Jessica Alba, terzo figlio in arrivo

Al passo con i tempi e le mode, anche Jessica Alba ha deciso di annunciare la sua terza gravidanza sui social. L’ha fatto con una simpatica clip in cui le due figlie tengono tra le mani un palloncino a forma di numero. La primogenita, Honor, stringe il numero uno, Haven il due e l’attrice, con una mano sul ventre, fa oscillare il palloncino numero tre.

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Gioia incontenibile per la diva e il marito Cash Warren, produttore cinematografico.
Star del cinema e donna d’affari, Jessica Alba solo un anno fa dichiarava quanto fosse incredibile la sua vita da mamma. E proprio sulle pagine di “People” aveva confessato: “Sono stata sposata con il mio lavoro per così tanto tempo. Adesso è tempo di una nuova fase”. Già madre di due bambine, Honor Marie, 9 anni, e Haven Garden, 6, l’attrice 36enne ha deciso di annunciare con le sue donnine di casa l’arrivo di un nuovo membro in famiglia con un video su Instagram in cui mette in luce il suo bel pancino tondo.

Morto Paolo Villaggio: l’attore di Fantozzi aveva 84 anni, era malato da tempo

Paolo Villaggio è morto stamattina alle 6. L’attore aveva 84 anni ed era ricoverato dai primi di giugno nella clinica privata Paideia di Roma. L’attore in passato era stato seguito dal policlinico Gemelli di Roma. Per anni è stata una delle ‘bufale’ più gettonate del web, ma ora è tutto tristemente vero: Fantozzi non c’è più
Ad annunciare la morte di Villaggio è stata la figlia Elisabetta su Facebook dove, su una foto del padre giovanissimo, scrive: «Ciao papà ora sei di nuovo libero di volare».

Venezia - 67th Venice Film Festival - Mostra del Cinema - Paolo Villaggio

LA COSCIENZA DEGLI ITALIANI Nato a Genova da papà siciliano e mamma Genovese, Paolo Villaggio fu la voce della coscienza degli italiani, che col personaggio di Fantozzi riusciva a raccontare con impareggiabile maestria. Dopo un inizio da cabarettista in giovane età, in cui comunque lavorava in fabbrica (anche se, a dire il vero, i vertici lo scelsero per organizzare le feste aziendali), Villaggio debuttò in teatro e alla radio grazie a Maurizio Costanzo. Da lì, complice il desiderio di rinnovamento della tv di stato, Villaggio scala in fretta i gradini della celebrità: «Quelli della domenica» (dove debuttano il Professor Kranz e il nevrotico Fracchia), «Canzonissima», «Gran Varietà» alla radio. Sono gli ultimi momenti degli anni ’60 che Villaggio fa suoi insieme ad ormai buoni compagni di strada come Enrico Vaime, Cochi e Renato, Gianni Agus, Ric e Gian. Nel ’68 debutta al cinema con il misconosciuto «Eat it!». Ma saranno gli anni ’70 a far passare Villaggio alla storia: prima con l’invenzione letteraria del ragionier Ugo Fantozzi (un travolgente successo in libreria) e poi con la sua versione cinematografica che si concretizza nel 1974 per la regia di Luciano Salce e la produzione Rizzoli.

IL SUCCESSO DI FANTOZZI E IL DECLINO Dieci capitoli, tutti indimenticabili: questa la saga del ragioner Fantozzi, il personaggio più conosciuto di Paolo Villaggio. L’attore, però, non aveva rinunciato ad altri impegni nel cinema d’autore, sotto la regia di Mario Monicelli, Pupi Avati e Lina Wertmuller. Gli anni ’90, in qualche modo, segnarono la fine della sua fortuna cinematografica: ne erano un triste indicatore premi come il Leone d’oro alla carriera (il primo mai dato a un comico) del 1992; due anni prima Fellini gli aveva fatto vincere il David di Donatello come miglior attore (ne avrebbe vinto un secondo alla carriera nel 2009); infine ecco il Pardo d’oro di Locarno nel 2000.
Un declino molto sofferto dall’attore, che spiegava: «Stare senza cinema, per me, e spero che nessuno si offenda, è come vivere senza braccia». Uno sfogo condiviso anche dall’amata figlia Elisabetta, che qualche mese fa aveva scritto sui social: «Il cinema italiano lo ha abbandonato, ma mio padre è ancora vivo, anche se non sta al meglio».

Barbara D’Urso, video a sorpresa per i 60 anni: dalla morte della mamma al primo

Per la prima volta Barbara D’Urso entra nel “cinema emozionale” del suo “Domenica Live” e assiste alla sorpresa preparata dal programma per i suoi 60 anni. Deve intervistare un ospite, ma è ignara che la vita di cui si sta per parlare è la sua. In collegamento da Napoli c’è la sua seconda madre Wanda e dopo la raggiungono i fratelli e il primo amore.

