Giulia De Lellis e Andrea Damante si sono lasciati? La coppia si blocca sui social

Giulia De Lelli e Andrea Damante si sono lasciati? Il gossip di queste ultime ore sta impazzando sui social e ha mandato in crisi tutti i fan dei Damellis.
Per ora si trata solo di voci non confermate, ma a distanza di un anno per la coppia nata sotto i riflettori di Uomini e Donne sembra essere arrivato un momento di grande crisi.

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A mettere tutti in allerta sono stati i loro profili Instagram, la coppia, infatti non si segue più. Un gesto estremo, come segnala il sito il Vicolo delle news che tra le altre cose entra più nel dettaglio della vicenda: sembrerebbe che Giulia abbia addirittura bloccato Andrea poichè i commenti di lui sotto le foto di lei non sono più visibili.
Un banale litigio? Crisi vera? Per scoprirlo non ci tocca che aspettare anche perchè solo poche ore fa Giulia aveva pubblicato una foto con dedica ad Andrea. Inoltre sui social dei Damellis compaiono ancora foto della coppia.

Moglie sdraiata con il suo bimbo sulla tomba del marito: la foto commuove il web

2593623_1535_donnacimitero (1)«Il vero amore non ha mai fine». Sta commuovendo il web la foto di una donna e del suo bimbo pubblicata da Artgalery. La donna è sdraiata sulla tomba del marito, un militare americano, sopra una coperta che ritrae le loro foto sorridenti. Accanto a lei il figlio piccolo che dorme dentro un ovetto. La foto straziante sta facendo il giro del web.

Cristina Chiabotto e Fabio Fulco sposi: “Matrimonio a Maratea dopo il flop del film”

MILANO – Dopo un lunghissimo fidanzamento e tanti annunci, sembra che Cristina Chiabotto e Fabio Fulco convoleranno a giuste nozze.

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L’attore, ultimamente regista, e la Miss Italia del 2004, dopo dodici anni di convivenza si dovrebbero sposare a Maratea: “Fabio Fulco – fa sapere la rubrica “Sussurri e Grida” di “Novella2000” – il compagno di Cristina Chiabotto, ha debuttato come regista nel film Il crimine non va in pensione, una commedia che vede nel cast anche attori del calibro di Stefania Sandrelli, che interpreta una donna che perde tutto giocando al bingo, e Maurizio Mattioli: purtroppo i giudizi della critica non sono stati del tutto positivi e anche i guadagni al botteghino sono stati deludenti.
Male il lavoro, meglio il cuore: Fulco sposerà, dopo dodici lunghi anni di convivenza, la compagna Cristina Chiabotto a Maratea. Sarà vero stavolta? La showgirl, dopo una lunga assenza, dovrebbe tronare sui teleschermi in inverno con un nuovo programma del gossip”.

Gerry Scotti, perché il matrimonio non arriva? Lui risponde così

Dopo il divorzio dalla moglie Patrizia Grosso, Gerry Scotti si è innamorato di Gabriella Perino.

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Ma a quando le nozze? Il presentatore tanto amato della tv da anni vive la sua storia d’amore con discrezione, ma ora in un’intervista svela qualche dettaglio in più sulla sua vita privata. Come mai Gerry Scotti non ha ancora sposato la sua compagna? In molti se lo chiedono, ecco come ha risposto il conduttore di Canale 5.

Raffaella Fico e Alessandro Moggi, pranzo romantico a Milano Marittima

C_2_fotogallery_3080890_5_imageInseparabili Raffaella Fico e Alessandro Moggi, dopo la fuga d’amore a Mykonos, ora si godono qualche giorno di relax a Milano Marittima, dove la showgirl ha partecipato al Vip Master, il torneo di tennis che vede i vip alle prese con la racchetta. Ecco Raffaella a pranzo con il fidanzato Alessandro…

Max Biaggi, passeggia dopo l’incidente e dichiara il suo amore a Bianca

Max Biaggi è uscito dall’ospedale e ha pubblicato una foto sui social mentre passeggia a Monaco, mentre poco tempo fa ha dichiarato tutto il suo amore alla fidanzata Bianca Atzei.

