Andrea Damante litiga con Signorini durante la pubblicità, poi su Instagram: “Con Giulia superato ogni limite”. Boom di like

ROMA – Non accennano a placarsi le polemiche sulla discussione tra Giulia De Lellis e Alfonso Signorini. Il direttore di Chi avrebbe attaccato l’ex corteggiatrice per alcune presunte frasi omofode pronunciate all’interno della Casa.

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Tra le affermazioni incriminate: “Se in discoteca uno sconosciuto chiede un sorso del mio drink e io non lo conosco e non so se si tratti di un gay o un drogato, non ribevo dallo stesso bicchiere”. Alfonso va su tutte le furie e accusa Giulia di essere ignorante. Lei per tutta risposta gli dice che “non deve permettersi” e che il suo discorso era in generale. La querelle non deve essere andata giù ad Andrea Damante, il fidanzato di Giulia, che durante la pubblicità avrebbe affrontato Signorini. Lo riporta il sito ilGiornale.
Non è tutto. Pochi minuti fa, l’ex tronista ha scritto un lungo post in cui difende la sua Giulia: “Ho molto pensato, alle circostanze che si sono venute a creare ieri sera in trasmissione,ero oltremodo combattuto di esternarli al mondo, combattuto se tenere dentro di me quella rabbia, recondita, furibonda, per aver visto , non solo la ragazza che io amo più profondamente al mondo , non solo la ragazza più dolce e sensibile dell’universo, quanto piuttosto una RAGAZZA DI VENTI ANNI, sbattuta al varco, al centro di un dibattito che ha superato ogni limite di eleganza”.
In pochi minuti il post ha sfiorato i 160mila like. Segnale che i tanti fan della coppia nata a “Uomini e Donne” sono dalla loro parte. E voi che ne pensate?

Pagamenti in contanti: ecco la somma massima che può essere utilizzata

Qual è il limite di denaro che può essere utilizzato in contanti? Ci sono limiti alle somme che possono essere prelevate o versate in banca? A rispondere a queste domande e l’avvocato Daniele Paolanti, che ha messo a punto una guida che fa chiarezza in materia. A seguito dell’entrata in vigore della legge 208/2015 il limite di denaro che può essere utilizzato in contanti per eseguire le transazioni – si legge sul sito di informazione giuridica studiocataldi.it – è stato innalzato a 3.000 euro.

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Non ci sono limiti alle somme che possono essere prelevate o versate da un utente presso un istituto di credito, ma il limite di 3.000 euro si pone per quanto riguarda le operazioni che possono essere compiute verso un soggetto terzo, poiché in tal caso si rivelerebbe necessario usare forme di pagamento come il bonifico o la carta di credito ecc. (strumenti che siano comunque tracciabili). La legge di stabilità del 2016 ha fissato il divieto di trasferimento di denaro contante, di libretti di deposito bancari o postali al portatore oppure di titoli al portatore in euro o in valuta estera, realizzato a qualsiasi titolo tra soggetti diversi, se le predette somme eccedano i 3.000 euro. In virtù della nuova normativa – si legge – risultano dunque ammissibili, anche se dovessero essere superiori a 3.000 euro, tutta una serie di operazioni, tra le quali i prelievi o i versamenti in contanti effettuati presso gli sportelli bancari o postali poiché non sono effettuate verso un soggetto terzo ma nei confronti di un intermediario abilitato (e rimangono comunque nella disponibilità del titolare); i pagamenti rateali, purché risultino da un piano di ammortamento che sia stato previamente accordato tra le parti e che risulti comunque da un documento scritto (o anche nella fattura); l’acconto o la caparra. Anche i prelievi di somme superiori ad euro 3.000 possono essere concessi dall’istituto bancario o postale. Fermo restando che l’addetto potrebbe, al momento dell’operazione, richiedere le motivazioni che abbiano indotto al prelievo. Successivamente – spiega l’avvocato Paolanti – potrebbe essere inoltrata la comunicazione all’Unione Informazione Finanziaria (UIF), organo di natura amministrativa. Se l’ente ha il fondato sospetto che il denaro prelevato possa essere impiegato per finalità di riciclaggio può trasmettere le informazioni alla Procura della Repubblica.