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La clip racconta tutta la sua vita: dalla morte della mamma quando aveva solo 11 anni fino alla partenza per Milano quando da Carmelita è diventata Barbara. Il successo, gli amori, i figli e anche il tradimento dell’ex marito. La conduttrice ha versato lacrime in diretta e poi abbracciato la sua famiglia, la sua migliore amica e il primo fidanzatino. “Sono senza parole, siete pazzi”, ha detto più volte la D’Urso.
Durante i festeggiamenti viene mostrato anche l’invito che la conduttrice ha mandato ai suoi invitati per la festa a tema: un video in cui vestita anni ’70 canta la canzone di Marcella Bella “Montagne Verdi” e finge di essere un’annunciatrice dell’epoca. Infine gli auguri dei suoi telespettatori.

Raz Degan, da L’Isola dei Famosi al cinema con Luca Argentero: ecco il suo film

raz-degan-e-luca-argenteroL’avventura di Raz Degan a L’Isola dei Famosi potrebbe essere riassunta con la celebre frase di Giulio Cesare ‘veni, vidi, vici’ e come il grande conquistatore romano, il modello israeliano ha ancora fame di vittorie e di nuove sfide: così, archiviata la parentesi in tv, ha ripreso in mano la telecamera per portare a termine il documentario ‘The Last Shaman’ con l’aiuto di Luca Argentero nei panni di produttore. Il progetto è di quelli ambiziosi, non c’è che dire, e per questo i due sex symbol hanno chiesto aiuto a Kickstarter, la principale piattaforma di crowdfunding dove al momento sono stati raccolti quasi 40mila dollari, la somma richiesta affinché il documentario di Raz Degan veda definitivamente la luce dopo quasi 5 anni di lavoro.

Auguri Ambra Angiolini: i primi 40 anni tra tv, cinema e teatro

Non associare il nome Ambra Angiolini a “Non è la Rai” è praticamente impossibile. Soprattutto adesso che l’artista di anni ne compie 40. A 14 anni tutto è cominciato con il programma di Gianni Boncompagni e il famoso auricolare. Poi sono arrivate le copertine, il Telegatto, i Dopo Festival di Sanremo e il cinema. Quel famoso programma poteva essere un marchio e invece è stato sapientemente trasformato in un trampolino di lancio.

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Non si è fatta mancare nulla in questi primi 40 anni. Showgirl, cantante, attrice, presentatrice. Ambra ha lavorato la fianco dei più grandi: da Pippo Baudo ad Adriano Celentano, da Dario Fo (che scoprì al suo fianco di aver vinto il premio Nobel) a Ferzan Ozpetek. L’ex Lolita della tv ha condotto programmi come Generazione X e Super. Il debutto al cinema arriva nel 2007 con Saturno Contro.
Ozpetek la dirige magistralmente e la Angiolini dimostra il suo grande talento. Che la fa guadagnare premi come il David di Donatello e il Nastro d’argento come migliore attrice non protagonista e ancora il Globo d’oro e il Ciak d’oro come rivelazione dell’anno. Seguono quindi film in cui è sempre protagonista: “Bianco e nero”, “Immaturi”, “Al posto tuo” e tanti altri. Gli anni duemila sono quelli dell’amore. E della grande passione, quella per il cantante Francesco Renga, padre dei suoi due figli Jolanda (nata nel 2004) e Leonardo (nato nel 2006), con il quale si separa dolorosamente nel 2015.
Ora è di nuovo protagonista in tv, giudice ad “Amici”, fortemente voluta da Maria De Filippi. “Ad Amici mi sto divertendo – ha detto a ‘Tv Sorrisi e Canzoni’ – mi appassionano le storie delle persone e le trame”. Oggi nella sua carriera intravede solo il teatro, perché in fondo, giura: “Ho vissuto così tante vite in questi 40 anni”.

Ariadna Romero è in dolce attesa: un bebè dal velino Pierpaolo

“Ancora non ci credo. Quando l’ho scoperto è stato uno shock, ma ora sono felicissima” . Ariadna Romero, 30 anni, è in attesa del suo primo figlio dal velino di Striscia la Notizia Pierpaolo Pretelli, 27. A Diva e Donna la coppia si racconta: “Sarà maschio, lo chiameremo Leonardo”.

