Corona: “Sciopero della fame, sono pronto a morire”, scrive a “Verissimo” e conferma tutto

Nessun dietrofront. Continua il tormentone sullo sciopero della fame prima annunciato e poi rientrato da parte di Fabrizio Corona, l’ex ‘re dei paparazzi’. Oggi – rende noto in un comunicato Mediaset – Corona ha scritto alla trasmissione ‘Verissimo’ affermando che invece ha deciso di portare avanti la sua protesta.

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«Sono pronto a tutto. Sono disposto a sacrificare la mia vita. Sciopererò fino a quando non mi verrà fissata un’udienza nella quale verranno riconosciuti i miei diritti e la libertà che mi spetta. Voglio tornare a fare il padre», scrive fra l’altro alla conduttrice Silvia Toffanin dal carcere, dove dovrà restare ancora per un anno, dopo che il 13 settembre il magistrato di sorveglianza di Milano ha respinto la sua richiesta d’affidamento in prova in una comunità. La trasmissione andrà in onda sabato.
La fidanzata Silvia Provvedi, in collegamento telefonico con Silvia Toffanin ha ribadito: «Fabrizio ha iniziato lo sciopero della fame. Non tocca cibo e io sono molto preoccupata. Psicologicamente Fabrizio è il solito combattivo, ma è molto scosso».

Corona condannato a un anno, esulta in aula: “Giustizia è fatta!”. La frode da 2,6 milioni di euro

Fabrizio Corona è stato condannato a un anno dal Tribunale di Milano nel processo con al centro circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in cassette di sicurezza in Austria. L’ex agente fotografico era stato nuovamente arrestato lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali per scontare condanne già definitive. Il collegio, presieduto da Guido Salvini, ha anche condannato a tre mesi a collaboratrice di Corona, Francesca Persi.

corona1217-2CORONA ESULTA Ha esultato in aula battendo i pugni sul tavolo e dicendo ‘sì, giustizia è fatta’, Fabrizio Corona alla lettura della sentenza con cui è stato condannato a un anno a Milano. Sono cadute infatti due imputazioni, l’intestazione fittizia dei beni in relazione ai soldi in contanti, e la violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. L’ex agente fotografico è stato condannato solo per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
RESTA IN CARCERE Con la sentenza di condanna a un anno per Fabrizio Corona per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, è stata però revocata la misura cautelare che aveva portato in carcere l’ex agente fotografico lo scorso 10 ottobre. E ciò perché sono cadute due delle tre imputazioni tra cui quella di intestazione fittizia di beni che giustificava la misure cautelare. Corona, tuttavia, resta in carcere per scontare i circa 5 anni restanti di cumulo delle pene definitive, anche perché lo scorso novembre, dopo l’arresto per la vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti, il tribunale di sorveglianza di Milano ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali. I legali di Corona, gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Siritti, tuttavia, hanno già preannunciato che presenteranno un’istanza per la concessione dell’affidamento in prova che potrebbe far uscire dal carcere l’ex re dei paparazzi.

DUE REATI SU TRE A carico di Fabrizio Corona ha retto soltanto un’imputazione della legge penale tributaria, mentre le altre due accuse, che non avevano precedenti giurisprudenziali e che venivano contestate dalla Dda di Milano, sono state ‘spazzate vià dalla sentenza della prima sezione penale (giudici Salvini-Nobili-Ghinetti) che ha condannato l’ex agente fotografico a un anno contro i 5 chiesti dal pm Alessandra Dolci. In sostanza, il collegio ha accolto grossa parte delle tesi proposte dai legali Chiesa e Sirotti, tra cui il fatto che non ci fosse prova che i circa 2,6 milioni di euro in contanti fossero frutto di attività illecite e di presunti contatti con la criminalità. Dopo la sentenza, mentre Corona baciava la fidanzata, fan e amici hanno applaudito. I giudici hanno trasmesso gli atti in Procura, come richiesto dal pm, per un’eventuale indagine per appropriazione indebita a carico di Corona e per dichiarazione infedele dei redditi. Reato già contestato dal pm David Monti prima che l’indagine passasse alla Dda.

