Ambra e Allegri di nuovo insieme a Milano, ma scoppiano i primi malumori

Dopo i primi scatti che li ritraevano insieme al mare Ambra Angiolini e Massimiliano Allegri sono stati immortalati di nuovo l’uno vicino all’altra. Quella che è ormai la coppia dell’estate è stata paparazzata dai fotografi del settimanale “Mio” in un ristorante milanese.

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Secondo il settimanale però sembrano esserci già i primi malumori. “Mio” parla di una cena non proprio allegra, pare che l’allenatore fosse piuttosto imbronciato e di seguito Ambra avesse invece un sorriso ironico. La coppia dopo la cena è andava via insieme in auto verso l’hotel dove avrebbe alloggiato l’attrice.
Dopo gli scatti all’Argentario questo è la loro prima uscita pubblica, anche se nessuno dei due ha ancora detto nulla in merito al nuovo amore che sarebbe nato.

Messi e Antonella, le nozze dell’anno: così Lionel ha mantenuto la promessa di quando aveva 10 anni

Una bella giornata di sole in mezzo al freddo inverno argentino ha accompagnato il matrimonio a Rosario tra Lio Messi e Antonella Roccuzzo, che hanno così coronato una lunga love story. Il miglior giocatore del mondo e la sua fidanzata di una vita si sono sposati in una sala di un hotel della città dove entrambi sono nati e cresciuti.

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Dopo un breve rito civile celebrato tra gli altri davanti ai figli Thiago (4 anni) e Mateo (1), Lio e Antonella sono usciti per qualche attimo dall’albergo per salutare la stampa e farsi fotografare mentre si baciavano appassionatamente. Antonella aveva un vestito bianco con una lunga coda e le spalle scoperte, Lio indossava un abito scuro. Prima della cerimonia lungo il tappeto rosso all’ingresso dell’hotel c’è stata una parata di calciatori ed ex giocatori del Barcellona, tra i quali Cesc Fabregas, Carles Pujol e Xavi Hernandez, tutti accompagnati dalle rispettive compagne. Oltre all’uruguaiano Luis Suarez, uno dei grandi amici di Lio, non sono d’altra parte mancati il Pocho Lavezzi, il Kun Aguero, Javier Mascherano e altri giocatori della nazionale argentina.
Dopo la cerimonia – costata due milioni e mezzo di euro – e il saluto è scattata la festa alla quale sono stati invitati 260 persone, molti dei quali amici e familiari della coppia. Quella di Lio e Anto è stato un matrimonio internazionale e intimo, hanno sottolineato i media argentini, che fin dal primo pomeriggio di ieri hanno seguito i preparativi in vista delle nozze e gli arrivi a Rosario di alcuni dei vip invitati, puntando in particolare sul look delle compagne o consorti dei giocatori catalani. L’ultimo a sbarcare all’aeroporto della città è stato Neymar, giunto insieme a Dani Alves a bordo del suo aereo privato. Provenienti dalle Bahamas, poco prima erano arrivati Shakira e Gerard Piquè, tra i più ambiti dai cronisti oltre che dai tanti curiosi che si sono avvicinati all’albergo tra strette misure di sicurezza allestite sia dalle autorità locali sia da una società specializzata.

Rigopiano, Francesca rompe il silenzio: “Quella notte ho lasciato una parte di me”

«Una parte di me è morta per sempre quel giorno». Domani, un mese dopo Rigopiano. Il rombo della valanga assassina che sventra l’hotel da libro dei sogni. Quello in cui i fidanzati andavano a vivere il loro febbrile amore. Stefano Feniello e Francesca Bronzi, lui salernitano, lei pescarese, si tenevano per mano nella sala del camino. Il soffio del destino cattivo, Francesca viva, Stefano lapidato da ghiaccio e macerie. La presenza d’amore che diventa lamento, poi rantolo, infine silenzio vicino a lei.

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«Se lui è morto, non mi sento fortunata ad essere stata salvata – singhiozza oggi Francesca, l’unica dei sopravvissuti a non aver mai rilasciato vere interviste -. Sto ancora troppo male per Stefano. Tenevo troppo a lui e al nostro rapporto. Proprio per rispetto suo, non mi sento di parlare a lungo di quanto accaduto. Quando sarò pronta, lo farò, ma ora no. Non è il momento».

LA TRAGEDIA
Ventinove morti, 11 salvati. Tutti in qualche modo fantasmi. Due piccini rimasti orfani forse potranno curare le loro ferite. Francesca no. Perché quella a Rigopiano doveva essere una vacanza indimenticabile. Perché era stata lei stessa a volerla e a organizzarla per festeggiare il compleanno, 28 anni, di Stefano. «Perché è come se io stessa l’abbia portato a morire» ammutolisce tra le lacrime lei.
«Da una parte – racconta il papà Gaetano – siamo felicissimi per averla potuta riabbracciare, di averla qui vicino a noi. Dall’altra io e mia moglie siamo quasi caduti in depressione nel vederla stare male. Il pensiero di Francesca è sempre rivolto a Stefano. Sta provando a reagire, ma è quasi sempre a casa. Se esce lo fa solo con me e la mamma o con qualche amica. Si sente spesso con i due fidanzatini di Giulianova, Giorgia Galassi e Vincenzo Forti, che erano con lei sotto le macerie dell’albergo. Solo loro, in questo momento, forse possono capire un po’ di quello che sta provando. Con gli altri però non si sente di parlare, non vuole ricordare niente. Troppo dolore. Stanno cercando di aiutarla degli psicologi. Sta facendo un percorso terapeutico».
Rigopiano, un mese dopo. Per placare lo strazio del ricordo Francesca è andata da Giorgia e Vincenzo, loro sì veramente fortunati. «Ci sentiamo spesso – dice Giorgia – e proprio ieri è venuta a trovarmi a Giulianova. Abbiamo passeggiato per il lungomare, abbiamo stabilito un rapporto dapprima nato dal grande dolore, ed ora dalla volontà di ripartire insieme verso il traguardo di una vita normale. La nostra è diventata una grande amicizia. Ci sosteniamo moralmente. Lei è intelligente, prima o poi riuscirà a superare questo momento tremendo. Quanto a me e Vincenzo, anche se siamo salvi entrambi, nessuno può sapere quanto questa vicenda ci abbia segnato nel cuore e nell’animo».
L’ATTESA FATALE
Al momento della valanga Francesca e Stefano stavano aspettando insieme a tutti gli altri ospiti dell’albergo di poter tornare a casa. Avevano lasciato le stanze e aspettavano l’arrivo dello spazzaneve nella hall. Loro due a sorseggiare un thè. I bimbi giocavano nella sala biliardo, mentre la gran parte degli altri ospiti era nell’open space. In un attimo tutto è stato buio. L’albergo trascinato e seppellito dalla valanga.
Sulla tomba di ghiaccio indaga il procuratore Cristina Tedeschini. Gli avvisi di garanzia sono nell’aria e incrimineranno la mancata segnalazione del rischio, la pessima gestione dell’emergenza e chi ha permesso di trasformare una vecchia locanda in resort di lusso. Non a caso, l’ultimo atto d’indagine riguarda la variazione del piano regolatore generale di Farindola affinché l’hotel Rigopiano nel 2007, non ancora funzionante (lo sarà nei primi mesi del 2008), potesse realizzare su 5.340 metri quadrati di area agricola il centro benessere e le strutture portanti in legno. Opere che forse non si dovevano fare.