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“Raramente – ha spiegato – nel nostro cammino si incontrano anime gemelle o pseudo angeli. Beh! Io l’ho trovato e mi ha fatto sentire tutta la sua positività, amore, e ogni volta che mi stringeva la mano quando ero in fin di vita o mi accennava un sorriso io come un bambino adolescente mi illuminavo di immenso. È una sensazione complicata per me da descrivere ma è stata la miglior cura che potessi mai avere. Questo angelo si chiama Bianca, la mia Bianca capace di sorprendermi con la sua caparbietà e devozione verso l’uomo che ama. ? ?Perché vi dico questo? Perché quando una dramma si trasforma in un regalo divino diventa importante esternare amore verso chi ha dato tutta se stessa per farti sentire vivo quando in realtà lo eri poco. ? Ti amo piccola mia”…

Corona condannato a un anno, esulta in aula: “Giustizia è fatta!”. La frode da 2,6 milioni di euro

Fabrizio Corona è stato condannato a un anno dal Tribunale di Milano nel processo con al centro circa 2,6 milioni di euro in contanti trovati in parte in un controsoffitto e in parte in cassette di sicurezza in Austria. L’ex agente fotografico era stato nuovamente arrestato lo scorso 10 ottobre mentre era in affidamento in prova ai servizi sociali per scontare condanne già definitive. Il collegio, presieduto da Guido Salvini, ha anche condannato a tre mesi a collaboratrice di Corona, Francesca Persi.

corona1217-2CORONA ESULTA Ha esultato in aula battendo i pugni sul tavolo e dicendo ‘sì, giustizia è fatta’, Fabrizio Corona alla lettura della sentenza con cui è stato condannato a un anno a Milano. Sono cadute infatti due imputazioni, l’intestazione fittizia dei beni in relazione ai soldi in contanti, e la violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione. L’ex agente fotografico è stato condannato solo per il reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
RESTA IN CARCERE Con la sentenza di condanna a un anno per Fabrizio Corona per sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, è stata però revocata la misura cautelare che aveva portato in carcere l’ex agente fotografico lo scorso 10 ottobre. E ciò perché sono cadute due delle tre imputazioni tra cui quella di intestazione fittizia di beni che giustificava la misure cautelare. Corona, tuttavia, resta in carcere per scontare i circa 5 anni restanti di cumulo delle pene definitive, anche perché lo scorso novembre, dopo l’arresto per la vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti, il tribunale di sorveglianza di Milano ha revocato l’affidamento in prova ai servizi sociali. I legali di Corona, gli avvocati Ivano Chiesa e Luca Siritti, tuttavia, hanno già preannunciato che presenteranno un’istanza per la concessione dell’affidamento in prova che potrebbe far uscire dal carcere l’ex re dei paparazzi.

DUE REATI SU TRE A carico di Fabrizio Corona ha retto soltanto un’imputazione della legge penale tributaria, mentre le altre due accuse, che non avevano precedenti giurisprudenziali e che venivano contestate dalla Dda di Milano, sono state ‘spazzate vià dalla sentenza della prima sezione penale (giudici Salvini-Nobili-Ghinetti) che ha condannato l’ex agente fotografico a un anno contro i 5 chiesti dal pm Alessandra Dolci. In sostanza, il collegio ha accolto grossa parte delle tesi proposte dai legali Chiesa e Sirotti, tra cui il fatto che non ci fosse prova che i circa 2,6 milioni di euro in contanti fossero frutto di attività illecite e di presunti contatti con la criminalità. Dopo la sentenza, mentre Corona baciava la fidanzata, fan e amici hanno applaudito. I giudici hanno trasmesso gli atti in Procura, come richiesto dal pm, per un’eventuale indagine per appropriazione indebita a carico di Corona e per dichiarazione infedele dei redditi. Reato già contestato dal pm David Monti prima che l’indagine passasse alla Dda.

