Beata Beatz, dalla Baviera all’Italia: “Mi manda il rapper Gué Pequeno”

NAPOLI – E’ popolarissima in Germania e ora prova a sfondare anche in Italia. E’ la popstar polacca ma tedesca adottiva, Beata Beatz che ha scelto di imparare la lingua italiana proponendosi con il brano “Speed of Light”, assieme al rapper Gué Pequeno: attraverso questo brano, l’artista tedesca ha unito pop a rap, con una forte componente sensuale, come dimostra il suo look. «Ho sempre sognato di esportare la mia musica anche in Italia – afferma la Beatz – conosco il pubblico italiano perchè mi sono spesso esibita in Italia.

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Conobbi Gué Pequeno attraverso il mio manager Milena Lardizzone e abbiamo subito avvertito una forte sintonia interpretando quel brano. La lingua italiana è musicale ed “emozionale” rispetto a quella tedesca. In Italia si canta anche quando si parla, è una lingua meravigliosa. La cantante, già ospite di Barbara D’Urso a “Domenica Live” su Canale 5, dallo scorso mese è in tour attraverso il quale sta lanciando il suo nuovo lavoro discografico dal titolo “#I Am”, ma da tempo sta affiancando anche “I Desideri”, i fratelli di Marcianise Salvatore e Giuliano vincitori del “Wind Summer Festival-Giovani” su Canale 5, con i quali ha inciso il singolo “Stay with me”. Le tappe dei prossimi appuntamenti musicali dal vivo di Beata Beatz sono il 15 al “Rewe Family Festival” di Jengen in Baviera, il 29 al “Just Cavalli” di Porto Cervo, il 30 alla spiaggia “Isla Bonita” di Salerno, il 31 a Recale con “I Desideri”.

Gb, rivelate le registrazioni in cui Lady D parla del suo matrimonio: «Lo sentii giurare amore eterno a Camilla»

Per vent’anni quelle registrazioni sono rimaste segrete. Solo adesso le cassette con la verità di Lady D sul suo matrimonio con il principe Charles fanno capolino ed esplodono come una bomba su Buckingham Palace.