In particolare, riguardo all’accusa di intestazione fittizia dei contanti (che giustificava la misura cautelare, revocata) alla collaboratrice Francesca Persi (condannata a 6 mesi con la sospensione condizionale, mentre l’accusa chiedeva oltre 2 anni) è stata accolta, in sostanza, la tesi della difesa: quei 2,6 milioni di euro erano il frutto del ‘nerò accumulato da Coronacon le serate nei locali e con le altre attività lecite. Come chiarito dai difensori, l’ex ‘re dei paparazzì avrebbe incassato quasi 1,8 milioni (trovati nel controsoffitto) tra il 2008 e il 2012 prima di finire in carcere per la prima delle ‘vecchiè condanne diventata definitiva.

Gli altri 830mila euro trovati in Austria sarebbero, invece, ‘nerò accumulato tra il 2015 e il 2016 dopo che aveva ottenuto l’affidamento in prova sul territorio ed era tornato a fare serate ed eventi. Su tutti quei soldi, però, come emerge dal verdetto, non c’è stata alcuna intestazione fittizia (tra l’altro, l’intestazione fittizia di contanti non ha precedenti in giurisprudenza), perché Persi, come sostenuto dalla difesa, sarebbe stata «mera custode» di quei soldi nascosti senza alcuna apparente schermatura fittizia, come prevede il reato.

Tra l’altro, sempre come sostenuto dai difensori, i soldi nelle cassette di sicurezza in Austria potevano ancora essere dichiarati al Fisco. I giudici, in pratica, hanno accolto la linea della difesa che ha sempre sostenuto che si trattasse solo di una questione fiscale, tanto che hanno deciso la trasmissione degli atti in Procura su quei contanti per il reato di dichiarazione infedele dei redditi, inizialmente contestato dal pm Monti che per primo interrogò Corona, prima che l’inchiesta passasse alla Dda di Ilda Boccassini.

Anche per l’altro capo di imputazione, un’omissione di comunicazioni relativa alle norme sulle misure di prevenzione, non ci sono precedenti in giurisprudenza e non c’è reato, secondo i giudici, anche perché la misura di prevenzione della sorveglianza speciale venne applicata a Corona dopo che grossa parte di quei contanti erano stati già accumulati. Ha retto solo l’accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte relativa ad una cartella esattoriale che non ha nulla a che fare coi contanti sequestrati lo scorso autunno.

LA FIDANZATA: LA VERITÀ VERRÀ FUORI «Spero esca presto dal carcere, oggi è finalmente uscita la verità». Così Silvia Provvedi, del duo musicale ‘Le Donatellè, ha commentato la sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato il suo fidanzato, Fabrizio Corona, a un anno, assolvendolo però dalle imputazioni più ‘pesantì e in particolare da quella di intestazione fittizia di beni che aveva giustificato la misura cautelare. Prima del verdetto da Coronaera arrivata per lei una dichiarazione di amore. «In casi come questi molto delicati l’amore è importante e aiuta», ha detto la giovane, presente a tutte le udienze del dibattimento. «Sono felice, felicissimo», ha spiegato, poi, l’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona assieme a Luca Sirotti. Corona lo ha abbracciato a lungo dopo il verdetto «e – ha scherzato il legale – mi ha dato anche tante botte e mi ha detto ‘sei fortissimò». Venendo meno la misura cautelare ora la difesa punta ad una nuova istanza per l’affidamento in prova. Felice anche la madre di Corona: «Grazie ai giudici, suo figlio ora lo aspetta».