In particolare, riguardo all’accusa di intestazione fittizia dei contanti (che giustificava la misura cautelare, revocata) alla collaboratrice Francesca Persi (condannata a 6 mesi con la sospensione condizionale, mentre l’accusa chiedeva oltre 2 anni) è stata accolta, in sostanza, la tesi della difesa: quei 2,6 milioni di euro erano il frutto del ‘nerò accumulato da Coronacon le serate nei locali e con le altre attività lecite. Come chiarito dai difensori, l’ex ‘re dei paparazzì avrebbe incassato quasi 1,8 milioni (trovati nel controsoffitto) tra il 2008 e il 2012 prima di finire in carcere per la prima delle ‘vecchiè condanne diventata definitiva.

Gli altri 830mila euro trovati in Austria sarebbero, invece, ‘nerò accumulato tra il 2015 e il 2016 dopo che aveva ottenuto l’affidamento in prova sul territorio ed era tornato a fare serate ed eventi. Su tutti quei soldi, però, come emerge dal verdetto, non c’è stata alcuna intestazione fittizia (tra l’altro, l’intestazione fittizia di contanti non ha precedenti in giurisprudenza), perché Persi, come sostenuto dalla difesa, sarebbe stata «mera custode» di quei soldi nascosti senza alcuna apparente schermatura fittizia, come prevede il reato.

Tra l’altro, sempre come sostenuto dai difensori, i soldi nelle cassette di sicurezza in Austria potevano ancora essere dichiarati al Fisco. I giudici, in pratica, hanno accolto la linea della difesa che ha sempre sostenuto che si trattasse solo di una questione fiscale, tanto che hanno deciso la trasmissione degli atti in Procura su quei contanti per il reato di dichiarazione infedele dei redditi, inizialmente contestato dal pm Monti che per primo interrogò Corona, prima che l’inchiesta passasse alla Dda di Ilda Boccassini.

Anche per l’altro capo di imputazione, un’omissione di comunicazioni relativa alle norme sulle misure di prevenzione, non ci sono precedenti in giurisprudenza e non c’è reato, secondo i giudici, anche perché la misura di prevenzione della sorveglianza speciale venne applicata a Corona dopo che grossa parte di quei contanti erano stati già accumulati. Ha retto solo l’accusa di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte relativa ad una cartella esattoriale che non ha nulla a che fare coi contanti sequestrati lo scorso autunno.

LA FIDANZATA: LA VERITÀ VERRÀ FUORI «Spero esca presto dal carcere, oggi è finalmente uscita la verità». Così Silvia Provvedi, del duo musicale ‘Le Donatellè, ha commentato la sentenza con cui il Tribunale di Milano ha condannato il suo fidanzato, Fabrizio Corona, a un anno, assolvendolo però dalle imputazioni più ‘pesantì e in particolare da quella di intestazione fittizia di beni che aveva giustificato la misura cautelare. Prima del verdetto da Coronaera arrivata per lei una dichiarazione di amore. «In casi come questi molto delicati l’amore è importante e aiuta», ha detto la giovane, presente a tutte le udienze del dibattimento. «Sono felice, felicissimo», ha spiegato, poi, l’avvocato Ivano Chiesa, legale di Corona assieme a Luca Sirotti. Corona lo ha abbracciato a lungo dopo il verdetto «e – ha scherzato il legale – mi ha dato anche tante botte e mi ha detto ‘sei fortissimò». Venendo meno la misura cautelare ora la difesa punta ad una nuova istanza per l’affidamento in prova. Felice anche la madre di Corona: «Grazie ai giudici, suo figlio ora lo aspetta».

