Costretta a 11 anni a sposare il suo stupratore dopo essere rimasta incinta, il racconto choc

Costretta a 11 anni a sposare l’uomo che l’aveva stuprata perché era rimasta incinta. Sherry Johnson è della Florida, uno stato in cui non esiste una regolamentazione sull’età minima per potersi sposare, per cui all’età di 11 anni le è stato imposto di sposare il suo stupratore di 20 anni.

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Secondo quanto riporta Metro, la donna ha raccontato la sua esperienza dopo anni ammettendo che molte bambine come lei furono costrette a sposare uomini più grandi di loro in giovane età e che quasi tutte avevano subito stupri. La ragazza ha anche aggiunto di aver subito molestie da alcuni sacerdoti e gente di chiesa, complici in quei matrimoni. La denuncia viene a galla dopo diverso tempo e con lo scopo di porre dei limiti minimi di età in tutti gli Stati Uniti per il matrimonio. La ragazza fu costretta a sposarsi per porre fine alle continue indagini dovute ai continui stupri: «Fu terribile», ha raccontato, «Ero così piccola, fui costretta ad abbandonare la scuola e venni di fatto affidata a un uomo che per tutto il tempo non faceva che abbandonarmi per fare altro».

Profanata a Parigi la tomba dellʼattrice Romy Schneider: fu la principessa Sissi

La tomba dell’attrice Romy Schneider, nota per avere interpretato la principessa Sissi, è stata profanata alla periferia sud di Parigi. La lapide è stata sollevata e spostata, ma non si pensa che la tomba sia stata saccheggiata. Romy Schneider, nata a Vienna e naturalizzata francese dopo avere svolto gran parte della sua carriera in Francia, fu trovata morta nella sua casa di Parigi nel 1982, a 43 anni.

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Fonti vicine alle indagini, citate dai media locali, riferiscono che i fatti risalgono probabilmente al fine settimana, quando è stato scoperto che la lapide non era sigillata e che era stata spostata dalla sua posizione iniziale. Dalle prime verifiche, tuttavia, è emerso che all’interno non mancava niente.
L’attrice diventò famosa molto giovane, grazie alla sua interpretazione di Sissi. Recitò poi in film come ‘Il processo’ di Orson Welles, ‘Il cardinale’ di Otto Preminger, ‘L’importante è amare’ di Andrzej Zulawski e ‘La piscina’ di Jacques Deray, dove fu al fianco di Alain Delon, con il quale ebbe una relazione sentimentale. Romy Schneider si sposò due volte: prima con il regista tedesco Harry Meyen, insieme al quale ebbe un figlio, David, morto in un incidente a luglio del 1981 quando aveva 14 anni; poi nel 1974 divorziò da Meyen e si sposò con Daniel Biasini, insieme al quale ebbe una figlia, Sarah.

“Corona è stato incastrato, voleva cambiare vita”

“Fabrizio voleva risollevarsi completamente e stava risolvendo i suoi problemi per poi ripartire”. Questa la tesi di Silvia Provvedi, la fidanzata di Fabrizio Corona, intervistata da Mattino 5 in occasione del processo dell’ex re dei paparazzi.

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“Poi ci hanno messo una bomba carta sotto casa ma Fabrizio da aggredito è diventato condannato. Spero che i giudici facciano chiarezza”, continua la Provvedi.
Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell’ex agente fotografico, è accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto. Un episodio che ha fatto scattare le indagini che hanno portato di nuovo in carcere l’ex ‘fotografo dei vip’ per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in Austria. Lo scorso 11 aprile, Corona in aula, a proposito dell’attentato subito, aveva detto: «Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie». Il «movente», stando alla sua versione, «era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me».

”Una casa degli orrori”. Maltrattava e umiliava fratello disabile, arrestata

“Una casa degli orrori, in cui l’unico linguaggio conosciuto è quello della violenza fisica, psicologica ed economica”. Sintetizza così, la dirigente del commissariato di Polizia di San Severo, Cristina Finizio, l’ambiente in cui da tempo era costretto a vivere un uomo di 50 anni, diversamente abile, vittima di continui maltrattamenti ad opera della sorella minore, con la quale divide da tempo la casa e la quotidianità.

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E’ quanto scoperto dalla polizia che, a seguito di un esposto anonimo, ha avviato le indagini che hanno portato all’arresto della donna, incensurata di 47 anni, per maltrattamenti in famiglia.Secondo quanto accertato dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore Marco Gambardella, la donna maltrattava continuamente il fratello, schiaffeggiandolo e umiliandolo quotidianamente, con ingiurie e continui gesti di disprezzo, oltre che scimmiottandone le movenze impacciate, calpestandone continuamente la dignità. I due fratelli, è emerso, vivevano grazie al denaro percepito dalla vittima. Risorse che, però, venivano interamente gestite dalla donna, rendendo di fatto il fratello dipendente in tutto e per tutto dalla stessa. Ancora, quasi come una “carceriera”, la donna scandiva i tempi di vita del fratello, costretto a coricarsi alle 19 e a svegliarsi all’alba. Sulla scorta delle indagini, per la donna è stata richiesta la custodia cautelare accolta dal gip del tribunale di Foggia; gli ulteriori sviluppi processuali, però, sostituito tale misura con quella meno afflittiva del divieto di avvicinamento della stessa ai luoghi in cui vive e lavora il fratello.

