di meno. È quanto emerge dalle dichiarazioni dei redditi dei Parlamentari e di tutti i membri del governo, anche di quanti non sono deputati o senatori, che da oggi sono on line sui siti di Camera e Senato. Il presidente del Senato Pietro Grasso ha avuto un reddito complessivo di 354.487, mentre la presidente della Camera Laura Boldrini di 138.486. Matteo Renzi è solo terzo in questa classifica. Il suo reddito 2014, il primo da presidente del Consiglio, è stato di 110.161 euro. Il reddito del premier risulta leggermente inferiore anche a quelli dei vicepresidenti della Camera. Roberto Giachetti, Simone Baldelli e Marina Sereni hanno infatti un reddito intorno ai 135 mila euro. Solo il vicepresidente 5 Stelle Luigi Di Maio denuncia meno anche di Renzi: 98.471 euro. Al Senato tra i vicepresidenti svetta Linda Lanzillotta con un reddito complessivo di 336.442 euro, non molto inferiore a quello di Grasso. Il più ‘poverò risulta Maurizio Gasparri, con 129.516 euro di reddito complessivo contro i 140.049 di Roberto Calderoli e i 185.672 euro di Valeria Fedeli. Tutti comunque redditi superiori a quello del premier.

 

Claudio Lippi chiede di parlare con Matteo Renzi. Il web si scatena, lui spiega cosa è successo

Claudio Lippi continua ad essere ricoverato nel reparto di terapia intensiva dell’ospedale di Matera. Il malore che lo ha colpito non gli ha permesso di partecipare alla trasmissione di Rai Uno “L’anno che verrà”. Secondo le indiscrezioni sembrava stare meglio, ma il messaggio di Claudio Lippi su Twitter ha preoccupato i fan: «Sono ricoverato a Matera. Avrei urgente necessità di comunicare con Matteo Renzi.

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Qualcuno glielo può comunicare? Grazie». Così ha esordito sul social il conduttore, chiedendo di poter parlare con il premier. Gli utenti della rete gli hanno fatto presente che avrebbe potuto comunicare direttamente con lui con un mention, così Lippi si è rivolto allo stesso Renzi con una serie di tweet: «Caro Matteo, ho urgente bisogno di comunicare con te. Sono in intensiva all’Ospedale di Matera. Ti assicuro che sei determinante per la mia vita. Non è uno scherzo. Ti prego!».

IL CHIARIMENTO DI CLAUDIO LIPPI «Mi piacerebbe incontrare il premier Renzi, perché sono incuriosito dal suo modo di comunicare. Ma sul mio profilo Twitter ho scritto un unico messaggio, che adesso neanche si trova più: ‘se qualcuno ha modo di mettermi in contatto con Renzi – avevo scritto – vorrei parlare con lui’. Non era un appello, ma una richiesta. Gli altri messaggi, probabilmente, sono opera di un hacker, o qualcuno mi ha sottratto il telefono mentre facevo degli esami». Raggiunto al telefono dall’ANSA nell’ospedale di Matera, dove si trova ancora ricoverato dopo il malore che lo ha colpito il 31 dicembre, in attesa di essere dimesso giovedì prossimo, Claudio Lippi fa chiarezza sul piccolo caso scoppiato sui social, tra messaggi di solidarietà e commenti ironici. «Ho scritto in un momento di noia – spiega il conduttore -. Sto meglio, aspetto di essere finalmente dimesso dopo il rammarico di aver dato forfait ad un appuntamento al quale tenevo molto (lo show di Capodanno di Rai1, ndr). E mi sono incautamente avventurato in qualcosa che non immaginavo potesse diventare un’arma a doppio taglio. Vorrei incontrare Renzi, mi interessa come comunicatore, anche perché non mi appartiene giudicarlo sotto altri profili. Lavoro da 50 anni e mi sono sempre interessato alla comunicazione, nelle sue varie applicazioni, e sono incuriosito dal modo di comunicare del premier: non sapendo come raggiungerlo, ho pensato di usare un canale che utilizza spesso. Ho una personale ‘raccolta’ di primi ministri con cui ho avuto occasione di entrare in contatto: con Berlusconi ho lavorato per vent’anni, ma non l’ho più incontrato dal ’94». Dopo il primo tweet, però, sul profilo di Lippi ne sono comparsi altri, immediatamente rimbalzati in rete: «Non sono opera mia, evidentemente si è inserito un hacker che ha rubato il mio profilo. Non saprei neanche come cancellarli. Riconosco che ho trovato un’infinità di messaggi di auguri, e questo fa piacere, ma se in compenso si rischia di subire situazioni che montano sul nulla, allora… In buona fede, non ci avevo proprio pensato. Ma ora mi sembra corretto dire l’unica verità». Dopo questa esperienza, Lippi ha provato «l’istinto di lasciare Twitter. Ma visto che sono in buona fede, lo uso relativamente, leggo quello che bonariamente mi scrivono, resto. Cancellarsi sarebbe come una confessione di torto. Insomma rimango, ma starò più attento».

Milano, parata di vip alla prima della Scala. E la Santanché rompe la tradizione

Nonostante le misure straordinarie di sicurezza, la prima della Scala di Milano non ha scoraggiato politici e vip.

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Anche il premier Matteo Renzi, accompagnato dalla moglie Agnese Landini assiste alla Giovanna D’Arco di Giuseppe Verdi e, come lui, anche i minsitri Graziano Delrio e Dario Franceschini, accompagnato dalla moglie Michela Di Biase.

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Il red carpet della Scala è da sempre sotto i riflettori anche per il look degli invitati. Oltre al tradizionale nero, alle pellicce e al pizzo, è toccato a Daniela Santanché – accompagnata da Alessandro Sallusti – rompere gli schemi, con gonna, gilet in pelliccia e papillon verdi.

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Outfit glitterato, invece, per Valeria Marini, accompagnata da un uomo in pelliccia nera e borsetta, mentre Carla Fracci ha scelto un total look color avorio. Più tradizionali, invece, Milly Moratti, Diana Bracco e Roberto Bolle.