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Era il 1991 quando Diana, devastata dalla frustrazione, iniziò a registrare alcune cassette in cui raccontava il suo punto di vista sulla crisi matrimoniale con il marito e della relazione con Camilla Parker Bowles. Allora in pochi sapevano, ma lei iniziò quel racconto decidendo di consegnarlo nella mani di Andrew Morton, autore del libro “Diana: la sua vera storia”. A un’unica condizione: che la sua collaborazione non venisse rivelata. Adesso, a vent’anni dalla sua morte, il libro sta per essere ripubblicato con le trascrizioni in cui, come sottolinea il Daily Mail, la principessa del Galles racconta la sua battaglia con la bulimia, il primo incontro con Charles, i tentativi di suicidio, lo sgomento nello scoprire che in quel matrimonio non erano in due, ma in tre. «Sentii che diceva a Camilla: “Ti amerò per sempre, qualunque cosa accada».
L’incontro con Carlo. Il racconto ha inizio dal giorno in cui conobbe il 29enne Charles nella sua casa di Althorp a Northamptonshire, nel novembre 1977, quando aveva appena 16 anni. In quel momento il principe frequentava sua sorella Sarah, 22. «Il primo impatto è stato: “Dio, che uomo triste.” Era venuto con il suo labrador». Poi il racconto si snoda passando per il trentesimo compleanno a Buckingham Palace del principe «Fino a quel momento lo avevo visto per circa due anni insieme a Sarah. Quando ha compiuto 30 anni mi è stato chiesto di andare. “Perché Diana deve venire?” chiese mia sorella. Io risposi che non lo sapevo, ma mi sarebbe piaciuto». Poi l’incontro a casa di amici di famiglia del principe Filippo, le prime chiacchierate, i suoi giorni a Balmoral (dove in quel periodo soggiornava anche Charles) e il ricordo: «Mr e Mrs Parker Bowles erano presenti a ogni mia visita».
La casa a Londra. Quando Diana compì 18 anni, i genitori le acquistarono un appartamento di tre camere da letto nel sud di Kensington che condivideva con tre ragazze, Virginia Pitman, Carolyn Bartholomew e Ann Bolton. Sulla porta della sua camera da letto erano scritte le parole “Chief Chick” (capo pollastrella). «Era bello vivere in un appartamento con le ragazze. Mi è piaciuto molto, era fantastico. Ho riso tanto». Poi il suo ricordo del lavoro come maestra in una scuola materna e come tata. «I miei datori di lavoro erano spesso severi».
La casa fuori città. «Charles mi ha detto che voleva una casa in Cornovaglia, ma è solo a 11 miglia da quella di Camilla. Ha scelto la casa e io sono andata solo dopo che l’aveva acquistata. Aveva dipinto tutte le pareti bianche. Voleva che andassi, anche se non eravamo fidanzati. Io pensavo che fosse sconveniente».
La proposta di matrimonio. Il 3 febbraio 1981 il principe Carlo, allora 32enne, si propose a Diana, all’epoca 19enne, nel Castello di Windsor. Il loro fidanzamento fu annunciato tre settimane più tardi, il 24 febbraio. Lo stesso giorno, in un’intervista alla BBC, Charles, quando gli venne chiesto se fossero innamorati, rispose: «Qualsiasi cosa significhi amore». Diana ricorda: «Mi disse: “Mi sposerai?”. Ho riso e ricordo di aver pensato che era uno scherzo. Poi dissi: “Sì, va bene”. Poco dopo con aria seria e grave mi disse: “Ti rendi conto che un giorno sarai la regina?”. Una voce dentro di me mi disse: “Non sarai regina, ma avrai un ruolo duro”. Risposi: “Io ti amo, ti amo tanto”. E lui disse: “Qualsiasi cosa significhi amore”. Pensavo che mi amasse, che lo avesse detto. Era grandioso. Poi corse da sua madre e la chiamò al telefono per dirglielo. Nella mia immaturità, che era enorme, pensavo che lui fosse molto innamorato di me.
L’annuncio alla famiglia e il rapporto con la stampa. Tornata a casa dalle sue coinquiline Diana raccontò della proposta di matrimonio. «Solo da quel momento mi fu concesso di chiamarlo Charles. Fino al fidanzamento dovevo chiamarlo Sir. Tornai a casa e raccontai tutto alle ragazze. Abbiamo gridato di felicità e siamo uscite tenedoci strette il nostro segreto. L’indomani chiamai la mia famiglia: papà e mamma erano entusiasti. Dopo sono partita per l’Australia per tre settimane con mia madre. È stato un disastro: lui non mi ha mai chiamata e ogni volta che provavo a contattarlo io, era sempre fuori. Mi dicevo: “È molto occupato”. Tornata dall’Australia bussano alla porta e mi viene consegnato un mazzo di fiori. Sapevo che non venivano da Charles, non c’era un bigliettino. Era qualcuno molto diligente dal suo ufficio». Da lì a poco cominciò il suo rapporto tormentato con la stampa: «Seguivano ogni mia mossa, era insopportabile. Capivo che era il loro lavoro, ma vivevo con gli obiettivi addosso tutto il tempo. Affittarono pure un appartamento di fronte al mio, davanti alla mia camera da letto. Non era giusto per le ragazze. Una volta mi sono dovuta calare con un lenzuolo dalla finestra della cucina per uscire con Charles. Tuttavia sono stata sempre educata, costantemente civile. Non ero mai scortese. Non ho mai gridato. Ma dentro le quattro mura piangevo perché non ho mai avuto il supporto da parte di Charles e dall’ufficio stampa del Palazzo. Charles ogni volta che mi chiamava diceva: “Povera Camilla Parker Bowles. L’ho chiamata al telefono stanotte e dice che c’è molta stampa a Bolehyde”. Gli chiesi quanti fossero e mi rispose almeno quattro. Mio Dio, lì fuori ce n’erano 34! Ma non gli dissi nulla. Non mi sono mai lamentata perché credevo che non fossi nella posizione di farlo. Grazie a Dio il fidanzamento fu ufficializzato e io andai a Clarence House. Nessuno mi accolse. Era come stare in un hotel. Ricordo che venivo svegliata di mattina da una signora anziana molto dolce. Ricordo l’ultima volta che lasciai il mio appartamento. Un poliziotto mi disse: «Voglio solo che tu sappia che questa è la tua ultima notte di libertà nel resto della tua vita, perciò usala al massimo. Era come se una spada mi si fosse conficcata nel cuore».