Aereo russo caduto nel Mar Nero: ancora viva ipotesi terrorismo

Si seguono tutte le piste, inclusa quella dell’attentato terroristico, nelle indagini sull’aereo militare russo precipitato nel Mar Nero con 92 persone a bordo. Tutti morti i passeggeri, tra i quali i componenti del Coro dell’Armata Rossa. Il velivolo, un Tupolev 154 del ministero della Difesa in viaggio verso la Siria dove il coro avrebbe dovuto tenere un concerto nella base russa di Latakia per le truppe dislocate nel paese, si è schiantato all’alba, due minuto dopo il decollo da Sochi.

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«È prematuro fare qualsiasi speculazione al momento» sulle cause del disastro, ha dichiarato in una conferenza stampa il ministro dei Trasporti russo Maxim Sokolov. Tuttavia, ha aggiunto, gli investigatori «stanno valutando tutte le piste, inclusa quella terroristica». In precedenza il capo del commissione Difesa del Senato russo, Viktor Ozerov, aveva escluso «totalmente la tesi dell’attentato». Vladimir Putin ha promesso «un’inchiesta approfondita sulle cause del disastro» e ha proclamato per domani, 26 dicembre, il lutto nazionale. Il presidente siriano Bashar al Assad ha inviato un messaggio di condoglianze al leader del Cremlino esprimendo «profondo dolore e tristezza». Circa 3.000 soccorritori sono al lavoro sul luogo dell’incidente nel Mar Nero con elicotteri, droni e imbarcazioni. I rottami sono sparsi in un’area di 1,5 km lungo la costa, alla profondità di circa 50-100 metri, fino ad ora sono stati recuperati dieci cadaveri.
La lista delle vittime include 8 membri dell’equipaggio, 8 militari, due civili, un membro di un’organizzazione umanitaria internazionale, 9 giornalisti e i 64 membri del Coro dell’Armata Rossa. Fondato nel 1928, è conosciuto in tutto il mondo. Nel 2004 si esibì in Vaticano per i 26 anni del pontificato di Giovanni Paolo II e nel 2013 accompagnò Toto Cutugno al Festival di Sanremo. A bordo c’era anche Yelizaveta Glinka, in Russia nota con il soprannome di Dottor Liza per il suo impegno umanitario nell’est dell’Ucraina e in Siria. La sua fondazione Spravedlivaya Pomoshch (Just Help) ha fatto sapere che si trovava sul volo militare per portare un carico di medicine in un ospedale siriano.

Arrestata Sharbat, la ‘ragazza afghana’ del National Geographic: aveva i documenti falsi

La polizia ha arrestato oggi a Peshawar (Pakistan nord-occidentale) Sharbat Bibi, la famosa rifugiata con gli occhi verdi immortalata in un celebre copertina del National Geographic come ‘La ragazza afghana’ e diventata una delle foto più famose al mondo. Lo riferisce la tv DawnNews.

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Agenti della Agenzia federale di indagini (Fia) si sono recati a casa della donna e le hanno contestato il reato di falsificazione del Documento nazionale di identità computerizzato (Cnic) pachistano. Alla fine di febbraio 2015 i documenti di identità concessi a Sharbat Bibi e a due suoi presunti figli erano stati annullati perché ritenuti falsi.
Nel 1984 il fotografo Steve McCurry scattò la celebre immagine di Sharbat, allora 12enne, in un campo profughi di Peshawar dove era appena arrivata. La ragazza divenne famosa come la «Monna Lisa della guerra afghana». Diciassette anni dopo, nel 2002, il reporter ritornò in Pakistan per cercare la giovane, rimasta anonima. La ritrovò sposata e con tre figli nel campo profughi di Nasir Bagh. Nel nuovo scatto, pubblicato sul National Geographic, comparve con gli stessi occhi verdi magnetici che la resero famosa in tutto il mondo.

Uccide la figlia di 6 anni fracassandole la testa, ecco cosa fa dopo l’orribile gesto

Uccide la figlia di 6 anni fracassandole la testa e obbliga la moglie a essere sua complice per cercare di farla franca. Ben Butler, 36enne inglese, avrebbe inferto delle ferite letali alla figlia Elle mentre era a casa con lei.  L’uomo, disoccupato, badava alla piccola mentre la moglie era a lavoro. Lo scorso ottobre del 2013 però un momento di follia lo ha portato ad uccidere la piccola.

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Ben ha subito chiamato la moglie in ufficio che si è precipitata a casa, ma invece di chiamare i soccorsi la donna è diventata complice del marito e ha tentato di camuffare l’omicidio in un incidente. Secondo quanto riporta il Daily Mail le indagini però hanno portato a galla la verità. L’uomo aveva un ruolo di dominatore nel rapporto con la donna che non aveva avuto il coraggio di opporsi. Telefonate e messaggi evidenziarono che il padre provava una vera e propria forma d’odio verso Ellie, tanto da spingerlo, anche in passato a picchiarla. Oggi l’uomo dovrà subire un processo per l’omicidio della figlia, coinvolta anche la moglie per complicità.