FA COMMUOVERE LA FIDANZATA In un quarto d’ora di dichiarazioni (ne aveva rese altre a più riprese anche durante il dibattimento) l’ex agente fotografico, in sostanza, ha criticato duramente, come ha già fatto più volte, la gestione delle indagini da parte della polizia e della Dda, ma anche la richiesta di pena. «Chiedere 5 anni per me come ha fatto il pm (Alessandra Dolci, ndr) – ha detto – significa chiedere in realtà 7 anni, 7 anni della mia vita, perché vanno sommati a un anno aggiunto col provvedimento di revoca dell’affidamento in prova (dello scorso novembre, ndr) e un anno di liberazione anticipata che ho perso».
Tutta questa indagine sui soldi in contanti, poi, secondo l’ex ‘re dei paparazzì, è stata solo «una messa in scena assurda» e «poi dicono che non c’è il fumus persecutionis! Sono 12 anni che sono indagato e rinviato a giudizio, quando si parla di me è tutto sproporzionato, tutto abnorme». E ancora: «Quando ero in affidamento mi fermavano in ogni paese e in ogni provincia sperando di sbattermi in carcere di nuovo per ogni minimo cavillo, cercando quei 5 minuti di celebrità che vogliono tutti».
Riguardo alle accuse contestate (intestazione fittizia di beni, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte, violazione delle norme patrimoniali sulle misure di prevenzione) Corona ha ribadito che «non ho commesso alcun reato, ho fatto tutto secondo le regole, non c’è niente di illegale e quei guadagni erano leciti», frutto del ‘nerò, come spiegato dalla difesa, delle sue serate e campagne pubblicitarie. Solo un problema fiscale, dunque, e «quei soldi io li nascondevo al Fisco».
Corona si è rivolto, poi, direttamente ai giudici che ha ringraziato più volte: «Io mi ero ritrovato e poi sono stato sfortunato, ma sono un brava persona e con la mafia e le accuse della Dda non c’entro nulla». Infine, il tributo alla sua «piccola famiglia». In aula, oltre a tanti fotografi, operatori tv e cronisti, anche fan e amici, la mamma, il fratello e la fidanzata Silvia Provvedi, del duo musicale ‘Le Donatellè. «Io ho loro – ha concluso – non voglio i soldi sequestrati, potete tenerli, ma assolvetemi perché il mio cumulo di pene rischierebbe di arrivare fino a 21 anni e io sono stanco e ho anche paura per mio figlio».

Gb, rivelate le registrazioni in cui Lady D parla del suo matrimonio: «Lo sentii giurare amore eterno a Camilla»

Per vent’anni quelle registrazioni sono rimaste segrete. Solo adesso le cassette con la verità di Lady D sul suo matrimonio con il principe Charles fanno capolino ed esplodono come una bomba su Buckingham Palace.