FA COMMUOVERE LA FIDANZATA In un quarto d’ora di dichiarazioni (ne aveva rese altre a più riprese anche durante il dibattimento) l’ex agente fotografico, in sostanza, ha criticato duramente, come ha già fatto più volte, la gestione delle indagini da parte della polizia e della Dda, ma anche la richiesta di pena. «Chiedere 5 anni per me come ha fatto il pm (Alessandra Dolci, ndr) – ha detto – significa chiedere in realtà 7 anni, 7 anni della mia vita, perché vanno sommati a un anno aggiunto col provvedimento di revoca dell’affidamento in prova (dello scorso novembre, ndr) e un anno di liberazione anticipata che ho perso».
Tutta questa indagine sui soldi in contanti, poi, secondo l’ex ‘re dei paparazzì, è stata solo «una messa in scena assurda» e «poi dicono che non c’è il fumus persecutionis! Sono 12 anni che sono indagato e rinviato a giudizio, quando si parla di me è tutto sproporzionato, tutto abnorme». E ancora: «Quando ero in affidamento mi fermavano in ogni paese e in ogni provincia sperando di sbattermi in carcere di nuovo per ogni minimo cavillo, cercando quei 5 minuti di celebrità che vogliono tutti».
Riguardo alle accuse contestate (intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione) Corona ha ribadito che «non ho commesso alcun reato, ho fatto tutto secondo le regole, non c’è niente di illegale e quei guadagni erano leciti», frutto del ‘nerò, come spiegato dalla difesa, delle sue serate e campagne pubblicitarie. Solo un problema fiscale, dunque, e «quei soldi io li nascondevo al Fisco».
Corona si è rivolto, poi, direttamente ai giudici che ha ringraziato più volte: «Io mi ero ritrovato e poi sono stato sfortunato, ma sono un brava persona e con la mafia e le accuse della Dda non c’entro nulla». Infine, il tributo alla sua «piccola famiglia». In aula, oltre a tanti fotografi, operatori tv e cronisti, anche fan e amici, la mamma, il fratello e la fidanzata Silvia Provvedi, del duo musicale ‘Le Donatellè. «Io ho loro – ha concluso – non voglio i soldi sequestrati, potete tenerli, ma assolvetemi perché il mio cumulo di pene rischierebbe di arrivare fino a 21 anni e io sono stanco e ho anche paura per mio figlio».

“Corona è stato incastrato, voleva cambiare vita”

“Fabrizio voleva risollevarsi completamente e stava risolvendo i suoi problemi per poi ripartire”. Questa la tesi di Silvia Provvedi, la fidanzata di Fabrizio Corona, intervistata da Mattino 5 in occasione del processo dell’ex re dei paparazzi.

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“Poi ci hanno messo una bomba carta sotto casa ma Fabrizio da aggredito è diventato condannato. Spero che i giudici facciano chiarezza”, continua la Provvedi.
Luigi Favoloso, fidanzato della modella Nina Moric, ex moglie dell’ex agente fotografico, è accusato dallo stesso Corona di aver messo una bomba carta sotto casa sua lo scorso agosto. Un episodio che ha fatto scattare le indagini che hanno portato di nuovo in carcere l’ex ‘fotografo dei vip’ per quei 2,6 milioni di euro in contanti trovati in un controsoffitto e in parte anche in Austria. Lo scorso 11 aprile, Corona in aula, a proposito dell’attentato subito, aveva detto: «Penso che sia stato il fidanzato della mia ex moglie». Il «movente», stando alla sua versione, «era quello di ottenere la custodia di mio figlio e toglierla a me».

Corona accusa il fidanzato di Nina Moric lui risponde così in diretta dalla D’Urso

Luigi Mario Favoloso replica alla pesante accusa mossa da Fabrizio Corona nei suoi confronti, durante il processo che vede l’ex paparazzo come imputato: “È un tentativo per far parlare di questo processo. L’ho presa con una risata, Nina ancora più di me, perché mi conosce e sa come sono andate le cose”.

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Corona ha indicato in Luigi Favoloso il suo «sospettato» per l’episodio della bomba carta che esplose, nella notte tra il 15 e il 16 agosto scorso, sotto la sua abitazione. Fatto da cui poi scaturì l’inchiesta che ha portato a trovare i soldi cash di Corona nascosti in un controsoffitto.
Il «movente» di quell’attentato ai suoi danni, secondo Corona, «era quello di ottenere la custodia del minore e toglierla a me, perché così si sarebbe dimostrato che vivevo in una situazione di pericolo e mio figlio non poteva stare con me».
Favoloso replica “Mi sono dato parecchie spiegazioni. Per prima cosa, credo che lui abbia sempre una sorta di competizione con Nina, gli è rimasto un sentimento nei confronti di Nina………. Poi sa come sono fatto. Magari immaginava una fortissima reazione social, sapeva che sarei venuto qui e ha fatto tutto questo per far parlare di sé”.