Il pranzo con Camilla. «L’ho conosciuta molto presto. Ero una ragazza molto giovane, ma ero una minaccia. Quando sono arrivata a Clarence House, c’era una lettera sul mio letto da parte di Camilla, datata due giorni prima, in cui scriveva: «Ho letto le eccitanti notizie sul fidanzamento. Facciamo un pranzo quando il principe del Galles va in Australia e in Nuova Zelanda. Sta fuori tre settimane. Mi piacerebbe vedere l’anello. Tanto amore, Camilla». Ho pensato “Wow!” e ho organizzato il pranzo durante il quale mi chiese se andavo a caccia a cavallo. “Tu non andrai a caccia quando andrai a vivere a Highgrove, vero?”. Dissi: “No”. Rispose: “Volevo solo sapere”. Pensavo solo fosse interessata. Ero ancora troppo immatura per capire tutti i messaggi che arrivavano».
La relazione con Camilla e l’isolamento a Buckingham Palace. Dopo pochi giorni, Diana si trasferì da Clarence House a Buckingham Palace. «Non c’era energia e mi sentivo sola. Non riuscivo a credere quanto tutto fosse freddo». Da lì a poco la scoperta della relazione di Charles con Camilla.
«Le bugie e l’inganno! La prima cosa che mi ha colpito è che il mio futuro marito mandava fiori a Camilla Parker Bowles quando stava male: “A Gladys da Fred” si leggeva sul bigliettino. Non affrontai il problema, gli chiesi solo di essere onesto con me. Ero l’unica a progettare il matrimonio, perché lui era in tour in Australia e in Nuova Zelanda. Un giorno ero nel suo studio a parlare con lui, quando il telefono squillò. Era Camilla. Sono uscita dalla stanza e li ho lasciati a parlare.
Una volta lo sentii parlare al telefono nel suo bagno. Diceva: “Qualunque cosa succeda, ti amerò sempre”. Gli ho detto dopo che avevo ascoltato e abbiamo litigato. Qualcuno dal suo ufficio mi disse che aveva fatto un braccialetto per lei: una catena d’oro con un disco smaltato in blu con le iniziali “G e F” intrecciate. Entrai un giorno nell’ufficio e chiesi al personale cosa fosse quel pacco. Mi fu sconsigliato di aprirlo, ma io lo feci lo stesso. Mi dissero che lo avrebbe dato a lei quella stessa notte. Rabbia, rabbia, rabbia! Perché non può essere onesto con me? Aveva trovato la vergine, l’agnello sacrificale, e in qualche modo era ossessionato da me. Il suo umore era altalenante. Era lunedì, il mercoledì ci saremmo sposati. Lui era andato da lei. Pranzai con le mie sorelle che erano lì e dissi loro che non potevo sposarlo, che non potevo farlo. Loro mi risposero: “Duch (il suo soprannome d’infanzia), il tuo viso è stampato sulle tovagliette da tè, è troppo tardi per tirarti fuori”».
La bulimia. «La bulimia è iniziata la settimana dopo che ci siamo fidanzati. Una volta mio marito mise la mano sul mio girovita e mi disse: Oh, un po’ di ciccia qui, no?”. E questo mi ha scatenato qualcosa dentro. In più c’era la cosa di Camilla. Ero disperata. La prima volta che mi è stata misurata per il mio abito da sposa, la vita misurava 74 centimetri. Il giorno in cui mi sono sposata era 58. Mi sono ridotta a niente da febbraio a luglio».
Il primo evento pubblico e i commenti di Charles. Nel marzo del 1981 Diana ha accompagnato il Principe Carlo per il loro primo impegno pubblico insieme alla Goldsmith’s Hall. Quella sera indossava un abito da sera in taffetà nero senza spalline disegnato da Elizabeth e David Emanuel, che poi avrebbero confezionato il suo abito da sposa. «Ricordo bene il mio primo impegno. Ero così eccitata. Avevo il mio abito di Emanuel e pensavo fosse perfetto per la mia età. Ricordo di essere entrata nello studio di marito che, appena mi vide, disse: “Non verrai con quel vestito, vero?”. Io risposi di sì. E lui continuò: “È nero! Solo le persone in lutto indossano il nero!». E io dissi: «Sì, ma non sono ancora parte della tua famiglia”. Il nero, a 19 anni, per me, era il colore più cool che ci fosse. Avevo un vero abito per adulti. Quella notte ho imparato una lezione. Ricordo di aver incontrato la principessa Grace, era meravigliosa, ma aveva l’aria travagliata. Quella sera notò com’ero spaventata e mi portò via dalle altre signore per parlare un po’ con me. Le raccontai del mio isolamento, delle paure per il futuro. Lei rispose scherzando: “Non preoccuparti, potrà solo peggiorare”. Fu una serata orrenda. Non sapevo in quale mano tenere la borsa, se dovevo uscire prima io dalla porta. Ero terrorizzata. Mi mancavano le mie ragazze, volevo tornare lì, sedermi e ridere, scambiarci i vestiti e parlare di cose stupide. Volevo semplicemente tornare nel porto sicuro».