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Ariadna confessa di essersi fatta prendere dal panico all’inizio: “Mia mamma mi ha sentito talmente in difficoltà da consigliarmi di andare dallo psicologo. Ma quando ho fatto la prima ecografia… è cambiato tutto. Appena ho visto quella testolina e le manine chiuse a pugno. Una gioia immensa. Ora sto vivendo tutto con assoluta naturalezza e tranquillità”.
“Io sono emozionatissimo – aggiunge Pierpaolo – Accarezzo in continuazione il pancino e gli faccio ascoltare la musica: A Te di Jovanotti”. Tra pochi giorni si trasferiranno a Roma, dove a luglio nascerà il loro bambino e dove si dedicheranno ai rispettivi impegni professionali. Per Ariadna ci sono impegni nel cinema e in una nuova avventura nel campo della ristorazione, ma naturalmente l’esperienza più bella sarà quella di mamma…

Titanic, sulla zattera poteva starci anche Di Caprio? Finalmente il regista Cameron svela la verità…

A 19 anni dall’uscita di uno dei film epici più belli di tutti i tempi, Titanic continua a far discutere. Tanti fan non si sono mai rassegnati alla morte di Jack (Leonardo Di Caprio), sostenendo che Rose (Kate Winslet) avrebbe potuto fargli posto sulla porta usata a mo’ di zattera, permettendo anche all’amato di mettersi in salvo.

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C’è poi chi ha elaborato una vera e propria teoria secondo la quale Jack avrebbe potuto sopravvivere. Nel programma tv Mythbusters, in cui si parla di miti da sfatare, i conduttori avevano confermato che sulla zattera non ci sarebbe stato spazio per Jack, ma che se avessero legato i giubotti salvagente sotto alla porta, entrambi i protagonisti avrebbero potuto salvarsi.
A dissipare ogni dubbio sulla questione ci ha pensato il regista James Cameron, in un’intervista al Daily Beast.
“Provate a immaginare la situazione: sei Jack, immerso nell’acqua gelida a -2 gradi e il tuo cervello inizia a risentire dei primi segni di ipotermia. Arrivano i Mythbusters e ti chiedono di slacciarti il giubbotto di salvataggio, di immergerti sotto alla zattera e legare il giubbotto in chissà quale maniera. Questo significa rimanere sott’acqua a -2 gradi per un processo che richiede almeno 5-10 minuti. A rigor di logica, moriresti subito. In che modo sarebbe potuto funzionare? Jack ha fatto la scelta migliore, rimanere in parte fuori dall’acqua sperando che qualcuno lo vedesse e lo tirasse fuori di lì. Purtroppo la vicenda è stata affrontata in mille modi, anche attraverso accurati studi fisici e scientifici, ma la risposta è una sola: Jack non poteva salvarsi su quella porta”.

Cannes 2016: la Palma dʼoro va allʼimpegno sociale di “I, Daniel Blake” di Ken Loach

Il film “I, Daniel Blake” di Ken Loach ha vinto la Palma d’oro della 69.ma edizione del Festival di Cannes. Grand Prix a Xavier Dolan e il suo “Just la fin du monde”, mentre il Gran premio della Giuria è andato ad “American Honey” di Andrea Arnold. Premio ex aequo per i registi Cristian Mungiu e Olivier Assayas. Miglior attore Shahab Hosseini per “Le Client” di Asghar Farhadi, miglior attrice Jaclyn Jose per “Ma’ Rosa”.

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Alla fine quindi a trionfare è l’impegno sociale del film del quasi ottantenne regista britannico, che dieci anni dopo “Il vento che accarezza l’erba”, si porta a casa di nuovo il premio più ambito. Lo fa con il racconto dell’incontro tra un carpentiere disoccupato e alle prese con problemi di salute e una madre single e senza lavoro anch’essa. Una vittoria a sorpresa che marca politicamente questa edizione, come ha voluto sottolineare Loach nel discorso di ringraziamento. “Siamo in un mondo pericoloso dove il neoliberismo rischia di ridurre in miseria migliaia di persone – ha detto -. Il cinema è portatore di tante tradizioni, e fra questa c’è la protesta del popolo contro i potenti. Non solo un altro mondo è possibile, ma è necessario”. Per il resto molta commozione per l’enfant prodige canadese Xavier Dolan, che si è portato a casa il Grand Prix, consegnatogli dalla nostra Valeria Golino e da Donald Sutherland. I registi Cristian Mungiu e Olivier Assayas si sono divisi il premio per la regia rispettivamente con “Bacalaureat” e “Personal Shopper”. Molti vedevano “American Honey” di Andrea Arnold favorito per la vittoria finale e questa non è arrivata ma comunque torna a casa con il Premio della giuria. Unica opera a portare a casa due riconoscimenti è stata invece “Il cliente”, dell’iraniano Asghar Farhadi, premiato per la miglior sceneggiatura e per il migliore attore.

