Amanda Knox, ora i dubbi li hanno anche gli americani: docufilm Usa sul delitto di Perugia

Il dubbio fa ancora male: quanto i media, gli errori e l’ossessione popolare per il noir hanno influenzato giudici e investigatori nel caso di Amanda Knox? Impossibile da dimenticare, protagonista involontaria della più grande brutta figura delle giustizia italiana, sempre in bilico tra essere considerata la più furba tra le imputate di omicidio e la perfetta vittima di un esemplare errore giudiziario, Amanda torna nell’ambiente in cui si esprime nel modo più naturale, lo schermo.

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A portare sul monitor di casa la ragazza di Seattle, due volte condannata e due volte assolta per l’omicidio della sua coinquilina Meredith Kercher con cui divideva un appartamento a ridosso del centro storico di Perugia, è Netflix con il documentario originale diretto da Rod Blackhurst e Brian McGinn, presentato in questi giorni al Festival del cinema di Toronto, staffetta di quello veneziano, ma dedicato soprattutto a film tratti da storie vere.
In questo caso, però, il materiale del docufilm non serve a stabilire se Amanda sia o meno colpevole del brutale assassinio, consumato per l’accusa con la complicità del suo ex Raffaele Sollecito, anche lui assolto definitivamente, ma misura quanto i media, la stampa scandalistica e il clamore della spaccatura popolare tra forcaioli e innocentisti possano avere avuto un peso nello svolgimento dei quattro processi a suo carico.

Arrestata e picchiata dalla polizia, ‘Barbie Bandit’ era innocente: “Mi hanno rovinato la vita”

Un terribile errore ha rovinato la vita di Georgia Wawman, splendida 26enne britannica arrestata in Argentina. Il suo volto, simile a quello di una bambola, è apparso su tutti i giornali accompagnato dalla scritta ‘Barbie Bandit’. Per tutti lei apparteneva a una banda di ladri e truffatori che aveva messo a segno numerosi colpi negli ultimi mesi nei quartieri residenziali di Buenos Aires.

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La giovane, mamma di un bimbo di due anni, però non ha mai rubato nulla in vita sua. Un terribile errore ha rovinato la vita di Georgia Wawman, splendida 26enne britannica arrestata in Argentina. Il suo volto, simile a quello di una bambola, è apparso su tutti i giornali accompagnato dalla scritta ‘Barbie Bandit’. Per tutti lei apparteneva a una banda di ladri e truffatori che aveva messo a segno numerosi colpi negli ultimi mesi nei quartieri residenziali di Buenos Aires. La giovane, mamma di un bimbo di due anni, però non ha mai rubato nulla in vita sua.

“Parlo con il pianeta Terra?”: l’astronauta chiama dallo spazio e sbaglia numero

L’astronauta britannico Tim Peake ha sbagliato numero telefonico nel giorno di Natale; fin qui nulla di strano se non fosse che si trovava nello spazio.

Tim-PeakeL’uomo ha chiamato per errore – riferisce la BBC- un’ignota signora dalla Stazione Spaziale Internazionale, esordendo nella conversazione con uno scherzoso «Parlo con il Pianeta Terra?». Poi si è accorto dell’equivoco, la sconosciuta ha riattaccato e Tim Peake, contrito, si è scusato su twitter, spiegando che non voleva fare una burla, ma che aveva digitato un numero sbagliato. Proprio attraverso il messaggio social, il pubblico britannico, che segue in queste settimane con passione la vita quotidiana dell’ex pilota di elicotteri militari, è venuto a sapere della vicenda. Peake è arrivato alla Stazione Spaziale il 15 dicembre e vi trascorrerà sei mesi.