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Era il 1991 quando Diana, devastata dalla frustrazione, iniziò a registrare alcune cassette in cui raccontava il suo punto di vista sulla crisi matrimoniale con il marito e della relazione con Camilla Parker Bowles. Allora in pochi sapevano, ma lei iniziò quel racconto decidendo di consegnarlo nella mani di Andrew Morton, autore del libro “Diana: la sua vera storia”. A un’unica condizione: che la sua collaborazione non venisse rivelata. Adesso, a vent’anni dalla sua morte, il libro sta per essere ripubblicato con le trascrizioni in cui, come sottolinea il Daily Mail, la principessa del Galles racconta la sua battaglia con la bulimia, il primo incontro con Charles, i tentativi di suicidio, lo sgomento nello scoprire che in quel matrimonio non erano in due, ma in tre. «Sentii che diceva a Camilla: “Ti amerò per sempre, qualunque cosa accada».
L’incontro con Carlo. Il racconto ha inizio dal giorno in cui conobbe il 29enne Charles nella sua casa di Althorp a Northamptonshire, nel novembre 1977, quando aveva appena 16 anni. In quel momento il principe frequentava sua sorella Sarah, 22. «Il primo impatto è stato: “Dio, che uomo triste.” Era venuto con il suo labrador». Poi il racconto si snoda passando per il trentesimo compleanno a Buckingham Palace del principe «Fino a quel momento lo avevo visto per circa due anni insieme a Sarah. Quando ha compiuto 30 anni mi è stato chiesto di andare. “Perché Diana deve venire?” chiese mia sorella. Io risposi che non lo sapevo, ma mi sarebbe piaciuto». Poi l’incontro a casa di amici di famiglia del principe Filippo, le prime chiacchierate, i suoi giorni a Balmoral (dove in quel periodo soggiornava anche Charles) e il ricordo: «Mr e Mrs Parker Bowles erano presenti a ogni mia visita».
La casa a Londra. Quando Diana compì 18 anni, i genitori le acquistarono un appartamento di tre camere da letto nel sud di Kensington che condivideva con tre ragazze, Virginia Pitman, Carolyn Bartholomew e Ann Bolton. Sulla porta della sua camera da letto erano scritte le parole “Chief Chick” (capo pollastrella). «Era bello vivere in un appartamento con le ragazze. Mi è piaciuto molto, era fantastico. Ho riso tanto». Poi il suo ricordo del lavoro come maestra in una scuola materna e come tata. «I miei datori di lavoro erano spesso severi».
La casa fuori città. «Charles mi ha detto che voleva una casa in Cornovaglia, ma è solo a 11 miglia da quella di Camilla. Ha scelto la casa e io sono andata solo dopo che l’aveva acquistata. Aveva dipinto tutte le pareti bianche. Voleva che andassi, anche se non eravamo fidanzati. Io pensavo che fosse sconveniente».
La proposta di matrimonio. Il 3 febbraio 1981 il principe Carlo, allora 32enne, si propose a Diana, all’epoca 19enne, nel Castello di Windsor. Il loro fidanzamento fu annunciato tre settimane più tardi, il 24 febbraio. Lo stesso giorno, in un’intervista alla BBC, Charles, quando gli venne chiesto se fossero innamorati, rispose: «Qualsiasi cosa significhi amore». Diana ricorda: «Mi disse: “Mi sposerai?”. Ho riso e ricordo di aver pensato che era uno scherzo. Poi dissi: “Sì, va bene”. Poco dopo con aria seria e grave mi disse: “Ti rendi conto che un giorno sarai la regina?”. Una voce dentro di me mi disse: “Non sarai regina, ma avrai un ruolo duro”. Risposi: “Io ti amo, ti amo tanto”. E lui disse: “Qualsiasi cosa significhi amore”. Pensavo che mi amasse, che lo avesse detto. Era grandioso. Poi corse da sua madre e la chiamò al telefono per dirglielo. Nella mia immaturità, che era enorme, pensavo che lui fosse molto innamorato di me.
L’annuncio alla famiglia e il rapporto con la stampa. Tornata a casa dalle sue coinquiline Diana raccontò della proposta di matrimonio. «Solo da quel momento mi fu concesso di chiamarlo Charles. Fino al fidanzamento dovevo chiamarlo Sir. Tornai a casa e raccontai tutto alle ragazze. Abbiamo gridato di felicità e siamo uscite tenedoci strette il nostro segreto. L’indomani chiamai la mia famiglia: papà e mamma erano entusiasti. Dopo sono partita per l’Australia per tre settimane con mia madre. È stato un disastro: lui non mi ha mai chiamata e ogni volta che provavo a contattarlo io, era sempre fuori. Mi dicevo: “È molto occupato”. Tornata dall’Australia bussano alla porta e mi viene consegnato un mazzo di fiori. Sapevo che non venivano da Charles, non c’era un bigliettino. Era qualcuno molto diligente dal suo ufficio». Da lì a poco cominciò il suo rapporto tormentato con la stampa: «Seguivano ogni mia mossa, era insopportabile. Capivo che era il loro lavoro, ma vivevo con gli obiettivi addosso tutto il tempo. Affittarono pure un appartamento di fronte al mio, davanti alla mia camera da letto. Non era giusto per le ragazze. Una volta mi sono dovuta calare con un lenzuolo dalla finestra della cucina per uscire con Charles. Tuttavia sono stata sempre educata, costantemente civile. Non ero mai scortese. Non ho mai gridato. Ma dentro le quattro mura piangevo perché non ho mai avuto il supporto da parte di Charles e dall’ufficio stampa del Palazzo. Charles ogni volta che mi chiamava diceva: “Povera Camilla Parker Bowles. L’ho chiamata al telefono stanotte e dice che c’è molta stampa a Bolehyde”. Gli chiesi quanti fossero e mi rispose almeno quattro. Mio Dio, lì fuori ce n’erano 34! Ma non gli dissi nulla. Non mi sono mai lamentata perché credevo che non fossi nella posizione di farlo. Grazie a Dio il fidanzamento fu ufficializzato e io andai a Clarence House. Nessuno mi accolse. Era come stare in un hotel. Ricordo che venivo svegliata di mattina da una signora anziana molto dolce. Ricordo l’ultima volta che lasciai il mio appartamento. Un poliziotto mi disse: «Voglio solo che tu sappia che questa è la tua ultima notte di libertà nel resto della tua vita, perciò usala al massimo. Era come se una spada mi si fosse conficcata nel cuore».