Berlino, maxi blitz della polizia nel più grande bordello della città

Maxi retata della polizia tedesca all’Artemis, una delle più grandi e note case di tolleranza di Berlino. L’operazione, alla quale hanno partecipato circa 900 agenti, si è conclusa con 6 arresti per accuse che vanno dal traffico di esseri umani alla frode fiscale.

982bc53715ac86b3929f184bf5433138La retata della polizia fa seguito a mesi di indagini. I responsabili dell’Artemis sono accusati di avere evaso circa 17,5 milioni di euro in mancati pagamenti previdenziali a partire dal 2006.  Secondo i magistrati, riporta la Bbc, le prostitute e lo staff della casa chiusa erano costretti a dichiararsi lavoratori autonomi per consentire l’evasione dei contributi previdenziali. In Germania la prostituzione è stata legalizzata nel 2002, creando un’industria il cui fatturato annuo è stimato in circa 16 miliardi di euro.

Meredith, dopo la sentenza spunta un mistero irrisolto nel caso: ecco di cosa si tratta

Sono trascorsi quasi 10 anni dall’omicidio di Meredith Kerchel, il tribunale si è pronunciato, i due sospettati Amanda Knox, ex coinquilina della studentessa, e Raffaele sollecito, ex fidanzato di Amanda, sono stati considerati innocenti.

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Colpevole dell’omicidio Rudy Guedé. Così la giustizia si è pronunciata, ma oggi spunta un dettaglio che non è mai emerso fino in fondo e restato in ombra. Mentre la casa era ancora sottoposta a sequestro giudiziario per le indagini sembra che due uomini, entrambi pregiudicati, siano entrati per due volte consecutive, nel febbraio e nel marzo del 2009. Secondo Perugia Today i due sono sotto processo e sembra che abbiano all’interno della casa rubato oggetti e presumibilmente inquinato la scena del crimine. Dalla casa avrebbero preso anche una valigia con dei coltelli, nei giorni successivi trovò anche una lattina di Coca Cola, un mozzicone di sigaretta e un nastro isolante. Fu detto che il loro ingresso non influenzò le indagini e i risultati delle analisi, ma come si fa ad averne la certezza? Come mai quei due uomini sono entrati in quella villetta, sapendola priva di ricchezze e sotto l’occhio degli inquirenti?

Bar Refaeli nei guai: la supermodella accusata di aver evaso 250.000 euro

La notizia in un batter d’occhio ha fatto oggi il giro di tutti i siti israeliani dando così conferma alle voci che già da ieri si erano sparse sul web ma senza mai citare direttamente l’ex fidanzata di Leonardo di Caprio. Un segreto apposto dalle autorità ma aggirato in qualche modo dai media che, pur non facendo il nome, lasciavano intendere chiaramente chi fosse la malcapitata.

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Oggi invece è arrivata la conferma ufficiale. In un paese in cui non si scherza con le tasse, la sinuosa star nazionale per ben 12 ore, secondo i media, ha dovuto rispondere, insieme alla madre Tzipi, agli inquirenti del fisco che chiedevano spiegazioni sugli introiti avuti in questi anni. Il sospetto è che lei, e la madre, abbiano evaso somme per circa un milione di shekel (più di 250mila euro) ottenendo sconti su beni di lusso e altri regali, soggetti invece a tassazione, e non dichiarati al fisco. Novella sposa di Adi Ezra, un importante uomo d’affari, le sue nozze superblindate di settembre scorso hanno impazzato per settimane sui media provocando persino uno scontro tra l’aviazione civile, intenzionata a chiudere lo spazio aereo sull’esclusivo resort sul Monte Carmelo luogo del matrimonio, e il ministro dei trasporti che ha minacciato di licenziare seduta stante chi avesse osato chiudere i cieli di Israele. Fatto sta che a vigilare sullo sposalizio di Bar e Adi c’erano cinque droni, un pallone aerostatico e due elicotteri che hanno portato sul posto i nubendi e il rabbino di rito. Diventata famosa nel 2009 con uno strepitoso servizio, con richiamo in copertina, di ‘Sports Illustrated’ dedicata ai costumi da bagno, per Bar Rafaeli la strada si è messa subito in discesa passando poi per il cuore della star hollywoodiana Di Caprio. Negli anni successivi è diventata una delle modelle più famose del mondo: star assoluta in patria e all’estero. Ora a 30 anni, appare invece trovarsi in guai fiscali e giudiziari: i media riportano che si sia difesa affermando di essere un’espatriata e per questo in diritto di pagare meno tasse. Ed è proprio su questo punto che sembrano vertere le indagini. Il tribunale di Tel Aviv ha poi stabilito, secondo i media, che nei prossimi sei mesi la modella potrà lasciare il paese solo con il consenso delle autorità fiscali e dopo aver fornito un deposito di 250mila shekel (quasi 61mila euro). Non solo, ma una terza parte dovrà offrire per suo conto una garanzia addizionale di 500mila shekel (122mila euro).