Johnny Depp “malato” di lusso, non gli bastano due milioni al mese

Nonostante i milioni guadagnati durante la carriera, Johnny Depp potrebbe trovarsi presto con il conto in rosso. Colpa di uno stile di vita extra-lusso a cui il divo non riesce proprio a rinunciare. Una vera patologia secondo i due ex commercialisti Joel e Robert Mandel, della Mandel Company, che in tribunale hanno dichiarato come i due milioni di dollari spesi ogni mese dall’attore non siano più sostenibili per le sue finanze.
Da tempo le spese folli di Depp preoccupavano i libri contabili.

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Quando i suoi commercialisti glielo fecero presente, qualche mese fa, lui in tutta risposta li licenziò con l’accusa di avergli rubato i soldi. Proprio per questo adesso è in causa con loro e in tribunale i due hanno dichiarato che le mani bucate dell’attore sono conseguenza di una patologia.
Secondo Joel e Robert Mandel, infatti, Depp ha bisogno di essere seguito da un medico. Per vent’anni ha speso circa due milioni al mese, tra aerei privati, vini pregiati, yacht, residenze da sogno (14 in tutto) e persino un castello in Francia. A tutto questo nell’ultimo anno si è aggiunto anche il divorzio da Amber Heard, a cui ha dovuto versare sette milioni di dollari a titolo di risarcimento.

Tragedia Chape, le ultime parole della copilota e modella

Non solo la Chape. Anche la Bolivia piange i suoi morti nella sciagura di Medellin. Tra le cinque persone di La Paz che hanno perso la vita in Colombia c’è Sisy Arias, una ragazza di 29 anni, modella e che era la copilota del volo LaMia. A renderlo noto è la stampa locale, precisando che Sisy lavorava spesso quale modella.

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«Più che le passerelle la sua passione erano gli aerei. Il tragico volo di Medellin – il primo che faceva per LaMia – rientrava nelle pratiche che doveva svolgere quale piloto civile, studi che aveva iniziato due anni fa negli Stati Uniti, dove viveva», ricordano i media di La Paz. «Era rientrata in Bolivia per raggiungere le mille ore di volo, in modo di poter entrare in una grande compagnia aerea», ricordano ancora i media, precisando che «non era impiegata della LaMia».
Sisy lascia due figli (Matias, di 10 anni, e Mariana, 7) ed è a sua volta la figlia minore del giornalista Jorge Arias, molto noto a La Paz dove è proprietario di una rete tv. «È stato Arias a dare la notizia della morte, pubblicando su sulle reti sociali la triste notizia», sottolineano i media locali, precisando che l’uomo si trova ora a Medellin per riportare a La Paz il corpo della figlia.
«Sisy aveva rifiutato la sicurezza economica che rappresentavano le imprese del padre, amava la libertà dei cieli», ricordano i media, che dedicano articoli e immagini alla giovane modella-pilota. Tempo fa, precisa il quotidiano El Deber, nel commentare il mestiere che aveva scelto quale professione, la ragazza aveva sottolineato che «la sensazione di stare lassù è incredibile, anche se è vero che qualche volta pensi al fatto che i motori possono avere un guasto, ma so anche che volare è un modo per arrivare dove vuoi». «Che Dio ti accolga nella gloria, bambina mia, ti amerò sempre: te ti sei solo anticipata di un pò, e questo non è un addio», ha scritto il padre su Facebook.