Il pranzo con Camilla. «L’ho conosciuta molto presto. Ero una ragazza molto giovane, ma ero una minaccia. Quando sono arrivata a Clarence House, c’era una lettera sul mio letto da parte di Camilla, datata due giorni prima, in cui scriveva: «Ho letto le eccitanti notizie sul fidanzamento. Facciamo un pranzo quando il principe del Galles va in Australia e in Nuova Zelanda. Sta fuori tre settimane. Mi piacerebbe vedere l’anello. Tanto amore, Camilla». Ho pensato “Wow!” e ho organizzato il pranzo durante il quale mi chiese se andavo a caccia a cavallo. “Tu non andrai a caccia quando andrai a vivere a Highgrove, vero?”. Dissi: “No”. Rispose: “Volevo solo sapere”. Pensavo solo fosse interessata. Ero ancora troppo immatura per capire tutti i messaggi che arrivavano».
La relazione con Camilla e l’isolamento a Buckingham Palace. Dopo pochi giorni, Diana si trasferì da Clarence House a Buckingham Palace. «Non c’era energia e mi sentivo sola. Non riuscivo a credere quanto tutto fosse freddo». Da lì a poco la scoperta della relazione di Charles con Camilla.
«Le bugie e l’inganno! La prima cosa che mi ha colpito è che il mio futuro marito mandava fiori a Camilla Parker Bowles quando stava male: “A Gladys da Fred” si leggeva sul bigliettino. Non affrontai il problema, gli chiesi solo di essere onesto con me. Ero l’unica a progettare il matrimonio, perché lui era in tour in Australia e in Nuova Zelanda. Un giorno ero nel suo studio a parlare con lui, quando il telefono squillò. Era Camilla. Sono uscita dalla stanza e li ho lasciati a parlare.
Una volta lo sentii parlare al telefono nel suo bagno. Diceva: “Qualunque cosa succeda, ti amerò sempre”. Gli ho detto dopo che avevo ascoltato e abbiamo litigato. Qualcuno dal suo ufficio mi disse che aveva fatto un braccialetto per lei: una catena d’oro con un disco smaltato in blu con le iniziali “G e F” intrecciate. Entrai un giorno nell’ufficio e chiesi al personale cosa fosse quel pacco. Mi fu sconsigliato di aprirlo, ma io lo feci lo stesso. Mi dissero che lo avrebbe dato a lei quella stessa notte. Rabbia, rabbia, rabbia! Perché non può essere onesto con me? Aveva trovato la vergine, l’agnello sacrificale, e in qualche modo era ossessionato da me. Il suo umore era altalenante. Era lunedì, il mercoledì ci saremmo sposati. Lui era andato da lei. Pranzai con le mie sorelle che erano lì e dissi loro che non potevo sposarlo, che non potevo farlo. Loro mi risposero: “Duch (il suo soprannome d’infanzia), il tuo viso è stampato sulle tovagliette da tè, è troppo tardi per tirarti fuori”».
La bulimia. «La bulimia è iniziata la settimana dopo che ci siamo fidanzati. Una volta mio marito mise la mano sul mio girovita e mi disse: Oh, un po’ di ciccia qui, no?”. E questo mi ha scatenato qualcosa dentro. In più c’era la cosa di Camilla. Ero disperata. La prima volta che mi è stata misurata per il mio abito da sposa, la vita misurava 74 centimetri. Il giorno in cui mi sono sposata era 58. Mi sono ridotta a niente da febbraio a luglio».
Il primo evento pubblico e i commenti di Charles. Nel marzo del 1981 Diana ha accompagnato il Principe Carlo per il loro primo impegno pubblico insieme alla Goldsmith’s Hall. Quella sera indossava un abito da sera in taffetà nero senza spalline disegnato da Elizabeth e David Emanuel, che poi avrebbero confezionato il suo abito da sposa. «Ricordo bene il mio primo impegno. Ero così eccitata. Avevo il mio abito di Emanuel e pensavo fosse perfetto per la mia età. Ricordo di essere entrata nello studio di marito che, appena mi vide, disse: “Non verrai con quel vestito, vero?”. Io risposi di sì. E lui continuò: “È nero! Solo le persone in lutto indossano il nero!». E io dissi: «Sì, ma non sono ancora parte della tua famiglia”. Il nero, a 19 anni, per me, era il colore più cool che ci fosse. Avevo un vero abito per adulti. Quella notte ho imparato una lezione. Ricordo di aver incontrato la principessa Grace, era meravigliosa, ma aveva l’aria travagliata. Quella sera notò com’ero spaventata e mi portò via dalle altre signore per parlare un po’ con me. Le raccontai del mio isolamento, delle paure per il futuro. Lei rispose scherzando: “Non preoccuparti, potrà solo peggiorare”. Fu una serata orrenda. Non sapevo in quale mano tenere la borsa, se dovevo uscire prima io dalla porta. Ero terrorizzata. Mi mancavano le mie ragazze, volevo tornare lì, sedermi e ridere, scambiarci i vestiti e parlare di cose stupide. Volevo semplicemente tornare nel porto sicuro».