Corona, oltre 200 testimoni al processo: c’è anche Belen

Oltre 200 testimoni, tra cui anche Belen Rodriguez, per il processo milanese a carico di Fabrizio Corona, tornato in carcere lo scorso ottobre per quei circa 2,6 milioni di euro in contanti, trovati in parte in un controsoffitto in parte in Austria, e imputato per intestazione fittizia di beni, frode fiscale e violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. Lo ha deciso la prima sezione penale (presidente del collegio Guido Salvini) che ha ammesso le prove, comprese le liste testi, richieste dalle parti.

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Sono state le difese di Corona e di Francesca Persi (storica collaboratrice e imputata) con i legali Ivano Chiesa, Luca Sirotti e Cristina Morrone, a citare da sole ben 190 testimoni, tra cui la showgirl ed ex fidanzata di Corona, molti agenti e collaboratori e Geraldine Darù, ex collaboratrice dell’ex agente fotografico poi diventata teste chiave dell’accusa. «Noi dimostreremo la provenienza lecita di quei contanti e quando sono stati incassati», hanno detto i difensori che tra i testi hanno indicato anche un «consulente numismatico». Prima dell’inizio dell’udienza, in cui erano presenti Corona, Persi e, tra il pubblico, anche l’attuale fidanzata di Corona Silvia Provvedi, i giudici hanno vietato «l’uso dei cellulari in aula, non avendo autorizzato le riprese televisive e fotografiche del dibattimento» e hanno chiesto ai carabinieri di sorvegliare che nessuno facesse foto o immagini. Oltre ad ammettere i testi e i documenti richiesti come prove dal pm Alessandra Dolci, poi, il collegio ha ammesso anche tutte le fonti di prova delle difese, tra cui gli interrogatori in aula degli stessi imputati e le decine e decine di testimoni citati. «Non sono, però, superflui», ha chiarito in aula il legale Sirotti. «Il nostro obiettivo, infatti, è duplice – ha aggiunto – dimostrare, da un lato, che quei contanti sono somme incassate da attività assolutamente lecite (Corona si è sempre difeso, infatti, dicendo che si trattava del ‘nerò delle sue serate nei locali, ndr) e andare a collocare nel tempo l’incasso di quelle somme». Per la difesa, infatti, potrebbe essere importante dimostrare che quei soldi sono stati percepiti prima di quando Corona venne sottoposto a misure di prevenzione, tra il 2012 e il 2014. Da qui anche la nomina di un consulente numismatico «per collocare nel tempo i contanti». Molte delle testimonianze «su quelle somme – hanno chiarito i legali – saranno, però, rapide e poi, se ci saranno le condizioni, potremo anche rinunciare ad alcuni testi». La difesa di Corona, tra l’altro, ha depositato documenti per dimostrare «un pagamento di tasse prima dell’inizio dell’udienza preliminare e un’autofattura della società Atena (riconducibile a Corona, ndr) su quei 834 mila euro trovati in cassette di sicurezza in Austria e su cui Atena ha versato l’Iva». Restano ancora da pagare le imposte «su quei 1,780 milioni di euro incassati da Fenice (società di Corona, ndr) e trovati nel controsoffitto, ma c’è ancora tempo e i nostri professionisti sono al lavoro per questo». Le «società di Corona», ha detto l’avvocato Chiesa, «hanno versato dal 2008 in poi 9 milioni di euro di tasse». Tra gli atti depositati dalla difesa anche certificazioni mediche per dimostrare «lo stato di tossicodipendenza» di Corona e il «suo percorso terapeutico». I giudici hanno fissato udienze per ascoltare i testimoni per il 9, il 16, il 21, il 23, il 28 e il 30 marzo e per il 6 aprile. Il prossimo 28 febbraio, invece, in Cassazione si discuterà sulla continuazione tra i reati delle condanne definitive dell’ex ‘re dei paparazzì.