Valeria Golino confessa: “Mi sono lasciata con Riccardo Scamarcio, ma è stata durissima”

La vedremo presto in due film: Emma di Silvio Soldini e Il ragazzo invisibile 2 di Gabriele Salvatores. Valeria Golino in un’intervista a Grazia – il settimanale diretto da Silvia Grilli in edicola questa settimana – si racconta, confidando il lato più intimo di sé. «Cerco di guardare le cose con positività», racconta. «Ma l’ultimo anno e mezzo non è stato affatto facile».

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Quando Valeria parla di questo periodo burrascoso si riferisce alla fine della relazione ultradecennale con Riccardo Scamarcio. «Il lavoro mi ha dato tante soddisfazioni, è innegabile. Ma sul piano sentimentale è stata dura: mi sono separata da Riccardo e ora sto imparando a stare da sola. Non è semplice, per una che ha vissuto e sognato in coppia per tanto tempo».
Per il bene che ancora li unisce, l’attrice dichiara: «Ma siamo proprio sicuri che sia finita? La nostra storia non si chiuderà mai, perché si sta evolvendo in qualcosa di diverso, è ripartita su basi nuove. Riccardo e io siamo la famiglia l’uno dell’altra». Al cinema Valeria si prepara a recitare in coppia con Alba Rohrwacher. «Sì, interpreterò il film Figlia miache verrà diretto dalla regista Laura Bispuri e girato in Sardegna. Sono molto contenta di lavorare con Alba». E ammette di non avere nulla in comune con lei, ma il bello è proprio questo: «Vedo Alba come una stupenda farfalla e la ammiro sia come attrice sia come essere umano. Mi colpisce il modo in cui mi ascolta. E quando mi guarda mi fa sentire bella».

Flavio Briatore a Libero: “Largo ai ricchi, i poveri non creano lavoro”

“Largo ai ricchi, i poveri non creano lavoro”. Flavio Briatore a colloquio con Libero parte dalla flat tax varata dal governo Gentiloni (“Ma in Italia non ci torno lo stesso”) e arriva a Matteo Renzi, contro il quale, spiega, “c’è un accanimento”.

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La tassa da 100mila euro l’anno dovrebbe attirare ricchi in Italia: “Una cosa giusta. Porta soldi, gente che spende. Gente che non sarebbe mai venuta qua. Iraniani, pachistani, indiani. Bene! Di poveri in Italia ce ne sono già parecchi e non creano ricchezza”. Ma così non diventeremo un paradiso fiscale? “Tutte stronzate”.

Cristian commuove l’Italia a “C’è posta per te”, per lui ora due belle sorprese

La storia di Cristian Badalementi, raccontata in una puntata di “C’è posta per te” commuove l’Italia e scuote il web. Cristian arriva in trasmissione con Lucy, una ragazza di 18 anni come lui, che, al momento della registrazione, aspettava un bimbo (che intanto è nato e oggi ha 4 mesi).

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Da Napoli parte la solidarietà concreta. «La Forza delle Donne», associazione presieduta da Elisa Russo, entra in contatto con Cristian, gli trova un lavoro nella sua Sicilia e gli regala un’auto. «La forza delle Donne non nasce solo per seguire i casi di violenza sulle donne con un’equipe di avvocati, psicologi, ginecologi e con lezioni di Mga – racconta Elisa Russo – Tutti i casi in cui c’è bisogno di un sostegno concreto noi ci siamo. Sono mamma di tre ragazzi e non potevo girarmi dall’altra parte. Ho pensato a cosa potesse servire nell’immediato a un ragazzo di 18 anni, appena diventato papà di Ivan. Un lavoro e un’auto è ciò che ho potuto fare subito e l’idea non è tutta mia. Accanto a me in questa decisione, i miei figli Ciro, Alessandro e Roberto e un amico, Ciro Barone». «Mia madre è una donna che non puoi arginare – spiega Ciro Veneruso, il più grande dei tre – Devi solo seguirla e risolvere le questioni su cui lavora. Ogni giorno ci ricorda che esiste una metà del cielo molto meno fortunata di noi e che non possiamo assolutamente ignorarlo». Cristian Badalementi sarà a Napoli venerdì mattina alle 11.30, nel salone Auto Uno di via Antiniana, 34 per ritirare la sua nuova auto.