Eros Ramazzotti, dedica d’amore alla moglie… ma un particolare non sfugge al pubblico

Dal palco dei Wind Music Award, Eros Ramazzotti si è rivolto direttamente alla moglie e le ha fatto una dedica d’amore emozionando l’Arena di Verona.

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Ma un particolare non è passato inosservato al pubblico… chissà se lo ha notato anche la dolce metà del cantante romano.

“Cherry Season”, su Canale 5 torna la soap rivelazione

Su Canale 5 torna “Cherry Season – La stagione del cuore”, la soap opera turca rivelazione del 2016 accolta da numeri record nella scorsa stagione: una media di oltre 2 milioni di telespettatori con puntate che hanno superato il 25% di share. A partire dal 5 giugno, dal lunedì al venerdì alle ore 14.45, saranno in onda i nuovi episodi in prima visione. Le vicende girano intorno alla tormentata storia d’amore tra la stilista Öykü Acar e l’architetto Ayaz Dinçer.

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Il fenomeno dalla televisione si è allargato anche on-line. La soap è stata, infatti, uno tra i prodotti seriali più seguiti anche sul portale “Mediaset on demand”. Online sono nati centinaia di blog dedicati alle vicende dei protagonisti, tra migliaia di like sulle pagine Facebook e le discussioni nate sui social riguardo alla serie.
Lo scorso anno abbiamo lasciato i due protagonisti, Oyku e Ayaz, durante una vera e propria fuga d’amore destinata alle nozze. Riusciranno i due ragazzi a coronare il loro sogno d’amore?