“Corona, soldi in nero per le serate in disco”: sequestrati 1,7 milioni

La sezione misure di prevenzione del tribunale di Milano ha sequestrato 1,7 milioni di euro a Fabrizio Corona. Il sequestro, da quanto si è saputo, riguarderebbe presunti soldi ‘in nero’ dell’ex fotografo dei vip.

Fabrizio Corona si è costituito a Lisbona

Nel provvedimento si farebbe riferimento anche alla «pericolosità sociale» di Corona.  Da quanto si è appreso, i presunti soldi ‘in nero’ trovati nella disponibilità di Corona si riferiscono a pagamenti in contanti ricevuti quest’anno dall’ex agente fotografico, che è in affidamento in prova ai servizi sociali, da parte di discoteche e altri locali notturni. Compensi a favore dell’ex fotografo dei vip, attraverso una sua società, la Atena, agenzia che si occupa di eventi e promozioni, su cui, però, non sarebbe stata pagata l’Iva per le prestazioni. Il sequestro, dunque, riguarderebbe 1,7 milioni di euro in contanti. È stato chiesto dalla Procura e disposto dalla sezione misure di prevenzione del Tribunale milanese ed è stata fissata un’udienza per il prossimo 21 gennaio.

Kate Middleton ed Harry, cognati speciali: “Hanno un flirt segreto”

La corona d’Inghilterra proprio non riesce a fare a meno degli scandali e questa volta nella bufera del gossip reale sono finiti Kate Middletone e il cognato Harry d’Inghilterra.

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Dopo i festeggiamenti per i 90 anni della regina Elisabetta sono molti ad aver pensato che tra i due ci sia un flirt segreto. Secondo i tabloid britannici i due cognatini sarebbero un po’ troppo intimi, inoltre la reputazione di latin lover di Harry è nota a tutti. Si tratta comunque solo di voci di palazzo, probabilmente senza fondamento, ma certo è che tra i due sembrano esserci proprio ottimi raporti di parentato.

Falsi fidanzamenti e scoop: “Ecco l’estate del gossip pianificata da Belen Rodriguez”

L’estata arrivando e come ogni anno Belen Rodriguez si candida per essere la reginetta del gossip. Dalla separazione col marito, al rincontro con Corona e le voci che la vogliono vicino al pilota Iannone, sono molte le news che la riguardano.

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Ad “lluminare sul cammino dei pettegolezzi che investiranno la showgirl arriva Alberto Dandolo per “Dagospia” con un lungo elenco di futuri scoop: “1) Fermi tutti! “Belin” Belen sta apparecchiando il suo “lavoro” per l’imminente estate! Sarà lei infatti l’indiscussa regina del gossip agostano e già le prime avvisaglie si stanno manifestando. Ecco cosa ci riserveranno le prossime puntate della trash novela “Belin” Belen & il clan Rodriguez”:
a) Stefano De Martino esce definitivamente di scena e si dedica unicamente alla cura del piccolo Santiago
b) Si cercherà di appioppare a Lady Pampa un fidanzato farlocco. Il casting già si è concluso ed è stato scelto il pilota di moto Andrea Iannone che in realtà è il migliore amico di Jeremias Rodriguez, fratellino bonazzo della diva di Corso Como.
c) Andrea Iannone dovrà, per il breve periodo che precede il trasferimento di Belen a Ibiza per le meritate e sudate vacanze, apparire come lo spasimante della showgirl che dovrà a sua volta fingere di ricambiare le sue attenzioni.
d) Il benestante Andrea Iannone in realtà starebbe in trattativa con Lady Pampa per entrare nella società del ristorante “Ricci Milano” che verserebbe in condizioni economiche non proprio floride e necessiterebbe di una urgente iniezione di liquidità.
e) A breve ci sarà il trasferimento del clan Rodriguez a Ibiza dove, guarda caso, trascorreranno le loro vacanze anche Marco Borriello e Fabrizio Corona.
f) A Ibiza sarà tutto un fiorire di “finti rubati” che riguarderanno Belen e Borriello e anticiperanno l’ufficializzazione del loro rapporto (i due si stanno vedendo regolarmente da mesi!) a fine settembre, ossia all’inizio inizio stagione televisiva”.