Sanremo 2017, Michele Bravi: gesto commovente a fine esibizione

Ha soltanto 22 anni, ma di traguardi ne ha già superati tanti tra dischi d’oro, collaborazioni con i più importanti cantanti del nostro panorama musicale e un canale Youtube in fortissima ascesa.

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Per Sanremo 2017 Michele Bravi ha tutta l’intenzione di annientare quel briciolo di autodifesa rimasta ai fan per sopportare il suo talento, la sua grande sensibilità, la sua voglia di credere fino in fondo nei progetti che firma e ‘Il diario degli errori’ ha la forza giusta per riuscire nell’intento: quella credibilità di chi – come il vincitore di X Factor – ha toccato il cielo con un dito, si è scottato le ali perché troppo vicino al sole, è crollato e poi si è rialzato.
In attesa del suo ultimissimo lavoro, ‘Anime di carta’, in uscita il prossimo 24 febbraio, sull’Ariston il giovane interprete umbro ha tolto qualsiasi maschera e lasciato trapelare la profondissima emozione mista a tensione che sentiva dentro e che si è sciolta alla fine dell’esibizione in un abbraccio liberatorio dietro le quinte con Helio Di Nardo, il suo produttore.
Terminato di cantare il brano in gara a Sanremo 2017 Michele Bravi è corso nel backstage a stringere forte colui che in questo periodo di duro lavoro, aspettative altissime e ansia da prestazione c’è sempre stato: le telecamere hanno ripreso l’abbraccio tra il manager di Show-Reel e il cantante e in men che non si dica le immagini sono diventate virali sui social.
“La scena più bella – scrive uno spettatore – è l’abbraccio tra Michele e Helio”, “Canzone bellissima – ha aggiunto un altro fan – tu super e quell’abbraccio con Helio ha dato qualcosa in più”.
Al termine della performance sul palco di Sanremo 2017 Michele Bravi ha realizzato un piccolo video diffuso sui suoi canali social in cui – evidentemente commosso e con gli occhi lucidi – ringraziava quanti lo avessero seguito e supportato.

Gina Lollobrigida esce dall’ospedale e va dalla D’Urso per parlare del falso matrimonio. Con lei il giovane Andrea

“Javier Rigau ce l’ha tanto con Andrea perché è Andrea che ha trovato le prove per farlo condannare”. Reduce da una polmonite che l’ha portata per tre volte in ospedale, Gina Lollobrigida torna a Domenica Live e stavolta porta con sé il suo giovane assistente, Andrea Piazzolla.

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Obiettivo, ancora una volta, contestare la storia di Rigau. L’uomo, circa trent’anni più giovane della Lollobrigida, sostiene di aver sposato la diva per procura il 29 novembre 2010. L’attrice ha però più volte definito quel matrimonio una “truffa in piena regola”. La procura di Roma ha chiesto una condanna a 8 mesi di reclusione per il catalano, sotto processo per il presunto falso matrimonio perché, secondo l’accusa, la procura sarebbe stata siglata in maniera fraudolenta. Rigau ha più volte sostenuto che l’assistente della Lollobrigida la starebbe manipolando.
“Se qualcuno crede che io possa aver fatto delle cose illegali, perché non c’è una denuncia? Perché non c’è qualcosa di concreto contro di me?”, domanda Piazzolla, contestando le dichiarazioni di Rigau.
“Io voglio vederlo in galera – dice la Lollobrigida, riferendosi al catalano – è un mascalzone, ha truffato tante persone, soprattutto in Spagna, è giusto che vada in galera”.
L’attrice difende Piazzolla da ogni attacco.
“Andrea è stato bravissimo perché tutte le prove delle truffe che ha fatto Rigau le ha trovate lui. È ovvio che lui ce l’abbia con Andrea”.
Piazzolla riferisce che alcune persone avrebbero chiamato entrambi affermando di essere state contattate per deporre contro di lui, sostenendo proprio che manipolerebbe Gina, arrivando perfino a drogarla.
A confermare l’isolamento di Gina, sostenuto da Rigau, sarebbero alcune passate dichiarazioni del nipote, che l’attrice ha sfrattato ma con cui, dopo il ricovero della diva, il rapporto sarebbe tornato alla normalità.
“Non stava molto bene, aveva la febbre, sarebbe dovuto venire qui – dice la Lollobrigida – è venuto in ospedale a trovarmi, era preoccupato. Siamo stati sempre molto vicini. Solo che ogni volta che doveva venire chiedeva il permesso ai suoi. Un’educazione strana un po’ strana. È un bravo ragazzo, io spero che, malgrado la crisi, abbia la fortuna di fare quello che vuole. Sa che gli voglio bene”.
In trasmissione vengono lette pure alcune dichiarazioni passate del figlio, secondo cui l’attrice avrebbe fatto spese strane e, contemporaneamente, avrebbe pressoché chiuso i rapporto con la famiglia. Proprio per questo, il figlio aveva chiesto al Tribunale che fosse affiancata da un amministratore di sostegno.
“Anche tuo figlio continua a dire che c’è qualcuno, che sarebbe Andrea, a manipolarti”, sottolinea Barbara D’Urso.
“È la mia vita – dice la Lollobrigida – io vivo come voglio vivere”. E ancora: “Andrea è un ragazzo intelligente, questa è la cosa principale. C’è un rapporto di lavoro perché è una persona capace, io ho bisogno di una persona capace e che mi voglia bene. Prima dicevano che era mio figlio, poi che è il mio fidanzato lasciamo chiacchierare questi chiacchieroni. Non posso metterli al loro livello”.