TUTTI I PREMI DELLA 69.MA EDIZIONE
Gran Premio della giuria a ‘Juste la fine du monde’ di Xavier Dolan (Canada).
Miglior regia ex aequo al romeno Cristian Mungiu per ‘Bacalaureat’ e al francese Olivier Assayas per ‘Personal shopper’.
Premio della giuria a ‘American honey’ di Andrea Arnold (Regno Unito).
Migliore sceneggiatura a ‘Forushande (The salesman)’ di Asghar Farhadi (Iran).
Migliore attrice a Jacklyn Jose per ‘Ma’ Rosa’ di Brillante Mendoza (Fillippine).
Migliore attore a Shahab Hossein per ‘Forushande (The Salesman)’ di Asghar Farhadi (Iran).
Camera d’Oro per la migliore opera prima a ‘Divines’ di Hounda Benyamina (Francia-Marocco).
Palma d’Oro per il miglior cortometraggio a ‘TimeCode’ di Juanjo Giménez (Spagna).
Palma d’Oro alla carriera a Jean-Pierre Léaud.

“Blindspot”, arriva su Italia 1 la serie che ha conquistato gli Stati Uniti

Arriva martedì 10 maggio in anteprima esclusiva su Italia 1 “Blindspot”, la serie più vista della stagione negli Stati Uniti. Puntata dopo puntata ha tenuto con il fiato sospeso oltre 15 milioni di telespettatori, conquistando anche i Critics Choice Award. Protagonista dello show è una donna che viene ritrovata in un borsone a Times Square con il corpo completamente tatuato e che dice di non ricordare nulla del proprio passato.

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Essendo priva di memoria, la donna ritrovata nel borsone assume il nome di Jane Doe (Jaimie Alexander), l’appellativo dato a coloro che perdono coscienza della propria identità. Tra gli stravaganti tatuaggi che ricoprono il suo corpo c’è il nome dell’agente dell’FBI Kurt Weller (Sullivan Stapleton). Si scoprirà che il DNA della donna corrisponde a quello di Taylor Shaw, vicina di casa di Weller quando erano bambini, che era scomparsa 25 anni prima e creduta morta. Il detective e la sua squadra iniziano così ad indagare per decifrare i numerosi tatuaggi e cercare di risolvere i misteri a lei legati, puntata dopo puntata, come un puzzle da ricomporre.
La serie è ideata e prodotta da Martin Gero e Greg Berlanti, quest’ultimo definito “il Re Mida della nuova Hollywood”. A lui si devono infatti i successi di “Arrow”, “The Flash”, “Supergirl” e “Legends of Tomorrow”.

Casa Vianello è posseduta? Il nipote: “Dopo la morte di Raimondo le tv si accendevano da sole”

Da salotto tutto da ridere in cui prendevano forma gag destinate all’immortalità televisiva a dimora dei misteri e di fenomeni da cinema horror: è lo strano destino che sarebbe capitato in sorte a casa Vianello. A sentire infatti John Mark Magsino, il 24enne figlio dei due domestici filippini che per anni convissero con i mitici Sandra e Raimondo, nella vera abitazione dei due defunti artisti, protagonisti di una celebre sit-com andata in onda sulle reti Mediaset tra il 1988 e il 2007 in cui si divertivano a ironizzare sulle loro dinamiche di coppia, per un po’ di tempo sarebbero successi fatti inspiegabili.

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“Sono cominciati subito dopo la scomparsa di zio Raimondo (nel 2010 n.d.r.) e sono andati avanti alcuni mesi, fino a quando è mancata zia Sandra – ha raccontato il giovane al giornalista di Mistero Magazine Aldo Dalla Vecchia -. Per esempio mi ricordo che all’improvviso si accendevano i due televisori di casa, in salotto e in sala da pranzo, per sintonizzarsi su un canale che noi non vedevamo mai, il 13. Così come, nel bagno dello zio Raimondo, cominciava a scorrere l’acqua della doccia, come se qualcuno avesse azionato la manopola”. Ma non è tutto: “Spesso, poi, – prosegue Magsino, che nella serie interpretata dai Vianello recitò in qualche puntata insieme ai suoi familiari – abbiamo visto una serie di ombre aggirarsi per casa: è successo a me, ma anche a mia cugina che era venuta a trovarci. Cinque mesi dopo, quando è scomparsa zia Sandra, questi fenomeni sono cessati”.  In realtà, stando a ciò che si legge sull’account Facebook di Mistero, lo show tv da cui è nata la rivista, gli eventi paranormali sarebbero “tuttora” in corso.