Elisa Isoardi: “Pronta alle nozze con Matteo Salvini”

Si dice pronta alle nozze Elisa Isoardi, compagna di Salvini che parla per la prima volta della sua relazione con il leader della Lega. Dopo i “tre giorni fantastici, molto intensi” trascorsi con una coppia di amici a Mosca, in un’intervista rilasciata al settimanale ‘Oggi’, la conduttrice televisiva si racconta.

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“Amo le tradizioni, ma non sono un’integralista. Le nozze arriveranno quando sarà il momento giusto – premette Isoardi – mi sposerei se dovessimo aspettare un figlio. Ecco, il momento giusto potrebbe essere l’attesa di un erede”. “Ho 34 anni e la voglia di un figlio è quanto di più naturale esista – prosegue la conduttrice – Io ho sempre dato la priorità al mio lavoro, alla mia carriera. Ma quando trovi la persona giusta la tua vita si colora di altre emozioni e di altre aspettative. E la costruzione di una famiglia è di solito il progetto per eccellenza delle coppie innamorate”.
Poi confessa di aver già scelto il luogo “la mia Colletto di Castelmagno, tra le ridenti valli piemontesi”, l’abito color avorio e il menu nuziale “semplice e coi sapori del posto, bagna caùda compresa”. Tutto pronto per “quando Matteo me lo chiederà”.

Myriam Catania aspetta un figlio da Quentin

Le curve materne già si vedono anche se nascoste sotto un maglione di lana. Myriam Catania, ex moglie di Luca Argentero, è in dolce attesa e a renderla madre in primavera sarà il nuovo compagno Quentin, con cui ha una travolgente storia d’amore dallo scorso luglio.

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Il bambino tanto cercato e voluto con Argentero in 12 anni di amore, alla fine non è mai arrivato “Non bisogna pensarci. Se lo pianifichi non succede. Se per lavoro ti incontri poco, idem. E noi ne siamo la prova: quando lo avevamo deciso non è venuto”, aveva dichiarato la Catania parlando dell’ex marito sulle pagine di Diva e Donna.
Ed ora è proprio il settimanale a mostrare le prime immagini dell’attrice in dolce attesa a passeggio per il centro di Roma con Quentin, con cui l’estate scorsa si è concessa una vacanza di passione al mare. I due camminano sfiorandosi mentre lei si appoggia una mano sul ventre. Poi la passione li coglie in mezzo alla strada e ci scappa un lungo bacio.

Maria de Filippi: “Lavoro grazie a mio marito, sono raccomandata”

“Per fare la conduttrice occorrono fortuna e, detto francamente, anche raccomandazioni. Senza mio marito non sarei riuscita a fare il lavoro che faccio. Questa è una professione che ti consente di guadagnare molto e di lavorare non troppo”.

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La confessione di Maria de Filippi nella puntata di ieri sera di “Tu si que vales” ha ottenuto solo consensi dal pubblico che ha gradito l’umiltà e la sincerità della presentratrice.
A difenderla c’è Mara Venier che conferma la tesi della De Filippi ma aggiunge: “Senza tuo marito forse non ci saresti riuscita, ma quello che è venuto dopo è merito tuo. È necessario avere talento e tu ce l’hai. Senza, non saresti arrivata da nessuna parte”.